|
Il Buddismo insegna che, dopo che un
praticante ha raggiunto un certo grado di realizzazione, in lui si sviluppa
il potere spirituale. Si dice che un individuo al livello di Arahat sia in
possesso di certi poteri soprannaturali…(fonte)
Se è vero che il percorso
del Pratyekabuddha è lo stesso di quello dell’Arahat, allora come si può
distinguerli uno dall’altro? Sebbene le Vie dei Pratyekabuddha e degli
Arahat (anche Arhat, Arahant, Arhant), siano del medesimo tipo, tuttavia i
modi in cui essi utilizzano la loro saggezza hanno delle differenze. Nel
caso in cui i Buddha siano già venuti [nel mondo] ed il Buddhadharma si sia
poi già estinto, queste persone, sulla base delle cause e delle condizioni
delle vite p recedenti,
portano avanti la loro propria saggezza da soli, e non lo fanno in base
all’aver ascoltato qualcun altro. Da se stessi, essi usano la loro saggezza
per ottenere il risultato della Via.
Ciò è illustrato da un
esempio: C’era un re di un paese che era uscito a passeggiare nel suo
giardino per sentirsi a suo agio. Quel mattino egli osservò gli alberi del
bosco, i fiori ed i frutti, che erano assai belli e piacevoli. Poi il re,
dopo aver pranzato, decise di andare a fare un pisolino. Le mogli e le donne
di compagnia del re, nel frattempo, andarono tutte a raccogliere i fiori e,
purtroppo, nel fare ciò esse danneggiarono gli alberi rompendone i rami.
Quando il re si fu svegliato, osservò la distruzione nel giardino e
spontaneamente egli si illuminò al fatto che tutto il mondo è impermanente e
vincolato alla distruzione, proprio in quello stesso modo. Dopo aver
contemplato questo, in lui sorse la mente della via-senza-uscita, così
spezzò Le Dieci Catene, e perfezionando le sei super-coscienze ottenne la
Via del Pratyekabuddha, e se ne andò solitario in una vuota e tranquilla
zona della foresta...
Sulla base di cause come
queste, che derivano dalla risultante retribuzione associata con i meriti,
voti e condotta delle precedenti vite, nella vita presente, uno non può che
osservare soltanto una minore causa o condizione e quindi essere in grado
così di perfezionare la via del Pratyekabuddha. Sono i fattori come questi
che fanno la differenza. Vi sono due tipi di Pratyekabuddha. Il primo tipo è
noto come "Illuminato Solitario". Il secondo è denominato "Risvegliato da
cause e condizioni". Essere "Risvegliato da cause e condizioni" è proprio
come ci si è riferiti sopra. Riguardo alla condizione di "Illuminato
Solitario", questa si riferisce ad una persona che completa la Via nella
vita presente, realizzando una Illuminazione spontanea, che non
(necessariamente) preveda l’ascolto di insegnamenti di qualcun altro. Questo
è ciò che si intende per i Pratyekabuddha "Illuminati Solitari".
Il Pratyekabuddha
"Illuminato Solitario" è di due tipi: Il primo è uno che originariamente
stava sul sentiero dello studio e che poi è rinato tra le persone. In quel
periodo non c’era un Buddha nel mondo e il (vero) Buddhadharma stava già per
diventare estinto (o quasi). Questo Sotapanna aveva già
compiuto sette successive rinascite, non doveva essere tenuto a prendere
un’ottava rinascita, e poi spontaneamente è riuscito a realizzare la Via.
Questa persona non è propriamente indicata come un Buddha o come un Arhat,
ma invece è indicata come un "minore" Pratyekabuddha. In realtà, egli non è
diverso da un Arhat. In alcuni casi, vi sono coloro che non sono neppure
paragonabili ai grandi Arhats come Sariputra.
Il secondo è il
Pratyekabuddha "maggiore". Questo ‘grande Pratyekabuddha’ crea meriti e
aumenta la sua saggezza nel corso di un centinaio di kalpa e
può arrivare a ottenere i trentadue ‘segni’. Può anche averne trentuno, o
forse trenta, ventinove, e più o meno, anche solo uno dei segni. Riguardo ai
‘Quattro tipi di Arhat’, egli ha un’incisività di saggezza che è superiore
rispetto alle caratteristiche generali ed a quelle specifiche dei Dharma
profondi. Egli è in grado di entrare negli assorbimenti e sa come coltivarli
a lungo; ha un costante piacere nel vivere da solo. Chi ha queste
caratteristiche, viene indicato come "grande" Pratyekabuddha. Sono le
caratteristiche come queste che fanno la differenza.
"Egli non ha alcun
desiderio di fama, né di diventare qualcosa come un personaggio pubblico.
Per lui sarebbe profondamente sgradevole, e così può essere che egli sia
soddisfatto di condurre la sua vita come l’ha scelta e di essere da solo.
Egli è troppo modesto per impostare se stesso come un esempio per gli altri,
ma può essere che egli ritenga che alcune incerte anime, attratte da lui
come le falene da una candela, si presenteranno nel tempo per condividere la
sua stessa illuminata convinzione che la soddisfazione ultima (finale) si
può trovare soltanto nella vita spirituale, come pure che seguendo con la
sua stessa abnegazione e rinuncia il cammino di perfezione potrà esser loro
utile, sia tramite lo scrivere libri o indirizzandosi alle moltitudini". (W.
Somerset Maugham, scrivendo di Larry Darrell in ‘The Razor's Edge’, mesi
dopo la sua suprema Illuminazione sulle montagne dell'India).
I QUATTRO TIPI DI ARAHAT:
I. Sukkhavipassaka:
Il primo dei Quattro Tipi di coloro che soni degni. Coloro che hanno
raggiunto il Nobile Sentiero tramite la Consapevolezza che porta all’Insight
(saggezza-profonda), l'osservazione e l'investigazione della realtà della
vita, e lo spirito distaccato dai Cinque Aggregati. Essi hanno almeno
raggiunto il primo stadio di assorbimento (Primo Stato di Jhana) per
realizzare il vero significato della vita e hanno raggiunto lo stadio della
santità. Essi godono la felicità del Nirvana tramite la com-prensione dei
frutti che essi hanno ottenuto. Vedi anche Vipassana.
Coloro che praticano i
Quattro Fondamenti della Consapevolezza, otterranno il Nirvana grazie alla
saggezza, ma non vedranno spiriti né esseri senzienti negli inferni o nei
cieli di Brahma, perché essi non hanno poteri miracolosi della mente. Essi
non vedono il Nirvana o il Buddha, ma realizzeranno che esistono molti piani
di esistenza e che vi è una reale suprema felicità eterna in cui essi
possono entrare dopo la loro morte.
II. Tevijja
(triplice conoscenza di coloro che son degni): Il secondo tipo di quelli che
son degni, sono gli Arahat o persone Illuminate che hanno raggiunto il
nobile sentiero attraverso la super-conoscenza da quaranta argomenti di
meditazione, come i seguenti tre:
1) La conoscenza delle vite
precedenti (Pubbeniva sanusstinana).
2) La super-conoscenza
della dipartita e della rinascita degli esseri (Cutupapata-nana).
Cioè, il piano sul quale essi rinasceranno, o in uno stato di miseria o su
un piano celeste…
3) La super-conoscenza
dell’emancipazione. Tali persone Illuminate hanno facilmente abbandonato le
passioni del corpo (cinque aggregati di odio, rabbia, desiderio,
attaccamento e tutti i beni del mondo) con il più alto stato di assorbimento
nella concentrazione meditazione. Essi hanno realizzato il vero significato
della vita, la natura e l'universo, attraverso la suprema saggezza. Essi
sono entrati nel nobile sentiero e hanno raggiunto il Nirvana, la felicità
suprema.
III.Chalabhinna
(Sestuplice Conoscenza di coloro che son degni). Il terzo tipo sono persone
illuminate che godono della pace eterna, o Nirvana, e sono state liberate
dal ciclo di vita e morte grazie ai quaranta metodi di meditazione ed hanno
acquisito il miracoloso potere psichico e la soprannaturale conoscenza ben
oltre di quella degli scienziati. Essi hanno praticato meditazione con gli
otto metodi (kasina) fino a quando non hanno raggiunto il quarto
stadio di assorbimento (unidirezionalità della mente) in ciascun metodo.
Essi sono in grado di camminare sull'acqua, volare nell’aria, o diventare
visibili o invisibili, e possono andare ovunque in pochi secondi. Essi
manifestano numerosi poteri miracolosi che le persone ordinarie non possono
comprendere. Il Sestuplice Sentiero di conoscenza soprannaturale o
‘Super-saggezza’ è il seguente:
1. IDDHIVIDHA - IL POTERE
DI TRASFORMAZIONE.
Il Buddha disse: "Se un
monaco dovesse maturare un desiderio come questi: "Vorrei esercitare i vari
poteri magici, vorrei essere uno che diventa multiforme, vorrei diventare
visibile, diventare invisibile, passare senza ostacolo attraverso mura,
bastioni o montagne, come attraverso l'aria, vorrei salire e sprofondare
nella terra come nell’acqua, vorrei camminare sull’acqua come se fossi sulla
dura terra, vorrei viaggiare attraverso l'aria come un uccello alato, vorrei
toccare e sentire con la mia mano la luna e il sole anche se essi sono forti
e potenti, e vorrei andare anche senza corpo fino al mondo di Brahma",
allora egli deve essere perfetto nel precetti (Sila), portare il suo
pensiero ad uno stato di quiescenza (Samadhi), praticare
diligentemente gli stati di trance (Jhana), ottenere la saggezza
della visione profonda (Prajna) ed essere un frequentatore di luoghi
isolati".
2. DIBBASOTA – UDITO
CELESTIALE.
L'Illuminato espose così:
"Se un monaco dovesse maturare un desiderio come questi: "Vorrei sentire con
una chiara-udienza divina, che supera quella degli uomini, sia i suoni
celesti che umani e quelli vicini e lontani", allora egli deve essere
perfetto nei precetti (Sila), portare il suo pensiero ad uno stato di
quiescenza (Samadhi), praticare diligentemente gli stati di trance (Jhana),
ottenere la saggezza della visione profonda (Prajna) ed essere un
frequentatore di luoghi isolati".
3. CETOPARIYA. - IL POTERE
DI DISCERNIMENTO DELLA MENTE DEGLI ALTRI.
L'Onnisciente così
continuò: "Se un monaco dovesse maturare un desiderio come questo: "Vorrei
che il mio cuore conoscesse e discernesse i pensieri degli altri esseri, i
cuori degli altri uomini, vorrei discernere una mente appassionata dalle
passioni, vorrei discernere una mente libera da passioni che sia libera da
passioni, vorrei discernere una mente piena di odio che sia piena di odio,
discernere una mente libera da odio ed essere libero dall’odio, vorrei
scorgere una mente infatuata essere infatuata, vorrei discernere una mente
libera da infatuazione essere libera da infatuazione, vorrei discernere una
mente intenta essere intenta, vorrei scorgere una mente errante essere
errante, vorrei scorgere una mente esaltata essere esaltata, vorrei
individuare una mente non-esaltata essere non-esaltata, vorrei scorgere una
mente inferiore essere inferiore, vorrei discernere una mente superiore
essere superiore, vorrei discernere una mente concentrata essere
concentrata, vorrei discernere una mente non-concentrata essere
non-concentrata, vorrei scorgere una mente emancipata essere emancipata,
vorrei scorgere una mente non-emancipata essere non-emancipata", allora egli
deve essere perfetto nei precetti (Sila), portare il suo pensiero ad
uno stato di quiescenza (Samadhi), diligentemente praticare gli stati
di trance (Jhana), ottenere la saggezza della visione profonda (Prajna)
ed essere un frequentatore di luoghi isolati".
Questo potere può essere di
gran lunga superiore alla più alta forma di moderna lettura del pensiero ora
ampiamente praticata in tutto il mondo.
4. PUBBENIVASA - POTERE DI
CONOSCERE LE ESISTENZE PRECEDENTI.
L’Onnisciente inoltre così
chiarì: "Se un monaco dovesse maturare un desiderio come questi: "Vorrei
richiamare alla mente molti precedenti stati di esistenza, cioè una nascita,
due nascite, tre nascite, quattro nascite, cinque nascite, dieci nascite,
venti nascite, trenta nascite, quaranta nascite, cinquanta nascite, un
centinaio di nascite, un migliaio di nascite, un centinaio di migliaia di
nascite, molte distruzioni di un ciclo del mondo (Kalpa), molte
ristrutturazioni di un ciclo del mondo, molte distruzioni e molte
ristrutturazioni di un ciclo di mondi: ho vissuto in un luogo, ho avuto un
tale nome ed ero di una tale famiglia, di una casta, ho avuto tale
mantenimento, sperimentato tale felicità e tali miserie, avuto una tale
lunghezza di vita. Poi sono passato da quell’esistenza e rinato in quel
luogo. Poi, alla fine, sono passato da quell’esistenza e rinato in questa
esistenza". Pertanto, se egli volesse richiamare alla mente i suoi molti
precedenti stati di esistenza e specificatamente caratterizzarli, egli
dovrebbe allora essere perfetto nei precetti ecc. ecc."–
Questo potere è sicuramente
attribuibile all’esposizione della ‘Teoria della Rinascita e Samsara' del
Buddha per tutti gli esseri viventi in tutto l'Universo.
5. DIBBA-CAKKHU - VISIONE
CELESTIALE.
Il Beato continuò: "Se un
monaco dovesse maturare un desiderio come questo: "Vorrei avere una visione
chiara e divina, che supera quella degli uomini, come guardare gli esseri
che passano da una esistenza e rinascere in un'altra esistenza, vorrei
discernere la base e il nobile, il bello e il brutto, di quelli in uno stato
superiore di esistenza e di quelli in un basso stato di esistenza sottostare
al frutto delle loro azioni, così che io possa sapere come segue: 'Ahimè!
questi esseri, dopo essere stati empi nel corpo, malvagi nella voce, empi
nella mente, uccisori di nobili persone, erronei nelle loro visioni,
acquirenti di falsi meriti per le loro visioni erronee, sono arrivati alla
dissoluzione del corpo, alla loro morte, in un luogo di punizione, un luogo
di sofferenza, di perdizione, l'inferno, o ancora, questi altri esseri, che
essendo stati giusti nel corpo, giusti nella voce, giusti nella mente, non
uccisori di persone nobili, retti nelle loro visioni, acquirenti di meriti
per le loro rette visioni, sono arrivati alla dissoluzione del corpo, alla
loro morte, in un luogo di felicità, un mondo celeste". Così, vorrei una
visione chiara e divina, che supera quella degli uomini, discernere come gli
esseri passano da una esistenza e fino a rinascere in un altra esistenza;
vorrei individuare la base e il nobile, il bello e il brutto, di quelli in
uno stato di esistenza più elevato e di quelli in una stato di esistenza più
basso sottostare al risultato delle loro azioni", quindi egli deve essere
perfetto nei precetti, ecc. ecc."
Questo si riferisce al
potere di conoscere la verità del Karma.
6. ASAVAKKHAYA –
(Conoscenza Ultramondana o Potere Distruttivo delle ASAVA e il
riconoscimento delle Quattro Nobili Verità).
Inoltre, il Compassionevole
così illustrò: "Se un monaco dovesse maturare un desiderio come questo:
"Vorrei, tramite la distruzione della depravazione, nella vita presente e
nella mia persona, ottenere la libertà dalla depravazione, la liberazione
della mente, liberazione grazie alla saggezza", così egli deve essere
perfetto nei precetti (Sila), poi portare il suo pensiero in uno
stato di quiescenza (Samadhi), praticare diligentemente le trances (Jhana),
ottenere la saggezza della visione-profonda (Prajna) ed essere un
frequentatore di luoghi isolati".
Tuttavia, dev’essere inteso
che il Buddha non considerava ogni tipo di trance come necessariamente
buono, perché essi dovrebbero puntare a scopi spiritualmente positivi. Egli
era cosciente del fatto che ci sono quelli che si dedicano ad esercizi
yogici solo per acquisire poteri soprannaturali. Il Buddha raffinò la
pratica dicendo ai devoti che l'acquisizione di poteri soprannaturali non
conferisce alcun speciale vantaggio spirituale (Akankheyya Sutta,
Vol. SBE. XI). Ed è per questo motivo che il Buddha vietò ai suoi discepoli
di fare miracoli per dimostrazione. Desiderare i poteri soprannaturali ed
averne piacere dopo averli acquisiti non aiuta a liberare uno dai tre veleni
del desiderio, odio ed ignoranza. E' consigliabile che chiunque si sforzi
sulla via della santità verso la liberazione finale guardi affinché non
venga catturato in questi inganni e finisca per dimenticare il vero scopo.
IV. Patisambhidhapatta
(Il quarto tipo di Coloro che
son Degni o Illuminati). Coloro che praticano tutti i quaranta metodi di
meditazione e le quattro basi della consapevolezza, e si liberano dal
ciclo di vita e morte, raggiungono il Nirvana. Essi sono molto intelligenti
con molti tipi di super-conoscenza e possono eseguire potenti azioni
miracolose, in particolare avere la super-conoscenza dei testi sacri e dei
linguaggi, e possono spiegare semplicemente qualsiasi difficile problema e
rendere più accessibile la super-conoscenza alle altre persone per poter
capire di tutti gli insegnamenti del Buddha. Questo tipo di Illuminazione è
una combinazione di Tevijja-Arahat e Chalabhinna-Arahat.
Essi raggiungono il quarto stadio di assorbimento nella forma e negli altri
quattro dispositivi senza-forma, chiamati ‘Gli Stati degli Otto Jhana’. Essi
ottengono il Nirvana con specifici tipi di super-conoscenze e prestazioni di
super-poteri.(fonte)
Talvolta sono indicati
altri due tipi di Arahats, spesso estrapolati da una combinazione dei
quattro tipi di cui sopra, miscelandone la delineazione o prendendone in
prestito i vari aspetti. Questi due sono: (1) Pannavimutta-Arahat:
uno che si è emancipato grazie alla Prajna (saggezza), simile o
uguale al Sukkhavipassaka Arahat di cui sopra.
(2)
Ubhatobhagavimutta-Arahat: uno che si è emancipato in due modi,
ossia tramite arupa jhana e ariyamagga.
COSA SONO I ‘KASINA’?
Kasina:
(correlativo del sanscrito krtsna, 'tutto, completo, intero'),
è il nome che indica un tipo di strumento puramente esterno per produrre e
sviluppare la concentrazione della mente e raggiungere i Quattro
Assorbimenti (Stati di Jhána). Esso consiste nel concentrare la propria
piena e indivisa attenzione su un oggetto visibile, come immagine
preparatoria (parikamma-nimitta), come un punto o disco colorato, o
un pezzo di terra, o un laghetto a una certa distanza, ecc, fino a quando
uno ce la fa a percepire, anche con gli occhi chiusi, un riflesso mentale,
l'immagine acquisita (uggaha-nimitta). Ora, continuando a dirigere
l'attenzione su questa immagine, potrebbe sorgere una contro-immagine (patibhága-nimitta)
immobile e pura e, insieme con essa, una confinante concentrazione (upacára-samadhi)
sarà stata ottenuta. Mentre ancora si persevera nella concentrazione
sull'oggetto, alla fine si raggiungerà uno stato di mente in cui ogni senso
di attività è stato sospeso, in cui non c'è più vedere e sentire, non più la
percezione di impressioni e sensazioni del corpo, e cioè lo stato del primo
assorbimento mentale (Primo Jhána).
Nei Sutra sono menzionati
Dieci Kasina: di terra, d’acqua, di fuoco, di vento, blu, gialla, rossa,
bianca, di spazio e di coscienza. Ci sono dieci sfere-kasina: qualcuno vede
la kasina di terra, sopra, sotto, su tutti i lati, senza divisioni, senza
limiti.... qualcuno vede la kasina d’acqua, sopra, sotto, ecc. (M. 77; D.
33) Cfr. inoltre, abhibháyatan, bhávaná; in Fund.IV.
Per la kasina di spazio e
di coscienza, nel Vis.M.V. troviamo anche i nomi di kasina di
spazio-limitato-(paricchinnákása-kasina;... S. app.) e kasina di luce
(áloka-kasina).
LA DIFFERENZA tra un ARAHAT
e un BUDDHA:
L’Arahat ha bisogno degli
Insegnamenti (Dharma) enunciati dal Buddha, mentre il Buddha rivelò il
Dharma.
L’Arahat mette in pratica gli Insegnamenti, mentre il Buddha ha istituito la
pratica.
L’Arahat ha posto fine alle
cause della sofferenza, ma non è necessariamente in grado di trasmettere ad
altri questa esperienza, mentre il Buddha solitamente condivide la sua
esperienza con gli altri.
L’Arahat ha una conoscenza
passiva dell’Insegnamento (cioè, jnana, non jhana), ma è privo
della vera Saggezza (prajña); mentre il Buddha ha (è) Saggezza
attiva.
L’Arahat non ha la vera
Compassione (Karuna); mentre il Buddha ha (è) la Grande Compassione (maha-Karuna).
(Copyright © 2001. Bhikshu Dharmamitra.
Tutti i diritti riservati).
(Dal “Trattato sulla Grande Perfezione
della Saggezza” di Nagarjuna (Trad. di Dharmamitra)
NOTA(*): In questo particolare contesto la
parola è jnana, non jhana. Jnana è derivato dalla radice sanscrita jna, di
conoscere, di imparare, di esperienza. In altre parole, la saggezza. Nel
contesto della Bhagavad-Gita e le Upanishad, jnana è generalmente usato in
senso spirituale di conoscenza o di sensibilizzazione. Jhana con la "h" è
uno stato di meditazione concentrativa o concentrazione.
(II° PARTE) - COME DIVENTARE un ARAHAT
o un PRATYEKABUDDHA
Originale attribuito a: Methawee Bhikkhu
http://www.angelfire.com/indie/anna_jones1/arhat_way.html
Trad. Italiana di Aliberth Meng
Durante la vita del Signore
Buddha, molti dei suoi discepoli divennero Arahats (talvolta anche
indicati come Arhat, Arahant, Arhant). Tra questi, vi furono i primi
cinque monaci, e cioè Shariputra, Maudgalyayana e lo stesso padre del
Buddha, Shuddhodana, per citarne solo alcuni. L’Arahat è "Colui che è
Perfetto", che ha vinto i Tre Veleni di desiderio, odio e ignoranza.
Alla fine di questa vita, egli non rinasce più. In altre parole, è uno che
si è finalmente lib erato
dalla sofferenza di esistere nel ciclo di nascita e morte, e ha raggiunto il
Nirvana.
Quando una persona realizza
che, ogni volta che è nuovamente generato nel ciclo di nascita e morte, non
c'è nessuna felicità e libertà permanente, egli si adopererà per raggiungere
la mèta del Nirvana. La Via dell’Arhat è il sentiero che conduce al
conseguimento di questo obiettivo. L’Arahat raggiunge il Nirvana seguendo
rigorosamente le tre modalità di pratica, cioè, Buona Condotta, Sviluppo
mentale e Saggezza.
Buona Condotta:
Purificare corpo, parola e mente
Il futuro Arahat raggiunge
la perfetta purezza con i tre tipi di Azioni di Corpo, Azioni di Parola e
Azioni di Mente (Karma), con un rigoroso rispetto dei Cinque Precetti
(evitare di uccidere, rubare, di fare abusi sessuali, dire bugie e di
prendere intossicanti) e evitando le Dieci Azioni Non-virtuose (che sono
uccidere, rubare, cattiva condotta sessuale, dire bugie, parole inutili e
vane, parole dure, offendere, avere una mente avida, una mente rabbiosa e
avere visioni errate), anche conosciute come la Tomba dei Dieci Precetti.
Evitando le prime tre azioni non-virtuose di uccidere, rubare e fare abusi
sessuali, si purifica il proprio corpo. Evitando le quattro azioni
non-virtuose di dire bugie, parole inutili e vane, parole dure e offendere,
si purifica il proprio parlare. Infine, evitando l'avidità, la rabbia e le
visioni errate, si purifica la propria mente.
Tuttavia, la Buona Condotta
tramite la perfetta disciplina di corpo, parola e mente, getta solo le basi
per il sentiero che conduce al Nirvana. Essa prepara la strada per la
coltivazione di Sviluppo Mentale e Saggezza. Secondo l'insegnamento del
Nobile Ottuplice Sentiero, lo Sviluppo Mentale comprende il Retto Sforzo,
Retta Consapevolezza e Retta Meditazione.
Sviluppo Mentale: Praticare
meditazione e consapevolezza
Ci sono vari metodi con cui
l’aspirante Arahat gradualmente disciplina e controlla la sua mente così che
essa rimanga calma, non distratta e consapevole. Due dei più noti metodi
sono Concentrazione che porta all’Assorbimento e Consapevolezza che porta
all’Insight.
Concentrazione che porta
all’Assorbimento
Lo scopo della meditazione
è quello di sviluppare il potere della concentrazione. Come un coltello
affilato che può tagliare facilmente un oggetto solido, così la mente
concentrata è in grado di vedere le cose come realmente sono. A quel punto,
il meditante riesce ad avere una visione profonda nelle tre caratteristiche
dell’esistenza. Egli capisce perfettamente che tutte le cose sono
impermanenti, coinvolte nella sofferenza e impersonali. Per la prima volta,
ha un lampo di Nirvana ed è in procinto di diventare un Arahat.
Consapevolezza che porta
all’Insight
Lo sviluppo della
consapevolezza che porta all’Insight non sempre arriva tutt’in una volta, ma
tramite una serie di lampi-flash. Con il graduale progresso sul sentiero,
questi lampi di intuizione arrivano più frequentemente e sono più sostenuti.
Alla fine, uno è in grado di sperimentare continuamente la luce della
Saggezza. Questo progresso graduale verso l’otteniimento della Saggezza è
come il progresso che fa un bambino quando impara l'apprendimento di una
abilità, ad es. come l’andare in bicicletta. Quando all’inizio comincia a
salirci sopra, egli può solo cercare di stare in equilibrio per una distanza
breve. A poco a poco, come diventa più abituato alla nuova esperienza, egli
può viaggiare per più lunghe distanze, fino a che è in grado di pedalare e,
naturalmente, quasi senza sforzo.
I Quattro Stadi del
Diventare un Arahat
Il progresso sul sentiero
dell’Arahat è misurato dalla capacità della persona ad attenuare o eliminare
Le Dieci Catene che lo legano al ciclo di nascita e morte, e che gli
impediscono il raggiungimento del Nirvana. Ci sono quattro fasi
riconoscibili che segnano questo progresso lungo il sentiero. Queste fasi
sono spiegate in relazione alle Dieci catene, di cui sotto.
La prima fase:
Nella prima fase c’è il ‘Sotapanna’,
cioè uno che è entrato nel "flusso" che alla fine porta nell' "Oceano del
Nirvana". Quando egli è in questa fase, la sua intuizione è abbastanza
potente per rimuovere le prime tre catene, e cioè:
la credenza
nell’esistenza di un ‘sé’ permanente;
il dubbio nella
capacità dei Tre Gioielli di condurlo verso gli obiettivi;
l'errata
convinzione che le regole morali e i riti ascetici da soli siano
sufficienti a portare una persona verso l’Illuminazione. (Silabbata
Paramasa)
Raggiungendo questa prima
fase, l’aspirante Arahat non rinascerà più in uno dei regni di esistenza più
bassi. Egli potrà rinascere non più di sette volte nei piani di esistenza
umana o celeste, prima di raggiungere il Nirvana.
La seconda fase:
Allorché egli fa un
ulteriore progresso e perfeziona ancor più il suo sguardo interiore, egli
raggiunge la seconda fase del ‘Sakadagami’ (Colui che ritorna). Dopo
questa vita, egli rinascerà ancora una volta sola come essere umano. In tale
rinascita, potrebbe raggiungere il Nirvana. In questa fase, egli è anche
riuscito a indebolire la quarta e la quinta catena. Queste sono:
l’attaccamento al
desiderio dei sensi;
la cattiva volontà.
La terza fase:
La terza fase è quella
dell’‘Anãgãmi’ (Colui che non-ritorna). In questa fase, egli elimina
totalmente la quarta e la quinta catena dell’attaccamento al desiderio
sensuale e la cattiva volontà. L’Anagami non sarà più costretto a rinascere
nel regno umano; egli rinascerà in una delle Terre Pure nei Paradisi in cui
raggiungerà il Nirvana. In questa fase, le prime cinque catene sono state
totalmente eliminate.
La quarta fase:
Nella quarta fase, egli fa
l’avanzamento finale verso il diventare un Essere-Perfetto (Arahat),
il quale raggiunge il Nirvana perché ha rotto tutte le Dieci Catene, di cui
le ultime cinque sono:
il desiderio di
esistenza nei mondi della Forma;
il desiderio di
esistenza nei mondi Senza-forma;
L’orgoglio e la
presunzione;
L’ irrequietezza, o
nevrosi mondana;
L’ignoranza.
La carriera dell’Arahat è
come la carriera di uno studente il cui sviluppo è misurato dalla
realizzazione del più alto livello o fase che ha realizzato finora. Quando
uno studente della scuola mondana compie i suoi progressi passando dalla
scuola primaria alla secondaria, al Liceo e infine, all’Università, la sua
conoscenza e padronanza di abilità aumentano ad ogni più elevato livello
raggiunto. Poi, alla fine, egli si laurea quando passa l’esame dell’ultimo
anno. Allo stesso modo, l’aspirante Arahat supera mano a mano le successive
fasi rompendo tutte le catene ad ogni stadio del suo sviluppo. Quando passa
con successo la quarta fase, egli raggiunge la fine della sua carriera e non
è più soggetto alla rinascita.
Tuttavia, anche alla luce
di quanto detto sopra sulle Dieci Catene e le altre varie offerte, è
opportuno ricordare che la vera Illuminazione, come sperimentata dal Buddha
e trasmessa dai Patriarchi, è indipendente dalle spiegazioni verbali,
incluse le registrazioni degli Insegnamenti del Buddha (cioè, i Sutra) e le
successive elaborazioni dottrinali. (fonte)
In altre parole:
“Una speciale trasmissione al di
fuori delle Scritture;
Nessuna dipendenza
da parole e lettere;
Puntare
direttamente alla mente dell’uomo:
Vedere nella
propria natura e realizzare la Buddhità”.
Il Sesto Patriarca del Chan Cinese, Hui Neng
Ricordiamo, inoltre, di
sottolineare in essenza ciò che disse il Buddha nel libro del Dr. Walpola
Rahula "What The Buddha Taught" (pp. 2-3), estrapolando dal Kalama
Sutra quanto lontano il Buddha andò: "Egli disse ai bhikkhu
(monaci) che un discepolo dovrebbe esaminare perfino il Tathagata (il
Buddha) stesso, così che egli (il discepolo) possa essere pienamente
convinto del valore reale del Maestro che egli ha seguito".
"Non appoggiatevi su ciò
che è stato acquisito dai ripetuti ascolti, né sulla tradizione, né sulle
parole, né su ciò che si trova in una delle Scritture, né su supposizioni,
né su assiomi, né su ragionamenti speciosi, né su una deviazione verso un
concetto che è stato più meditato, né su altre vostre abilità apparenti, né
sulla considerazione che 'Il monaco è il vostro insegnante.' "(Fonte)
Nota sulla cura dei materiali stampati di
Dharma: Bhikshu Dharmamitra - also Reverendo Heng Shou - un monaco buddista
ordinato nella tradizione del Venerabile Maestro Hsuan Hua, si riserva il
diritto d'autore di questo materiale tranne che per le note e i commenti del
Wanderling, e/o dove indicato diversamente. Anche se tutti i diritti sono
riservati, espressamente consentito e incoraggiato scaricare, stampare da un
p.c., fotocopiare e tradurre in libera diffusione, purch tali fotocopie e
traduzioni mantengano la dichiarazione del diritto d'autore che si trova in
ciascuna sezione.
Le tradizionali culture buddiste trattano
i materiali di Dharma come sacri. È considerato irrispettoso metterli in una
posizione bassa, leggerli stando sdraiati o in luoghi in cui possano essere
danneggiati da alimenti o bevande. Anche se ciò può sembrare strano a coloro
che non sono stati sensibilizzati a questa tradizione, si dovrebbe
riflettere bene e capire che il non trattare i materiali di Dharma con il
dovuto rispetto potrebbe facilmente portare a non essere idonei alla pratica
del Dharma e potrebbe portare anche gli altri a considerare gli stessi con
leggerezza.
Finito di tradurre nel
Marzo 2009 – per conto del Centro Nirvana di Roma- senza scopo di lucro
|
|