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E cioè, una sorta di ‘ologramma’,
una proiezione ‘virtuale’ del karma della nostra energia mentale, intesa e
percepita come ‘realtà’ a causa del velo di ‘illusione’ o
‘ignoranza-metafisica’ (avidyà) che ricopre e ottenebra totalmente la nostra
facoltà intellettiva.
Questa sorta di ‘nebbia-oscurante’ (cioè, nescienza, o ignoranza)
della vera realtà del modo di essere, riguardo alla essenziale natura dei
fenomeni che appaiono, e degli eventi che accadono in questo mondo
‘sognato’ dalla nostra mente illusa, è ciò che in termini tecnici, nel
Buddhismo e Induismo, è chiamato ‘samsara’. Questo ‘samsara’,
spesso è riferito come opposto a ‘nirvana’, volendo così
significare che quest’ultimo è la coscienza pura e immacolata in
grado di cogliere la vera realtà dell’essere, così come essa realmente è. Ma
allora perché, tutti noi esseri viventi che esistiamo insieme in questo ‘samsara’,
siamo globalmente e collettivamente preda della stessa magica
‘rete-di-illusione’ (maya) che appunto ci fa credere di essere
veramente ciò che crediamo di essere e ci fa credere in ciò che crediamo di
vedere? Il motivo è, come dicono i sutra del Buddismo, proprio
la nostra ignoranza-avidyà, che non ci permette di capire la fonte,
l’origine di questo strano e meraviglioso scenario di esistenza, che noi
chiamiamo ‘mondo’.
Se la coscienza, come è presumibile, attraverso i sensi e la stessa
mente percepisce una cosiddetta ‘realtà’ esterna e la considera ‘reale’, è
solo perché questo “senso-di-realtà” le proviene da essa stessa. Cioè,
bisogna intendere che solamente la coscienza è reale, e non tutto ciò
che essa percepisce… Infatti, quando questa coscienza lascerà questo mondo
(il livello energetico di manifestazione), non sarà essa a sparire,
bensì proprio ciò che lei percepiva, vale a dire, questo mondo. Anche se,
per le altre entità esistenti, sembrerà che quando una persona muore, sia
proprio essa a sparire da questo mondo, nella realtà dell’individuo che
lascia questa esistenza, è proprio questo mondo che invece svanisce…
Perciò, il vero significato di ‘realtà’ è quantomeno oggettivamente relativo
ed opinabile.
Perché questo è quello che veramente accade,
anzi è costretto ad accadere, in questo mondo ‘samsarico’ condizionato dal ‘KARMA’.
Tutto ciò che viene da noi interpretato, è a causa della ‘visione-dualistica’.
Cioè, il vedere il mondo solo nel suo effetto finale.
Se si potesse conoscere, e comprendere, la genesi di come il mondo è
stato costretto ad essere, si capirebbe facilmente che questo scenario, in
cui le cose appaiono in un modo così ‘preformattato’, non può essere frutto
di una scelta occasionale. Ma è il risultato karmico di scelte, e
conseguenti azioni, fatte da tutte le menti universali che hanno voluto
esistere ed entrare nella manifestazione e dai successivi risultati-evento,
resi obbligati dalla legge di ‘Causa ed Effetto’. Ecco perché, nonostante
che questa ‘visione-dualistica’ non sia la verità, per noi non vi è
assolutamente scampo dalla interpretazione di una presunta ‘realtà’ delle
cose così come ci appaiono, e in definitiva così come poi esse sono
effettivamente per noi.
Facciamo un esempio. Provate a toccare un
qualche oggetto non con le mani, o con il corpo, ma solo con la
vostra mente…. Vi accorgerete che non potrete percepirne la grossolanità
materiale, perché per sentire quella, dovreste usare il tatto, che è
l’organo di percezione della pelle e del corpo fisico il quale, appunto, è
anch’esso materiale. Però, se fermate la vostra percezione solo alla vista,
o al più all’udito ed al pensiero, quindi alle altre facoltà della mente
sensoriale, essendo queste più sottili del tatto e, quindi, della materia di
cui lo stesso corpo è formato, potrete consapevolizzare che gli oggetti,
toccati soltanto con i sensi più sottili, non presentano più la loro
tangibilità materiale in modo così fortemente e così ‘realmente’
sostanziale… Oppure, se i vostri occhi stanno distrattamente osservando
degli oggetti posti davanti a voi, ma la vostra mente nel frattempo sta
pensando a qualche altra cosa di fortemente coinvolgente, nel momento in cui
foste veramente e totalmente auto-consapevoli, vi accorgereste che gli
oggetti percepiti dagli occhi, privati però dell’energia della
focalizzazione attiva, quasi vi sembrerebbero come degli ‘ologrammi’, o
proiezioni luminose, senza vera sostanza.
Questi esempi, perfettamente constatati dai meditanti, provano che la nostra
presunta convinzione di una realtà esterna è solo apparente e immaginaria.
Tuttavia, questo non significa che noi dovremmo snobbare o svilire
completamente l’idea di una ‘realtà’ relativa che, invece, è ben esistente e
debitamente da considerare importante. Infatti, se noi non dessimo almeno un
certo senso di ‘verità’ alla realtà che ci circonda e che costantemente
viviamo nella nostra vita di tutti i giorni, potremmo correre il rischio di
affondare in un mare di ‘vuoto nulla’, che non è quella vacuità,
descritta dalle dottrine e dai sutra, piena di potenzialità e che fa
esistere tutto ciò che esiste. Una negativa ed errata interpretazione della
Vacuità, sarebbe nondimeno terribilmente pericolosa e deleteria, perché
oltre a non permetterci affatto di arrivare alla ‘comprensione’ della ‘verità’,
risulterebbe di nuovo essere la ‘causa-prima’ della nostra ignoranza-avidyà
di cui sopra, che è proprio quella ‘fonte-originaria’ che attiva la
diabolica e perversa catena dell’Originazione Interdipendente (pratityasamutpada),
causa delle samsariche rinascite e della nostra incapacità di ‘vedere’ la
vera realtà dell’Essere.
E a proposito di meditazione: chi ha praticato sul serio la giusta e
corretta ‘meditazione sulla vacuità’ sa perfettamente a cosa mi
riferisco, quando parlo di ‘mondo irreale’. Infatti, già nel corso della
seduta meditativa, ma in seguito anche giornalmente, nella cosiddetta
‘meditazione in azione’ (che è lo stato meditativo costante di un
realizzato), si impara a distinguere i vari stati della mente. Quello
coinvolto e attaccato che ‘crede’ nel mondo e nei fenomeni e che va tenuto
costantemente ‘sotto-controllo’, e quello silenzioso e distaccato, che
permette la libera visione e percezione delle cose senza sentirvisi attratti
e imprigionati. Nello stadio di mente libera e distaccata, il mondo stesso
non vi verrà più incontro… Infatti, cominceranno prima a diminuire, e poi a
cessare, tutte le influenze che rendevano la mente partecipe dello stato
coinvolto e attaccato tanto da farla essere costantemente protesa verso
l’esterno, proprio come accade alle persone cosiddette ‘ordinarie’, che sono
così ‘coinvolte e attaccate’ agli eventi ed alle persone con cui si
relazionano nella loro vita illusoria.
Io stesso, tempo addietro, quando non conoscevo la verità interiore, quasi
in modo morboso anelavo e bramavo le cose del mondo, le persone, gli
avvenimenti e cercavo che queste cose, persone ed eventi fossero sempre alla
mia portata. Caparbiamente desideravo il contatto e l’incontro con individui
‘importanti’, amici influenti, situazioni piacevoli e cercavo sempre la
compagnia di persone dell’altro sesso. E, queste cose, anche se non in
maniera soddisfacente, occasionalmente accadevano… Venivo anch’io cercato e
(talvolta) anche gratificato. Mi ricordo che, agli inizi e per tutto il
periodo in cui praticavo il Sentiero, ma ancora non conoscevo la verità,
qualcuno mi cercava per conoscerla a sua volta, qualche organo di
informazione mi cercava per delle interviste, perfino qualche personaggio
‘importante’ chiedeva informazioni su di me…
Per fortuna ora, e questo fatto mi conferma la mia avvenuta emancipazione
spirituale, io non cerco più nessuno. Non ho più alcuna ambizione ‘mondana’.
Non mi interessa più quel che succede ad un passo da me. Gli altri esseri
umani sono visti, dalla mia mente silenziosa e distaccata, come mere
rifrazioni speculari della mia stessa persona, ombre del mio essere che
esistono solo nella ‘realtà virtuale’ del mio sogno di vita. E, quindi, come
tutti i personaggi dei sogni notturni che al mattino quando ci si risveglia
svaniscono e spariscono, così i personaggi di ‘questo sogno vivente’ sono
tutti in procinto di sparire e svanire. Perciò, che cosa potrei mai
aspettarmi da essi? Ed infatti, quegli stessi personaggi che tanto inseguivo
prima e che a loro volta avevano con me interscambi e relazioni, ora sono
svaniti sul serio. In effetti, io non cerco più nessuno ma, pure, più
nessuno cerca me… A nessuno più importa se io conosco la verità, o meno.
Perchè questa è solo la mia verità, dato che questa verità, che poi è
la verità di tutti quando tutti capiranno di essere in realtà UNA
SOLA COSA, porta proprio alla vacuità. Che è, appunto, la verità del
vero modo di esistere dei fenomeni.
Tuttavia, non tutti gli esseri sono realmente spariti. Infatti, se qualcuno
viene da me per imparare il Dharma, allora io mi faccio in quattro per
insegnarglielo. La vera compassione del Buddismo è riscontrabile
proprio in questa situazione. Non tanto nel fare l’elemosina ad un qualche
essere che è stato punito dal suo karma, quanto quello di informare e
rendere consapevole quell’essere proprio del suo karma. Così,
anch’egli potrà dar avvio al suo cammino di liberazione ed emancipazione
(dal karma, e dalla sua condizione di miseria). Forse, questo mio oscuro
lavoro, in una sola vita non sarà sufficiente a redimere quell’essere
sfortunato, ma col tempo, in altre vite, l’aiuto dato dalla conoscenza del
Dharma, potrà veramente aiutare lui e tutti gli altri….
In conclusione, vorrei raccomandare fermamente a tutti di studiare e
comprendere bene il significato della dottrina della ‘vacuità’, anche
cercando lumi in questo sito, poiché solo comprendendo bene il vero
significato della vacuità si può arrrivare a concepire, serenamente e
felicemente, il vero modo di esistere dei fenomeni e di noi stessi, vale a
dire il mondo, che è tutto quanto quello che sta intorno e dentro di
noi, e che miracolosamente ci accoglie e ci ospita, fintanto che possederemo
questo corpo materiale, fatto della stessa sostanza di vacuità di cui è
composto tutto ciò che esiste. Il mondo è vero, fintanto che noi
crediamo di essere ‘veri’ nel modo in cui siamo soliti apparire, ma il
mondo diventa evanescente ed irreale come il sogno notturno, non
appena ci illuminiamo ed arriviamo a cogliere la nostra stessa vera
realtà di essere, cioè una pura e immacolata coscienza, o luminosa mente
spirituale, aldilà del nostro pesante e doloroso fardello materiale in cui,
invece, falsamente ci riconosciamo. |
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