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Questa rappresentazione di Shiva è conosciuta come
il lingam. Il termine ‘lingam’ significa letteralmente
'segno' o segno distintivo. Così dice il Linga Purana: "Il segno distintivo
con cui si può riconoscere la na tura
di una cosa, è chiamato il lingam".
Ci sono variazioni sulla nascita di questo simbolo del Signore Shiva, alcuni
dei quali attribuiscono ad esso una origine esoterica e astratta. Ad
esempio, quando Shiva è visualizzato come l'intangibile e primordiale Potere
Creatore, si dice che il lingam sia il suo segno (simbolo) che può essere
adorato dai suoi seguaci, i quali richiedono una entità concreta per
concentrarvi le proprie preghiere.
La maledizione di Shiva- Un’altra istruttiva leggenda descrive il perché si
crede che il lingam sia uno dei più potenti simboli degli ideali Indù. Tutto
è iniziato con Brahma e Vishnu, che stavano litigando per la loro relativa
supremazia. I loro vani argomenti furono interrotti da un bagliore
superluminoso proveniente da un fiammeggiante e strano pilastro, che
ricordava la forma del lingam (organo maschile). Entrambi, allora, si
diressero veloci verso quella indescrivibile luce fiammeggiante, che davanti
ai loro occhi cresceva all'infinito, perforando la terra, e si estendeva in
alto attraverso i cieli. Sopraffatti e terrorizzati dalla insondabile
visione, le due divinità decisero di cercare l'inizio e la fine di questa
immensa colonna fiammeggiante. Brahma, assumendo la forma di un cigno, volò
verso l'alto, e Vishnu, prendendo la forma di un cinghiale scese verso il
basso. Entrambi gli dèi, tuttavia, non riuscirono a valutare la portata di
questa colonna di fuoco da entrambe le estremità, e ritornarono esausti e
confusi al livello da cui erano partiti. In quel momento, la parte centrale
del pilastro si aprì, e Shiva vi si rivelò nella sua piena gloria. Allora
sia Brahma che Vishnu si inchinarono suggestionati davanti a Lui. Una
tonante risata, ovvero il suono di AUM, uscì dal pilastro, riempiendo il
cielo.
All’inizio, l'ardente e fiammeggiante linga era una colonna di fuoco,
che collegava cielo e terra. Essa non aveva fine né inizio, ma aveva una
direzione, verso l'alto, così come un fuoco terrestre. In termini
metafisici, era (è), l'asse verticale che insieme mantiene ed unisce cielo e
terra, che li divide e li unisce allo stesso tempo, un idoneo simbolo di
integrità cosmica. Come l'Albero della Vita, esso è tanto il fondamento che
il sostegno che garantisce l'equilibrio tra cielo e terra.
Negli inni Vedici, Rudra (un epiteto di Shiva) è identificato con Agni, che
in questi testi sacri è divinizzato come il vettore delle offerte
sacrificali agli dei per cui sono destinati. Quindi, Agni è il mediatore tra
uomini e dèi, e agisce come un ponte metafisico tra i due, proprio come il
linga cosmico. Un’opportuna osservazione qui è che ogni processo creativo è
accompagnato dalla generazione di calore. Quindi, Agni, il Dio del Fuoco, è
eminentemente adatto come emblema metaforico del tejas (calore
creativo) di Shiva, sia in senso metafisico che fisico.
In questo contesto è interessante notare che nei templi, dove si venera il
linga, vi è spesso un vaso conico (Skt. Dharapatra), conservato
appeso su di esso. Nella parte inferiore di questo vaso vi è un piccolo
foro, da cui l'acqua gocciola continuamente. L'idea è quella di raffreddare
il linga 'infuocato'. Shiva è Bhairava (irascibile), ma anche è
Ashutosh (Colui che si calma rapidamente). Infatti, un devoto ha bisogno
di calmare il suo dio prima di chiedergli i favori.
Qui vi è un parallelo con l'energia srotolata della kundalini, che si erge e
si arrampica per tutta la lunghezza del suo percorso. Infatti, la direzione
del sacro è verticale; ed è un simbolo di ascesi, che punta verso il cielo e
le regioni del trascendente. Secondo la formula dello yoga, essa, salendo
attraverso i canali sottili che fiancheggiano la spina dorsale, rende più
acute le facoltà intellettuali. Quando, grazie alla concentrazione mentale,
essa si risveglia e svolge le sue spire, si erge come una colonna di fuoco
verso lo zenit, verso la parte superiore del cranio e lo trafigge per
raggiungere i mondi trascendenti. Allo stesso modo, il linga è paragonato ad
una colonna di luce, che guida noi alla vera conoscenza.
Le immagini di Shiva - Le immagini di Shiva sono di due tipi: iconiche
(antropomorfe) e aniconiche. Il primo tipo rappresenta Shiva come un essere
umano, mentre il secondo prevede un'origine astratta per lui. In questo modo
Shiva è diverso dalle altre divinità. Le immagini di tutte le altre divinità
elargiscono solo il piacere dei sensi dal momento che sono invariabilmente
sempre rappresentati in forma antropomorfa, appellandosi esclusivamente agli
organi di senso. Ma Shiva garantisce sia il piacere che liberazione
spirituale. In forma di un'icona, egli ha il corpo di uomo, ma nella sua
forma aniconica è visualizzato come il pilastro cosmico. Come forma
astratta, il pilastro simboleggia una realtà puramente concettuale che non
può essere percepita in termini materiali. Anche quando per Shiva venne il
momento di rivelare se stesso a Brahma ed a Vishnu, egli lo ha fatto nella
forma di un lingam. Quindi il linga è un oggetto di grande santità,
assai più sacro di qualunque immagine antropomorfa di Shiva. Non sorprende,
quindi, che il sacrario più intimo all’interno di tutti i templi di Shiva è
riservato al linga, mentre nei recinti esterni delle strutture consacrate lo
si può vedere nella sua forma umana. Infatti, benché le sue immagini
iconiche abbondino, nessuna tale immagine occuperà mai il centro
dell'attenzione all’interno di un tempio di Shiva, dato che questo onore è
riservato esclusivamente al suo lingam.
Secondo Stella Kramrisch, il lingam di Shiva ha tre livelli di
significanza, questi sono:
1). Il segno distintivo di Shiva: Questo è quanto di più evidente nel senso
letterario della parola 'lingam', e anche nel fatto che il linga cade dal
corpo stesso di Shiva. Dio, infatti, risiede in tutto ciò che è parte del
Dio.
2). Il Linga come Phallus: Questo è raffigurato nel racconto della
maledizione data dal saggio Bhrigu, riguardante la violazione di Shiva delle
caste mogli degli asceti della foresta.
3). Il Linga come costituito di sostanza cosmica: che è basato sul racconto
della rivalità di Brahma e Vishnu.
In un’altra triplice divisione, si ritiene che il linga contenga in sé tutte
le tre divinità che compongono la Trimurti, la Trinità Indiana della
Divinità Suprema, vale a dire, Brahma, Vishnu e Shiva. Brahma dimora nella
parte inferiore che è nascosta nel profondo della terra. Vishnu occupa la
porzione centrale del linga che è coperta dal piedistallo. Infine vi è
Shiva, che risiede nella porzione superiore che è visibile sopra il
piedistallo.
La porzione-Shiva (Rudra-bhaga) è anche conosciuta come 'puja-ansha',
ovvero quella parte del linga che deve essere adorata. La parte-Vishnu è
identificata con la Devi, o la parte femminile della divinità (yonis tu
jagad-dhatri Vishnu-svarupini). Il Rudra-bhaga è detto essere maschile,
la parte-Vishnu femminile, e la parte-Brahma neutra.
Da ultimo Brahma, il creatore, rappresenta quello
stato primordiale non manifesto che precede tutta la creazione. In questo
stato archetipico non vi è dualità percepibile, e nessuna distinzione di
forze positive e negative. Soltanto quando vi è una tendenza a creare allora
la prima scintilla di dualità appare in questo strato indifferenziato.
Questa dualità ha il carattere di poli complementari di attrazione, che poi
si manifesta in tutta la creazione con caratteristiche maschili e femminili.
Perciò, Brahma, in virtù del suo precedere la dualità insita nella
creazione, è non-duale, cioè né maschio, né femmina.
Dal momento che il linga è mostrato per comprendere la trinità (Brahma,
Vishnu e Shiva) ed anche tutte le creature della terra, è logico dire con
una certa sicurezza che i venerabili antichi che concepirono questo
impressionante simbolo avevano ragione nel dedurre che l'intero mondo
vivente, anzi l'intero universo, è una parte del ‘lingam' di Shiva.
Il culto dello Shiva-Lingam - La setta di adoratori di Shiva
conosciuti come Lingayats, si distinguono per i ciondoli di lingam
in miniatura che portano sul loro corpo per tutta la vita. Essi vengono
conservati in recipienti d'argento appesi al collo, e si ritiene che essi
possano agire sia come un talismano protettivo che come amuleti per
sconfiggere le influenze negative.
I Lingayats sono una comunità unica, i cui componenti non credono nel
sistema delle caste, e sono noti per il loro atteggiamento indiscriminato
verso tutti. Le loro donne hanno un linga in una teca d'argento (ayigalu
lingam) modificata in forma d'uovo (gundgurdgi) e cofanetti (banajiga
lingam) sono portati da uomini e donne sul braccio sinistro o sulla
parte superiore della testa, sotto un berretto di stoffa, da un sacerdote
Lingayat Jangam.
Il linga è davvero un grande equalibratore. Ogni ordinario devoto potrà
testimoniare di aver visto adoratori, senza distinzione di sesso, casta o
credo, che si lavano e versano generose libagioni sul linga, accarezzandosi
allo stesso tempo nelle loro parti intime. Inoltre, il linga è sempre
installato al livello del terreno, mentre tutte le altre divinità
antropomorfe restano situate in altezza, ben al di là della portata del
devoto ordinario.
Il linga non è solo l'organo della generazione, ma un segno del progenitore
e l'essenza della virilità cosmica che si manifesta nel microcosmo. Con il
culto di esso, adorandolo, noi non stiamo semplicemente deificando un organo
fisico, ma stiamo riconoscendo la forma assoluta che è sia eterna ed
universale.
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Si spera che la lettura dell’articolo sia stata di vostro gradimento.
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