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Pubblicato dal Gruppo Recitazione Sutra del
Diamante
Stampato e rilegato da Samjung
MunhwasaChungjeong-ro 37-18, Seodaemun-gu, Seoul - Prima stampa, dicembre
2010–Editore Kim,
Jae-Woong- ISBN: 978-0-9797263-7-8
INDICE dei Capitoli
I. Prefazione ... ... ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
II. Cenni storici ... ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
III. Il passato della vita di Wonhyo ... ...
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1. La Valle dei Castani ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
2. Perseguire il Cammino Spirituale ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
IV. Andare a studiare all'estero ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
1. Wonhyo e Uisang ... ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... .
2. Viaggio nel Tang ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
3. Abbeverarsi da un teschio ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... .
V. Ritorno alla vita mondana ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
1. Vivere con la gente ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
2. L’incontro con la principessa Yosok ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
3. Principessa Yosok e Solchong ... ... ...
... .... ... ... .... ... ... ... ... ... ... ... ..
4. Il Laico Sosong ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
VI. Aneddoti della Vita di Wonhyo ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ..
1. Il Tempio‘Oeosa’(Tempio 'Il mio pesce') ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
2. Il Maestro Tae-an edi Cuccioli di
Procione... ... ... ... ... ... .... ... ... ... ... ...
3. Salvataggio di un migliaio di monaci dalla
morte ... .... ... ... ... ... ... ... ... ...
4. Piana dell’Ornamento Fiorito ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
5. Kwangdok e Omjang ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ..
6. Wonhyo declina un'offerta dal Cielo ...
... ... ... ... ... ... ... ... … …. … … ….
7. Il Capolavoro del maestro Wonhyo:
Esposizione del Vajrasamadhi Sutra...
VII. Seguire il Sentiero del Buddha ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
1. Un raggio che Brucia in Eterno ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
2. L'Estetica della Mente Unica ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
3. Logica ed Etica del Hwajaeng (Armonizzarele
Dispute) ... ... ... … … … …
4. Filosofia del Ilche-Muae (Libero da
Tutto) ... ... ... ... ... ... ... … … … … …
5. Rompere il Pennello ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
VIII. Il significato contemporaneo del
pensiero di Wonhyo... ... ... ... ... ... ... ... ...
1. Lo Spirito di Wonhyo, Eterno Presente...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
2. La filosofia Buddista di Wonhyo... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... .... ... ... ...
3. Insegnamenti diWonhyo per i nostri tempi
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... …
IX. Deporre la penna ... ... ... ... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... …
Appendice
Estratti dagli Scritti di Wonhyo... ... ...
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... … …
Periodi della Storia Coreana
700.000 aC ~ 80.000 aC - Periodo Paleolitico
8.000 aC – 2000aC - Periodo Neolitico
2333aC - 108 aC - Antica dinastia
Choson: Il PrimoRegno di Corea
(Età del bronzo edetà del ferro)
57aC - 668 dC - Periododei Tre Regni:
Koguryo, Paekche e Silla
668dC - 935 Tre Regni
unificati sotto Silla
918 – 1392 Dinastia
Koryo
1392 – 1910 Dinastia
Choson
1910 – 1945 Occupazione
Giapponese
1948 Corea divisa in Nord
(DPRK) e Sud (ROK)
1950 – 1953 Guerra di
Corea
1986 Corea del Sud ospita
Giochi Asiatici a Seoul
1988 Corea del Sud ospita
Olimpiadi estive di Seul
1995 Corea del Sud entra a
far parte dell'OCSE
2002 Corea del Sud e
Giappone ospitano insieme la FIFA World Cup
2005
Corea del Sud ospita Vertice APEC a
Pusan
2010 Corea del Sud ospita Vertice del G20 a
Seoul
Nota - La Romanizzazione delle parole Coreane
in questo libro segue il sistema McCune-Reischauer, tranne nel caso di
figure di spicco e nomi di luogo per i quali sono meglio notele grafie
originali. Dopo aver letto questo opuscolo, si prega di non disperderlo e
magari donarlo ad una libreria o ad una scuola in modo che possa essere
condiviso con gli altri. Grazie.
I° - Prefazione
Nel 21° secolo, allorché l'umanità si muove
verso livelli di ricchezza materiale e sofisticazioni senza precedenti, le
etiche morali collettive e personali si sono deteriorate. Nel perseguimento
risoluto di convenienza e razionalismo, ci siamo trovati in un mondo dove
tutto è standardizzato e reso più comodo. In tutto il mondo, poichè le
disuguaglianze di ricchezza e le tensioni diplomatiche sono aumentate,anche
l’inimicizia tra le religioni e le sette è in crescita. In questi tempi
turbolenti, noi ci rivolgiamo alla vita e la filosofia del Maestro Wonhyo.
Il Buddismo fu trasmesso in Silla (57 aC - 935
dC) agli inizi del 6°secolo. Silla fu l'ultimo dei Tre Antichi Regni di
Corea che introdusse il nuovo insegnamento. All’inizio, a causa della
complessità delle sue dottrine e la scarsa familiarità dei suoi costumi, il
Buddismo era visto con un profondo sospetto dalla maggioranza del pubblico.
Tuttavia, i successivi Redi Silla mostrarono un crescente interesse per la
pratica e lo studio della nuova religione, e sostennero la sua propagazione
come mezzo per unificare il paese. Il risultato fu che il Buddismo poco a
poco mise radici nei cuori delle persone. I primi pionieri furono Ichadon,
Ado,Wongwang e Chajang. Successivamente, Wonhyo e Uisang furono accreditati
di costruire le solide basi del Buddhismo in Corea.
Di questi, Master Wonhyo (617- 686 dC) è
considerato il più importante. La sua influenza è andata ben oltre la Corea,
ed egli è tenuto in grande considerazione in tutto l’Est Asiatico. Nel corso
della sua vita analizzò dieci dei temi più controversi tra le sette buddiste
del momento, e risolse i loro diversi sistemi di credenze in quello che egli
chiamò'Buddhismo del Veicolo Unico'. Da allora, la tendenza del
Buddismo Coreano è stata verso la concordia piuttosto che verso la
frammentazione.
Wonhyo fu uno dei grandi intelletti della
storia, e accumulò una notevole quantità di conoscenze durante la sua vita.
Egli visse al di fuori dei confini di autorità e forma, scegliendo di vivere
una vita di muae, ovvero "di essere libero senza impedimento",
faccia a faccia con la realtà. Egli cercò di eliminare la distinzione tra
sacro e profano,e si unì liberamente con la gente comune, anche partecipando
a musica e balli. Questo è uno dei motivi per cui egli continua ad
esercitare influenza eun rispetto paragonabile a quello di famosi artisti
dei tempi moderni.
Nel ritratto di Wonhyo, conservato nel Tempio
Kouzanji di Kyoto, in Giappone, il suo aspetto è quello di un giovane fiero
guerriero, e non, come ci si potrebbe aspettare, quello di uno studioso
riservato o di un idealizzato monaco buddista. Si racconta infatti che "le
sue azioni e parole a volte furono selvaggiamente immorali, contravvenendo
così alle norme accettate". Nonostante il suo insolito aspetto e
comportamento, possiamo dedurre che la sua vita non fu immorale nel senso
più convenzionale, ma semplicemente che egli andò oltre i confini stabiliti.
Per questo motivo, i racconti della sua vita contengono sempre un elemento
di sorpresa, ed è più simile a una persona di una non familiare epoca
futura,piuttosto che una figura del passato.
Si crede cheWonhyo abbia scritto circa 100
opere, che comprende 240 volumi in totale (altre fonti dicono 85 opere e 181
volumi). Benché tutti gli originali di queste opere non siano sopravvissuti,
esistono copie scritte e stampe in legno delle principali opere, che
forniscono così una preziosa testimonianza della sua filosofia. Le opere di
Wonhyo rappresentano un pinnacolo nella tradizione Buddista Mahayana
dell'Asia Orientale. Esse comprendono tutte le varianti del Buddismo indiano
che aveva raggiunto la Cina, la Corea ed il Giappone, seguendo l'istituzione
del Buddhismo Antico dopo il Nirvana di Buddha Shakyamuni.
Dopo alcune centinaia di anni, le scuole
fondamentali dell'insegnamento, sviluppate a seguito del ministero di
Shakyamuni Buddha, diventarono di meno, come ad esempio le scuole Madhyamika
o della Via di Mezzo, Cittamatra o della Sola Mente-Coscienza,
dell’Ornamento Fiorito o Avatamsaka.
Poiché questi diversi filoni di pensiero erano
entrati in Cina tramite vari mezzi e in diversi periodi di tempo,si erano
formate molte più sette, così rivalità e controversie erano diventate molto
comuni. Anche se non aveva mai studiato all'estero, alla fine Wonhyo si
impadronì dei diversi sistemi di credenza buddista prevalenti nei paesi
circostanti, e fu in grado di praticarli molto obiettivamente. Le sue stesse
idee alla fine arrivarono ad esercitare una profonda influenza nei vicini
paesi di Cina e Giappone.
Wonhyo non apparteneva ad una particolare
setta, come lo possiamo vedere dal modo in cui egli visse la sua vita. Nei
suoi scritti, si avverte un tentativo di rompere con il'Soggetto
Individuale', che è una questione chiave nella filosofia moderna. Se un
pensatore andasse oltre la mera teoria e mettesse in pratica i suoi
insegnamenti, ci sarebbero molte cose che la vita di Wonhyo potrebbe
insegnare oggi a tutti noi.
Wonhyo dovette affrontare una grande quantità
di critiche dai vari accademici nel corso della sua vita. Ciò nonostante,
egli se ne sta solitario nella storia del Buddismo Coreano di 2000anni, non
soltanto per i suoi profondi insegnamenti e credenze, ma anche per il suo
straordinario modo di vivere, che fu una testimonianza vivente di queste
credenze. Benché profondamente esperto nelle varie scuole di pensiero, egli
si elevò al di sopra di quel formalismo settario sposato ad una dottrina
particolare. Per questo, egli è conosciuto come il fondatore del ‘Buddismo
Sincretico'. L’ideale che egli perseguì fu una perfetta comprensione
olistica del reale e dell’ideale. Pertanto,egli proposeil ‘Hwajeang',
cioè ‘Armonizzare le Dispute', e praticò il ‘Muae' ‘Libertà
senza Ostacoli'.
Nell'ambito della sua vasta erudizione, la
raffinatezza della sua logica, le sue opere ed il suo modo di vivere, che
alla fine superarono le sue teorie, noi troviamo i meriti di una grande vita
che può essere apprezzata in ogni epoca e in ogni civiltà.
II. Cenni storici
Nel 7° secolo, quando era vivo il Maestro Wonhyo, l’Eurasia stava entrando
in una nuova èra. La Cina-Sui aveva fatto senza successo un certo numero di
invasioni di Koguryo-Corea, ed alla fine fu dato avvio alla Dinastia Tang.
Il potere di questa nuova famiglia regnante si estendeva dall'Asia Centrale
fin verso l'Estremo Oriente. In Medio Oriente,dopo la fondazione dell'Islam
da parte del profeta Maometto col principio "Tutti sono uguali davanti ad
Allah", gli Arabi scacciarono l'Impero Bizantino per formare il primo Impero
Islamico Saraceno. Nel frattempo, Silla (57 aC - 935 dC) unificò la penisola
Coreana dopo un'intensa lotta contro Paekche (18 aC - 660 dC) eKoguryo (37
aC -668 dC), gli altri due antichi Regni di Corea.
Pure l'interazione tra Oriente e Occidente
aumentò notevolmente in questo periodo. Per via terra, la Via della Seta
partiva dal continente Cinese e la Strada Steppa a nord fino al
Mediterraneo. La Via della Seta fu aperta nel 1° secolo aC, e fu proprio per
questa via che l’Artedel Gandhara, in cui il Buddha è rappresentato in forma
umana in uno stile influenzato dall'arte greca, fu introdotta nell'Asia
Centrale, in Cina e Corea. Via mare, la Via Marina serviva il continente Sud
Euro-asiatico. Navi mercantili Persiane raggiungevano il Sud-est dell’Asia e
commercializzavano le loro merci fino alla costa cinese. Questi tre
principali percorsi del commercio - la Via della Seta, la Strada-Steppa e la
Via Marina - di fatto resero il mondo più piccolo, e dettero inizio alla
nascita di una nuova èra nella storia del mondo. Mentre alcuni ritengono che
tutto ciò si verificò durante l'Età della Vela nel 15° secolo, quando gli
europei esplorarono i nuovi continenti di Africa e America e stabilirono
nuove vie per la circumnavigazione, questa è una nozione più incentrata in
Europa.
Intanto in Cina, il Buddismo stesso stava
entrando in una nuova fase. Verso la metà del 7° secolo, il famoso monaco
buddista Xuanzang(1) ritornò dopo17 anni di studio in India (629 ~ 645). Una
volta a casa, egli fece la traduzione di 73 delle scritture Buddiste, che
oggi sono conosciute come le 'Nuove Traduzioni'.Questo nuovo canone era più
esteso di quello delle traduzioni precedenti, e portò alla nascita di una
nuova tradizione accademica nel sette Buddiste della Cina-Tang.
Silla, dopo aver unificato la Corea, aveva
assimilato le pratiche Buddiste degli altri due regni. E così, stimolato
ulteriormente dai nuovi movimenti all'interno della Cina-Tang, innumerevoli
Maestri Buddisti apparvero e cominciarono a propagare il Dharma. Quando le
più recenti Scritture tradotte furono introdotte e studiate più a fondo, le
basi un nuovo Buddhismo unico furono poste a Silla. Il Maestro Wonhyo di
Silla acquisì una visione totale dei tanti diversi sistemi Buddisti e le
tradizioni del tempo. Egli non solo armonizzò perfettamente il reale e
l'ideale, ma riuscì a perfezionare anche lo sviluppo del Buddismo Coreano.
(1)- Xuanzang è il personaggio principale
del ‘Viaggio in Occidente’, uno dei quattro Grandi Romanzi Classici della
Letteratura Cinese, noto per il personaggio di Sun-Wukong. "Il Re delle
scimmie”.
III. Il passato della Vita di Wonhyo
1. La Valle dei Castani
Wonhyo nacque nel 617 dC, durante il regno di
Re Chinpyong (579-632). Esattamente 90 anni prima, il Buddismo aveva
ottenuto il riconoscimento ufficiale a Silla sotto il re Pophung. Il luogo
di nascita di Wonhyo era Puljichon (Buddha LandVillage) nella Contea di
Amnyang della Provincia Nord-Kyongsang. Il paese era anche conosciuto come
Palji (Risveglio della Sapienza). Così come suggeriscono questi nomi, questa
era una regione fortemente associata con la pratica buddista.
Il nonno di Wonhyo si chiamava Sir Ingpi, e
suo padre Soldamnal era un funzionario del governo. Soldamnal e sua moglie
erano stati benedetti con tutto ciò che si potrebbe desiderare di avere,
tranne un figlio. Ogni alba, la moglie pregava devotamente il Buddha di
mandarle un figlio o una figlia. Una notte, forse in risposta alle sue
preghiere, fece un sogno di buon auspicio. Nel sogno, la stella più grande
che stava nel cielo cadde giù accelerando come una freccia e le trafisse il
seno. Sorpresa, si svegliò e lo disse al marito, che fu molto contento, e
ritenne questo un presagio che preannunciava la nascita di un bambino.
Infatti, subito dopo il sogno, lei cominciò a mostrare i segni della
gravidanza.
Un giorno, mentre stavano passando per la
Valle dei Castagni, improvvisamente lei ebbe le doglie. Dato che era troppo
tardi per tornare a casa, Soldamnal le tolse le vesti, e le appese sul ramo
di un albero di castagno come un improvvisato schermo, spargendo erba secca
sotto. Le ancelle di sesso femminile lo aiutarono a far nascere il bambino,
eSoldamnal pregò che sua moglie potesse partorire in modo sicuro.
Proprio in quel momento, cinque nuvole di
colore brillante e contrastante avvolsero il cespuglio dove la donna stava
partorendo. Le nubi presto riempirono l'intera vallata,e poco dopo risuonò
in essa il pianto di un neonato. Il nome dato al bambino fu Sodang (Wonhyo,
il nome con cui egli è noto oggi, letteralmente significa 'apparso
all'alba').
Questa storia ha alcuni elementi in comune con
la storia della nascita del Buddha Shakyamuni. Secondo il racconto, la
regina Maya ebbe le doglienel Bosco di Lumbini, sulla via di casa dei suoi
genitori in Koli, ed il principe ereditario suo figlio nacque sotto l’ombra
di un albero ashoka (albero locale). E’ detto che in questa
occasione, un raggio di sole di buon auspicio scese dal cielo verso la
terra, e raggiunse il figlio appena nato. Anche Wonhyo nacque sotto un
albero di castagno (anche esso un albero locale), e la sua nascita fu
accompagnata da un presagio simile.
2. Perseguire il Percorso Spirituale
Sodang era un bambino dotato, descritto come
un prodigio che "poteva dedurre dieci cose dopo averne appresa uno". Poiché
era anche un cavaliere di talento e buon lanciatore di giavellotto, egli
divenne poi un membro del Hwarang (lett. Il Fiore della
Gioventù), un gruppo di giovani soldati d'elite, sottoposti a rigorosa
formazione nel corpo e nella mente. Quando si imbarcò nel sentiero
spirituale, egli prese il nome 'Wonhyo', e poi trasformò la sua casa in un
monastero, che chiamò Chogae. Costruì anche un tempio accanto
all’albero di castagno che gli aveva dato rifugio durante la sua nascita,
chiamandolo Salasa.
Non è chiaro perché egli decise di rinunciare
al mondo all'età di 15 anni, mentre era ancora un seguace del Hwarang,
né da quanto tempo prima aveva deliberato di prendere questa decisione. Una
dicerìa è che egli aveva assistito alla morte in guerra di un compagno
Hwarang, e così dopo aver realizzato la brevità della vita umana, aveva
cominciato a inseguire la realtà che c’è al di là della morte.
Wonhyo apparteneva ai ranghi minoridella
società Kolpumdi Silla e le sue prospettive di scalataverso una
posizione di rilievo nel governo erano fortemente limitate. Perciò, alcuni
credono che il Buddismopotesse offrire ai membri del Kolpum una
prospettiva di elevare se stessi nella società, trascendendo i limiti
imposti dal sistema gerarchico.
Tuttavia, per spiegare la ricerca del
sentierodi Wonhyo semplicemente come mezzo di progresso sociale è
superficiale. Per tutti coloro che sono veramente devoti al sentiero
spirituale, il successo mondano e la fama non sono oggetti ambiti in quanto
tali. Per perseguire la Via, uno prima deve ambire soprattutto ad una vita
virtuosa ed, in questo contesto, le distinzioni trapersone fatte sulla base
di tempo, luogo e posizione sono prive di significato.
Egli scrisse una guida per giovani ricercatori
spirituali, chiamataPalsim Suhaengjang (Il Risveglio della
Fede e la Pratica), e resta una fonte di ispirazione e di fede per coloro
che sono nuovi nel Dharma Buddista. Questi scritti sono pieni delle sue
proprie esperienze di pratica, e descrivono il suo stato mentale nei giorni
in cui era più giovane.
“Le alte montagne e le ruvide vette sono i
luoghi dove dimorano gli uomini saggi. Foreste verdi e profonde vallate di
montagna sono la casa di coloro chepraticano. Quando si ha fame, si
raccolgono i frutti dagli alberi per calmare lo stomaco vuoto. Quando si ha
sete, ci si disseta con l'acqua dei torrenti. Anche se alimentiamo questo
corpo con prelibatezze e lo nutriamo con cura, è certo che alla fine noi lo
dovremo abbandonare. Ed anche se lo copriamo con bei vestiti, verrà il tempo
in cui la nostra vita dovrà cessare.
Una grotta nelle rocce che risuona con
echeggianti suoni, diventa la tua sala di recitazione. Le oche selvatiche
che stridono in solitudine, diventano i gioiosi compagni della tua mente.
Anche se le tue ginocchia sono fredde e intorpidite a causa dei continui
inchini, non c’è alcun pensiero per un fuoco. Anche se il tuo stomaco vuoto
si sente separato dal corpo, non hai nessun pensiero per la ricerca di cibo.
Prima che tu lo sappia, sarai un vecchio di un centinaio di anni, ed allora
perché trascuri di imparare il Dharma? La vita potrebbe mai essere
abbastanza lunga per noi da sprecarla così nell’ozio, e da rifiutare lo
studio degli Insegnamenti?”
Si ritiene che Wonhyo, in quanto ricercatore
spirituale, sia stato istruito da illustri maestri in ogni campo della
pratica, ed è molto probabile che studiò sotto rinomati monaci come Nangji,
Podok e Hyegong. Nel Buddismo, il termine'Maestro' è di solito associato con
il lignaggio del Dharma e con il suo continuato passaggio da maestro a
discepolo. Nel caso di Wonhyo, tuttavia, sembra che egli non ebbe né un
insegnante particolare né alcun discepolo, e questo è altamente
significativo. Un allievo impara dal maestro, e diventa a sua volta
insegnante per i suoi discepoli. Allo stesso modo, un genitore alleva un
figlio, che poi diventa un genitore, e così il ciclo continua. La relazione
tra insegnante e discepolo, ed il successivo passaggio, o trasmissione della
tradizione,tramite questa relazione, è un sistema comune nella vita umana
che si ripete costantemente. Il fatto di non avere avuto alcun insegnante,
dunque, significa risvegliarsi da se stessi all'illuminazione, e di esistere
al di fuori della legge di causa ed effetto. Se non si è legati alle leggi
di causa ed effetto, ‘risvegliarsi da soli' qui significa 'eternità'. Dire
che Wonhyo non seguì nessun insegnante, quindi, significa dire che egli era
un essere che aveva trasceso questo mondo e le sue leggi naturali.
IV. ANDARE A STUDIARE ALL’ESTERO
1. Wonhyo e Uisang
Il cammino spirituale non è necessariamente
una Via perseguita da soli, ed i ricercatori spirituali possono beneficiare
ed imparare dalla compagnia di amici praticanti. Wonhyo ebbe un compagno
simile in Master Uisang (625-702). Anche se Wonhyo e Uisang differivano in
termini di background familiare, di personalità, di metodi di pratica e di
punti di enfasi, ciascuno dei due teneva in gran considerazione il carattere
e l’insegnamento dell'altro.
Ci sono molte storie in cui i maestri Wonhyo e
Uisang appaiono insieme. La nota frase "Così parlò il Maestro Wonhyo ..."
compare più volte nei resoconti dei loro dedicati studi della setta Buddista
Avatamsaka (L’Ornamento Fiorito), e i discepoli di Uisang citano
frequentemente i dettidi Wonhyo. Quando il Maestro Uisang fondò il Tempio
Naksansa, si dice che Wonhyo l’abbia subito visitato per offrire
preghiere.
Nato da una nobile famiglia nel 625, a 19 anni
il Maestro Uisang rinunciò al mondo nel Tempio Hwangboksa a Kyongju,
la capitale di Silla. Nel 661, Uisangviaggiò nella Cina Tang alla ricerca di
un insegnamento più vasto. Si dice che Uisang dovette attraversare il mare
mosso per arrivare a Dengzhou, dove rimase per alcuni giorni presso la casa
di Liu Zhiren, un seguace laico. Liu Zhiren aveva una bella figlia di
nome Shanmiao, che si innamorò di Uisang a prima vista. Tuttavia, lei
non fu in grado di commuovere il ricercatore spirituale, la cui volontà di
studiare era infrangibile. Dopo aver lasciato la casa di Liu Zhiren, Uisang
andò a Changan, la capitale dei Tang,dove rimase per anni a studiare
le nuove scuole del Buddismo.
Per dieci anni, Shanmiao continuò invano a
provare amore per Uisang. Avendo saputo che lui era intenzionato a passare
dalla casa di suo padre prima di tornare a Silla, lei preparò un baule di
vestiti, stoviglie e utensili come regalo per il maestro, e attese il suo
arrivo.
Quando ciò avvenne, Uisang salì a bordo della
nave prima che lei potesse dargli il regalo. Stando in piedi sulla riva, lei
pregò: "Se la mia mente è sincera verso il Maestro, e totalmente pura, possa
questo baule arrivare nelle sue mani". Lei poi gettò lo scatolone in mare, e
questo fu trasportato sano e salvo a destinazione. Poi continuò, "Che questo
corpo diventi un dragone per proteggere la nave che trasporta il Maestro, e
possa aiutarlo nel suo servizio al Buddha". Poi saltò in mare, e in
adempimento del suo voto divenne subito un drago. Più tardi, quando Uisang
stava costruendo il Tempio Pusoksa, arrivò un gruppo di malviventi che si
mise a disturbare i lavoratori, e sotto forma di una roccia gigante sospesa
il drago apparve per scacciarli. Ecco perchéal tempiovenne dato il nome
Pusoksa, che letteralmente significa 'pietra fluttuante'.
Dopo aver costruito il Tempio Pusoksa, il
Maestro Uisang cominciò a propagare il nuovo Buddismodetto
“Ornamento-Fiorito” (Avatamsaka in Sanscrito, Hwaom in Coreano, Hua-yen in
Cinese, KegoninGiapponese), che sottolineava la necessità di mettere in
pratica gli insegnamenti, piuttosto che fermarsi alla semplice conoscenza.
Benché la sua filosofia si basava sul Buddismo dell'Ornamento Fiorito, egli
comunque praticò anche il Buddismo Kuanum (Avalokitesvara)(2) e la dottrina
della Terra Pura(3).
In una società basata su un rigido sistema di
caste, Uisang sottolineò l'uguaglianza degli esseri umani e fece tutto
quello che poteva per alleviare le sofferenze del grande pubblico. Quando il
re Munmu (regnò dal 661 al 681) si offrì di ricompensarlo con terreni e
servitù, Uisang cortesemente rifiutò, insistendo sul fatto che tutti sono
uguali davanti al Dharma, e che un praticante Buddista non può avere servi.
Quando in seguito il re iniziò la costruzione di un castello a Kyongju,
Uisanglo costrinse a fermarsi, dicendo: "Se un re regna saggiamente, la
semplice traccia di una linea sul terreno sarà una fortificazione che
nessuno oserà attraversare, e ciò eviterà ogni disastro. Ma se egli regna in
modo incauto, anche la Grande Muraglia Cinese non sarà sufficiente per
tenere fuori le disgrazie". In questo modo, l'influenza di Uisang si estese
ben oltre la comunità Buddista in tutti gli angoli della società.
Nel suo Hwaom Ilsung Popgyedo
(Schema di un Reame di Dharma dell’UnicoVeicolo di Buddismodell’Ornamento
Fiorito), Uisang distillò gli insegnamenti fondamentali di Buddismo dell’Ornamento
Fiorito, che egli insegnò e praticò. Malgrado la sua scomparsa avvenuta
all'età di 78 anni nel 702 dC, i suoi dieci principali discepoli
successivamente si sforzarono di diffondere gli insegnamenti del loro
maestro, e quindi Uisang divenne il fondatore postumo della scuola Coreana
dell'Ornamento Fiorito. Anche se Uisangnon andò mai in Giappone, egli ebbe
un notevole seguito tra i Buddhisti Giapponesi. Nel 1219 dC, fu dipinto un
rotolo a più pannelli chiamato Emaki Kegon (ora a Kozanji in Kyoto),
che documenta le avventure di Uisang sul suo viaggio in Cina.
Anche Wonhyo ebbe molti discepoli illustri, ma
egli organizzò i suoi seguaci in un modo diverso dal Maestro Uisang. Anzichè
diffondere il Dharma per mezzo di una setta organizzata, Wonhyo scelse di
interagire direttamente con il pubblico. Al fine di seminare i semi del
Buddismo nel cuore delle persone, egli visitò innumerevoli borghi evillaggi
in tutto il paese. Uisang, invece, rimase nella sua residenza sul monte
Taebaek e concentrò i suoi sforzi sulla formazione di discepoli.
Wonhyo mostrò anche un certo interesse per il
Taoismo e per le scienze mediche, mentre Uisang non si avventurò mai al di
fuori del Buddismo. Uisang mantenne l'aspetto di un rigido praticante,
mentre Wonhyo camminava per le strade sotto le spoglie di un uomo comune.
Anche se Wonhyo e Uisang ebbero un diverso
passato e differenti approcci alla vita, il loro sincero desiderio di
seguire il cammino spirituale, per illuminare le menti delle persone con il
Dharma del Buddha, erano sicuramente gli stessi. Questi due uomini
rappresentano contrastanti archetipi dei pionieri intellettuali nell'antica
Corea. Uno dedicò la sua intera vita ad uno studio serio, e l'altro si è
immerso nel mondo quotidiano, praticandola 'Grande Compassione'. Entrambi,
tuttavia, sono stati impegnati in uno sforzo instancabile per aprire le
porte della mente umana.
(2) Bodhisattva (Posal in Coreano) è
una parola Sanscrita, che letteralmente significa 'essere illuminato', e si
riferisce a colui che ha raggiunto un elevato livello di illuminazione, ma
ha inteso rinviare l’entrata nell’eterno Nirvana allo scopo di guidare gli
altri alla salvezza. Avalokitesvara (Kuanum in Coreano) è il Bodhisattva
della compassione, e il più venerato tra tutti i Bodhisattva. Si credeva che
avesse 1.000 braccia e 1.000 occhi, per poter vedere chiunque lo chiamasse
in aiuto, e poterli abbracciare salvandoli dal disastro.
(3) La Terra Pura è una
branca del Buddismo che si concentra su Amitabha Buddha, che si crede
presiedesse la Terra Pura. I seguaci credono che recitare il nome del Buddha
Amitabhanella vita presente li porterà a rinascere nella Terra Pura, o in
altre parole, a sfuggire il samsara, il ciclo di nascite e morti ripetute.
La semplicità di questa forma di pratica ha contribuito notevolmente alla
sua popolarità in tutta l'Asia orientale.
2. Viaggio nel Tang
La pubblicazione delle nuove traduzioni di
Master Xuanzang segnò un momento di grande cambia-mento per il Buddismo. In
termini di maturità intellettuale, latradizione Buddistadel 7° secolo in
Cina aveva raggiunto il suo zenit. Molti eruditi monaci parteciparono al
progetto di Xuanzang nel tradurre le nuove scritture, e lo studio del 'Nuovo
Buddismo' divenne rapidamente popolare. Non ci volle molto che le nuove
traduzioni raggiungessero la Corea.
Nel 650, cinque anni dopo che Xuanzang
tornasse dai suoi studi in India, Wonhyo e Uisang (di età rispettivamente
compresa tra 34 e 26), intrapresero un viaggio di studio nella Cina dei Tang.
In quei tempi, era comune fare il viaggio via mare. La via del mare
attraversava Liadong in Koguryo, che confina con la Cina. Liaodongera un
fondamentale collegamento di trasporto tra la Cina e la penisola Coreana.
Nell'anno 650, era anche un luogo di maggiore tensione a causa di una
recente invasione delleforzeTang. A causa di ciò, i due praticanti di Silla
furono erroneamente identificati come spie da una pattuglia di Koguryo,
mentre cercavano di attraversare la frontiera. I tentativi di spionaggio
erano comuni, e le spie spesso viaggiavano sotto le spoglie di monaci
itineranti. Inoltre, Silla e Tang in Cina erano alleati, mentre Silla e
Koguryo erano opposti l'uno all'altro.
Wonhyo e Uisang furono arrestati a Liaodong e
detenuti per diverse settimane. Infine ottenuta poi la loro liberazione,
fecero entrambi ritorno a Silla con grandi sforzi, frustrati nelle loro
speranze di studiare all'estero. Per Wonhyo, anche se il suo viaggio era
stato in ultima analisi inutile, le sue vivide esperienze di testimonianza
degli spietati fatti della guerra lo aiutarono notevolmente ad arricchire la
sua comprensione della vita, e lo assistirono nello sviluppo della sua
filosofia.
3. Abbeverarsi da un teschio
Wonhyo fece un secondo tentativo di studio in
Tang nel corso del suo 44°anno (661 dC), sempre in compagnia del Maestro
Uisang. Volendo attraversare il mare per la Cina Tang, essi viaggiarono
verso ovest. Quando raggiunsero il porto di Tanghang, il buio era già
caduto. Scontratisi con forti venti e pesante pioggia, furono costretti a
passare la notte in un rifugio sotterraneo. Quando la mattina dopo si
svegliarono, si resero conto che in realtà avevano trascorso la notte in una
stanza usata come sepoltura. La pioggia continuava, ed essi furono costretti
a trascorrervi una seconda notte. Durante quella notte, Wonhyo non riusciva
a dormire, tenuto sveglio da terrificanti suoni e visioni di fantasmi.
Questo evento fu l’occasione per il grande risveglio del giovane maestro.
Nella notte precedente la sua mente era stata
tranquilla, perché egli pensava di stare dormendo all'interno di un innocuo
rifugio. La seconda notte, però, poiché sapeva di dormire all'interno di un
luogo di morte e sepoltura, si sentiva molto a disagio. Da questa
esperienza, egli realizzò che: "Quando un pensiero sorge, si generano tutti
i dharma (fenomeni), quando un pensiero scompare, il rifugio e la tomba sono
una cosa sola".
“I tre mondi sono semplicemente la mente,
Tutti i fenomeni sono semplici percezioni.
Non essendoci alcun dharma fuori della
mente,
Che altro c'è da cercare? Non andrò più a
Tang”.
Pronunciando queste parole, Wonhyo dopo tornò
a Silla. Era stato svegliato da una grande verità, cioè che il Dharma non
esiste al di fuori della mente. La verità non è qualcosa che si può cercare
al di fuori di sé, ma è una realizzazione interiore. Wonhyo percepì così
l'essenza della mente che risiede all'interno del sé interiore di un essere
umano. Questa grande realizzazione del Maestro Wonhyo divenne famosa negli
anni successivi, ed è stata nuovamente concepita nella versione più famosa
della storia.
Secondo la storia, Wonhyo sentiva molta sete
durante la notte, e nel buio egli cominciò a cercare l'acqua. Ad un certo
punto, fu in grado di discernere un oggetto che sembrava come una zucca. Lo
raccolse, e scoprì che all'interno c'era dell’acqua. Egli la assaggiò, e
sentì che era molto dolce. Bevve il contenuto tutto d'un fiato, e dopo aver
soddisfatto la sua sete, dormì profondamente fino all'alba. La mattina
seguente, quando si svegliò, si ricordò di ciò che era accaduto e subito
cercò la zucca. Tuttavia, lì intorno non c’era nessuna zucca, perché egli
vide solo teschi umani sparsi sul suolo. La zucca, infatti,era stata uno di
questi teschi, e l'acqua dolce degustata era la pioggia che si era raccolta
al loro interno. Esaminando l'interno dei teschi, vide che l'acqua viva era
pullulante di vermi. La profonda realizzazione che egli ottenne attraverso
questa esperienza riportò la sua mente ad un Sutra di Dharma che aveva letto
nel testo ‘Il Risveglio della Fede’.
“Quando un pensiero sorge, sorgono tutti i
tipi di differenti menti,
Quando un pensiero scompare, tutte queste
diverse menti scompaiono.
Come ha detto il Tathagata, tutti i Tre
Mondi sono illusione,
Tutto è una mera invenzione fabbricata
dalla mente”.
Wonhyo realizzò che ogni immagine e fenomeno
ci arriva a causa della discriminazione all'interno della mente, e
nient'altro. Si girò verso Uisang e gli disse: "Mi hai visto soffrire la
sete ieri notte?"
"Ti ho visto in una grande pena, bevendo acqua
da una ciotola."
"Quando mi sono svegliato stamattina, ho visto
che non era acqua pulita quella che ho bevuto, ma putride acque piovane
raccolte all'interno di un teschio umano. Tuttavia, quando io ho bevuto, è
stato veramente rinfrescante, e in seguito ho dormito assai contento. Poi,
dopo la mia scoperta di questa mattina, ho vomitato e mi sentivo in grande
disagio. L'acqua di stamattina non è diversa da quella di ieri sera. Quando
non sapevo cosa fosse, l’ho trovata rinfrescante, ma quando poi ho fatto la
scoperta, mi sono sentito male. La purezza o la sporcizia di un dato oggetto
non risiede nell’oggetto stesso, ma invece dipende dalla discriminazione che
avviene all'interno della nostra mente. Ora, quindi, mi rendo conto che
tutto è creato dalla mente. Poiché ho capito questa Verità, non riesco a
reprimere la mia gioia, né la voglia di ballare e cantare".
Avendo realizzato il principio della
Mente-Unica attraverso questa esperienza, egli non ebbe più bisogno di
viaggiare fino in Cina per cercare il Dharma. Avendo così ottenuto
l'illuminazione in un solo momento, egli espresse lo stato della sua mente
nel modo che segue:
“Poiché il pensiero sorge nella mente,
molti tipi di dharma vengono ad essere.
Quando la mente si placa, un santuario e un
cimitero sono la stessa cosa.
I tre mondi sono semplicemente la mente, e
tutti i fenomeni sono basati sulla coscienza.
Poiché quindi vi è solo la mente, cosa
altro c'è da cercare???”
Qui 'la mente' si riferisce agli ostacoli
karmici, cioè alla mente discriminante. E poiché nascono le discriminazioni,
esiste il Dharma come metodo di sradicare tali discriminazioni. Quindi,
quando tutti gli ostacoli karmici, o le discriminazioni della mente, sono
purificati ed eliminati, allora non c'è nemmeno la distinzione tra stato di
calma e la rabbia.
Uisang continuò il suo viaggio verso Tang,
aldilà del mare,come aveva originariamente prefissato. Egli studiò per dieci
anni col maestro di Dharma Zhiyan (602-668) al Tempio Zhixiangsi sul monte
Zhongnan, dopo di che tornò a Silla e diffuse ampiamente il Buddhismo
dell’Ornamento Fiorito. Nel 676 dC, per un ordine reale, costruì il tempio
chiamato Pusoksa, e vi insegnò a molti discepoli.
Wonhyo, dopo il suo ritorno a Silla, rimase
per breve tempo al Tempio Punhwangsa e si dedicò allo studio e alla pratica.
Usando le sue realizzazioni come base per i suoi scritti, Wonhyo compose
commentari sulle Scritture Buddiste, e le sue celebri opere come ‘Kumgang
Sammaegyong Non’ (Esposizione del Vajrasamadhi-Sutra) che in seguito
servì come guida a innumerevoli studenti e praticanti in Asia Orientale.
Successivamente, egli lasciò i confini del tempio per andare a vivere tra la
gente. Diede loro grandi speranze, a volte con le sue parole, a volte con
balli e canti. I suoi metodi di diffusione del Buddismo erano spesso non
convenzionali, e questo fu possibile perché egli non apparteneva ad una
scuola o setta specifica. Wonhyo fu quindi un vero pioniere del Buddismo per
le persone comuni. Il Buddismo, secondo lui, non dovrebbe essere appannaggio
di un gruppo elitario di intellettuali, o utilizzato come strumento per
rafforzare il potere tirannico; che a quel tempo era una religione basata
sulle formalità, o una religione per la nobiltà. Come vero Buddista, egli
sentiva che era necessario andare oltre il Buddismo. A causa di questo
proposito, molti considerano Wonhyo come il maestro delmuae(non-impedimento),
come un uomo che era davvero libero in ogni modo.
V. IL RITORNO ALLA VITA MONDANA
1. Vivere con il popolo
Quando il Buddismo fu introdotto in Corea,
l'enfasi era sulla forma e sulla cerimonia. Tutti i monaci buddisti
rigorosamente osservavano le regole ei precetti monastici. Tuttavia, Wonhyo
stava cercando di liberarsi da questo approccio basato sulle regole che si
fondavano sui vincoli esteriori.
Non vincolato dalle regole monastiche che i
suoi monaci rigorosamente osservavano, Wonhyo mangiava carne con i
malfattori e beveva vino con le prostitute. Molti monaci e laici
condannavano i suoi atti come immorali. Quando i suoi confratelli gli
consigliarono di mantenere i precetti, il buon Wonhyo rispose: "Che un atto
sia buono, o diventa un peccato, è difficile da determinare. Alcune azioni
possono apparire giuste, ma spesso l'intenzione dietro esse è sbagliata.
Allo stesso modo, un'azione può apparire disonorevole,ma in alcuni casi può
avere una intenzione pura e innocente. Se una cosa è buona o cattiva dipende
solo dalla mente."
Le parole e le azioni di Wonhyo furono spesso
troppo bizzarre da comprendere per i suoi monaci. A volte rimaneva
all'interno del tempio e si dedicava alla pratica, senza mangiare né
dormire. Altre volte passava la giornata con i mendicanti per le strade. Era
naturale che Wonhyo fosse censurato dall’Istituzione Buddista del tempo,
preoccupata per il rispetto delle regole, e che credeva che la dignità di un
monaco dovrebbe essere mantenuta in ogni momento.
Wonhyo riteneva che leggere i sutra e fare
cerimonie all'interno delle mura del tempio non fossero l'unico modo di
praticare l'insegnamento del Buddha.
Egli sentiva che vivendo accanto agli esseri
senzienti nel mondo esterno, condividendo le loro sofferenze e gioie, e
passando ad essi direttamente gli insegnamenti del Buddha, fosse un modo più
vero di compiere la volontà del Buddha. Tuttavia, poche persone compresero
il suo ardente desiderio di seminare i semi della Buddità nei livelli più
bassi e meno eruditi della società.
Wonhyo fece in modo di visitare ogni parte del
paese, e di trasmettere gli insegnamenti Buddisti in un modo da poter essere
facilmente comprensibili per tutti. Conversando con aristocratici e nobili,
umili mendicanti e ragazzi indisciplinati, egli diffuse il Buddhismo in
lungo e in largo. Grazie agli sforzi di Wonhyo, tutti a Silla arrivarono a
credere nel Dharma Buddista. Uno dei motivi dietro la sua popolarità era la
nuova dottrina della 'Terra Pura'.
Secondo la dottrina della Terra Pura, il
praticante dovrebbe recitare il "Namu Amitabul" (Lode al
Buddha Amitabha), al fine di rinascere in un paradiso dopo la morte. Questo
era un insegnamento semplice, ma compassionevole, che la gente comune
trovava attraente e facile da capire, ed era di conseguenza molto più
efficace di astruse teorie accademiche. Recitare il nome del Buddha ha
l'effetto di calmare la mente. In altre parole, recitando il mantra o il
nome di Buddha, la mentesi purifica e si concentra, mantenendo quindi un
continuo stato di tranquillità. Gli insegnamenti del Maestro Wonhyo,essendo
coinvolti a diffondere ampiamente la pratica della Terra Pura, fecero sì che
tutti in Silla, sia i ceti nobili che infimi, giunsero a recitare il nome di
Amitabha Buddha.
2. L’incontro con la principessa Yosok
Wonhyo pensava che il vero scopo del Buddismo
era quello di salvare dalla sofferenza le menti degli esseri senzienti. A
quel tempo, il Buddismo era noto solo all’aristocrazia e alle classi
superiori. Wonhyo cominciò a tenere incontri di Dharma per gruppi di comuni
cittadini, al fine di insegnare il Buddismo a quante più persone possibile.
Allorché un maggior numero di persone si radunarono per ascoltare le lezioni
di Dharma di Wonhyo, la sua fama crebbe e lui divenne famoso in tutto il
paese.
Un giorno, una bella principessa partecipò ad
una delle sue conferenze di Dharma, e rimase molto impressionata dalle sue
parole. La principessa era Yosok, la seconda figlia di Re Muyol (regnò dal
654 al 661). Avvenente e di buon carattere, la giovane ragazza si chiamava
Ayuta e era ammirata da molti Hwarang. Suo marito era stato unHwarang di
nome Kojin, il quale era morto nella guerra contro Paekche. Dopo aver
ascoltato gli insegnamenti di Wonhyo, il suo spirito ne fu molto scosso.
“Il Buddha raggiunse l'illuminazione allo
scopo di ripulire
Le sofferenze delle persone e per dare loro
la felicità.
Questa è chiamata la Compassione del
Buddha,ed è
La Mente di Buddha che ama tutte le persone
allo stesso modo”.
Nei giorni successivi, le parole del maestro
rimasero nella mente della principessa. Alla fine, essa cadde malata
d'amore. Sapendo della sua malattia, il re convocò un famoso medico, che
però non riusciva a trovare il motivo della sua malattia. Un giorno la
principessa disse alla sua damigella: "Vorrei poter vedere ancora il
Maestro, almeno una volta."Dopo un lungo pensare, la damigella rispose:
"Bene, vostra altezza! Invia un messaggio in cui tu dici che vuoi
partecipare all’incontro del Maestro, e di far tenere la riunione a
palazzo…"
La famiglia reale e tutta la nobiltà di Silla
erano devoti Buddisti, ed invitavano spesso noti maestri Buddhisti nelle
loro case. Wonhyo, che insegnava a tutti, indipendentemente dal rango,
accettò di buon grado l'invito, e andò a palazzo reale in carrozza. Quando
arrivò, dette la seguente lezione.
"Tutti possiedono la Natura di Buddha.
Chiunque risvegli la sua mente ad imparare ed a praticare gli insegnamenti
del Buddha, egli o essa è un Bodhisattva (4)che percorre il sentiero. Per
poter diventare un Bodhisattva, si deve cercare di sfuggirle catene
dell'illusione, e condividere quello che si è ottenuto liberamente con tutti
gli altri esseri senzienti. Se praticate questo costantemente, tutti voi
otterrete la Buddhità".
Mentre,dopo la lezione,stava per tornare al
Tempio Punhwangsa, la damigella venne da lui e gli disse con gran rispetto:
"Maestro, la principessa vorrebbe servirvi un raro tè portato dall'estero".
Wonhyo fu portato alla presenza della
principessa, la cui stanza era fragrante col profumo del tè. La principessa
lo servì personalmente, ed egli bevve. Alla fine, la principessa non fu più
in grado di reprimere la sua emozione, e gridò: "Maestro, non posso
trattenere i miei pensieri lontani da te. Per lungo tempo sono stata malata
con nostalgia per la tua presenza. Se non mi salvi, di sicuro ione morirò!".
Wonhyo era imbarazzato, e rispose: "Vostra
Altezza, non capisco le tue parole. Sono un monaco, e l'amore mondano per me
è vietato. Devo osservare i precetti Buddisti… "
"Ma Maestro, i precetti non ti proibiscono di
lasciarmi morire?" Wonhyo pensò per un po’ con gli occhi chiusi, e poi parlò
di nuovo.
"Vostra Altezza, il Sutra ‘la Rete di Brahma’
dichiara che l'intenzionale eliminazione di una vita è un grave peccato, e
anche il lasciar morire un altro/a è pure un grande peccato. Se questo èil
tuo vero desiderio, io dovrei prima richiedere l'autorizzazione del re."
Wonhyo lasciò frettolosamente il palazzo, ma
nei giorni seguenti pregò e meditò per trovare un modo di salvare la vita
della principessa. Gli venne in mente che, anche se un monaco è tenuto ad
osservare i precetti, ci sono situazioni in cui è impossibile seguire le
regole esattamente.
Accettare il desiderio della principessa, egli
pensò, per salvarle la vita, era un modo di praticare la compassione, e un
tipo di peccato perdonabile. Pochi giorni dopo, Wonhyo comparve davanti al
palazzo del re, cantando una canzone.
“Chi mi presta una scure che ha perso il
suo manico?
Io taglierò una trave che servirà come un
pilastro del Cielo”.
Wonhyo cantò questa strofa ripetutamente, come
un pazzo, e poi al tramonto tornò al tempio di Punhwangsa. Continuò così per
molti giorni, arrivando al palazzo e poi tornandosene via di nuovo. Il suo
strano comportamento fu oggetto di molte discussioni, ma nessuno intuiva il
vero significato della sua canzone. Finalmente, il re Muyol venne a saperlo.
Dopo aver considerato le parole della canzone, realizzò il loro significato.
Un'ascia che aveva perso il manico è come una donna che ha perso il marito,
e un pilastro del Cielo rappresenta un erede al trono di un regno.
"Il Maestro Wonhyo intende sposare una
principessa e generare da lei un figlio saggio". Il Re sorrise e pensò a sua
figlia la principessa Yosok. Egli disse ai suoi funzionari di condurre
Wonhyo segretamente alla residenza della principessa. Comprendendo che
l’intento del re era di trovarlo, Wonhyo si gettò in un ruscello. Così, i
funzionari del re lo presero e, con i vestiti ancora bagnati, lo portarono
al palazzo.
Dopo breve tempo, la principessa apparve in un
abito bellissimo. Si avvicinò a Wonhyo e gli versò un bicchiere di vino.
Dopo aver bevuto il vino, lui versò un bicchiere per la principessa. Con
questa semplice cerimonia, il loro matrimonio fu compiuto.
I giorni successivi passarono come in un
sogno. Ma, quindici giorni dopo, Wonhyo andò al palazzo della principessa.
Incapace di sopportare più a lungo i rimorsi della coscienza, egli fece una
ferma risoluzione di ritornare nel proprio sentiero originale, le disse:
"Principessa, oggi ti devo lasciare. Pratica
la via del Bodhisattva, così come quando mi hai sentito fare un'offerta alla
riunione di Dharma in questo stesso palazzo. Cerca la Natura di Buddha al
tuo interno ed esegui molte azioni virtuose. Così potrai dimenticare il
dolore generato dalla nostra separazione e diventerai un Bodhisattva. Io
devo realizzare il mio compito di insegnare ad altre persone la verità del
Buddha, e aiutarle verso l'illuminazione".
Gli occhi della principessa si riempirono di
lacrime. "Potrò mai rivederti?"
"Principessa, ti prego di cercare la tua mente
di Buddha, non me. Io spero di rivederti nella Terra Pura della Felicità".
Wonhyo si inchinò, con le mani giunte in
preghiera, e infine lasciò il palazzo. Alcuni mesi dopo, la principessa si
rese conto di essere incinta di un bambino. "Ho concepito il figlio del
maestro. Egli mi ha dato un altro prezioso legame karmico".
(4)Il termine Bodhisattva fu usato dal
Buddha nel Canone Pali per riferirsi a se stesso, sia in vite precedenti che
nella sua vita attuale quando era giovane, cioè prima di diventare
completamente illuminato. Nei suoi discorsi, egli racconta le sue esperienze
da giovane aspirante con questa frase: "Quando ero un Bodhisattva non
illuminato ..." Il termine indica quindi un essere che si sta dirigendo
verso l'illuminazione, o in altre parole, una persona che pratica per
raggiungere la piena illuminazione. Nel Buddhismo Mahayana dell'Asia
Orientale, un bodhisattva è un santo che ha già raggiunto un alto
grado di illuminazione, e cerca di usare la propria saggezza per aiutare gli
esseri senzienti a liberarsi dalla sofferenza.
(5) Nel Buddismo, i rapporti umani non sono
visti come accidentali, ma come il risultato di una connessione creata nel
passato. Le relazioni si formano in quanto due persone hanno lo scopo di
incontrarsi. Così, la principessa è felice perché lei è stata comunque
collegata da vicino al maestro con la creazione di un più forte legame
karmico attraverso il loro figlio.
3. La Principessa Yosok e Solchong
La principessa Yosok dette alla luce un bel
maschietto chiamato Solchong, che in seguito divenne un illustre studioso.
Il suo incarico ufficiale nel governo era ‘Hallim’, cioè una persona
che fungeva da consulente del re e disegnatore di decreti reali. Il suo più
famoso lascito fu l’Idu, un sistema di che introdusse caratteri
speciali per aggiustare la fonologia, la sintassi ed altre caratteristiche
linguistiche uniche della lingua Coreana che pur usava il sistema di
scrittura Cinese. Oggigiorno, egli è riconosciuto come uno dei Dieci Grandi
Saggi di Silla.
Anche se Wonhyo viveva separato dalla moglie e
dal figlio, egli non era nello spirito di pensare di abbandonarli, né egli
era un uomo irresponsabile e senza cuore che usava la sua pratica buddista
come scusa per evitare gli obblighi degli affetti umani e dei doveri
mondani. E’ stato registrato che spesso egli risiedeva al TempioHyol,
dove in seguito entrò nel Nirvana. Si dice anche che la casa di Solchong
fosse stata vicina a questo tempio, ed è probabile che i tre membri della
famiglia di Wonhyo siano rimasti in contatto l’uno con l'altro.
Quando Wonhyomorì, Solchong mescolò le ceneri
di suo padre con la terra per farne una piccola statua con le sue fattezze.
Egli pose la statuetta sull’altare del Tempio Pumhwangsa, recandovisi
regolarmente a fare le sue offerte e rendere i suoi omaggi con grande
riverenza, amore e dolore. Un giorno, che egli si era inchinato davanti alla
statua di Wonhyo, la statua girò la testa verso di lui. Si dice che è per
questo che oggi la statua ha la testa girata da un lato.
Fino alla creazione dell’Hangul da
parte del re Sejong nel 15° secolo, i Coreani utilizzavano l’Hanja,cioè
i caratteri Cinesi, nei loro scritti. Solchong cercò di conservare
l'identità nazionale della Corea disegnando insieme gli elementi indigeni
della parlata Coreana e usandoli lui stesso. In un incontro (Memorabilia dei
Tre Regni)tra tre dei più illustri letterati del regno di Silla (Kang Su,
Choi Chiwon e Solchong), Solchong fu indicato come unoche "sa leggere i
Quattro Libri e di Cinque Classici, e che educò le generazioni successive
nella nostra lingua". Lo spirito di Solchong visse anche dopo la sua morte,
e raggiunse la sua piena realizzazione nell’alfabeto Coreano (Hangul)
del re Sejong.
Il solo esempio rimanente della scrittura di
Solchong è un resoconto di una conversazione tra lui e il re Sinmun. Il
titolo è Hwawanggye (Un Racconto Ammonitore per il Re dei Fiori).
“Molto tempo fa, quando il Re dei Fiori
arrivò, si stabilì su una collina ed in primavera si trasformò in un
bell’albero di Peonia. Poiché il suo aspetto era così eccezionale, tutti i
fiori vennero da vicino e da lontano a rendergli omaggio. Uno di loro era la
Rosa. "Mio Signore, ho calpestato una sabbia bianca come la neve, e misono
affacciata su un mare chiaro come uno specchio. Mi sono bagnata sotto la
pioggia primaverile, e rinfrescata con i piacevoli venti irreprensibile. Io
vivo secondo il mio piacere, e il mio nome è Rosa. Ho sentito sempre parlare
delle virtù di Vostra Maestà, e desidero condividere il vostro giaciglio
sotto una tenda fragrante. Vi prego di accettare me, o mio Signore!” Poi
apparve un vecchio dai capelli grigi. I suoi vestiti di canapa erano
strettamente legati intorno alla vita, ed a malapena in era grado di
sostenersi con un bastone. “Mio Signore, il mio nome è la Pulsatilla (Pasqueflower).
Io vivo sulle strade di montagna, con di sotto i campi lontani, e sopra gli
alti monti e le loro cime. Vostra Maestà, anche se voi siete in possesso di
tutto ciò che desiderate, vi offro il mio servizio. Per assicurarvi di
essere sempre pieno di buon cibo, con il vostro spirito che si purifica con
buon tè e vino, e di amministrarvi la medicina più efficace,in modo che il
vostro corpo sia pieno di vigore, e ogni influenza maligna sia rimossa. Si
dice che anche quando si hanno seta e lino,non si deve scartare l'erba secca
e le canne, perché ci sarà un momento in cui la seta e il lino saranno
esauriti. Lo farete questo, Vostra Maestà?"
Il Re dei Fiori poi deliberò,"Ho visto due
fiori – e devo accettarne uno e rifiutare l’altro. Le parole della
Pulsatilla (Pasqueflower) sono piene di verità, ma la bellezza della Rosa è
davvero rara. E’ una scelta difficile da fare". Avendo udito le parole del
re, la Pulsatilla parlò di nuovo. "Non credo più che Vostra Altezza sia
saggio e che sia familiare con i metodi del mondo. In generale, se un re non
si associa con coloro che più lo blandiscono e lo ingannano,vivrà una vita
virtuosa ed elevata. "La Peonia, il Re dei Fiori, allora disse:"Si, mi sa
che ho sbagliato molto."
La storia è apparentemente una satira
dell'allora monarca di Silla, cioè re Sinmun, e si trova nella Samguk
Yusa(Memorabilia dei Tre Regni), nella sezione dal titolo 'Biografie di
Solchong'. Solchong continuò ad essere riverito dopo la sua morte, e fu poi
insignito del titolo postumo di Hongyuhu (GrandeErudito Confuciano)
dal re Hyongjong di Koryo nel 1022. Insieme a Choi Chiwon, egli fu onorato
nel Santuario Confuciano come uno dei Due Saggi di Silla, e da allora si
tienea Kyongjuuna cerimonia nazionale presso la Scuola Grande
Montagna Occidentale del Confucianesimo in sua memoria.
4. Il Laico Sosong
Dopo aver rotto il suo voto di celibato
diventando il padre di Solchong, Wonhyo riconobbe il nuovo status di laico e
si fece chiamare 'Laico Sosong'o'Laico Poksong'. Nel Buddismo,'Laico' si
riferisce a qualcuno che ha fede, ma che non pratica come un monaco in un
tempio. 'Sosong' e 'Poksong' sono entrambe parole che significano una
persona umile, che nel ceto sociale è più in basso di chiunque altro. Il
laico Sosong venivavisto per le strade di Silla, mentre visitava taverne e
beveva con gli uomini, o nei parchi mentre giocava con i bambini.
Raccontando delle storie divertenti, egli trasmetteva gli insegnamenti di
Buddha sotto forma di fiabe. Bimbi correvano da lui per chiedergli chi fosse
stato il Buddha, e gli emarginati delle montagne non lo lasciavano senza
prima aver nei loro cuori capito qualcosa dell'insegnamento del Buddha. In
questo lavoro, Wonhyo provava una grande gioia.
Un giorno, mentre camminava, Wonhyo si imbatté
in una coppia di acrobati che facevano i loro esercizi sul ciglio della
strada. Uno stava camminando su un filo teso, mentre l'altro stava sotto,
indossando una maschera,con una piccola zucca in mano, e ballando al ritmo
della musica. La folla si era raccolta da tutte le parti per vedere le
acrobazie e, nel loro entusiasmo, anch’essa prese a partecipare, ballando e
battendo le mani. Vedendo questo, a Wonhyo venne in mente una idea. Egli
decise che avrebbe dovuto rendere in una canzone gli insegnamenti di Buddha,
e così insegnarla a tutti. Prendendo la frase "Quando non si è ostacolati da
nessuna cosa, si è liberati dal ciclo di nascita e morte", egli compose un
canto chiamato "Muae"(Non-ostacolato), e cominciò ad insegnarlo a
molte persone. Alla fine, i bambini lo seguivano numerosi, cantando insieme
a lui la canzone del Non-impedimento. La frase su cui si basa la canzone
viene dal Sutra dell'Ornamento Fiorito (Hwa-Yen, Avatamsaka). Nelle
parole della canzone, il Maestro Wonhyo distillò il significato della frase
originale in termini che potevano essere facilmentecompresi. Quando una
persona ha
coltivato la mente, perché lui o lei non ha
pensieri discriminanti, ciascun compito, viene affrontato con saggezza ed
equanimità. Quando la mente è in questo modo liberata, essa si è liberata
dal ciclo senza fine delle rinascite. Essere liberi significa, in altre
parole, non avere nella propria mente né rancori, né sentimenti malati o
altri ostacoli o impedimenti, e quindi saper trattare tutto e tutti in modo
equo e con saggezza. In una mente che è veramente libera e liberata, non
rimangono più né sentimenti di rimpianto né sensi di colpa. Cantando questa
canzone del Non-impedimento, il maestro Wonhyo viaggiò di villaggio in
villaggio, senza mai rimanere a lungo in un unico luogo, e vagando in ogni
parte del paese.
“Voi tutti, o esseri senzienti, ascoltate!
Ascoltate le parole del Buddha!
Bene e male dipendono dalla mente, puro e
impuro dipendono dalla mente.
Se la mente è compassionevole e benevola
come la mente del Signore Buddha,
Tutti dovranno entrare nella Pura Terra, lo
Stato della Felicità!”
Rendendo gli insegnamenti di Buddha
accessibili a tutti, la canzone divenne nota in ogni villaggio che il
Maestro Wonhyo visitò. Inoltre, poiché le persone si riunivano per costruire
templi e pagode, essa contribuiva a promuovere un senso di armonia e di
cooperazione tra i cittadini di Silla.
VI. ANEDDOTI della Vita di Wonhyo
Esistono numerosi racconti e aneddoti sulla
vita del Maestro Wonhyo, e spesso questi contengono elementi che appaiono
fantastici o fittizi. Per coloro che non conoscono la tradizione orientale,
è importante sapere che questi elementi sono lì per essere utili al
messaggio della storia, e non per servire da messaggio stesso.
1. Il Tempio ‘Oeosa’ (Tempio 'Il mio
pesce')
Il termine 'Oeosa', che letteralmente
significa 'Il mio pesce', è un nome insolito per un tempio. E fu qui che i
maestri Chajang, Wonhyo, Hyegong e Uisang, che erano noti come i 'Quattro
Santi di Silla', risiedevano e praticavano insieme. In particolare, esso è
il luogo di una storia assai ripetuta coinvolgente Wonhyo e Hyegong.Il
tempio fu fondato dal Maestro Chajang sotto il re Chinpyong
(regnò dal 579 al 632). In origine era chiamato Hangsasa. Prima che
Wonhyo avesse fatto il suo secondo tentativo di andare a Tang in Cina, egli
costruì un piccolo monastero nella valle del Monte Unje, dove si
praticava giorno e notte. Hyegong risiedeva al Tempio Hangsasa,dove
insegnava a 70 studenti.
Un giorno, i due uomini stavano recitando
insieme il nome del Buddha nella valle del Monte Unje. Entrambi erano
seduti su una roccia nella posizione del loto. Improvvisamente, Hyegong si
rivolse a Wonhyo."Se tu stai per ottenere la conferma di illuminazione in
Cina, dovresti dimostrare poteri soprannaturali. Solo allora potrai provare
di essere in grado di continuare il lignaggio del Grande Buddha-Dharma.
Vediamo se possiedi questo potere del Dharma".
La valle era fresca e incontaminata come uno
specchio lucidato, e nel torrente sottostante i pesci di montagna erano
abbondanti. Fu così deciso che i due maestri avrebbero fatto ogni tentativo
di catturare un pesce e ingoiarlo intero. Avrebbero dovuto poi stare su una
roccia, ed entrambi svuotare le loro viscere così, se il pesce ne usciva
vivo, questo sarebbe stato un segno che quel maestro aveva dimostrato il suo
potere. Rimboccandosi le maniche, entrambi si avviarono verso il torrente, e
ognuno riuscì a prendere un pesce. Dei due pesci, però, uno soltanto uscì
vivo, e tornò in acqua, cominciando a nuotare vigorosamente per distanziarsi
dai due gentiluomini, ognuno dei quali affermò che il pesce era il suo.
Secondo Iryon (1206-1289), il monaco che scrisse la famosa Samguk
Yusa (Memorabilia dei Tre Regni), questo è il motivo per cui il tempio
venne poi ad essere chiamato 'Oeosa' o 'il mio pesce'.
2. Il Maestro Tae-an e ipiccoli di Procione
Wonhyo non ebbe un insegnante regolare, ma
studiò sotto molti maestri. Uno dei suoi insegnanti fu il Maestro Tae-an. Un
giorno, Tae-an trovò alcuni cuccioli di procione che avevano perso la loro
madre, e per salvarli andò in città a cercare il latte dalle donne del
luogo. Queste, profondamente commosse dalla preziosa lezione di Dharma del
maestro, felicemente donarono un po’ di latte.
Il Maestro Tae-anmise il latte in una ciotola,
e salì su una ripida collina finché alla fine raggiunse la grotta in cui i
cuccioli erano in trepidante attesa del loro cibo. Sentendo pietà per i
cuccioli, egli li nutrì e li crebbe per molti giorni con molta compassione.
Quando i cuccioli erano cresciuti abbastanza
da far brillare i loro occhi, il Maestro Wonhyovenne a fargli visita. Il
Maestro Tae-an chiese al Maestro Wonhyo di prendersi cura dei cuccioli per
alcuni giorni, dato che egli aveva alcuni affari urgenti da sbrigare
altrove.
Il Maestro Wonhyo li allevò con grande cura,
ma due di loro morirono. Wonhyo, che sosteneva di essere il primo Maestro
Buddista a Silla, non poteva affrontare di nuovo Tae-an. Per cui, il Maestro
Wonhyo pensò: "Maestro Tae-anha allevato i cuccioli per quindici giorni fin
da quando erano solo piccoli pezzi di carne e sangue, ma a causa dei miei
pesanti ostacoli karmici e per la mancanza di saggezza, ho causato la loro
morte". Egli, allora, si pentì profondamente e colse l'occasione per
risvegliare di nuovo la sua devozione.
Quando il Maestro Tae-anfece ritorno, consolò
Wonhyo, "Non c'era proprio modo che tu potessi aver tenuto in vita coloro i
cui legami karmici erano ormai cessati". Un corvo si mise a gracchiare
rumorosamente davanti a Wonhyo, che non poté
dire nulla. Poi Maestro Tae-an disse: "Cerchiamo di riempire lo stomaco del
corvo e lasciamo che così i procioni possano compiere un atto virtuoso",
detto questo gettò i cuccioli morti verso il cielo. Il corvo volò in cerchio
sopra di loro intuendo la sua fortuna, acchiappò col becco i piccoli e volò
via veloce come un fulmine.
3. Salvataggio di un Migliaio di Monaci
dalla Morte
Una volta, il Maestro Wonhyo stava presso il
Tempio Taegosa. Mentre stava per iniziare la cena, vide con i suoi
occhi di saggezza che un grande e antico tempio in Cina era sul punto di
crollare. Nel frattempo, nel tempio in Cina, mille monaci studenti residenti
(6) stavano anch’essi per iniziare la loro cena, senza sapere di essere nel
pericolo di venire schiacciati a morte. In quel momento, Wonhyo rapidamente
rimosse il piano dal suo tavolo da pranzo, e lo lanciò verso il tempio in
Cina.
La cena dei monaci si interruppe allorché uno
strano oggetto apparve nel cielo e cominciò a girare in cerchio sopra il
cortile del tempio. Il monaco-cuoco lo vide per primo e gridò per allertare
i suoi confratelli. I monaci smisero di mangiare, colpiti dallo
straordinario spettacolo, e si riversarono nel cortile. L'oggetto cominciò a
farsi lentamente strada al di fuori del tempio verso il bosco, come per
spingere in avanti tutti i monaci. Quando i mille monaci furono tutti usciti
dall’area del tempio, il tempio crollò improvvisamente alle loro spalle. I
monaci si voltarono e videro increduli che il loro
tempio in cui stavano in precedenza era andato
in rovina. Era successo tutto in pochi istanti.
L'oggetto poi cadde dal cielo in un campo, ei
monaci si strinsero intorno ad esso. L'oggetto era una tavola di legno, e
sopra c'era scritto 'Questa tavola è stata lanciata da Wonhyo da Silla per
salvare i suoi fratelli monaci'. Infine, realizzando quello che era
successo, tutti giunsero le mani e si inchinarono con riverenza verso Silla
in Oriente. Mentre continuavano a ringraziare esprimendo il loro rispetto,
la tavola risalì nel cielo vuoto, e cominciò a muoversi lentamente verso
Est.
I monaci la seguirono, ea bordo di una nave,
attraversarono il Mar Giallo per andare a cercare il Maestro Wonhyo a Silla.
Wonhyo si trovava nel monastero di Chokpanam, che faceva parte del
Tempio Changansa. Improvvisamente, fu sorpreso di vedere un migliaio
di monaci che chiedevano
Udienza a lui. Poiché il monastero era troppo
piccolo per ospitare un migliaio di persone, Wonhyo dispose per loro
residenze temporanee in Changansa, cercando un luogo dove si
potessero in modo permanente ospitare i mille monaci. Alla fine, costruì un
grande tempio sul luogo dell’attuale Wunhungsa, che era grande
abbastanza per ospitare i monaci. Sopra il tempio c’era una pianura dove
egli istruì i monaci e dette loro gli insegnamenti del Sutra dell'Ornamento
Fiorito. Per questo motivo, quella montagna si chiama Monte Chonsong
(Montagna dei Mille Santi), e il tratto di terra si chiama Hwaom
(Piana dell'Ornamento Fiorito). Anche se questa storia è straordinaria,
possiamo dedurre che almeno un numero considerevole di monaci Cinesi studiò
sotto Wonhyo, e che la base del suo insegnamento fu il Sutra dell'Ornamento
Fiorito. E'un fatto che il Maestro Cinese di Dharma Xianshou Fazang,
un sostenitore della Scuola dell'Ornamento Fiorito,fa frequenti riferimenti
al Maestro Wonhyo nei suoi scritti. Analogamente, il Maestro Yongming
Yanshou, autore delZhengdaoge (Canto della Verità che illumina),
parla anche lui dell'importanza degli scritti filosofici di Wonhyo. In quel
tempo, il Buddismo era l’universale sistema di valori in Asia Orientale, e
le questioni della spiritualità erano considerate ancora più importanti di
quelle della nazionalità. In questa storia, vediamo come l’influenza di
Wonhyo si era estesa oltre i confini di Silla ed era ampiamente avvertita in
tutta la Cina.
(6) Monaci novizi che si concentravano
sullo studio del Sutra, prima di passare alla pratica della meditazione.
4. Piana dell'Ornamento Fiorito
Nella Provincia del Sud,Kyongsang, c'è
un’area vicino al tempio Naewonsa che si chiama la Piana
dell'Ornamento Fiorito, dove si crede che si siano verificati gli eventi di
questa storia. I mille monaci del Maestro Wonhyo che risiedevano in questa
pianura avevano l'abitudine di elemosinare il cibo e l'elemosina da coloro
che vivevano nelle vicinanze. Poichè i monaci erano così numerosi, Wonhyo
presto si rese conto che essi stavano diventando un peso per i villaggi
della zona. Questo lo turbava molto, e lui riflettè su come questo problema
poteva essere risolto.
Un giorno disse ai monaci: "Oggi, nessun
monaco può andare a chiedere l'elemosina. Non cercate i pasti da un qualcun
altro". Chiedendosi che cosa il loro maestro poteva significare da questo, i
monaci furono presi da ansia pensando che sarebbero morti di fame.
Il Maestro Wonhyo privatamente convocò uno dei
monaci, e gli disse: "Fai esattamente come ti dico. Scendi giù al villaggio,
lìvi troverai un ricchissimo signore. Prendi un sacco vuoto e chiedi al
proprietario della casa di riempirlo con il riso. Non fare ritorno fino a
quando il sacco non è pieno. Assicurati di vedere che tutto sia fatto bene!"
Seguendo le istruzioni del suo maestro, il
monaco andò con un sacco vuoto nella casa del ricco. Egli battè il suo gong
di legno e recitò il nome di Buddha, ed il proprietario della casa,
sentendolo, andò a prendere una misura di riso. Versò il contenuto nel sacco
che il monaco aveva in mano fino a che questo fu riempito.
Il monaco cominciò a legare il collo del
sacco, e il proprietario si voltò,pensando che il monaco ora se ne sarebbe
andato. Il monaco, però, ad un certo punto si rese conto che il sacco in
qualche modo era ridiventato vuoto, e non era rimasto nemmeno un chicco di
riso.
Perplesso, e ricordando le istruzioni del suo
maestro di non tornare fin quando il sacco non fosse pieno, egli battè di
nuovo il gong e ancora una volta recitò il nome del Buddha. Il proprietario
della casa pensò che questo era assai strano. "Ti ho dato un sacco pieno",
disse, "Se te ne dò di più, come potrai portarlo? Sarà troppo pesante per
te".
Ma quando guardò il sacco, vide che era vuoto,
ed il riso che aveva riversato un momento prima non c'era più. Poi mormorò
che questo era qualcosa di cui perfino gli spiriti maligni si sarebbero
meravigliati, e andò a prendere un'altra misura di riso. Dopo aver riempito
il sacco, si allontanò di nuovo. Il sacco,tuttavia, diventò vuoto ancora una
volta,e anche quando furiempito per la terza volta, successe sempre la
stessa cosa.
Alla fine, il proprietario realizzò la verità.
'Ho sentito dire', pensò tra di se, 'che l’illuminato maestro Wonhyo stia
dimorando sulla montagna. Deve essere lui che sta provocando questo mistero
per cui il riso svanisce dopo averlo messo. Se non lo avessi capito, allora
chi sa, tutto il grano che ho accumulato potrebbe improvvisamente scomparire
in una sola notte, e riapparire nel magazzino del tempio! In questo caso,
non solo perderei il mio riso e diventerei io stesso un mendicante, ma non
potrei nemmeno effettuare gli atti virtuosi di dare via la mia ricchezza. E
poiché questo è il caso, ora mi limiterò a offrire il mio riso al tempio, e
a fare una buona azione'. Dopodichè, disse al monaco,"Monaco, ho capito il
desiderio del tuo maestro. Ora, ti prego di tornare al tempio".
"Non posso tornare indietro, signore. Il mio
maestro mi ha detto di non tornare fino a quando il sacco non sia pieno. "
"Molto bene. Io riempirò di nuovo il sacco, ma
tu promettimi di dire al tuo Maestro che domani io porterò un centinaio di
sacchi di riso al tempio".
Detto questo, egli versò un'altra misura di
riso nel sacco, che questa volta rimase pieno. Il monaco tornò al tempio, e
riportò al suo maestro ciò che era accaduto.
"Maestro, ho avuto un'esperienza molto strana,
oggi".
"Che cosa è stato?"
Il monaco allora disse al suo maestro come il
riso era scomparso tre volte, e che il sacco era stato riempito per la
quarta volta. Poi continuò, "non riesco a capirlo, né ci posso credere
pienamente. L'uomo ricco ha detto che sapeva che ciò era opera del potere di
Dharma del Maestro Wonhyo, e ha promesso di portare domani un centinaio di
sacchi di riso in offerta".
Wonhyo sorrise e disse: "Ho il sospetto che lo
farà".
Il giorno seguente, quando l'uomo ricco arrivò
al tempio con il suo riso, la strada per il tempio era piena di altri uomini
carichi di offerte. Quando la voce degli eventi del giorno prima si era
diffusa, gli altri uomini ricchi del villaggio avevano tutti pensato in cuor
loro: 'Se mi siedo qui e non faccio nulla sono un pazzo, non voglio sfuggire
al potere del Maestro. Devo fare anch’io la mia offerta più rapidamente che
posso'. Così, tutti si precipitarono a portare le loro offerte di cibo. Come
risultato, il magazzino del tempio si riempì anche se nessuno dei monaci era
uscito per chiedere l'elemosina. Secondo la storia, i mille monaci del
Maestro Wonhyo non soffrirono mai più la mancanza di cibo.
5. Kwangdok e Omjang
Sotto il Re Munmu, c'erano in Silla due
uomini di nome Kwangdok e Omjang. Kwangdok viveva con la moglie in un
villaggio a ovest delTempioPunhwangsa, e per vivere faceva scarpe di
paglia. Omjang soggiornava in un eremo a Namak, e viveva bruciando i
terreni incolti. Erano entrambi diligenti nel recitare il nome di Amitabha
Buddha, e fecero un patto che chi di loro fosse entrato per primo nella
Terra Pura Occidentale, avrebbe mandato un messaggio all’altro.
Un giorno, mentre il sole stava tramontando e
le ombre si allungavano, Omjang sentì un rumore fuori dalla finestra.
Realizzò che era la voce del suo amico Kwangdok.
"Io sto andando nella Terra Pura, fratello
mio. Sii fedele al Buddha, resta qui per tutto il tempo necessario, ma poi
seguimi più velocemente che puoi!"
Quando Omjang aprì la porta per uscire fuori,
udì una meravigliosa musica provenire tra le nuvole.
Il giorno dopo, quando si recò alla casa del
suo amico, scoprì che Kwangdok era effettivamente morto. Insieme alla moglie
dell'uomo, cercò un luogo idoneo per seppellirlo e, dopo che il servizio
funebre fu completato, egli le disse, "Poichè tuo marito è morto, alloggerò
a casa tua”. La moglie diKwangdok fu d'accordo, e da allora i due vissero
nella stessa casa.
Una notte, Omjang andò dalla moglie di
Kwangdok e tentò di abbracciarla. Sorpresa, ella gli disse, "Maestro di
Dharma, la tua ricerca della Terra Pura è come un uomo che cerca un pesce su
un albero". Preso alla sprovvista dalle sue parole, egli chiese:"Kwangdok è
vissuto come tuo marito, eppure lui è entrato nella Terra Pura. E perché io
non dovrei seguirlo?" La moglie di Kwangdok rispose,"E'proprio come ti ho
detto. La tua ricerca per la Terra Pura Occidentale è come un uomo che cerca
un pesce nei rami di un albero. Mio marito ha vissuto con me per più di
dieci anni, ma non ha mai condiviso il mio letto né mai mi abbracciò con
cuore impuro. Ogni notte egli si sedeva sul pavimento e pregava recitando il
nome di Amitabha Buddha. È scritto che quando un uomo cammina per mille
miglia, il suo primo passo rivela la sua destinazione. Vedendo come tu
pratichi, io credo che tu possa viaggiare in Oriente, ma non verso
l’Occidente…".
Provando molta vergogna, Omjang partì. Decise
di recarsi quindi dal MaestroWonhyo, e lo pregò sinceramente di mostrargli
la via che avrebbe dovuto percorrere. Avendo pietà per lui,il maestro gli
insegnò il Dharma della “Osservazione della mente”. Da qui in avanti, Omjang
conservò puro il suo corpo, profondamente pentito per i suoi peccati, e
decise di servire esclusivamente la pratica del Dharma. Col tempo, anche lui
entrò nella Terra Pura Occidentale. Qui, scoprì che la moglie di Kwangdok,
che poi andò a servire al Tempio Punhwangsa durante la sua vita, era
infatti una delle incarnazioni del Bodhisattva Kuanum (Avalokiteswara,
Kuan Yin).
Se consideriamo le persone in questa storia -
Kwangdok, che intrecciava scarpe di paglia, Omjang, coltivatore di terreni
incolti, e la moglie di Kwangdok, assistente al Tempio Punhwangsa–si
può vedere che la missione di Wonhyo di diffondere la conoscenza del
Buddismo,ebbe successo tra la gente comune così come nei livelli più alti
della società. Inoltre, si è dimostrato che la pratica del Buddismo non era
vista come solo territorio dei monaci. Laici di ogni genere mettevano in
pratica gli insegnamenti buddisti nella loro vita quotidiana. La ragione per
questa diffusissima popolarità del concetto della Terra Pura può essere
stata la sua semplicità e la fondamentale attrattiva.
Un'altra cosa che questa storia dimostra è che
tutti quanti sono ugualmente dotati della‘Natura di Buddha’ a prescindere
dalla classe, dalla posizione o dalla ricchezza. Pure se non si comprendono
le complesse Scritture Buddiste, chiunque si dedica veramente ad uno dei
diversi metodi di pratica appropriata per il proprio particolare livello,
può scoprire la propria‘Natura di Buddha’.
6. Wonhyo declina un'Offerta dal Cielo
Una volta, quando il Maestro Uisang risiedeva
presso il Monastero di Hongryonam Naksansa, e il Maestro Wonhyo
dimorava presso il Tempio Yonghyolsa sul monteSorak,Uisang
invitò Wonhyo a fargli visita. Con sorpresa di Wonhyo, quando arrivò
mezzogiorno, al tempio non fu servito alcun pranzo. Non appena si informò
per quale motivo era successo questo, Uisang spiegò a Wonhyo che al
monastero non vi era alcuna fonte di acqua. Poiché essi non erano in grado
di cucinare il riso, non potevano offrire i pasti, che venivano portati
direttamente da un essere divino giù dal cielo. Le ore però continuavano a
passare, e perfino alle quattro del pomeriggio, l’offerta celeste non era
ancora arrivata.
Wonhyo si alzò da dove era seduto, e disse:
"Non mi sembra adeguato che pasti celesti debbano essere portati nel mondo
degli esseri senzienti, nemmeno per il beneficio di coloro che sono
grandemente illuminati". Prese un bastone, e lo spinse dentro una rupe
dietro il monastero così da creare una nuova sorgente.
Quando Wonhyo aveva lasciato il tempio,
l'essere celeste apparve con la consueta offerta di cibo. Uisang chiese
perché il pasto fosse arrivato così tardi in quel giorno. L'essere celeste
spiegò ad Uisang che mentre al tempio c’era presente Wonhyo, i deva
guardiani dell'Ordine dell'Ornamento Fiorito stavano circondando la zona, ed
egli non aveva il coraggio di entrare. Quando il Maestro Wonhyo partì i deva
partirono insieme a lui, e così fu possibile per me avvicinarmi al tempio.
Questa storia dimostra che Uisang era un
grande maestro illuminato che riceveva le offerte dagli esseri celesti. E,
allo stesso tempo, dimostra che l'illuminazione di Wonhyo era superiore a
quella del Maestro Uisang, ed anche che lo stesso Wonhyo era il principale
esponente del Sutra Hwa-Yen (dell'Ornamento Fiorito). L’affermazione di
Wonhyo secondo cui non era giusto che offerte di pasti celesti fossero
ricevute qui nel mondo degli esseri senzienti, rivela l'estrema umiltà con
cui egli ha affrontato la sua vitae lo studio.
7. Il Capolavoro del Maestro Wonhyo:
Esposizione del Sutra del Vajrasamadhi
La regina di Silla una volta sviluppò un
tumore al cervello, e né un famoso sciamano né i medici più rinomati erano
stati in grado di guarirla. Un saggio presso la corte dichiarò che la
condizione della regina non poteva essere curata che con medicine
provenienti dall'estero. Il re inviò uno dei suoi cortigiani di fiducia in
Cina al fine di trovare la medicina.
Il cortigiano si imbarcò su una nave, e si
diresse verso il Tang. Mentre era in mare, un uomo un po’ anziano gli
apparve e disse queste parole: "Per curare la malattia della regina, devi
venire con me al Palazzo del Re Dragone. Lì, dovrai parlare con il Re. Solo
allora potrai avere il rimedio".
Il vecchio guidò il cortigiano nelle
profondità del mare, e poco dopo essi si trovarono davanti al trono del Re
Dragone.
Il Re Dragone chiese al cortigiano da dove era
venuto.
"Vostra Altezza, sono stato inviato dal Re di
Silla. Prima di arrivare qui, mi trovavo in viaggio verso il Tang a cercare
la medicina per la malattia della nostra regina."
"Hai fatto bene a venire qui", il Re Dragone
rispose: "perché la vostra regina presto recupererà."
"Quale medicina può curare lei?"
"Non la medicina, ma un altro mezzo salverà la
regina. Il suo legame karmico con il Buddha è forte, e la sua malattia sarà
curata attraverso il fare l’opera del Buddha".
"Quale opera del Buddha, Vostra Altezza?"
"In questo palazzo, c'è un sutra chiamato
‘Sutra del Diamante’, che non è stato ancora rivelato al mondo. Prendi
questo sutra e provvedi che esso venga fatto conoscere a tutti. Se ciò sarà
fatto, la Regina avrà un pieno recupero. Prendilo, e fai in fretta!"
Il Re Dragone allora gli diede un rotolo di
fogli su cui era scritto il sutra. Per garantire la loro sicurezza, egli
aprì una gamba dell'uomo e vi mise il sutra al suo interno. Chiuse dunque la
ferita, e dette al cortigiano un vasetto di unguento. "Quando ritorni al tuo
paese, rimuovi il sutra dalla gamba e applica questo unguento sulla ferita.
La gamba sarà guarita".
Il Re Dragone continuò, "Assicurati che il
Maestro Tae-ansia colui che mette i fogli in ordine e li unisca. Provvedi
che il Maestro Wonhyo componga un commento e offra la Conferenza di Dharma
sulla nuova scrittura. Se farai così, è sicuro che la regina potrà guarire".
Il Re Dragone lo riportò in superficie, e lo
mandò per la sua strada. Quando il cortigiano tornò, il re di Silla fu
felicissimo, e immediatamente dette l’ordine che il sant'uomo Tae-anfosse
portato al palazzo. Tuttavia, nessuno aveva sentito parlare di Tae-an, e ci
fu grande ansia nella corte.
Un giorno, uno strano monaco apparve nel regno
vestito di stravaganti vesti. Battendo una ciotola in rame per l'elemosina,
egli vagava da un posto all’altro, gridando "Tae-an! Tae-an!". Pensando che
probabilmente questo monaco era il santo uomo che avrebbe dovuto legare
insieme il sutra, il cortigiano che aveva portato il messaggio del Re
Dragone andò dal monaco e chiese di parlargli. Così gli raccontò la storia
della sua visita sottomarina al Palazzo del Dragone, e il monaco accettò di
accompagnarlo alla Corte Reale. Il Maestro Tae-an era stato finalmente
trovato.
Arrivati al palazzo, il monaco disse al
cortigiano: "Non c'è bisogno che io debba entrare in questo palazzo mondano.
Portami direttamente il sutra". Quando gli furono portati i fogli sciolti,
Tae-an rapidamente li ordinò in sei capitoli, e finalmente il significato
del testo poteva essere capito.
Tuttavia, riconsegnando il sutra al
cortigiano, egli disse, "Solo il Maestro Wonhyo ha la saggezza di comporre
il commento su questo sutra. Dovete cercarlo". Ed il monaco proseguì per la
sua via, cantando la sua canzone abituale.
Nel frattempo, il Maestro Wonhyo stava
studiando a Sangju, sua città natale. Un messaggero fu inviato a
trasmettergli il sutra, e Wonhyo, consapevole della sua venuta, gli uscì
incontro sul dorso di un bue. Il messaggero rispettosamente gli porse il
sutra, e Wonhyo rapidamente lo guardò girando le pagine. Dopodiché pose la
pietra-inchiostro tra le corna del buee, preso il suo pennello, cominciò lì
per lì a comporre il commento. Prima che il bue ebbe raggiunto la capitale
Kyongju, egli aveva completato un commento in cinque volumi. Questo
commentario è anche ora indicato come il 'Veicolo-Corno', poiché era stato
scritto cavalcando un bue, ed esso è un sutra del Grande Veicolo (Buddhismo
Mahayana).
Poco dopo, il re chiese al Maestro Wonhyo di
tenere una Conferenza di Dharma basata sul nuovo Sutra al Tempio
Hwangnyongsa. La notte prima, però, un gruppo di invidiosi cospiratori
rubò il commento che egli aveva preparato. Wonhyo rinviò la lezione di tre
giorni, informando il re sul motivo. Quindi, egli scrisse un nuovo
commentario in tre volumi, che negli anni successivi sarà considerato come
scritto da un Bodhisattva, piuttosto che semplicemente da un grande maestro,
e conosciuto col nome di ‘non’ (Trattato). Esso fu composto da Wonhyo
al culmine dei suoi poteri intellettuali, e contiene molti temi comuni alle
opere di Wonhyo. Questi temi includono il ruolo di assorbimento meditativo (samadhi),
l'importanza dell’innato potenziale per l'illuminazione (tatha-gatagarbha),
l'ispirazione dell’illuminazione originale, e l'abbandono dell’illusione
spuria per poter apprezzare la realtà.
Quando il re e la regina, i funzionari
governativi, i monaci eruditi e le persone ordinarie si furono riuniti al
Tempio Hwangnyongsa, il maestro Wonhyo lasciò uscire il suo Ruggito
del Leone (7). Quando la Conferenza di Dharma giunse alla fine, la folla
rimase ferma ancora per lungo tempo, la loro mente essendo piena di
riverenza e di gioia. Poi Wonhyo si alzò dal suo posto, e disse: "Vi fu
bisogno di un centinaio di travi, eppure io non fui convocato. Il bastione
principale è necessario, però io solo sono abile e capace".
Questa dichiarazione si riferiva al fatto che
in precedenza non era stato permesso al Maestro di partecipare alla
‘Assemblea dei Cento Seggi’, un concilio di un centinaio di eminenti monaci,
cioè 'Travi', secondo la metafora usata qui. Facendo riferimento a se stesso
come 'bastione principale', Wonhyo voleva significare che solo lui era
necessario per fornire una solida base per il Buddismo a Silla. E'importante
capire che queste parole non sono state pronunciate per arroganza, o peggio,
per denigrazione. Rimproverando i monaci che erano motivati dal successo e
dalla lode, Egli li ha così liberati dalla loro ignoranza e presunzione.
Udendo la censura di Wonhyo, si dice infatti che il consesso di monaci
illustri abbassò la testa per la vergogna, e si pentì profondamente per
l’errore.
I Commenti sulle Scritture Buddhiste di solito
sono indicati con il termine 'so', significante discorso o
discussione. Ma questo Commentario di Wonhyo è indicato con il termine ’non',
che è meglio tradotto con 'trattato'. La designazione 'Non'
indica un lavoro della massima importanza, e che il testo fa parte del
Grande Canone delle Scritture, anche conosciuto come “Tripitaka”.
Infatti, 'non' è riservato solo agli scritti del Buddha e dei grandi
maestri, come Nagarjuna o Vasubandhu,il cui livello di illuminazione era
simile a quello del Buddha. Nella storia del Buddhismo dell’Est asiatico,
solo cinque uomini hanno scritto opere che sono state classificate come 'non'.
Questo fatto pone Wonhyo molto in alto, tra i Saggi dell'Asia Orientale.
(7) Termine buddista che designa una
potentissima forma di insegnamento che sottomette tutti gli ostacoli karmici
e risveglia la saggezza interiore negli ascoltatori.
VII. Seguire il Sentiero del Buddha
1. Un Raggio che Brucia Eternamente
Le feroci lotte tra i Tre Regni di Corea
finirono nel 686 dC. Dieci anni dopo, i resti finali dell’armata Cinese Tang
erano scomparsi dalla penisola Coreana, e la Corea fu colmata da un
rinnovato senso di pace. In quell’anno, anche la vita di vigore e devozione
di Wonhyo arrivò alla sua conclusione. All’età di settant'anni, nel
trentesimo giorno del terzo mese lunare, in piena primavera, Wonhyo concluse
il suo legame karmico con il mondo nel tempio Hyolvicino aKyongju.
Il Maestro Uisang, allora sessantenne, insegnava il Buddismo dell’Ornamento
Fioritoal Tempio Pusoksa, sul monteTaebaek, ma è probabile che
sia stato presente, così come Solchong il figlio ventenne di Wonhyo, che
aveva un motivo più per piangerlo. Tuttavia, nessuna registrazione sulla sua
morte ci rimane. Sulla sua lapide vi è scritto, "Egli si sforzò di
impadronirsi dei principi dell'universo, e fece della più verità profonda di
tutte il suo obiettivo".
Il Maestro Zanning dalla Cina, autore del ‘Song
Gaoseng Zhuan’ (Vite di Monaci Eminenti redatto in Song), ritrae lo
studioso Wonhyo nei seguenti termini:
“Wonhyo coraggiosamente assaltò il bastione
delle opinioni, ed impavidamente egli si fece strada attraverso la
moltitudine delle Scritture, e con rapidità e risoluzione, marciò sempre in
avanti, mai ritirandosi. Molto versato nei‘Tre Principi di Osservanza,
Chiarezza e Saggezza, il popolo del suo paese lo chiamò 'Sfida per
Diecimila'. Tale fu la sua padronanza della Verità, tale la sua santità”.
E'significativo che il popolo di Silla lo
abbia lodato usando i termini sopra descritti. Una 'Sfida per diecimila'
significa colui che ha la saggezza e il coraggio di affrontare innumerevoli
truppe nemiche da solo senza difficoltà. A leggendari Generali come
Guanyu e Zhangfeifu dato questo titolo, ed è interessante che
Wonhyo, uno studioso, fu paragonato ai generali più capaci del periodo.
Questo è un modo per esprimere il suo energico e distintivo approccio alla
vita, sul campo di battaglia del Dharma.
Per il popolo di Silla, 'Sfida per Diecimila'
non era certo una esagerazione. Nei 1600 anni di storia del Buddismo
Coreano, i suoi insegnamenti e gli scritti occupano la sommità del successo.
Nessun precedente maestro aveva scalato le vette raggiunte da Wonhyo nella
sua vita, e altri successivi maestri di un simile calibro sono pochi e
lontani tra loro.
I 240 volumi che si dice abbia scritto Wonhyo,ricoprendo
quasi ogni aspetto del Buddismo, tra cui l’Hinayana, il Mahayana ed i Sutra,
il Vinaya e gli Shastradel Tripitaka, possono essere descritti solo come un
sovrumano sforzo di studio e di autorità. La profondità di percezione e la
chiarezza della interpretazione che sono evidenti nelle sue principali opere
Taesung Kisillon So (Commento al Risveglio della Fede) e Kumgang
Sammaegyong Non (Esposizione del Sutra del Vajrasamadhi) hanno ricevuto
elogi da Maestri Buddhisti e Studiosi in tutto il mondo, e rimangono un
Raggio di Verità per il mondo Buddista.
2. L'Estetica della Mente Unica
“Dormendo all'interno di un rifugio
sotterraneo, ieri io ero a mio agio,
Ma dormendo dentro una tomba, la scorsa
notte, la mia mente era molto agitata.
Ora lo capisco - quando un pensiero sorge,
tutti i dharma (fenomeni) sorgono,
E quando un pensiero scompare, il
rifugio-riparo e la tomba sono la stessa cosa.
I tre mondi esistono solo nella mente, e
tutti i fenomeni sono semplice percezione.
Poiché non vi è alcun Dharma fuori della
mente, come può essere ricercato altrove?”
In questa Strofa, composta dopo il suo famoso
risveglio nella sotterranea camera sepolcrale, Wonhyo prende in prestito una
frase de ‘Il Risveglio della Fede’, un testo classico di introduzione
alla tradizione Buddista Mahayana, al fine di esprimere il suo cambiamento
radicale di prospettiva. Prendendo la frase:
“Quando un pensiero sorge, tutti i tipi di
fenomeni nascono
Quando il pensiero scompare, ogni sorta di
fenomeno scompare”.
Lo ha alterato in:
“Quando un pensiero sorge, tutti i dharma
(fenomeni)sorgono,
E quando la mente scompare, il rifugio e la
tomba non sono più separati”.
La scoperta della ‘Mente Unica'
trasformò la vita di Wonhyo, e lui rinacque come un praticante. La saggezza
che acquisì attraverso questa conversione alla ‘Coscienza-Alaya’fu
davvero profonda. Una volta che si realizza che i due opposti di ‘purezza e
contaminazione’, attraverso questa Mente Unica diventano una unità (e
non sono più opposti separati), non c’è più nulla da mantenere. Totalmente
inostacolato e completamente liberato, i suoi successivi sforzi per scrivere
e diffondere gli insegnamenti di Buddha diventarono un vero e proprio ‘muae’
(Non-Impedimento).
Visto attraverso la lente della
Coscienza-Alaya, Wonhyo realizzò che il rifugio sotterraneo e la tomba erano
la stessa cosa, e lo stesso vale per il ciclo di nascita e morte e la
cessazione di tutto ciò, cioè per il Samsara e il Nirvana. Guardando la vita
del genere umano sulla base della Non-Dualità, egli abbandonò il suo viaggio
all'estero, e cominciò una nuova vita nella sua patria. A causa di questa
grande realizzazione, Wonhyo arrivò a vedere la condizione umana in un modo
fondamentalmente diverso.
“Dal momento che il Dharma non esiste al di
fuori della mente, dove si dovrebbe andare a cercare il Dharma? Se vi è la
Verità in Tang, perché essa non dovrebbe esistere a Silla? Di sicuro, la
vera coltivazione della mente riguarda il "come" e non il "dove"…Di sicuro
la giusta domanda è: come risolvere il problema della vita e della
morte, e non dove uno potrebbe risolverlo….”
Così ragionando, Wonhyo motivò se stesso.
Riflettendo sul drammatico cambiamento che si era verificato nella sua
visione, nel breve spazio di un giorno e una notte, egli iniziò ad
analizzare la Coscienza-Ayala in modo più approfondito.
Le condizioni biologiche di tutti gli esseri
viventi sono uguali, e quindi la Verità può essere trovata ovunque. Perché
allora dover fare il viaggio verso il Tang? In che cosa Silla e Tang sono
diverse,o esse sono la stessa cosa? Cosa c'è qui? Cosa dovrebbe esserci qui?
Come potremmo ridurre il divario tra i due? Stando tra questi due assi della
Verità Universale, egli deliberò su tali questioni, e sperimentò epocali
compulsioni di pensiero.
E tramite questo profondo cambiamento nella
sua comprensione della Mente-Unica, Wonhyo percepì la vera natura della
mente che esiste all’interno di ogni essere senziente. Wonhyo realizzò che
questa Mente-Unica è infinita, e allo stesso tempo è la Mente di tutti gli
esseri senzienti. Attraverso questo spontaneo auto-risveglio, egli rinunciò
al suo viaggio nel Tang, e diventò un pensatore visionario leader nel suo
paese.
Nel Taesung Kisillon So (Commentario al
Risveglio della Fede), Wonhyo spiega come segue la teoria della 'Mente-Unica':
“Che cos’è la Mente-Unica? Poiché tutti i
fenomeni sia puri che impuri non sono separati in natura, e le porte della
verità e falsità sono similmente gli stessi, essa è chiamata 'Unica'. Dove
non c'è discriminazione tra i due, tutti i fenomeni sono nella loro più vera
verità, e sono come lo spazio vuoto. Poiché la loro natura è naturalmente
compresa, essa si chiama 'Mente'.Poiché non vi è una tale cosa che sia‘due’,
non può esserci una tale cosa che sia ‘uno’, e se non c’è un 'uno', cos’è
che possiamo chiamare la Mente? Poiché questa Verità sfida ogni descrizione
e il pensiero astratto, non sapendo quali parole usare, io a malincuore la
chiamo 'Mente-Unica' o ‘Una-Sola-Mente’-“.
La 'Mente-Unica' sta oltre l'orizzonte di
'l'altro'. Wonhyo scoprì il concetto della Mente Unica ben oltre i vincoli
di un mondo di alternative binarie o dualistiche. Poichè termini
contrastanti, come ‘puro e impuro’, dipendono da essa, la Mente-Unica serve
come base per tutta l'esistenza. Quando noi scopriamo la Mente-Unica, che è
la fonte di ogni cosa, la mente discriminante non sorge. La divisione dei
Tre Regni, la divisione tra Est e Ovest, Nord e Sud – tutte le divisioni si
sciolgono nella fornace della Mente-Unica.
Gli esseri senzienti sono fondamentalmente
illuminati. Pertanto, l'illuminazione non è ottenuta con l'acquisizione di
qualcos’altro. Se poi non siamo in grado di vedere la Verità, è perché noi
siamo influenzati dai venti dell’ignoranza e dalle ondate dei desideri, e
questo è il fardello che ci portiamo dietro in quanto esseri senzienti.
Tuttavia, coltivando la mente e calmando i venti dell’ignoranza, come un
pacifico oceano, l'illuminazione all'interno di ogni persona si rivelerà in
modo chiaro. La Verità è distorta se la osserviamo solo in un particolare
momento, o da una particolare visione prospettica.
Con la Mente-Unica come suo principio-guida,
Wonhyo dedicò se stesso al servizio del Buddha. E fu con questa Mente-Unica
che egli produsse opere letterarie, e fu con l'obiettivo sempre presente
della Mente-Unica che egli visse la sua vita di 'Non-Impedimento'.
Ritornando alla radice della ‘Mente-Unica’, egli ha cercato di scoprire il
suo vero ‘Sé’, e di beneficiare tutti gli esseri viventi.
3. La Logica e l’Etica di Hwajaeng
(Armonizzare le Dispute)
Gli interessi delle persone sono spesso in
conflitto, e le giornate serene nel mondo sono poche. Anche se tutti cercano
la pace e la riconciliazione, cedere alla volontà e all’opinione degli altri
è duro.
Il 7° secolo dC fu un momento di grande
discordia in Asia Orientale, ed anche la penisola Coreana era ingolfata
nella guerra. Anche le costrizioni del rigido sistema di classi avevano
creato disordini civili. La vita di Wonhyo non era immune da questa lotta
generale. Egli fu frustrato nel suo piano di studi nel Tang quando fu
arrestato come spia a Liaodong. Pur se Wonhyo fu originariamente invitato a
partecipare alla nazionale 'Assemblea dei Cento Seggi', la sua posizione fu
minata dai rivali e l’invito successivamente revocato. Egli fu anche
rapinato del suo primo commento sul Sutra del Diamante prima della
inaugurale Conferenza di Dharma ordinata dal re.
Wonhyo scelse, tuttavia, un percorso di
riconciliazione che abbracciava discordia e conflitti. Come modo di
affrontare tali situazioni, egli propose il metodo del Hwajaeng(Armonizzare
le dispute).Hwajaeng non permetteva una distinzione tra il positivo e
il negativo, ma sottolineava il fatto che nel mondo ogni cosa è
interconnessa. A causa di questa interdipendenza, e dell'origine comune
condivisa da tutte le cose, il tutto e la parte esistono come ‘Uno’.
Pertanto non si dovrebbe 'vagare nelle valli senza vedere la
montagna'o'correre nella foresta ignorando gli alberi'. Da un certo punto di
vista, noi siamo una cosa sola, e da un altro, noi siamo i molti. Questo
modo di pensare è
riassunto nel seguente passo di Wonhyo:
“Vistocome un intero, vi è solo la visione
dell’Uno,
Ma viste separatamente, ci sono le Dieci
Porte.
Anche considerato separatamente, l'Uno non
è maggiore.
Anche considerate come un intero, le Dieci
non sono minori.
Quando sono viste come molti, le Dieci non
sono d’impaccio;
E benchè sia visto da solo, l'Uno non è
limitato”.
Così, Wonhyo era illimitato nel suo
trattamento dell’Uno e del molteplice. A lui non interessava se le sue
opinioni erano accettate o respinte da altri. Se non c'è attaccamento alla
accettazione, non c'è nulla da guadagnare da una affermazione, né c'è nulla
da perdere se le nostre opinioni sono respinte. In un argomento, spesso noi
ignoriamo le opinioni degli altri, e manteniamo la nostra posizione
originale. Tuttavia, ogni volta che noi cerchiamo di capire o proporre
qualcosa, restando attaccati alla nostra posizione o alle nostre preferenze,
è difficile per noi vedere oggettivamente il problema, da una prospettiva
olistica. Quindi, è difficile vedere un oggetto come esso realmente è.
Noi vediamo il mondo filtrato attraverso il
nostro punto di vista, misuriamo le cose secondo i nostri standard
personali, e approcciamo le questioni con noi stessi come il punto centrale
di riferimento. Tutte queste espressioni di arroganza, tuttavia, provengono
dall'ego.
Per evitare di distorcere la realtà con una
prospettiva egocentrica, abbiamo bisogno di essere liberi da preconcetti e
pregiudizi. Questo significa sia essere umili, come pure aprire le nostre
menti.
Wonhyo ha sottolineato nel ‘Commento al
Risveglio della Fede’: "Se tu sei libero dai preconcetti, tu e l'altra
persona sarete uguali".
Per misurare qualcosa di dimensioni che
superano i limiti dei nostri standard, dobbiamo essere pronti a ignorare
questi stessi standard fissi. Anche se è facile dire che dobbiamo 'lasciar
andare' qualcosa, è infatti molto difficile per la nostra mente lasciare
veramente andare. Dato che finché ci aggrappiamo a noi stessi, o crediamo
che gli altri sono separati da noi, è impossibile per noi di svuotare la
mente. Una persona che cerca di fermare una lotta deve essere imparziale.
Hwajaeng è possibile solo sulla base di un’assoluta imparzialità. Quando
siamo capaci di atti che siano davvero senza ego, come gli atti del Buddha,
possiamo finalmente essere liberati dalle differenze
e dalle controversie come quelle tra gli
studiosi e gli accademici.
Se rimaniamo intrappolati dentro la
ristrettezza delle nostre percezioni, e insistiamo sulla validità assoluta
di un certo punto di vista, o dogmatizziamo una data posizione, i problemi
sorgeranno inevitabilmente. Wonhyo descrisse questo atteggiamento nel modo
seguente: "Vi sono di quelli che mettono avanti la loro propria opinione
limitata, sulla base del poco che hanno ascoltato; se gli altri sono
d'accordo, sono contenti, ma se gli altri non sono d'accordo, dicono che si
sbagliano.
Come uno che osserva il cielo attraverso il
foro in una canna, queste persone approvano quando gli altri vedono il cielo
attraverso lo stesso foro, ma protestano quando costoro non sono in grado di
vedere il cielo".
Wonhyo rimproverava la pratica imprudente di
coloro che, essendo di debole mentalità ristretta, sostenevano che solo la
loro opinione è corretta e non accettavano le visioni di altri. Anche se gli
standard non sono sempre gli stessi, essi non sono sempre diversi. Niente è
uguale, eppure nulla è davvero diverso.
Con le parole di Wonhyo: "Poiché esse sono
molte, molte vie sono possibili, e poiché sono una, tutte le vie in ultima
analisi sono una sola, unica via. Come potrebbe esservi solo un sentiero
nella
vita? C'è una via larga, una via del mare, ed
un sentiero solitario. Come potremmo dire che solo una strada è giusta? Uno
qualsiasi dei percorsi può condurci alla meta finale della felicità. Se noi
apriamo la mente ristretta e condizionata, un cielo aperto di molte
possibilità si rivelerà."
La parola parlata o scritta è come un dito che
punta verso la luna. E'sufficiente guardare la luna, piuttosto che limitarsi
a guardare il dito. Wonhyo dice ancora: "Con le parole, illustrerò il Dharma
che va oltre le parole. Proprio come l’esempio del dito che indica la luna,
la luna e il dito non sono la stessa cosa". Se ci si concentra sulle
figurazioni dei discorsi, è facile perdere l'essenza di ciò che viene detto.
Quindi è meglio sforzarsi di cercare il significato che sta dietro le
parole, piuttosto che soltanto concentrarsi sulle stesse parole. Guardando
solo alle parole, è difficile ospitare l'opinione di qualcun altro,
qualunque essa possa essere. Ma se guardiamo al significato delle parole,
non c'è niente che non possa essere degno di attenzione.
“Con le parole, non c'è nulla da accettare,
Con il significato, non c'è nulla da
rinnegare”.
Questa è un'altra lezione data da Wonhyo. Se
noi perdiamo di vista il significato, e ci aggrappiamo solo alle parole, ciò
non è diverso dall’esaminare la punta del nostro proprio dito,e osservare
che esso non è la luna. Sarebbe meglio buttar via i nostri preconcetti e
pregiudizi, e ascoltare le parole degli altri. Meglio ancora se si fosse in
grado di guardare attraverso gli occhi degli altri, e percepire le vere
parole non dette della mente.
4. Filosofia delIlche-Muae (Nessun-Impedimentoin
Ogni Cosa)
Il principio di Il che-Muae costituì
la base della vita di Wonhyo. Non essendo attaccato a nessuna cosa, egli era
un uomo totalmente libero. Il suo obiettivo di essere ‘non-impedito’ in ogni
cosa, è ben espresso nelle sue parole: "Uno che non è attaccato a niente
verrà immediatamente liberato dal ciclo di nascita e morte". Egli non vedeva
il Buddha e gli esseri senzienti come separati, perciò afferma: "Quando la
osserviamo da vicino, la mente di tutti gli esseri senzienti è indivisa, e
quindi totalmente senza ostacoli. E'tranquilla e serena come lo spazio
vuoto, è calma come la superficie dell'oceano, e rende tutto uguale senza
alcuna base di discriminazione". Quindi, egli vide che una vera libertà
inerente e senza limiti esisteva già nella mente degli esseri senzienti, e
che egli stesso poteva diventare un essere totalmente liberato. Così egli
propose il concetto di un 'Veicolo Unico' e di una 'Unica Mente', senza
affiliarsi con una particolare setta o scuola.
In termini della sua filosofia, egli mise più
l'accento sulla riscoperta della Mente Unica. In termini di pratica
quotidiana, egli considerò l’Ilche-Muae'(Non-Impedimento) come la più
importante. La libertà a cui egli puntava non era basata sul desiderio di
fuga dalla realtà, ma al fine di sfruttare il potere della Non-Dualità nel
mondo terreno e di beneficiare gli esseri senzienti. In altre parole, egli
credeva che la pratica incessante di compassione e misericordia verso tutti
gli esseri senzienti era la chiave per sostenere una vita di perfetto
‘Non-Impedimento’ (o Non-Ostacolo).
Sia nella teoria che nella pratica, Wonhyo era
veramente senza-ostacoli in ogni cosa. Visto dalla sua prospettiva,
tutti gli esseri sono liberi e senza ostacoli, perché tutti sono radicati
nella Mente-Unica. Tuttavia, a causa delle ondate di ego che ci
assalgono, noi perdiamo la libertà della nostra vera, volontà e così andiamo
vagando in mezzo a sofferenze senza fine.Quindi, dobbiamo tornare al nostro
stato originale, e riscoprire la radice della nostra Mente-Unica. Qui
troviamo un parallelo con i “concetti di senzatetto e di ritorno a casa” del
filosofo Tedesco Martin Heidegger. In essenza, gli esseri senzienti sono dei
'senza-casa’, e Buddha è la casa che essi cercano. I metodi di pratica
spiritualesono semplicemente un mezzo per completare questo viaggio verso
casa.
5. Rompere il Pennello
Nel tentativo di liberare le persone dalle
loro sofferenze,secondo lo spirito del Compassionevole Bodhisattva del
Buddismo Mahayana, Wonhyo andò al di là delle insignificanti formalità che
esse si portavano dietro. Allo stesso tempo, egli sottolineò l'importanza di
un risveglio interiore all'interno del praticante, reso possibile da un
sincero pentimento. Il Song Gaoseng Zhuan (Vite dei Monaci Eminenti
Redatto in Song) del dotto Zanning (919-1001), descrive la vita
‘senza impedimenti’ del Maestro Wonhyo come segue:
“Le sue parole erano schiette e dirette, ed
il suo comportamento distante dalle norme consuete, spesso andando contro
ciò che era considerato giusto e doveroso. Stando in compagnia di laici,
egli frequentava taverne e bordelli. Come Zhigong, portava un coltello e una
spranga di ferro per uso personale. Alcune volte, si metteva a comporre
commenti sul Sutra dell'Ornamento Fiorito. Altre volte si metteva a suonare
la Komungo(sorta di cetra Coreana) per ravvivare l'atmosfera del tempio. Di
notte andava a dormire in casa di un abitante del villaggio. Di giorno, si
sedeva spesso in meditazione presso un torrente in montagna. Proprio così,
Wonhyo praticò e visse in un modo spontaneo, e non rispettava alcuna regola
fissa”.
Il modo di vivere ‘non-ostruito’ di Wonhyo
ebbe inizio dopo la sua realizzazione della Mente Unica. Trascorrendo il
tempo con clown, macellai, prostitute, anziani contadini, e analfabeti
paesani, egli ne condivideva le gioie ed i dolori, e metteva in pratica la
compassione verso tutte le persone che incontrava. Poichè viaggiava per il
paese cantando e ballando,tutti dai governanti ai bambini nelle strade
arrivarono a conoscere il nome del Buddha attraverso le sue parole. Wonhyo
era diventato pienamente consapevole della preziosità innata di tutti gli
esseri viventi. Egli cercò di superare la divisione spuria tra i nobili e la
gente comune. Se la Corea si doveva unificare, non era sufficiente rompere
le mura dei Tre Regni e far governare il paese da un solo monarca. La vera
Unificazione poteva avere luogo solo quando i muri all'interno del cuore
delle persone fossero stati abbattuti, e quando tutti avessero desiderato
vivere insieme senza odio e diffidenze. Così Wonhyo concepiva, da un punto
di vista Buddista, come doveva essere la vera unificazione dei Tre Regni
della Corea.
Durante la permanenza al Tempio Puhwangsa
scrivendo il Commentario sul Sutra dell'Ornamento Fiorito, Wonhyo
improvvisamente ruppe il pennello che stava usando per scrivere, essendo
giunto
al capitolo intitolato 'Restituire i Meriti
agli Altri'. Quest’azione simbolica si basava su una profonda intuizione
che egli ricevette contemplando il messaggio del Sutra dell’Ornamento
Fiorito–e cioè, che i suoi insegnamenti profondi non potevano essere
applicati pienamente solo col mero studio. Il Sutra dell'Ornamento Fiorito
insegna che uno deve diventare un Bodhisattva, poi raggiungere
l'illuminazione, e restituire il proprio merito a tutti gli esseri
senzienti. Egli credeva che 'restituire il proprio merito agli altri' poteva
essere realizzato solo condividendo con tutti l'esperienza della sua stessa
illuminazione. Tuttavia, egli realizzò che il vero significato del sutra non
poteva essere compreso attraverso le parole e le lettere. Così, alla fine
egli lasciò il tempio per vivere pienamente gli insegnamenti del Sutra nel
vasto mondo.
VIII. Il Significato Attuale del Pensiero
di Wonhyo
1.Lo Spirito di Wonhyo, Eterno Presente
Wonhyo fu ben più di un rinomato monaco
Buddista, fu anche un ispirato filosofo, un compiuto studioso ed un
prolifico scrittore. Egli giocò un significativo ruolo nel rendere il
Buddismo come la religione nazionale di Silla, e stabilì una profonda
tradizione di studio e pratica, ammirata ancor oggi da filosofi e studiosi
moderni.
I suoi scritti possono essere suddivisi in
vari sotto-temi - Hwajaeng, Terra Pura, Utero di Buddha, Ornamento
Fiorito, e Mente Unica - che sono tutti collegati l’uno con l'altro. Le sue
convinzioni non erano separate dal suo modo di vita. I suoi atti di
Non-Impedimento e Compassione esprimevano l'essenza delle sue convinzioni
molto più chiaramente. Così, la sua vita rappresenta una fonte di
intuizione, e un ponte tra passato e presente, poichè i problemi ed i
conflitti affrontati dal Maestro Wonhyo in Silla 1300anni fa, sono
altrettanto evidenti nei nostri tempi moderni.
Wonhyo era nato nel 617 dC, esattamente 90
anni dopo che il Buddhismo divenne una religione ufficialmente riconosciuta
nel paese. In quel tempo, a Silla il Buddismo veniva impiegato dal governo
come mezzo per sviluppare il paese e promuovere la causa della unificazione
nazionale.
Situata nel lato più a Sud della penisola
Coreana, Silla era tradizionalmente una società chiusa e socialmente
conservatrice, che volontariamente evitava l’influenza delle altre culture.
Il Buddismo entrò in Silla con grande difficoltà, e resoconti dicono perfino
che missionari Buddisti di Koguryo,tali Chongbang e Myolkuja,furono
messi a morte. Il riconoscimento formale del Buddismo fatto da Re Pophung
si verificò solo dopo il martirio del monaco Ichadon, un membro della
famiglia reale di Silla, ed anche questo avvenne 150 anni dopo che il
Buddismo era stato riconosciuto da Koguryo e Paekche, gli altri due antichi
regni della penisola Coreana.
Una volta accettato, però, il suo sviluppo fu
alimentato dal governo reale con stupefacente zelo. Re Pophungnel 529
(il 16° anno del suo regno)emise un bando nazionale che proibiva l'uccisione
di animali. Re Chinhung, succeduto a Pophung, incoraggiò il suo
popolo a prendere i santi ordini e a diventare monaci. Il paese iniziò anche
la costruzione di molti grandi templi come Chiwonsa e Hwangnyongsa,
e invitò rinomati religiosi da Silla e dall'estero per tenere conferenze e
partecipare a cerimonie religiose. Durante questo tempo, Silla formò un
corpo d'elite noto come Hwarangdo al fine di spingere competenti
giovani al servizio del loro paese, e il Buddismo fu quindi utilizzato per
provvedere all'aspetto spirituale della loro formazione.
Durante questo periodo iniziale, si potrebbe
criticare che il Buddhismo a Silla poneva una maggior enfasi sullo sviluppo
nazionale rispetto a quella che potrebbe essere considerata la vera pratica
Buddista, in particolare perché le ragioni secolari dello Stato non sempre
corrispondevano a quelle della fede Buddista. Inoltre, poiché varie sette e
scuole del Buddismo erano già state introdotte in Corea, il Buddismo di
Silla affrontò la sfida di sistematizzare le varie dottrine che spesso erano
in conflitto l’una con l’altra. Mentre gli elementi di base della filosofia
Buddista dovrebbero applicarsi universalmente a tutti, allora c’erano molti
differenti metodi di pratica, e diversi insegnamenti che si applicavano a
persone diverse, a seconda della loro situazione e del loro livello
spirituale. Così, il Buddismo ha molte scritture, ciascuna con una
differente risposta alla stessa domanda. Questa diversità all'interno del
Buddismo ha naturalmente portato a molte controversie tra diverse sette e
scuole, e rende difficile la comprensione per la gente comune.
Perciò Wonhyo, considerando tutti questi
problemi come suoi propri, tentò di risolverli uno ad uno, e stabilì una
forma non settaria e onni-comprensiva di Buddismo Coreano. Lo spirito del
Maestro Wonhyo resiste fino ai giorni nostri, e per risultato, il Buddismo
Coreano è tipicamente ecumenico, ed è conosciuto perla coesistenza armoniosa
delle singole scuole e dottrine.
2. La Filosofia Buddista di Wonhyo
(1) Hwajaeng (Armonizzare le Dispute)
Tentando di eliminare l'approccio settario
all'insegnamento Buddista ed evitare temi dottrinali, Wonhyo scrisse il
Chong-Yo, una panoramica essenziale di 17sutra diversi. 'Chong'
significa 'dispiegarsi a tutti' e 'yo' significa 'combinare in un
unico'. In altre parole, Chong Yo si basa sulla considerazione che lo
spirito del Buddha è rivelato in molti modi diversi, ma è in definitiva un
tutto unitario.
Wonhyo sottolineò che anche se due lati di un
argomento possono avere ragioni per le loro obiezioni, entrambi dovrebbero
tentare di vedere la situazione in un modo totale ed olistico. Egli espresse
il concetto diHwajaengnelYolbangyong Chongyo (Essenza
Fondamentale del Nirvana Sutra), "Se sintetizzi i diversi elementi contenuti
nel sutra, diventa chiaro che tutte le innumerevoli idee tornano ad un unico
significato. Se si distilla questo universale significato, si può
armonizzare la diversità tra le opinioni di un centinaio di sette".
La filosofia Hwajaengdi Wonhyo
suggerisce che non si dovrebbe né contraddire né affermare una opinione o un
dato pensiero, poichè è possibile portare a riunire le due parti insieme.
Ciò è fatto considerando due fattori: emozione e ragione.'Emozione'
qui si riferisce al senso di attaccamento alla propria opinione che insiste:
"Io sono corretto". Pur riconoscendo l'attaccamento di tutti per la loro
propria convinzione e accettando questi sentimenti, si può rendere apparenti
i limiti di un dato punto di vista rispetto al tutto, e quindi permettere ad
ogni persona di riconoscere la saggezza del non sostenere un ristretto punto
di vista. Quest'ultimo processo è la via della ‘ragione’. In breve,
Hwajaeng significa affermare entrambi i lati e,allo stesso
tempo,contraddirli. Perciò, è possibile ottenere questo abbracciando tutto
ciò che è relativo e rivelando l'assoluto che si trova all’interno.
Il principio che sostiene la dottrina del
Hwajaeng è la 'Mente Unica'. L’oceano della Mente Unica, come dice
Wonhyo, è uno stato assoluto lontano dalla discriminazione relativa. Noi
normalmente intendiamo l'assoluto come l'opposto del relativo, ma il
concetto di assoluto trascendentale del Maestro Wonhyo va anche oltre
lo stato di opposizione.
(2) Ilsim (Mente Unica)
In tutte le opere di Wonhyo, l'idea di
'ritorno alla Sorgente della Mente-Unica' ricorre assai spesso. Così, tutti
gli esseri senzienti esistono all'interno della Mente Unica; tuttavia,
poiché noi abbiamo dimenticato questo, dobbiamo 'ritornare alla Sorgente
della Mente Unica'. Lo scopo è di risvegliare il rispetto e la compassione
dentro di noi, dal momento che tutti gli esseri sono dotati di una Unica
Mente, il 'deposito della Natura di Buddha'.
Al fine di essere in grado di far ritorno alla
Sorgente della Mente Unica, noi dobbiamo prima comprendere la mente. Secondo
il Risveglio della Fede, la nostra mente consiste di due porte, cioè
la Porta della Vera Talità e la Porta del Sorgere e Cessare.
La Porta della Vera Talità è il centrale fulcro dell’Essenza che è rimosso
da ogni tipo di discriminazioni, la Porta del Sorgere e Cessare è il mondo
dei fenomeni proiettato dalle discriminazioni. Wonhyo spiega che "la Porta
della Vera Talità
e la Porta del Sorgere e Cessare comprendono
l’intera realtà dei dharma. Perciò, le due porte non sono separate. La
Natura di Buddha è nascosta all'interno della Porta del Sorgere e Cessare”.
Dalla prospettiva della Mente Unica, se tutte
le discriminazioni vengono rimosse, tutte le cose sono uguali.
“L'essenza della Natura di Buddha è la
Mente Unica. La natura della Mente Unica si distingue da tutte le
discriminazioni. Essendo aldilà di tutte le discriminazioni la Mente Unica
non corrisponde a
nessuna cosa. Non avendo corrispondenza con
nulla, La Mente Unica non corrisponde a nulla”.
- Essenza fondamentale del Sutra del
Nirvana
“La Sorgente della Mente Unica, che è
distinta dall’esistenza e dalla non-esistenza, è indipendente allo stato
puro. L’oceano dei Tre Vuoti, che combina l'assoluto con il mondano, è calmo
e chiaro. Calmo e chiaro, esso miscela la dualità eppure non è unitario.
Indipendentemente puro, è lontano dagli estremi, eppure non si trova nel
punto mediano. Non si trova nel punto mediano e tuttavia è lontano dagli
estremi. Quindi, un fenomeno che non esiste non è che dimori semplicemente
nella non-esistenza; e ciò che non è non-esistente non dimora meramente
nell’esistenza”.
- Esposizione del Sutra del Vajrasamadhi
Il primo passaggio afferma che la Mente Unica
unisce l'assoluto e il mondano. Lo scopo di Wonhyo di reiterare il concetto
della Mente Unica è di rivelarela vera mente, che è oltre ogni sofferenza, e
dimora in uno stato liberato senza attaccamento. Come si legge in seguito,
"ciò che non esiste non dimora semplicemente nell’esistenza ". Se la Mente
Unica è considerata una realtà fissa, essa non può essere raggiunta. Con le
parole di Wonhyo, leggiamo: "Essa trascende sia la parola che il pensiero.
Pertanto, non sapendo come chiamarla, mi vedo obbligato a chiamarla Mente
Unica". (Essenza fondamentale del Sutra del Nirvana).
E poichè l'assoluto e il mondano sono riuniti
tramite la Mente Unica, il ciclo di nascita e morte e il Nirvana diventano
non-due. Inoltre,il mondo di nascita e morte e la Terra Pura del Nirvana si
trovano insieme nella Mente Unica. Allo stesso modo, il mondo degli esseri
senzienti e il mondo del Buddha procedono insieme dalla Mente Unica. Una
volta realizzato questo, la nostra Mente Unica avrà recuperato la sua
essenza. Se invece non realizziamo questo, noi non possiamo fare a meno di
vivere come esseri senzienti ignoranti. Noi siamo dentro la Mente Unica,
eppure noi siamo fuori della Mente Unica. Questa è la realtà della vita
mondana e dell'esistenza senziente.
(3) Muae (Non-Impedimento)
Muae
(Non-Impedimento) è il sommario del pensiero in azione di Wonhyo.Muaesta
per ‘libertà’, non limitata dagli opposti dualistici e dalle convenzioni
fisse. E' differente dal perseguire desideri individuali, poichè è radicato
nella Mente Unica, che evoca l'equilibrio e la compassione dentro di noi. In
altre parole, Muae significa che non si è più vincolati dalle dualità
di 'sé' e 'altri', e si può
vivere una vita compassionevole.
Dal punto di vista del Buddismo, la libertà
senza la compassione non è vera libertà, ma solo una forma di
auto-indulgenza. D'altra parte, la compassione senza la libertà è passiva e
non è la vera Compassione. Se noi giungiamo all’uno, dobbiamo naturalmente
arrivare a raggiungere l’altro. Nel Muae, la libertà e la compassione
sono inseparabili. Non è basato su un individualismo atomistico e
possessivo, ma è radicato nella unificazione di 'Tu’ ed 'Io'. Il Muae
mira a beneficiare se stessi e gli altri, e questo tocca il cuore del
Buddismo, 'la grande compassione di unità'.
(4) La Terra Pura
Wonhyo era un sostenitore del Buddismo della
Terra Pura e lo incorporò pienamente nella sua pratica e nei suoi
insegnamenti. La teoria della Terra Pura era strettamente connessa con la
teoria diHwajaeng e Mente Unica. Per quanto riguarda l'illuminazione
personale, la filosofia Hwajaeng e la Mente Unica suggeriscono che
chiunque può raggiungere l'illuminazione attraverso i mezzi abili
appropriati alla loro situazione e al livello spirituale.
Questa visione, che sottolinea l'uguaglianza
di tutti gli esseri circa l’ottenimento della Buddhità, era in contrasto con
lo spirito del primo Buddismo arrivato a Silla, che pareva giustificare la
gerarchia sociale, ponendo l'accento sul concetto di karma (8).
Secondo Wonhyo, la porta che conduce alla Verità Assoluta è aperta a tutti.
Ciò contrastava con la tipica visione del seguace laico in quanto soggetto
passivo, ma non con la visione pura del partecipante attivo nel cammino
spirituale per l'illuminazione.
La Terra Pura dove risiede Buddha Amitabha è
un reame celeste ideale e 'pura dimora'. Chiunque purifica la sua
mente cantando il nome di Amitabha Buddha con riverenza è in grado di
entrare nella Terra Pura dopo la morte, a prescindere dalla età, sesso o
classe sociale. Poiché il Buddismo della Terra Pura era facile da capire e
praticare, esso parlava a coloro che non erano ben versati negli aspetti più
complessi della filosofia e pratica Buddista. Questa è la ragione per cui
Wonhyo scelse questa semplice e accessibile credenza per propagare il
Buddismo tra la gente comune.
(8) Karma (sanscrito). Ogni tipo di azione
fisica, vocale o mentale che è impressa nella mente, e che quindi dà origine
a certe conseguenze per il futuro. L’azione karmica può essere positiva o
negativa, intenzionale e non intenzionale.
3. Insegnamenti di Wonhyo per i nostri
tempi
La teoria del Hwajaengdi Wonhyo fu il
prodotto delle sue riflessioni sulla storia. Utilizzandole come base, egli
armonizzò e risolse gli opposti punti di vista che vedeva nel mondo
Buddista. I praticanti venivano dirottati dall’ottenere i veri insegnamenti
del Buddha come effetto del conflitto tra Buddismo della Vacuità (Madhyamika)
e Buddismo della Sola Mente (Cittamatra). Grazie alla teoria del
Hwajaeng, la filosofia Buddista a Silla non perdette ulteriore tempo su
inutili discussioni, ma fu in grado di svilupparsi ulteriormente.
Inoltre, attraverso la sua teoria della Mente
Unica, che servì come base per la filosofia Hwajaeng, Wonhyo
sottolineò che il mondo del Nirvana non esiste separatamente da questo mondo
e che, di conseguenza, il mondo in cui viviamo può essere anche il reame
dell'assoluto. Wonhyo insistette sul fatto che chiunque realizzi la verità
della Mente Unica può essere illuminato in questo mondo.
Wonhyo pensò anche che il fine ultimo del
Buddismo era quello di salvare gli esseri senzienti dalla loro sofferenza.
Per quanto vera e giusta possa essere una teoria, se non è applicata nella
nostra vita quotidiana, essa è inutile ed inerte. La sua stessa vita è
risultata essere un perfetto esempio della propagazione del Buddismo basato
sulla verità filosofica e l’incontro tra teoria e pratica. In questo senso,
la vita e le opere di Wonhyo, pilastro del Buddismo Coreano, rimangono per
noi una fonte di orientamento e di ispirazione anche oggi.
IX. Deporre la penna…
Il pensiero di Wonhyo si basava su una
contemplazione universale della vita. Non poteva essere espresso da un testo
religioso o catturato in un sistema metafisico. Non era interessato ai
semplici opposti, come reale e ideale, materiale e spirituale, individuale e
intero, esistente e inesistente, o bene e male. Nonostante la sua logica e
la sistematica struttura, rimane una riflessione ampia e profonda
sull'essenza dell'essere, con una vita non-ostacolata come suo scopo.
La specializzazione, una delle forze trainanti
della civiltà di oggi, è arrivata a scapito delle relazioni tra gli
individui nella società umana. L'essere umano è diventato alienato, e la
nostra aspirazione culturale sbilanciata. Poichè il mondo affronta i
conflitti tra civiltà diverse, una nuova mentalità ed una più ampia
prospettiva è di vitale importanza. Il ruolo dell'arte e della filosofia
oggi è quello di riflettere la realtà e superare la frammentazione che si
sono verificate all'interno della società.
Fino al secolo scorso, i filosofi si
occupavano di questioni di 'esistenza', chiedendosi quale fosse in realtà la
natura della vita umana, e in quale misura il comportamento dell'uomo verso
i suoi simili può essere influenzato dal bene o dal male. Nel 21° secolo,
noi ci troviamo di fronte ad una nuova sfida sotto forma di una crisi
ambientale globale. Inoltre, i progressi nelle tecniche di clonazione e
nell'ingegneria genetica, nonché le innovazioni, come ad esempio la
sostituzione di organi umani con dispositivi artificiali, ci stanno
costringendo a valutare nuove norme sociali. L'inquinamento e il
riscaldamento globale sono problemi che richiedono una risposta unitaria. Le
modificazioni degli ecosistemi minacciano la sopravvivenza stessa della
razza umana. L'unica strada in avanti ora è di
approcciare la crisi come un mondo unico e
affrontarla insieme.
Come alternativa, dobbiamo avere la saggezza
di vedere la foresta piuttosto che i singoli alberi. In questo senso, la
vita e la filosofia di Wonhyo debbono avere un significato speciale per noi.
La sua filosofia si basa sulla realizzazione del valore della vita
individuale. La pratica, e non la teoria, è la chiave delle sue visioni
sulla Mente Unica e sul Hwajaeng (La pacificazione delle dispute).
filosofia.
Estratti dagli scritti del
Wonhyo
Esseri senzienti e Natura di
Buddha non sono la stessa cosa, eppure non sono diversi.
<금강삼매경론>
Uno che realizza di essere nell’illusione non è grandemente illuso, e uno
che realizza di essere nel buio, non è nel buio più totale.
<보살계본지범요기>
L’errore svanisce da sé quando il giusto si rivela, proprio come l'oro vero
che luccica da se stesso, mentre l'imitazione non potrà farlo.
<대승기신론소>
Vorrei usare le parole per mostrare il Dharma che è oltre le parole, proprio
come l’usare un dito per indicare la luna, che è separata dal dito.
<십문화쟁론>
Per cucire i vestiti, è necessario un ago corto, mentre una lunga lancia è
inutile.
Per ripararsi dalla pioggia, è
necessario un piccolo ombrello, mentre un tetto che copra l'intero cielo è
inutile.
Quindi, le piccole cose non
devono essere considerate banali. A seconda della loro vera natura, sia le
cose piccole che le grandi sono preziose.
<미륵상생경종요>
Il sole è caldo come la sua
natura fondamentale, e la luna è fredda come la sua natura di base.
Se c'è solo il sole e non la
luna, i germogli si seccano e non vivranno abbastanza a lungo per dare i
loro frutti. Ma se c'è solo la luna e non il sole, i germogli non possono
crescere e marciranno.
<범망경보살계본사기>
Il merito virtuoso del pentimento è lodato come puro e fresco. Poiché
purifica l’impurità, che è la causa dell’errore, esso è puro. Con la
rinuncia al calore del desiderio carnale, che procede dalla vita e morte
senza fine, esso è fresco.
<금강삼매경론>
Praticare interiormente significa praticare guardando la mente in silenziosa
e calma riflessione.
Praticare esteriormente
significa cessare di guardare la mente, e trasformare gli altri tramite
l'insegnare ad essi. Se uno entra o esce [dalla pratica], poiché [la
pratica] non va fuori dalla Via di Mezzo, egli è detto non essere l’uno o
l’altro.
<금강삼매경론>
La saggezza infinita del Mahayana (Il Grande Veicolo) è, semplicemente, la
Sacra Saggezza della Equanimità di Tutte le Cose. Poiché essa dimora nel 'Non-Io',
non c'è nessuna cosa che non sia 'Io'. Poiché non c'è nulla che non sia
'Io', non c'è nulla che essa non abbracci equanimamente. Rinforzata dalla
saggezza che tutti gli esseri hanno la stessa Natura Originaria, essa porta
infiniti esseri senzienti verso la grande Illuminazione. Per questo motivo,
è chiamata la infinita Saggezza del Mahayana(Grande Veicolo).
<무량수경종요>
Alcune persone esprimono le loro limitate visioni sulla base di una piccola
esperienza, e sono felici se gli altri sono d'accordo con le loro opinioni.
Ma se gli altri non sono d'accordo, esse li criticano.
Sono come persone che osservano il cielo attraverso una canna vuota. Essi
sostengono che solo guardare il cielo attraverso una canna vuota è buono, e
che gli altri che non vedono il cielo in questo modo non possono vedere il
cielo. Questa è l'ignoranza di credersi saggi, anche se manca l'intuizione,
e inoltre si criticano quelli con una maggiore saggezza.
<보살계본지범요기>
Gli uomini saggi e santi eseguono molte azioni virtuose, ed essi adottano
queste sette pratiche per la formazione del loro carattere. La fede, che è
la base di molte virtù; La Generosità, che raddoppia il beneficio;
L’Osservanza dei Precetti, per evitare facilmente disastri; L’Ascoltare, per
raccogliere tutto ciò che è di valore; Il Pentimento, per riverire e
incrementare ciò che è buono;La Vergogna, per tenersi lontani dalle
malvagità; e la Sapienza, per controllare e aumentare le sei ricchezze.
<본업경소>
Avere fede significa affermare definitivamente lo stato delle cose. In altre
parole, credere davvero nell'esistenza del Dharma, credere che esso possa
essere raggiunto attraverso la pratica, e che quando lo si raggiunge
attraverso la pratica, esso porta sconfinati meriti e virtù.
<대승기신론소>
Un ostacolo è un blocco nel proprio percorso, ma significa anche 'oscurarlo'.
L’ostacolo karmico blocca il sentiero degli esseri senzienti,così che essi
non possono sfuggire al ciclo di nascita e morte. Esso anche avviluppa gli
esseri senzienti, e così nasconde il nirvana. Per questi due motivi, è
chiamato 'ostacolo'.
<이장의>
Lo stato di mente che non ha vergogna né paura del peccato è la fonte di
ogni negatività.
<유가사지론>
Se uno commette uno di questi quattro errori, non può far parte di una
comunità, e dovrebbe lasciarla. Il primo è lodare se stessi e denigrare gli
altri; Il secondo è essere avari con la propria ricchezza o conoscenza, e
tenerle solo per sé, senza condividerlo con gli altri;Il terzo è tenere la
rabbia al proprio interno e non accettare le scuse e il pentimento degli
altri; Il quarto è criticare il vero Dharma e provocare confusione.
<유가사지론>
Se state mancando anche di una sola delle virtù, non potrete raggiungere la
completa Illumina-zione. Per tornare alla causa fondamentale, è necessario
essere dotati di ogni forma di disciplina.
<대승기신론소>
Il carattere di una grande persona è ampio e vasto. Il suo spirito è
semplice e senza confini. [Un tale spirito] tratta allo stesso modo disastro
e buona fortuna, e non fa alcuna distinzione tra "io" e "altri". Questo
spirito è sempre benedetto, e dimora nella rettitudine. Perciò, uno non deve
lodare se stesso e criticare gli altri, né anteporre se stesso e
sottomettere gli altri.
<보살계본지범요기>
Il Risveglio della Fede
e della Pratica
I Buddha risiedono maestosamente nel Palazzo dell’Estinzione, il Nirvana,
perché hanno rinunciato agli attaccamenti e praticato l’austerità per un
lungo periodo. Nel frattempo, innumerevoli esseri senzienti si sono
reincarnati tra le mura della casa in fiamme, il Samsara, e rifiutano di
rinunciare alla loro avidità per innumerevoli eoni.
Il Sentiero per il Paradiso è
libero e non-impedito, eppure pochi possono raggiungerlo, perché molti
considerano i Tre Veleni (9) e le Contaminazioni come dei tesori. Molti
vanno fuori strada perché entrano nel reame del Male, anche se questi reami
non hanno richiami o lusinghe, poiché essi considerano i Quattro Elementi
(10) ed i Cinque Desideri (11) come le ricchezze della mente.
Chi non vorrebbe abitare sulle
montagne e coltivare la mente? Eppure voi non potete farlo,perché siete
schiavi del desiderio. Anche se non potete tornare nelle foreste e sulle
montagne a praticare, voi dovreste fare del vostro meglio, e non abbandonare
mai la pratica delle buone azioni. Se voi volontariamente abbandonerete i
vostri desideri in questo modo, sarete creduti e rispettati come saggi, e se
praticate volentieri ciò che è difficile, sarete venerati come è venerato il
Buddha. Così, desiderare ed attaccarsi alle cose materiali è la via di Mara,
e donare con compassione è la Via del Re del Dharma.
Le alte montagne e le vette
impervie sono i luoghi dove abitano gli uomini saggi. Profonde vallate di
montagna con pini verdi sono la dimora di coloro che praticano. Quando hanno
fame, prendono
i frutti dagli alberi per calmare lo stomaco vuoto. Quando hanno sete, si
dissetano con l'acqua dei torrenti. Anche se noi nutriamo questo corpo con
sottili prelibatezze e lo coltiviamo con cura, alla fine è certo che ci
lascerà. E anche se possiamo coprirlo con bei vestiti, verrà il tempo in cui
la nostra vita dovrà cessare.
Una grotta rocciosa che
risuona con suoni echeggianti, diventa la tua sala di recitazione. Le oche
selvatiche che stridono in solitudine, diventano i gioiosi compagni della
tua mente. Anche se le tue ginocchia sono fredde e intorpidite per le
continue prostrazioni, non pensi ad accendere un fuoco. Anche se il tuo
stomaco vuoto si sente separato dal corpo, non pensi proprio a cercare del
cibo. Prima che tu riesca a conoscerlo, sarai più vecchio di un centinaio di
anni, allora perché trascuri di imparare? Non credi che per noi la vita
potrebbe non essere lunga abbastanza da sprecarla nell’ozio e abbandonare i
nostri studi?
Quando il tuo cuore è pieno di
nostalgia, tu sei uno ‘sramana’ (12). Senza pensare alle cose del
mondo vi è la rinuncia al mondo. Per un praticante, essere preso nella rete
del desiderio è come un cane che indossa la pelle di un elefante. Un
praticante che anela desideri lussuriosi è come un riccio che entra in una
tana di topi. Per quelli che vivono in casa nel villaggio, anche se hanno
grande saggezza e capacità, tutti i Buddha sono tristi e preoccupati per
loro. Per coloro che vivono nelle profondità delle montagne, anche se non
praticano il Dharma, molti santi sentono grande gioia grazie a loro.
Uno che non segue i precetti,
anche se talentuoso e capace, è come chi, dopo esser stato portato in una
stanza del tesoro, si ferma e non va oltre. Uno che manca di saggezza, anche
se diligente nella pratica, è come uno che viaggia verso ovest quando
dovrebbe andare a est. L'uomo saggio cuoce a vapore il riso da mangiare,
mentre l'uomo ignorante cuoce sabbia. Tutti sanno come curare uno stomaco
affamato mangiando cibo, ma nessuno sa come curare l'ignoranza della mente
attraverso l'apprendimento del Dharma. La Saggezza e la Pratica sono come le
due ruote di un carro. Beneficiare se stessi e beneficiare gli altri -
questi sono come le due ali di un uccello.
Potrai offrire preghiere
avendo ricevuto in offerta il riso, ma se non conosci il significato delle
tue parole, non è questo qualcosa di cui vergognarsi davanti al
donatore?Anche se canti la preghiera di offerta per il cibo, se non capisci
la sua importanza, non è anche questo qualcosa di cui doversi vergognare,
davanti ai Saggi? I vermi sono odiati perché essi non fanno distinzione tra
puro e impuro. Allo stesso modo, i Bodhisattva non gradiscono i monaci che
non riescono a distinguere
tra le azioni che sono pure e le azioni che vanno contro i precetti. Se tu
vuoi lasciarti alle spalle il caos del mondo, per ascendere al piano
superiore e rinascere nei cieli, i precetti sono una buona scaletta.
Aspirare ad essere un campo di merito per gli altri, pur andando contro i
precetti, è come se un uccello cercasse di volare con le ali spezzate
portando una tartaruga sul dorso (13). Se tu sei ancora sotto l'ombra dei
tuoi propri peccati, non potrai mai liberare gli altri dai loro peccati. Per
questo motivo, se non esegui i precetti, come potrai ricevere il rispetto ed
offerte da un altro? Non vi è alcun vantaggio nel nutrire un corpo vuoto che
non coltivala mente, ed una vita transitoria ed inutile è difficile da
preservare, quantunque uno ci tenga ad essa.
Per aspirare alle virtù dei
grandi maestri, bisogna sopportare volentieri le sofferenze per tutto il
tempo che serve. Per poter aspirare al Seggio del Leone (14)dovrai sempre
girare le spalle ai Cinque Desideri. Quando la mente di un praticante è
pura, i Cieli lo ammireranno grandemente, e se colui che percorre il
sentiero volge la sua mente ai pensieri lussuriosi, gli spiriti buoni lo
abbandoneranno lasciandolo solo. I Quattro Elementi inaspettatamente si
disperderanno,e lui non sarà capace di conservarli a lungo. La sera arriverà
presto, e noi dovremmo praticare fino all'alba! Indulgere nei piaceri di
questo mondo porterà la sofferenza in una successiva vita, e allora perché
dovremmo desiderarli? Astenersi da essi anche una sola volta porterà una
futura gioia duratura, quindi perché non dovremmo coltivare la mente? I
desideri dei ricercatori spirituali sono come una vergogna per il
praticante, e la ricchezza di chi ha rinunciato al mondo è una fonte di
ludibrio per la gente mondana che egli si è lasciato alle spalle.
Anche se messi incessantemente
in guardia con infinite parole, noi non desistiamo dai nostri desideri.
Anche se costantemente creiamo risoluzioni, non non tagliamo i nostri
attaccamenti. Sebbene non ci sia niente da perdere, nessuno è disposto a
lasciar andare le preoccupazioni mondane, e anche se non c'è uno scopo in
questa illusione, nessuno riesce davvero a tagliare i suoi propri
attaccamenti. L’oggi non è ancora giunto a termine, tuttavia è già
contaminato con
molti peccati. Così i giorni del peccato sono molti, e non c'è una fine alla
serie di domani in cui dovremo affrontare le conseguenze delle nostre
azioni. Eppure i giorni delle buone azioni sono pochi. Anche se l'anno deve
ancora finire, è già pieno di sofferenze, perché abbiamo peccato senza
sosta. Ed anche se ci sono ancora molti anni davanti a noi, noi non
coltiviamo la saggezza né ci prepariamo per il futuro.
Ora dopo ora il tempo passa, e
il giorno rapidamente finisce. Passano i giorni, e l'ultimo giorno del mese
è già qui. I mesi passano, e un nuovo anno è alle porte. Anche gli anni
passano, e dopo un pò ci troviamo alle soglie della morte. Proprio come un
carro rotto che non può muoversi, in età avanzata non si può praticare. E
tuttavia ci rilassiamo in un passivo ozio, permettendo ai nostri pensieri di
essere sempre in un eterno vagare.
Le vite che abbiamo trascorso
nella pratica sono poche, eppure oggi noi ancora non pratichiamo, lasciando
passare invano il tempo. Quanto è inutile questo corpo, e tuttavia non
usiamo questa vita per lo studio. Questa vita arriverà presto alla fine, e
se la fine arriva senza che noi abbiamo praticato, quale corpo riceverete in
seguito? Non è grave, questo? Non siete spaventati di questo?
(9) Rabbia, Odio e Ignoranza.
(10) Gli elementi di terra,
acqua, fuoco e aria, che costituiscono il nostro corpo fisico. Attaccarsi ai
Quattro Elementi significa quindi essere attaccati al corpo.
(11) I desideri per il
cibo, la fama, la ricchezza, il piacere sessuale ed il sonno.
(12) Sramana è colui
che rinuncia al mondo e conduce una vita di austerità con l'obiettivo di
sviluppo spirituale e liberazione.
(13) I monaci non lavorano
per guadagnarsi da vivere, ma dipendono dalle offerte dei fedeli laici. Il
Maestro Wonhyo qui sta rimproverando coloro che non seguono i precetti, ma
che accettano comunque le offerte. Fare un'offerta a un praticante che
studia bene diventa merito; quindi essi sono un 'campo di merito', che
permette ad altri di praticare buone azioni. Donazioni ai praticanti che
studiano male non diventano meriti, e questo è un severo monito per tali
praticanti che sono ignoranti di questo fatto.
(14) Il Seggio da cui il
Buddha o i Maestri Illuminati danno lezioni di Dharma.
L’Autore
L’autore, il professor Byeong-Jo Jeong è laureato presso il Dipartimento di
Filosofia Indiana alla Dongguk University e ha conseguito il dottorato nel
1986, con una tesi dal titolo "Studio sul BodhisattvaManjusri ". Egli è
stato professore presso il Dipartimento di Cultura Etica alla Dongguk
University fin dal 1980, ed è ex-vice presidente della stessa Università,
avendo trascorso due anni come visiting-professor presso la Nehru
University in India (1984-1986). Come presidente del
Istituto Coreano di Studi Buddhisti (KIBS), egli si sforza di promuovere lo
scambio accademico tra Corea, Stati Uniti ed Europa nel campo degli studi
Buddisti.I
suoi scritti includono
A History of Indian Philosophical Thought,
Theory on theHistory
of Buddhist Culture,
Practical Buddhism, A History of Korean BuddhistThought,
ed i suoi articoli includono‘Study on Avalokitesvara with Eleven Faces’,‘Study
on Woncheuk’s
Praise to Heart Sutra’, and ‘Study on the
Layperson’s
Buddhist
Movement in Modern Korea’.
(Finito di tradurre il 14 dicembvre 2011 –
per conto del Centro Chan Nirvana di Roma)

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