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Durante l’età d’oro del buddismo in Tibet,
l’era degli antichi Geshe Kadampa, Potowa Geshe Kadampa insegnava il Dharma
usando sempre esempi meravigliosi. Una volta il suo giovane monaco discepolo
gli disse: “Da chi hai ricevuto la trasmissione di questi insegnamenti con
questi meravigliosi esempi?” il Geshe rispose: “Ho ricevuto la tras missione
da un maestro chiamato Praj-na”. In effetti il Geshe si stava
riferendo al suo maestro Praj-na cioè alla sua propria conoscenza del
Dharma. Sento che questo breve messaggio rappresenta la quintessenza del
significato di Dharma!
Il Termine Sanscrito Dharma, in Pali Dramma,
generalmente si riferisce a tutta una serie di buone azioni, o buona
condotta da mantenere verso tutti gli individui e il mondo. Dharma può
significare anche un qualsiasi tipo di religione, pensiero filosofico e
condotta morale, considerata una virtù per tutti. Sono considerati Dharma
tutte le pratiche spirituali, discipline, rituali e azioni virtuose. Il
Termine Dharma tradotto in Tibetano come “Choè” significa semplicemente
azione sana / salubre o azione completa / integra.
Credo che il maestro Shakyamuni rivelò il
Dharma e lo introdusse agli altri, come il capolavoro delle 4 Nobili Verità
e in particolare delle 2 Verità, del Nobile Ottuplice Sentiero e dei 3
Insegnamenti Elevati come il retto pensiero, sentiero spirituale,
realizzazioni interne o le virtù umane di base, pensieri già esistenti nella
storia umana. Perciò per i suoi seguaci e la sua filosofia, il termine
Dharma come equivalente dell’insegnamento di Buddha, quì insegnamento non
significa solo i suoi discorsi ma anche i contenuti degli insegnamenti, le
realizzazioni e le qualità spirituali.
L”Abhidharma-Kosa” di Vasubhandu descrive il
significato degli insegnamenti del Buddha.
La natura degli insegnamenti del maestro (Sakyamuni),
Ha due aspetti: la parola e la realizzazione,
Il solo modo di conservare il Dharma
E’ con l’insegnamento o la pratica.
Perciò per il buddismo, Dharma è considerato
come il secondo gioiello o un rifugio per i seguaci, dopo gli altri due
rifugi, Buddha e Sangha. Infatti Buddha significa semplicemente un essere
illuminato o letteralmente un essere risvegliato, un essere completamente
sveglio dal sonno dell’ignoranza. Dharma è un insegnamento consistente di
due aspetti; istruzioni verbali e qualità spirituali o realizzazioni che
sono state insegnate da esseri illuminati. Sangha invece sono i praticanti
che si evolvono nell’apprendimento e pratica del Dharma. Pregare il Dharma è
un atto spontaneo per gli esseri illuminati come anche il loro amore e
compassione verso gli tutti gli esseri senzienti. Sto mettendo i miei sforzi
su come introdurre il Dharma per farlo essere contemporaneamente una
educazione spirituale mantenendo i valori classici. Qui per Dharma intendo
un valore universale spirituale, che può essere adatto per qualsiasi essere
umano per il benessere di tutti gli esseri senzienti.
In questo libro i miei discorsi spesso tendono
a presentare il Dharma sulle basi della saggezza e il metodo nei classici
indiani e tibetani dul Dharma, in armonia con moderni benefici e
integrazioni con altre culture, il valore di interrelazioni spirituali e
conoscenze comuni. Penso che il Dharma sia in grado di avere terreno
spirituale aperto per il ventunesimo secolo, andando oltre tutte le barriere
fra le religioni e i gruppi spirituali. Desidero che tutti i ricercatori di
arricchimento spirituale potrebbero trovare un terreno comune rilassato e
condiviso per tutta l’umanità.
Il linguaggio occidentale non ha ancora
sviluppato un termine equivalente alla parola sanscrita “Dharma”. Gli
insegnanti buddisti di lingua inglese, gli studenti e traduttori hanno usato
termini “Law” (legge), “Truth” (verità), e “Religion” (religione) ecc, come
equivalente in lingua inglese per indicare o sostituire il termine “Dharma”.
Tuttavia non hanno mai creato un contesto sociale adeguato per permettere a
nessuno di questi termini di dare un senso completo alla parola “Dharma” o
“Choè”. Quindi la maggioranza continua a preferire il termine originale
“Dharma” anche in inglese, come il termine “Yak” è ugualmente valido in
lingua inglese anche se è un termine di origini tibetane.
Nella società tibetana è socialmente
conosciuto che la radice del Dharma è avere un buon cuore e l’essenza del
Dharma sono le 6 sillabe mantra: “Om Ma-Ni-Ped-Me Hum”. Qui a+o+ma
tre lettere incarnano il corpo dell’essere illuminato, la parola e la mente
che rappresentano i nostri obiettivi o il futuro. Ma-Ni significa il
gioiello che è l’incarnazione dell’amore e compassione, Ped-Me
significa invece l’incarnazione del loto della saggezza. Compassione e
saggezza simboleggiano il sentiero e le pratiche che portano allo stato di
perfezione e illuminazione. Hum è il simbolo della creazione delle
fondamenta dei tre corpi perfetti nei semi dell’illuminazione, conosciuto
come natura di Buddha o natura della mente, il più interno segreto della
mente che ci porta dentro lo scorrere della nostra mente. Così le sei
sillabe che con la pratica della compassione e saggezza si può stabilire le
fondamenta per la realizzazione delle tre forme illuminate dentro il nostro
flusso mentale, che è il senso e il significato della vita.
Jhe Tsonkhapa nei suoi poetici testi disse:
“Se l’atteggiamento è positivo, anche il
sentiero e i posti saranno positivi,
Se l’atteggiamento è meno positivo, anche il
sentiero e i posti saranno meno positivi,
Quindi tutto dipende dall’atteggiamento
mentale,
E il Karma negativo e positivo determina
l’atteggiamento negativo o positivo”.
Vasubhandu nel l”Abhidharma-Kosa” dice:
“Tuttle le parole differenti vengono a essere
il risultato del Karma,
E il Karma è l’atteggiamento e le sue
produzioni,
L’atteggiamento è conosciuto come Karma
mentale,
E le sue produzioni sono conosciute come Karma
fisico e verbale”.
Shantideva nel “Boddhisattvacaryavatara dice:
“In questo mondo elefanti indomiti e
impazziti,
sono incapaci di causare danni così gravi
come le miserie del profondo inferno
che possono essere causate dalla nostra mente
scatenata.
Ma nell’elefante la mia mente è fermamente
legata
Su tutti i lati con la corda della
consapevolezza,
tutte le paure cesseranno di esistere
e tutte le virtù arriveranno nella mia mano.
Anche quelli che cercano la felicità e di
vincere la povertà
Divagheranno senza scopo o significato
Se non comprendono il segreto della mente
Il significato supremo di Dharma”.
Anche Buddha nel Dharmapada dice:
Tutti i fenomeni virtuosi e non virtuosi hanno
la mente come precursore,
hanno la mente come il loro capo; sono fatti
di mente.
Se uno parla o agisce con mente diabolica,
Dukkha/ spiacevoli condizioni seguiranno lui o lei
Se uno parla o agisce con mente pura,
Sukha/ la pace seguirà a lui o a lei
Il compito principale da prendere in
considerazione per un praticante di Dharma che vuole apprendere, è allenare
ad addomesticare e sottomettere la propria mente e flusso mentale
e realizzare la sua essenza scoprendone il suo
segreto. In altri linguaggi quì la mente dovrebbe essere chiamata anima o
spirito. Un così profondo livello di conoscenza e sviluppo nelle reali
qualità della mente verrà messo in atto solo attraverso la pratica della
meditazione quotidiana.
Quindi Shantideva dice:
dove è nascosta la copertura del mondo intero?
Il vasto mondo può essere coperto
nascondendolo a sufficienza con un solo paio di scarpe.
Allo stesso modo, visto che non posso
controllare gli eventi esterni,
controllerò la mia propria mente.
Che cosa importa dalla mia parte se altre cose
sono controllate?
Contenuti e Capitoli
Il capitolo di introduzione su “I tre giri
della ruota del Dharma” riguarda gli insegnamenti tenuti all’istituto Lamrim
di Roma il 3 ottobre 2003 come intensivo mensile, intitolato Le quattro
nobili verità. Insegnamenti di Dharma sono stati pubblicati nel DHARMA
REVIEW n. 21 (estate 2005) dal titolo “I tre giri della ruota del Dharma”.
Introduciamo in dettaglio i contenuti nel
resto di ogni capitolo, parte prima, Le Quattro Nobili Verità forniscono il
pensiero e i principi fondamentali della pratica di Buddhadharma. E’
l’argomento piu’ vasto e profondo del buddismo. Per ulteriori studi su
questo argomento suggerisco di leggere: “Le Quattro Nobili Verità” del 14th
Dalai Lama, “L’antico Sentiero del Buddha” di Thera Piyadasi, “Il Sentiero
della Purificazione” di Buddhaghosa Visshuddimagga, e Analizzando Le Quattro
Nobili Verità – 24mo capitolo del “Madyamikamulakarika” di Nagarjuna.
Seconda parte, I 12 anelli dell’origine
interdipendente, che presente importanti concetti sul Karma, la vita e Le
Due Verità. Durante il corso abbiamo studiato i temi di base della
“Madyamikamulakarika” e le sue traduzioni dal tibetano, inglese e italiano,
incluso i seguenti tre testi:
1.
Madyamikamulakarika è stata tradotta e
rivista dal tibetano sotto il patrocinio del Dio Re, il maestro indiano
mahayana madyamika Jana Garba e il traduttore tibetano Bikshu Chok Ro Lui
Gyal Tsen. Dopo nella città di Kashimiri Pe Med pan-dit Vidya Sumati e il
traduttore tibetano Bikshu Nyi Ma Drak che ha rivisto ancora il testo
aggiungendo un commentario comparativo molto ben fatto (Pubblicato dal
centro di ricerca e cultura tibetano Kansu).
2.
Mulamadyamakavrtti Prasannada Nama (uma
tsa wei drel wa tsig sal she jawa) Lucida esposizione della via di mezzo di
Acharya Chandra Kirti (Lo Pon Da Dak Pa) Tradotto in tibetano al tempio del
gioiello nascosto al centro della città di Kashimiri Pe Med dal grande
maestro indiano e pensatore Mahasumati e dal grande traduttore tibetano
Patsab Nyima Drak consultato con la versione kashimiri del testo. Qualche
tempo dopo in Tibet al tempio di Lhasa rasa Rhamo Che Kashimiri il maestro
Kana Varbhae e lo stesso traduttore tibetano rivisitò e ri-editò il testo
consultandolo con la versione originale Sotto il sole Orientale (Kashimiri).
Pubblicato in India nel 1967 dalla Tibetan Publishing House.
3.
“La Saggezza Fondamentale della Via di
Mezzo” traduzione in inglese dall’originale tibetano di Jay L. Garfield.
Abbiamo studiato intensamente riguardo al modo
di esprimere i concetti attraverso il giusto vocabolario nel contesto del
linguaggio contemporaneo. Alla fine come sintesi di tutte le traduzioni,
abbiamo creato la nostra propria versione dei versi in italiano, la quale
crediamo sia il modo più idoneo e modesto per esprimere il pensiero di
Nagarjuna.
Il terzo capitolo sulle Quattro Consapevolezze
è un soggetto molto importante nel buddismo tibetano, che si è molto
sviluppato nella pratica quotidiana del buddismo Vajrayana.In questo
capitolo ho provato anche a chiarire come aspetti della pratica buddista del
Vajrayana e del Mantrayana possono essere un sentiero semplice e pratico.
Durante il corso abbiamo trattato con la canzone di Milarepa sulla
Mahamudra.
Capitolo quarto, “Come vincere la rabbia”
significa riflettere su come vincere la propria rabbia e odio riflettendo
sul grande pensiero e pratica di Shantideva, principalmente il capito n. 6
del Bodhisattvacaryavarata, La Pazienza. Per avere una versione più completa
su come affrontare la rabbia, siamo passati anche attraverso molti versi di
altri capitoli della Bodhisattvacaryavatara. Mentre nelle lezioni abbiamo
usato principalmente la versione tibetana del testo e il sio commento di
Gyaltsab Je, con anche la versione in inglese e italiano. Per la versione
inglese, abbiamo confrontato tre diverse traduzioni del
bodhisattvacaryavatara;
1, tradotta direttamente da tibetano da
Stephen Batchelor
2, tradotta dal sanskrito dal World Oxford
Classic,
3, tradotta dal sanskrito e tibetano da Vesna
A. Fallace e B. Alan Wallace.
Per l’italiano abbiamo letto la traduzione di
Ubaldini della edizione di Oxford e la traduzione della Chiara Luce della
versione di Stephen Batchelor.
Alla fine abbiamo provato a fare una sintesi
delle tre traduzioni e abbiamo anche noi prodotto la nostra versione
italiana dei versi, la quale crediamo sia la più corrispondente
all’originale.
Gyaltsab Je alla fine del suo commentario
sulla Bodhisattvacaryavatara dice: “Chi è impegnato nella pratica del
Bodhisattva, gran maestro Shantideva, che guardato direttamente dai
Manjusri. Lui cacciò il suo regno come polvere di sliva e con molte
meravigliose azioni portò a termine tutte le pratiche del bodhisattva, in
modo particolare ottenne lo stato di vajradara attraverso la pratica del
modo più nascosto del’anuttra yoga.”
Riguardo i traduttori e la sua traduzione
Gyaltsab Je dice:
“Tradotto dal maestro indiano Sarva Jana Deva
e il grande traduttore tibetano Bende Paltzek con la consultazione della
versione Kashimiri del testo. E dopo una buona revisione del maestro indiano
Dharma Shree Badra e il grande traduttore tibetano Rinchen Zangpo. Ancora
dopo riveduta e corretta la traduzione con consultazione della versione
indiana centrale del testo del maestro indiano Sakya Ood e il grande
traduttore tibetano Rinchen Zangpo. Più tardi dal Nepalese pandit di
Bhadendapa, Sumati Kirti a il traduttore tibetano Loden Sherab restaura
ancora la traduzione con estrema precisione e studio, consultando anche la
traduzione della versione Kashmiri del testo principale.”
Gyaltsab Je commentò il
boddhisattvacaryavatara al monastero di Gaden in Tibet nel quindicesimo
secolo e i versi del boddhisattvacaryavatara furono anche rivisitati da lui
con la consultazione di altri testi tibetani, ma principalmente consultando
la consistenza dei significati e contenuti. Alla fine del commentario disse:
“Ci ancora qualcuno che potrà vedere molte differenze tra i vocabolari nella
radice del testo tradotto da Loden Sherab e la radice dei versi del testo
citati dentro il commentario di Loden Sherab. Quindi, io ho scritto la
radice dei versi con precisione consultando principalmente la consistenza
dei significati.”
Capitolo Quinto, il commentario del Sutra del
Cuore, che è un tema significativo.
La fonte della nostra sofferenza risiede in
una tendenza profondamente radicata in noi ad afferrarci a delle realtà
permanenti dove non ve ne sono, in modo particolare nell'afferrarsi ad un
senso permanente del sé. E’ questo attaccamento che provoca una disfunzione
nella nostra interazione con gli altri esseri e il mondo intorno a noi.
Poiché questa tendenza è profondamente radicata nella psiche, nient'altro
che una radicale decostruzione della nostra comprensione naïve del sé e del
mondo può condurci ad una vera libertà spirituale. La negazione categorica
da parte del Sutra del Cuore di un'esistenza intrinseca di tutte le cose,
specialmente i cinque aggregati dell’individuo, può essere vista non solo
come un'estensione di questa Saggezza chiave ma di fatto come un esempio
supremo di ogni saggezza. Questo è il motivo dell'intensa venerazione nel
mondo Buddhista di questo testo. Oltre che essere utilizzato per una
profonda contemplazione meditativa sulla vacuità, il Sutra è spesso
decantato come uno dei mezzi atti a sormontare i vari fattori che
ostruiscono il progresso spirituale. L'idea è che molto di ciò che noi.
percepiamo come ostacoli al momento attuale proviene da un profondo
afferrarsi alla nostra propria esistenza e alla centralità del sé che questa
produce. Con una penetrante riflessione sulla natura essenzialmente vuota di
tutti gli esseri, noi recidiamo ogni fondamento dei cosiddetti ostacoli che
ci impediscono di mettere radici all'interno di noi stessi. La meditazione
sulla vacuità, fatta spesso attraverso la recitazione del Sutra del Cuore,
è considerata un potente metodo per il superamento degli ostacoli.
Le Quattro Nobili Verità un seminario di un
week end nel 2002, I 12 anelli di origine interdipendente un corso di un
week end tenutosi il 28 – 29 giugno 2003, Canto delle Quattro
Consapevolezzedel settimo Dalai Lama, corso di un week end svolto il 30
novembre – 1 dicembre 2003, Come vincere la paura nel week end 24-25 aprile
2004 e commentario del Sutra del Cuore corso del week end 13 – 14 novembre
2004, sono tutti stati svolti al centro Milarepa di Torino. Tutti gli
insegnamenti in lingua inglese tradotti in italiano da Roberto Volpon, un ex
monaco buddista di tradizione tibetana. Tutte le trascrizioni e correzioni
sono state eseguite dalla amica di Dharma Renata Simonotti con il suo grande
e gioioso impegno e puro interesse nel Dharma. Io personalmente ho letto il
testo molte volte, intitolato i capitoli, rivisto e corretto il testo e
sistemato i capitoli in questa sequenza e ordine.
Nuova Luce di Dharma
spero che questo libro, collezione di alcuni
corsi di Dharma svolti nei week end potranno aiutare a far brillare una
nuova luce di Dharma, adattando il tutto ai principi di saggezza del mondo
contemporaneo. Il volume può rappresentare un prospettiva classica del
buddismo e dei suoi valori pratici nella società contemporanea. Inoltre è da
considerarlo anche come il mantenimento di un patrimonio cultura.
In questo libro l’enfasi principale è stata
messa sul modo di applicare l’antica saggezza come una pratica imparziale di
valori spirituali a tutti i livelli dell’essere umano per portare armonia,
rispetto e tolleranza nel contesto del mondo del nostro tempo. Questo è per
semplificare il Dharma piuttosto che farlo diventare più complesso e farlo
rimanere un mero argomento intellettuale nelle forme di alcune
rappresentazioni rituali. Tutto il mio impegno e le mie ricerche personali
sono state dedicate per la scelta del Dharma essenziale come mezzo abile per
applicare i valori universali spirituali e farli diventare parte integrante
delle azioni e eventi della nostra vita quotidiana. Lo considero una urgente
e cruciale necessità in questo odierno mondo con una società così
rapidamente tecnologicamente sviluppata. Le mie speranze e aspirazioni che
questa presentazione del Dharma potrà portare nuovi freschi stimoli per
elevare il mondo del ventunesimo secolo con comprensione e dialogo!
Spesso provo nei miei discorsi di Dharma che
inizino con riflessioni su come può essere di beneficio per gli altri e
saggia osservazione, una espressione di silenzio del pubblico con i loro
bisogni e qualità. Questa caratteristica crea normalmente discorsi che
nascono al momento dentro l’atmosfera del posto e dell’assemblea. Così i
discorsi vengono direttamente dal mio cuore e si concentrano sul cuore dei
presenti, che permette al nocciolo dell’essenza e della pratica del Dharma
di essere stata presentata. Qualche volta ho iniziato i miei discorsi di
Dharma con riflessioni sui miei problemi personali come esempio, trovando
una chiara visione al riguardo a significare la ricerca di una soluzione
Dharmica che poteva risolvere.
Questo metodo è stato in pratica molto utile
sia a me stesso che al pubblico presente per permettere di dare una chiara
spiegazione del Dharma. A volte anche temi molto complicati potevano venire
ad essere risolti con soluzioni estremamente semplici e chiare, dovute a
questo tipo di riflessioni. In particolare le letture trattate in questo
libro sono state utilizzate per lezioni avanzate e intensive di Dharma
sempre con sofisticati argomenti. Ho provato a spiegare il tema
profondamente ma allo stesso modo semplice e accessibile al lettore
ordinario dei concetti fondamentali del Buddismo. Lo scopo è di prendere
l’essenza del pensiero Buddista e delle abilità nella meditazione mantenendo
le tradizioni individuali nel contesto delle influenze culturali. Ho provato
anche a illustrare un lucido, puro e umile comportamento di Dharma che può
facilmente e praticamente essere integrato per aiutare a semplificare la
propria vita quotidiana in questa società del nostro tempo così sofisticata.
Malgrado le mie capacità limitate, un obbiettivo del mio lavoro è quello di
cercare che il Buddismo può dare significanti contributi al miglioramento
della società mondiale piuttosto che creare una categoria sociale aggiunta.
Dato che i discorsi sono avvenuti in Italia,
credo che sia significante la presentazione del Dharma nel contesto
dell’Italia contemporanea, con la mentalità europea, religione, cultura,
educazione, e stile di vita sociale. Potremmo dire che è una presentazione
aggiornata dei mezzi abili Buddisti nel contesto della cultura del mondo e
della civilizzazione contemporanea.
Come affrontare il Dharma
Riguardo a come affrontare il Dharma è stato
chiarito molto bene nel Boddhisattvacaryavatara di Shantideva nei seguenti
tre versi:
Ci si dovrebbe applicare industriosamente
nell’addestramento
appropriato alle varie situazioni in cui ci si
trova
qualunque esse saranno, anche se verranno da
altri.
Per questo non cè niente che un Boddhisattva
non può apprendere.
Non c’è niente che non sia un atto di merito
per la buona persona che lo conduce sulla via.
Non si dovrebbe fare niente al di fuori di
quello che è direttamente o
indirettamente di beneficio degli esseri
senzienti, e solo per il beneficio
degli esseri senzienti si dovrebbe dedicare
tutto al raggiungimento dell’illuminazione.
Anche il grande Nagarjuna dichiarò qualcosa di
simile nel suo Ratnavali preziosa ghirlanda:
Come all’inizio fa un grammatico
fa leggere l’alfabeto ai suoi studenti
così il Buddha insegnò ai suoi apprendisti
la dottrina che potevano sopportare
ad alcuni insegnò dottrine
per scoraggiare il peccato,
ad altri dottrine basate sulla dualità,
ad altri insegnò basate sulla non-dualità, ad
altri
insegnò quello che è profondo pauroso e
terrificante,
avendo l’essenza della compassione e vacuità,
Il significato del raggiungimento
dell’illuminazione.
Così l’insegnamento del Dharma non consiste
nel dialogare con i pensieri e le idee dell’altro ma piuttosto è
considerato di più parlare di qualunque cosa sia di beneficio per gli altri.
Questo è un modo per avvicinarsi ai mezzi abili per servire gli altri con un
atteggiamento compassionevole, e anche un maestro dovrebbe allo stesso modo
usare un insegnamento che sia di qualsiasi aiuto per gli altri, piuttosto
che promuovere le sue idee o filosofia. Questo è di grande significato nei
mezzi abili della compassione o dell’atteggiamento Nying Tze. Qualunque
azione deve venir fuori come il risultato di una motivazione di compassione,
questa motivazione naturalmente trasformerà tutte le azioni in virtuose e
positive. L’amore e la compassione sono considerati l’essenza del Dharma e
una caratteristica unica del Buddha della compassione, come mezzi abili per
aiutare gli esseri samsarici.
L’insegnamento del Dharma dovrebbe iniziare
con una motivazione di altruismo, tecnicamente chiamata da amore a
compassione, in tibetano Nying Tze, tradotto alla lettera Cuore Sensibile,
che è il vero mezzo abile per servire gli altri. Il mio tentativo è quello
di insegnare il Dharma con grande motivazione, ma per le mie limitazioni
samsariche sicuramente le mie motivazioni sono state sempre miscelate con
molti interessi materiali / mondani. Quindi devo accettare se eventuali
errori si possono essere verificati per colpa dei miei limiti. Sarei inoltre
lieto se il lettore darà qualsiasi suggerimento per miglioramenti della
prossima edizione. Spero che questo libro possa diventare uno motivo di
rivelazione dell’antica saggezza nel mondo odierno e che possa avere un
effetto sulla creazione dell’amore universale e la tranquillità di tutti gli
individui – qui e ora. Voglio dire che il Dharma è una virtù essenziale per
tutte le esistenze, con lo scoprire questo porterà equilibrio in tutte le
anime.
Personalmente considero che le mie
spiegazioni e letture di Dharma sono semplicemente alcuni suggerimenti ai
miei amici spirituali e che ogni decisione deve venire da dentro ogni
individuo per proprio conto. Questo principio è quello che io credo sia il
senso della parola del nostro maestro Sakyamuni:
“Tu sei il tuo maestro e sei anche il tuo
nemico” Un altra ragione per cui penso che esperienze di religione destino,
e Dharma è un esame molto personale, che deve essere adottato da se stesso.
Questo libro intende poter aiutare a completare una inevitabile naturale
tendenza che molte persone hanno nei confronti del pensiero e delle pratiche
del buddismo. Spero che ottenendo risultati a breve e lungo termine il
Dharma permetterà a molta gente di godere una soddisfacente vita
significativa e di pace, senza perdute ricchezze o dominati da identità
culturali, con grande rispetto verso tutte le tradizioni religiose e
ammirazione verso l’armonia sociale. Per concludere, le seguenti strofe del
Boddhisattvacaryavatara che mi ha sempre toccato il cuore!
-
Il maestro Sakyamuni dichiarò che il
campo degli esseri senziente è il campo dei Buddha, perché molti hanno
raggiunto le più alte realizzazioni onorandoli.
-
Come l’adempimento delle qualità
dell’essere illuminato / qualità del Buddha è ugualmente dovuto all’essere
senziente e al Buddha, comè che io non rispetto gli esseri senzienti allo
stesso modo di come io faccio con i Buddha?
-
La loro grandezza non è in termini di
intenzioni ma di risultati, la grandezza degli esseri senzienti è
paragonabile a questa, quindi sono uguali.
-
Una disposizione amichevole, che è
ammirevole, è la vera grandezza degli esseri senzienti. I meriti dovuti alla
fede nei Buddha è la vera grandezza dei Buddha.
-
Quindi gli esseri senzienti sono uguali
al Buddha nel loro dividere le acquisizioni delle qualità del Buddha; ma
nessuno di loro è uguale al Buddha, dove ci sono oceani di buone qualità con
infinite porzioni.
Vorrei esprimere la mia gratitudine verso
tutti i miei amici che hanno aiutato a portare questo libro alla
realizzazione.

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