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(Questo articolo prende
spunto da una risposta data alla mail di una cara amica, anch’essa
praticante di Dharma, e discepola di diversi Lama Tibetani, di cui da almeno
20 anni segue gli insegnamenti, così come io stesso ho fatto per oltre
vent’anni, fino a che…)
Ciao Alberto, prendo la
scusa di darti un messaggio che ho ricevuto oggi e che ha la sua importanza,
per mandarti questa mail, per farti un saluto e dirti che non mi sono
scordata del nostro prossimo appuntamento del 16 ottobre per ricordare
insieme Cristina. E tu come stai? Procede tutto bene? Io mi agito nel
samsara, come so fare tanto bene, anche se ogni tanto, non per merito mio,
riesco a calmarmi un po' e prendo una boccata d'aria pura. Come va il tuo
centro? Avete già riaperto? Mandami tue notizie, quando puoi, così potrò
sapere "dove" sei... Baci. Aurelia. |
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“Ciao cara Aurelia. Il messaggio l'avevo ricevuto anch'io da Pomaia,
comunque grazie, così se qualcuno non mi arriva, ci pensi tu. Si, il centro
lo abbiamo riaperto lunedì, ma siamo sempre i 'soliti' quattro gatti. E'
incredibile quanta poca fiducia le persone hanno in chi non ha vesti lunghe
e altisonanti nomi esotici... tuttavia, però, se nessun essere umano
'normale' non riuscisse davvero a diventare come i 'maestri', allora non
avrebbe proprio senso praticare il Dharma, se non per i piccoli scopi
personalistici per cui le persone spesso lo usano… Invece, il Buddha aveva
ragione... Chiunque, se realmente segue la dottrina e 'crede' veramente
nelle sue istruzioni, può diventare come lui (facendo le debite
proporzioni...). Però la cosa richiede degli sforzi straordinari, anzi 'disumani',
perchè sono ben pochi coloro che tentano di smettere di 'attaccarsi' al
samsara (con tutte le sue attrazioni e adescamenti, e con tutte le sue
presunte necessità). Voglio dire che sono pochissime le persone che hanno
smesso di correre dietro ai... fenomeni (ivi comprese le stesse persone...).
Nel samsara c'è tutta una strategia per far
rimanere le persone attaccate al mondo dei fenomeni... Per esempio, anche le
comuni caratteristiche umane del comunicare, del pensare e del fare
attività, se sono fatte con l'idea che si sta facendo qualcosa di 'reale'
(mentre invece, come il Dharma chiarisce non sono altro che atti illusori)
non permetteranno mai alla mente di distaccarsi da tutte queste attività, e
quindi la mente ne resterà sempre legata. Ecco perchè poi anche i proseliti
che frequentano centri e maestri da lungo tempo non sono in grado di
'spiccare il volo'... Solo qualcuno assai raramente ce la fa... perchè in
questo qualcuno c'è stata la 'vera comprensione' e si è sforzato al massimo.
E tutto questo senza che nessun altro lo sappia, lo possa capire, o lo possa
credere.... In ogni caso, è molto difficile riuscire a mantenersi in questa
comprensione se si continua ad essere 'attivi' nel mondo. L'attività nel
mondo può essere ripresa solo dopo che uno ha superato la fase del 'protagonismo'.
Cioe, in definitiva quando non gli importa più niente di partecipare o meno,
e malgrado ciò, egli può partecipare. Quando non crede più alla presunta
'realtà' dei fatti, né delle persone davanti a sè e nemmeno più alla realtà
di se stesso... Spero di non averti ulteriormente confuso le idee... Un caro
abbraccio, Albert”.
Fin qui, la risposta data alla mia amica. Ma,
con l’occasione, mi sembra davvero il caso ed il momento di sviscerare
questo argomento sulla validità dell’autorità spirituale di quei rari
studenti di Dharma che, diversamente dalla massa che pratica distrattamente
e poi di solito resta incatenata alla continuità delle sue abitudini
mondane, si trasforma invece totalmente nelle abitudini, nei comportamenti e
nei modi di vedere, tanto da divenire profondamente distaccati dal mondo
esterno e dal resto dell’umanità, fino al punto di rinchiudersi in un
silenzioso isolamento interiore ed esteriore. Naturalmente, queste coscienze
che preferiscono chiudere la porta della mente alle vicissitudini ed agli
eventi di questo mondo che si porta dietro piaceri e dolori, sono davvero
assai rare e non solo perché rare sono le occasioni in cui queste coscienze
possono incontrare il vero Dharma, ma anche perché la loro determinazione ed
il loro affidarsi arditamente alla verità sono doti fuori del comune.
Infatti, non basta venire in contatto con maestri autentici in autentici
luoghi di spiritualità, per poter diventare idonei contenitori della più
pura capacità di comprensione. Molti sono quelli che si avvicinano alle
sorgenti del Dharma, molti anche quelli che provano a bere la sua acqua…. Ma
invero pochi sono coloro che ne comprendono gli occulti significati
misteriosi e interiori.
Perciò, vi lascio immaginare come possono
essere considerati questi veri adepti dalle persone che la spiritualità
segreta la prendono con leggerezza e scarso interesse. Il più delle volte,
almeno fino a che non diventeranno dei maestri famosi e riconosciuti, essi
sono presi per pazzi mitomani o peggio ancora, per falsi ciarlatani
mentecatti. Cosa che, ovviamente, certamente non sono. Forse un po’ pazzi
essi lo sono, di certo non nel senso mondano, tuttavia imbevuti di quella
sorta di ‘pazza-saggezza’ di cui anche il maestro Tibetano Choghyam Trungpa
parla nei suoi libri. E questo dimostra il perché essi non vengono capiti
dalla maggioranza degli altri ‘spiritualisti’. Anche perché, quelli che
invece potrebbero capirli, non hanno certo l’intenzione di criticare o
intrufolarsi nelle faccende personali degli altri. I veri ‘Illuminati’ non
stanno certo a sindacare se c’è anche qualche altro individuo che si è
illuminato. Ne sono felici e basta.
Ma siccome in questo mondo coloro che
inseguono soltanto gratificazioni e successo, perfino di tipo spirituale, in
realtà mantengono tutte le loro nocive negatività mentali, ecco che essi,
non sapendolo fare su se stessi, non possono fare a meno di criticare e
giudicare gli altri. In fondo qual è la loro ambizione? Arrivare ai massimi
livelli mondani ed essere rispettati e venerati da tutti gli altri… Questa
loro pervicace visione dualistica della ‘realtà’ è come quando nei sogni
notturni si sogna di essere diventato un Re con tutti i propri sudditi che
stanno intorno a servirci…. Ma poi, al mattino, quando il sogno svanisce,
cosa resta di questa illusione? Così è nella vita di tutti i giorni. Se uno
mira ad inseguire di diventare un capo, anche spirituale, ed avere intorno a
sé un mucchio di sprovveduti discepoli o seguaci, cosa avverrà alla sua
mente quando poi la sua vita sarà conclusa e la sua mente non avrà raggiunto
la ‘verità’?
Ecco perché è assai più importante inseguire e
arrivare a comprendere la vera ‘verità’ anziché continuare a vedere il mondo
nella sua precostituità falsità illusoria. Se uno finalmente comincia a
vedere se stesso, gli altri e tutto il mondo, allo stesso modo di come
dovrebbe vederli e riconoscerli in un sogno notturno, allora di sicuro
l’interesse per quello che fanno le altre persone scemerà di colpo e si
preoccuperà molto di più su come mettere a tacere la propria mente-scimmia
che, del tutto incontrollata, continua a saltellare qua e là, a giudicare
questo e quello e a sindacare su tutto quanto succede intorno a sé, e
purtroppo solo quello!. |
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