Investimenti pubblicitari e nuovo credito d’imposta

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Quelli in pubblicità sono investimenti molto importanti e troppo spesso, almeno da noi in Italia, sottovalutati.

La pubblicità viene vista da molti imprenditori come una spesa, spesso poco utile, in realtà si tratta di un investimento fondamentale per far crescere il fatturato. Naturalmente come ogni investimento richiede attenzione. Non basta distribuire denaro a pioggia in pubblicità senza avere un piano preciso, messaggi efficaci e precisi criteri per il monitoraggio dei risultati.

In tempi economicamente non facili, spesso anche chi comprende l’importanza strategica di un investimento pubblicitario, propende per tagliarlo, questo frena però lo sviluppo dell’azienda e la fa entrare potenzialmente in un circolo vizioso decisamente pericoloso.

L’articolo 4 del D.L. 148/2017, in vigore dal 5 dicembre 2017, modifica parzialmente la disciplina introdotta dall’articolo 57-bis del D.L. 50/2017 in materia di incentivi fiscali (in forma di credito d’imposta) proprio per gli investimenti pubblicitari o almeno per alcune loro forme.

Il D.L. 148/2017, in particolare estende il perimetro dell’agevolazione anche agli “enti non commerciali” ed anche alla stampa quotidiana e periodica compresa quella online. L’agevolazione consiste in un “contributo sotto forma di credito d’imposta” così caratterizzato:

  • Il 75% (aumentato al 90% per le microimprese, le piccole e medie imprese, così come definite dalla Raccomandazione della Commissione Europea n. 2003/361/Ce e dal M. 18 aprile 2015; e per le start up innovative, di cui all’articolo 25, del D.L. 179/2012) dell’incremento degli investimenti pubblicitari effettuati sui mezzi identificati dalla norma, rispetto all’anno precedente, ed a condizione che tale incremento sia almeno pari all’1%.
  • Il credito d’imposta liquidato potrà essere inferiore a quello domandato, qualora l’ammontare totale delle richieste superi quello delle risorse stanziate.
  • Per il primo periodo di applicazione dell’agevolazione, gli investimenti premiati sono solo quelli effettuati sulla stampa, inclusa quella online.
  • Gli investimenti pubblicitari agevolabili sono quelli effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata iscritta presso il competente Tribunale o presso il Registro degli operatori di comunicazione, e dotate della figura del direttore responsabile.
  • Dal punto di vista della competenza temporale della spesa, ai fini del computo dell’agevolazione, si applicano i criteri di cui all’articolo 109 del Tuir.
  • Il credito d’imposta non è cumulabile con alcuna altra agevolazione nazionale o comunitaria avente per oggetto la medesima spesa.

Pare sia arrivato il momento di investire in pubblicità con maggiore leggerezza, finalmente si potrà far crescere i propri progetti, senza gravare troppo sul bilancio.