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Poichè, di solito, il sesso è già di per sé
una forte attrattiva e una potente calamita che spinge le persone fuori di
sé per farle aggrappare fisicamente e mentalmente ad un altro individuo di
sesso opposto (o almeno, questo è ciò che avviene in natura nella maggior
parte dei casi), il cosiddetto sesso sacro è usato dalle
persone illuminate per far dirigere le persone ‘normali’ verso la
spiritualità. Questi esseri illuminati, proprio per attirare gli esseri
‘ordinari’ verso il Dharma, diventavano delle ‘esche’, al fine di poter
essere afferrate dalle menti delle persone ottenebrate ed abituate a
trattare con i consueti fenomeni ‘normali’ del mondo ordinario (samsara).
Quindi, proprio come veri bodhisattva, essi scendevano nei meandri
della vita di tutti i giorni e utilizzavano la loro abilità nelle arti
amatorie per far innamorare i rispettivi partner occasionali.
I mahasiddha indiani e tibetani (e
probabilmente anche cinesi) usavano tutta lo loro potente virilità per
riuscire a far innamorare particolari donne che poi, quando erano ben
emancipate, diventavano a loro volta delle ‘realizzate’ che poi andavano a
caccia di determinati uomini, per ripetere tutta la faccenda… (0vviamente,
in tutto ciò giocava anche e soprattutto il ruolo del karma, dato che
solo persone con elevati meriti virtuosi potevano essere avvicinate dai
bodhisattva, per la loro redenzione). Così, tutte quelle persone che
venivano attratte dall’amo del bodhisattva, normalmente, diventavano a loro
volta individui speciali dotati di forte capacità intuitiva per comprendere
il Dharma e proseguire così l’apostolato.
Bisogna dire, comunque, che questa sorta di
iniziazione tramite l’approccio sessuale, o almeno tramite il
rapporto affettivo, non fu soltanto una prerogativa dell’Induismo e del
Buddismo. Vi sono innumerevoli esempi, più o meno approfonditi o rivelati in
modo parziale, anche in altre religioni. Già nell’antico Cristianesimo
possiamo leggere che Licia, una giovane fanciulla che era al seguito dei
discepoli e dei seguaci di Gesù Cristo, fece innamorare di sé un giovane
centurione, al fine di convertirlo alla ‘fede’, e grazie alle sue ‘grazie’,
a quanto sembra vi riuscì… E nell’Islam, ai devoti musulmani che applicano
bene la religione e le regole del Corano, viene promesso che dopo la loro
morte essi potranno arrivare in un celestiale paradiso, delizioso e pieno di
felicità, abitato da disponibilissime e bellissime vergini chiamate ‘uri’,
che sanno bene come ricompensare i baldi giovani che hanno meritato quel
paradiso… Vi sono comunque tanti esempi, per cui non serve che io ne faccia
un elenco. Basta saper sfogliare i testi sacri e si scoprirà che la
sessualità, se usata a fin di bene, è una magnifica ‘leva’ per poter aprire
la porta del cuore, e quindi per approdare alle sponde del Nirvana.
D’altronde, nel Buddismo, il sesso non è
mai esplicitamente vietato. Al contrario, noi troviamo che viene solo
raccomandato di ‘non fare sesso scorretto’, il che significa
che vi sono circostanze, periodi e persone in cui e con le quali il sesso
NON si deve fare. Ed è facile capire quali siano le persone, le circostanze
e i periodi in cui bisogna astenersi dal fare sesso. Sono tutte quelle volte
in cui il sesso produce dolore e sofferenza. Cioè, quando si fa soffrire
qualche persona a causa del voler ricercare il nostro personale piacere e
quindi, ogni volta che si provoca un dolore nella mente di un’altra persona.
Facilmente si capisce, perciò, quali siano le occasioni e le persone con le
quali bisogna astenersi dal fare sesso. In tutte le altre occasioni, quando
la natura e l’altra persona (il partner, o coloro da cui essa dipende) sono
permissive e consenzienti fino in fondo, allora possiamo utilizzare il sesso
per provare, e far provare gioia e felicità.
Oggigiorno, sembra che le cose che
riguardano la sessualità non siano più così facili, e forse nemmeno così
utili e vantaggiose. La morale sociale e religiosa più imperante è che il
sesso può essere fatto solo dopo il matrimonio ed a scopo procreativo.
Qualche eccezione la legge la consente a persone adulte consenzienti che
abbiano comunque la decenza di farlo in luoghi privati ed appartati. Ma,
quanto agli effetti ‘emozionali’ e psi-cologici che i rapporti sessuali
hanno sulla sfera sociale, la cosa viene lasciata al caso o solo alla
maturità individuale delle singole persone. Benchè vi sia un numero
crescente di ‘sessuologi’ che blaterano intorno alla sessualità, nelle
istituzioni pubbliche e sociali il sesso è e resta sempre un ‘tabù’, anche a
causa di una continua ‘degenerazione’ delle coscienze che, ai giorni nostri,
sono davvero ridotte allo stato pre-animale.
Forse, ed è appunto questa la conclusione
del mio discorso, oggigiorno nemmeno la religione e la spiritualità possono
più redimere il sesso e farlo tornare alla sua funzione di sacralità. Se,
continuamente, nella Chiesa Cattolica moltissimi sacerdoti e alti prelati
sono accusati, e spesso anche condannati, per i loro immorali atti sessuali
perpetrati nei confronti di ingenui giovani e donne che frequentano oratori
e sacrestie, ciò sta a significare che la funzione di sesso sacro
si è profondamente ‘trasformata’. Mancando un vero spirito di redenzione e
salvezza dell’anima nei riguardi dei nostri simili, oscurati dalla loro
ignoranza di ‘come le cose veramente sono’, quei religiosi di qualunque tipo
che oggi sono così invischiati nelle passioni del sesso, purtroppo cadono
nella egoistica trappola del mero sfogo personale. Ecco quindi perché, alla
fine, essi vengono travolti totalmente, restando imprigionati alle passioni
solo per il loro piacere personale, e non certo per un atto di compassione e
tenerezza verso gli ingenui succubi delle loro turpi manifestazioni.
Purtroppo, questo mistero del ‘sesso-sacro’
rimane oscuro ed ignoto ai profani, dato che esso si svela e viene
totalmente compreso solo dopo l’illuminazione. Infatti, è solo quando si è
compreso che ‘siamo tutti un’unica realtà, che è possibile sentirsi e
‘inter-relarsi’ come se fossimo tutti ‘un solo corpo’. A quel punto, così
come ognuno sa bene come far emergere il piacere dal proprio corpo,
manipolandolo senza alcun bisogno di creare disturbi in altre persone, a
quel punto, si sarà in grado di far sorgere il piacere in altre persone,
pensandole e trattandole come se fossero il nostro stesso corpo. Però questo
è il segno e la caratteristica di chi ha superato il limite egoistico della
persona comune, ed è in grado di usare il sesso allo steso modo di ogni
altra capacità umana, se e quando è usata allo scopo altruistico per aiutare
e non nuocere agli altri (vedi sul sito:
http://www.centronirvana.it/articolieinoltre17.htm)
Questo significa che, al giorno d’oggi, in
cui il sesso è spesso considerato quasi come una violenza fatta su qualche
altra persona, di solito ignorante in materia ed educata soltanto a non
essere usata come sfogo degli altrui istinti animaleschi, è molto meglio
applicare la ‘via della rinuncia’. Alla luce di questo, i bodhisattva
contemporanei hanno dovuto riadattarsi e riprogrammarsi. Oggi non è più
possibile (se non in particolari e rare circostanze) gettare l’esca della
sessualità tantrica per far abboccare le coscienze. Oggi è necessario saper
utilizzare meglio gli altri ‘mezzi-abili’, che sono la dialettica, la
metafisica, una buona capacità di convinzione, il carisma (quando c’è) e una
grande compassione mentale che sia in grado di espandere il suo amore per
gli esseri, perché non vuole più vederli soffrire e vuole portare le loro
menti sulla via della saggezza consapevole e dell’illuminazione. |
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