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Numero 08 -
Marzo 2010
LIBERTA' PER IL TIBET. IN 15.000 A GINEVRA IL 9-10
MARZO.
Bruxelles, 23 gennaio
1997. Alla conclusione
dei lavori del II.
Seminario europeo per la
libertà del Tibet le
Comunità tibetane in
Europa, i gruppi di
sostegno al Tibet
europei, l'Integruppo
Tibet al PE ed il
Partito Radicale hanno
convocato per il 9 e 10
marzo prossimi a
Ginevra, sede della
Commissione per i
Diritti umani delle NU,
la seconda
manifestazione europea
per la libertà del
Tibet.
L'obiettivo sarà di
portare a Ginevra non
meno di 15.000 persone
da tutta Europa per
chiedere l'immediata
apertura di negoziati
tra il Governo di
Pechino e quello
tibetano in esilio cosi'
come costantemente
richiesto da anni dal
Dalai Lama per una
pacifica e nonviolenta
soluzione della
questione tibetana.
A Ginevra sono previsti
3 momenti di
mobilitazione: il 9
marzo una marcia per le
vie cittadine dalla
Delegazione cinese fino
ai cancelli delle
Nazioni Unite; nel tardo
pomeriggio del 9 una
fiaccolata sul lungo
lago; il 10 marzo,
giornata che commemora
l'insurrezione
nonviolenta di Lhasa del
1959, un presidio di
fronte ai cancelli delle
Nazioni Unite. E'
prevista la
partecipazione di
numerosi esponenti del
mondo politico europeo,
della dissidenza cinese
esterna e di artisti di
fama internazionale da
tempo impegnati per la
causa tibetana.(www.radicalparty.org)

ROMA - Presentata questa
mattina a Montecitorio la
giornata di iniziative ed
eventi di lunedì 10 marzo
2008, in occasione del 49°
anniversario
dell’insurrezione di Lhasa e
la fuga del Dalai Lama dal
Tibet occupato dalla Cina.
Un vasto ed articolato
Comitato per il “TIBET
LIBERO”, a cui hanno aderito
fra gli altri l’Associazione
Nessuno Tocchi Caino,
l’Associazione Radicale
Adelaide Aglietta, il
Partito Radicale Nonviolento
Transnazionale e
Transpartito, ha presentato
il seguente programma:
Alle 10, un sit-in davanti
all’Ambasciata della
Repubblica Popolare di Cina,
in piazza Perù;
Alle 16, la partenza della
fiaccola olimpica tibetana
dalla sede del CONI, in
largo de Bosis 15;
Alle 17.30, il ritrovo in
piazza Navona e l’inizio del
corteo-fiaccolata verso la
sede dell’ONU-UNICRI in
piazza San Marco.(www.radicalparty.it)
Numero 07 -
Marzo 2010 
Tibet: il Dalai Lama attiva account Twitter
Numero 06 -
Febbraio 2010
Numero 05 -
Febbraio 2010
La Casa Bianca ha respinto
la richiesta della Cina di annullare
l'incontro fra il presidente Barack
Obama e il Dalai Lama, leader spirituale
tibetano in esilio, previsto per il 18
febbraio a Washington. «L'incontro fra
il presidente Obama e il Dalai Lama a  vverrà,
come già annunciato, giovedì prossimo»
ha affermato Robert Gibbs, portavoce
della Casa Bianca. Unica concessione a
Pechino - secondo cui la visita del capo
spirituale dei buddisti tibetani
potrebbe danneggiare gravemente i
rapporti tra Cina e Stati Uniti -
l'incontro alla Casa Bianca non avverrà
nell'Ufficio Ovale ma nella Sala delle
Mappe, un luogo meno ufficiale e
simbolico.
L'amministrazione Obama ha sempre
sottolineato che il presidente
incontrerà il Dalai Lama esclusivamente
nel suo ruolo di leader spirituale:
Washington non mette in discussione che
il Tibet faccia parte del territorio
cinese.
Ma il ministero degli esteri di Pechino,
con una nota, aveva esortato «gli Stati
Uniti a comprendere il carattere molto
sensibile della questione tibetana, e
rispettare scrupolosamente il loro
impegno sull'appartenenza del Tibet alla
Cina e la loro opposizione
all'indipendenza tibetana».
(www.ilsole24ore.com)
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Numero 04 -
Febbraio 2010
WASHINGTON (www.repubblica.it) -
Gli Stati Uniti
hanno confermato oggi ufficialmente che il Dalai
Lama sarà ricevuto alla Casa Bianca il 17 o 18
febbraio prossimi. Lo ha reso noto il portavoce
della casa bianca Robert Gibbs, senza tuttavia
ufficializzare la data dell'incontro. Obama
aveva rinviato un incontro con il Dalai Lama già
in ottobre alla vigilia della sua visita a
Pechino, e il fatto aveva provocato indignazione
nei gruppi per i diritti umani.
L'incontro
tra il presidente degli Stati Uniti e il Dalai
Lama è stata causa di
ulteriori tensioni con Pechino che ha
commentato duramente la possibile visita del
leader tibetano in esilio in India dal 1959 e
che la prop aganda
cinese dipinge come un pericoloso separatista.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Ma
Zhaoxu, ha dichiarato: "La Cina si oppone
fermamente all'incontro, con qualsiasi pretesto
e in qualsiasi forma".
"Un incontro di questo genere danneggerebbe
seriamente la base politica delle relazioni tra
Cina e Stati Uniti" ha aggiunto Zhu Weiqun,
viceministro dell'organo del Partito Comunista
Cinese preposto alle relazioni con le minoranze
etniche. "Se il leader statunitense sceglie di
incontrare il Dalai Lama, questo gesto
comprometterebbe la fiducia e la cooperazione
tra i nostri due Paesi - ha detto Zhu- e come
potrà tutto questo essere di aiuto all'America
nel superare la crisi economica in corso?".
E sull'incontro con il Dalai Lama incalza anche
il China Daily, voce ufficiale del
regime di Pechino, che parla di Guerra Fredda e
di audacia della vergogna. "E' patetico vedere
come il presidente americano Barack Obama sia
pronto a cedere a questioni di politica interna
e incontrare il Dalai Lama" scrive Huang
Xiangyang, columnist del quotidiano. "Questa
politica americana di sostenere pubblicamente il
Dalai Lama arriva direttamente dalla mentalità
della Guerra Fredda, che per Washington coincide
con l'utilizzo di ogni mezzo per contenere
quelle che ritiene minacce in arrivo dalla Cina
comunista. Ma i tempi sono cambiati (...). Obama
è libero di incontrare chi vuole nel suo paese;
ma non ammanti questa farsa di alti propositi
morali: noi la chiamiamo, semplicemente,
l'audacia della vergogna".
Numero 03 -
Febbraio 2010
(ASCA-AFP) -
Dharamshala, 25 gen - Inviati del Dalai Lama, il
leader spirituale del Tibet in esilio, riprenderanno
domani i colloqui con il governo cinese dopo uno
stop di 15 mesi. Ad annunciarlo e' il portavoce del
Dalai Lama, Tenzin Taklhadel, spiegando che
l'incontro di domani ''e' un processo importante per
cercare di trovare una soluzione condivisa''
sull'indipendenza del Tibet da Pechino. Il Dalai
Lama, ha spiegato il portavoce, ribadisce la sua
convinzione che ''il problema puo' essere risolto
solo attraverso il dialogo''.Gli inviati del Dalai
Lama torneranno in India agli inizi di febbraio.
Numero 02 -
Gennaio 2010
Google
apre le porte del suo motore
di ricerca ai cinesi. Rompe
di fatto l’accordo con
Pechino che escludeva d alla
ricerca cinese tutti i
contenuti censurati. Adesso
sono disponibili le foto del
massacro di Tien An
Men, del
Dalai Lama e delle
esecuzioni capitali. Foto
censurate fino a pochi
giorni fa. E Google minaccia
anche di spegnere il motore
di ricerca cinese per
protesta contro i continui
attacchi hacker che
proverebbero da agenti
segreti del Governo cinese
per individuare i nomi di
attivisti cinesi contrari
alla politica di Pechino.
Migliaia di immagini sono
ora disponibili per il
popolo cinese, tenute
nascoste per anni dalla
dittatura governativa. Oggi
il Governo Cinese fa sapere
che è favorevole a questa
attività, purché siano
“conformi alla legge
cinese”.
Il portavoce del
ministero degli Affari
esteri, Jiang Yu,
dichiara: “La Cina
accoglie con favore le
attività conformi alla
legge delle società
Internet internazionali.
Internet in Cina è
aperto e il Governo
cinese ne incoraggia lo
sviluppo e si sforza di
creare un contesto che
sia favorevole a ciò. La
legge cinese proibisce
ogni forma di
cyber-attacco e la Cina
come altri Paesi
gestisce Internet
secondo la legge”.
Questo scarno comunicato fa
capire che la libertà degli
internauti cinesi resta
ancora in mano al Governo.
(Da
www.tecnomagazine.it)
Numero 01 -
Gennaio 2010

Washington, 01-01-2010 -
Dopo Google e
Yahoo anche la Apple, impresa icona del 'politically
correct' americano, cede alla censura
cinese. La società di Cupertino in
California, attraverso la China Unicom che
da due mesi distribuisce nel Paese asiatico
i prestigiosi modelli I-Phone del gruppo, ha
di fatto bloccato l'acceso a cinque
programmi software relativi al leader
spirituale tibetano Dalai Lama e alla leader
degli uiguri Rebiya Kadeer. Se quindi si
mette su un I-Phone made in China la ricerca
su 'Dalai', il risultato è nulla, al
contrario invece di quello che invece
succede allo stesso apparecchio in un'altra
parte del mondo che non sia la Cina.
La scoperta della censura ha fatto andare su
tutte le furie Reporter senza Frontiere, Rsf,
che ha chiesto spiegazioni al colosso
dell'informatica Usa: "Gli abbonati dell'I-Phone
in Cina - si legge in una nota - hanno il
diritto di sapere a che cosa non hanno
accesso libero. Il gruppo americano si
unisce al club delle imprese che applicano
la censura nel Paese: una grande delusione
da parte di un gruppo che ha basato la sua
campagna pubblicitaria sul 'pensa diverso' e
che si ritiene creativa". Il portavoce di
Apple, Trudy Muller, ha risposto in una
e-mail in merito alla mancata vendita delle
'application' proibite: "Ci atteniamo alle
leggi locali - ha affermato - e non tutte le
application sono possibili in tutti i
Paesi". Secondo l'agenzia di stampa
americana specializzata in notizie
tecnologiche IDG News Service, almeno cinque
App sul Dalai Lama non sono in vendita nello
Store virtuale cinese. Tre di queste (Dalai
Quotes, Dalai Lama Quotes e Dalai Lama
Prayerwheel) sono una raccolta di testi,
proibiti in Cina, del leader spirituale. La
quarta, Paging Dalai Lama, informa sugli
spostamenti e le conferenze del leader
tibetano. La quinta, Nobel Laureates, è
dedicata ai premi Nobel, tra cui lo stesso
Dalai Lama. La Apple non è la prima società
americana ad accettare la censura in Cina.
In precedenza lo hanno fatto colossi del web
come Yahoo! e Google, provocando una ridda
di critiche da parte delle organizzazioni
occidentali di difesa dei diritti umani.
Numero 31 -
Dicembre 2009
Il giorno 19/12/2009
il Centro Nirvana ha ricevuto in regalo una copia
del libro "Call of the Infinite", direttamente dal
suo autore John Paraskevopoulos, che aveva trovato alcuni dei suoi
scritti sul nostro sito. L'autore è molto
interessato ad una traduzione del libro, e il Centro
si sta organizzando per completarla al più presto.
Per la fine dell'anno, Aliberth trascorrerà alcuni
giorni di ritiro nella quiete di Pomaia,
l'appuntamento è quindi per il prossimo anno, anche
per gli aggiornamenti del sito.
Clicca
qui
per vedere gli eventi dell'Istituto di Pomaia
segnalati dal Centro Nirvana.
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DUE
NOTIZIE IMPORTANTI DALL'ISTITUTO!
1. Ci sono stati degli imprevisti nel completamento della sala,
perciò l'inaugurazione effettiva del gompa ristrutturato è stata
posticipata al momento del rientro degli studenti del Masters
Program. In questo modo potremo gioire tutti insieme del bellissimo
evento.
Partecipate numerosi!
La nuova data è il 13 gennaio alle ore 12.
Inizieremo con una puja dell'incenso e concluderemo con un
rinfresco.
2.FESTA DEI MANTRA dal 7 all'11 gennaio!
Come in altre occasioni, abbiamo bisogno del vostro entusiasmo
attivo!Nell'altare del gompa ristrutturato verranno collocate le
nuove statue di Lama Tzong Khapa e dei suoi due discepoli. riempite
di mantra e benedette.
Poiché le statue sono abbastanza grandi, abbiamo bisogno di molte
mani per profumare i mantra, arrotolarli e avvolgerli in stoffa
gialla, prima di essere benedetti.
L'Istituto Lama Tzong Khapa offre vitto e alloggio (in dormitorio)
gratuiti dal 7 all11, in cambio della vostra partecipazione.Saremo
impegnati tutto il giorno, sostenuti da abbondanti bevande e snacks!
Prenotatevi presto in segreteria 050-685654 (int.1),
segreteria@iltk.it
Numero 30 -
Dicembre 2009
(ANSA) - SYDNEY,
11 DIC - Proprio 20 anni fa il leader spirituale
tibetano in esilio, il Dalai Lama, riceveva il Nobel
per la pace. Il riconoscimento per la lunga campagna
per fermare la dominazione cinese nella sua patria:
ieri ha festeggiato la ricorrenza a Melbourne, con
centinaia di sostenitori. A 74 anni il Dalai Lama
non da' segno di voler smorzare l'attivismo, e le
sue cause vanno oltre il Tibet: dalla povertà in
Africa alle condizioni degli aborigeni.
Numero 29 -
Novembre 2009
15 anni di carcere a fondatore sito web tibetano
- Le autorità cinesi hanno condannato a 15 anni
di carcere Kunchok Tsephel, 39 anni, fondatore di un
sito web in lingua tibetana. Lo ha denunciato oggi
l'International Campaign for Tibet (Ict), un gruppo
per i diritti umani con sede a Washington. Ma non si
tratta dell'unica c ondanna
contro attivisti tibetani: Reporter senza Frontiere
(Rsf) ha reso nota da Parigi la condanna a cinque
anni di carcere del blogger tibetano Kunga Tseyang.
Tsephel era stato arrestato in febbraio e da allora
i suoi familiari non avevano più sue notizie. Il 12
novembre, riferisce l'Ict, i parenti sono stati
convocati per ascoltare la sentenza, al termine di
un processo a porte chiuse di fronte al tribunale
della prefettura tibetana di Gannan. Apparentemente
la condanna a 15 anni per divulgazione di segreti di
Stato è collegata alle notizie sulle proteste
tibetane dell'anno scorso, diffuse dal suo sito.
Insegnante di tibetano e inglese, oltre che ex
funzionario per la protezione ambientale, Tsephel ha
creato un sito di cultura tibetana, chiamato Chodme.
Secondo l'Ict, l'attivista è in cattive condizioni
di salute e non ha avuto diritto all'assistenza di
un avvocato.
L'altra vicenda riguarda un giovane blogger
tibetano, arrestato in marzo nel monastero di Gansu
dove studiava. Il tribunale della prefettura di
Golok ha condannato Kunga Tseyang a cinque anni di
carcere per gli articoli diffusi dal suo blog. Si
tratta di scritti sul buddismo e la cultura tibetana
in generale, oltre a foto del locale ufficio per la
protezione dell'ambiente. (www.ilsole24ore.com)

“Lettera alle
donne” (Rizzoli, 2009)
è un libro che raccoglie le interviste e i pensieri
del Dalai Lama sul ruolo del genere femminile nel
“villaggio globale” (l’autorità spirituale del Tibet
ha vinto il premio Nobel per la Pace nel 1989).
L’autrice è Catherine Barry, una giornalista
televisiva francese.
“La prossima sarà
l’era della donna!”.
Il messaggio del
Dalai Lama è quindi molto semplice, ma
molto arduo da comunicare e da realizzare: “Lasciamo
che i valori femminili sboccino nella nostra società
affinché cambino la mentalità delle persone. È
indispensabile per costruire una pace duratura e per
il futuro dell’umanità”.
L’altruismo delle donne che ricercano
l’armonia con il prossimo e considerano la felicità
degli altri come parte integrante della propria, è
la via per la trasformazione pacifica delle civiltà
umane e il raggiungimento di forme di spiritualità
più libere.(www.agoravox.it)
Numero 28 -
Novembre 2009
Kathmandu
(AsiaNews) –
Centinaia di buddisti
e animalisti hanno protestato oggi con una grande
fiaccolata contro il massacro di quasi mezzo milione
di animali per la festa indù del Gadhimai mela. Essa
si svolge in questi giorni a Bayapur nel distretto
di Bara (Nepal Sud Orientale) e per il 25 novembre
sono attese oltre 1 milione di indù, provenienti da
Nepal e India. Per evitare scontri il governo
nepalese ha mobilitato oltre 12mila poliziotti.
ROMA (18 novembre)
- Il Dalai Lama, la massima autorità spirituale
tibetana, è oggi a Roma per partecipare al quinto
Congresso mondiale parlamentare sul Tibet. Ha
incontrato questa mattina, in forma privata,
Gianfranco Fini, p residente
della Camera. Fino a ieri pomeriggio il leader
spirituale tibetano
era in visita in Trentino Alto Adige, regione da
lui molto ammirata per l'autonomia acquisita e che
potrebbe rappresentare un modello per un futuro
Tibet autonomo all'interno della Cina.
«Solidarietà e vicinanza al Dalai Lama e al popolo
tibetano» ha dichiarato Fini, e poi, rivolgendosi al
leader spirituale, «sono onorato di darle il sincero
benvenuto alla Camera, salutando lei saluto tutto il
popolo tibetano. La Camera dei deputati segue con
attenzione e preoccupazione ciò che accade in Tibet,
e siamo convinti di dover esprimere solidarietà alla
sua persona e al suo popolo». Fini ha espresso tra
l'altro «un senso profondo di ammirazione per la
saggezza e l'illuminata moderazione del Dalai Lama»
e ha ricordato di come, dopo gli ultimi incidenti
nella scorsa primavera, la Camera avesse votato una
mozione bipartisan con cui ha fatto sentire la sua
voce, esprimendo viva preoccupazione per il popolo
tibetano. La mozione sollecitava il governo cinese
ad accogliere le richieste del Parlamento europeo
per «un dialogo costante, aperto, veritiero e
costruttivo tra le autorità di Pecino e i
rappresentanti del Dalai Lama».
Come risposta alle parole del Presidente della
Camera, il Dalai Lama ha espresso una profonda
gratitudine per il sostegno di Fini e della Camera
dei deputati alla causa del Tibet. «Nel mondo libero
- ha detto - e in Italia in particolare, c'è una
forte simpatia per il Tibet».
Numero 27 -
Novembre 2009
LA CINA
CONFERMA L’UCCISIONE DI DUE TIBETANI – AZIONE
URGENTE 27 ottobre 2009.
Mentre ancora non è accertato il numero esatto dei
tibetani uccisi a Lhasa (i giorni scorsi era
circolata la voce che le persone fucilate fossero
quattro), il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese, Ma Zhaoxu, ha confermato la notizia
dell’esecuzione di due tibetani. Si tratta di
Lobsang Gyaltsen, ventisette anni, di Lhasa, e di
Loyak, venticinque anni, di Tashi Khang, Shol
Township, periferia della capitale tibetana.

Pechino, 30 Ottobre (Notimex):
Il Dalai Lama si è
recato in Giappone per un viaggio di 5 giorni in cui
spiegherà la situazione del Tibet all'opinione
pubblica. E' la prima visita del leader spirituale
nel paese, da quando il ministro Yukio
Hatoyama è in carica.
Secondo il servizio stampa del Dalai Lama, è partito
ieri da Dharamsala dove vive in esilio, e si prevede
che arriverà in Giappone questo venerdì. Il premio
nobel per la pace terrà una conferenza stampa
sabato, e domenica parteciperà ad un incontro con
scienziati giapponesi per parlare dei legami fra
scienza e buddhismo. La sua visita durerà fino al 5
novembre. Pechino condanna qualsiasi visita del
Dalai Lama a terzi paesi, e si oppone al fatto che
venga ricevuto dai leader politici.
Numero 26 - Ottobre
2009
ROMA:
ALEMANNO, 18 NOVEMBRE DALAI LAMA IN CAMPIDOGLIO
-
”Il
18 novembre il Dalai Lama sarà di nuovo a Roma per
il congresso mondiale dei parlamentari favorevoli
alla causa tibetana”.
Lo
ha annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al
termine dell’incontro avuto oggi in Campidoglio con
l’attore statunitense Richard Gere, impegnato con la
‘Gere Foundation in iniziative a favore dei bambini
tibetani esuli e per l’assistenza sanitaria nella
lotta all’Aids. ”Ho proposto a Richard Gere e alla
sua fondazione - ha aggiunto Alemanno - di
organizzare delle iniziative con la società civile”.
Numero 25 - Ottobre
2009
(ANSA) - WASHINGTON, 9 OTT
- Il Dalai
Lama non si e' detto deluso dal rifiuto del
presidente Usa Barack Obama di incontrarlo durante
la sua visita a Washington.Il Dalai Lama ha spiegato
che gli e' stato assicurato che Obama parlerà del
Tibet quando visiterà la Cina a novembre. 'Ha già
indicato che parlerà con i cinesi e pare che sarà
seriamente impegnato con i cinesi sulla questione
del Tibet - ha detto il Dalai Lama alla Cnn-.
Una discussione più seria e' meglio che soltanto una
foto, così non sono deluso'.
Numero 24 - Luglio
2009
Ricordando che il 6 luglio, ci sarà la cerimonia
pubblica per il 74° Compleanno di Sua Santità il Dalai Lama,
sappiamo che egli darà
insegnamenti e colloqui pubblici per tutto l'anno in diversi momenti
e in vari luoghi. In India, gli insegnamenti sono di solito liberi e
aperti al pubblico. Tuttavia, per frequentare gli i nsegnamenti
pubblici al di fuori dei colloqui di solito si deve fare una
richiesta per l'acquisto di un biglietto. Il ricavato della vendita
dei biglietti viene utilizzato per coprire le spese della sede e
delle altre spese relative alla visita di Sua Santità. Questi
insegnamenti durano di solito per un periodo di 15 giorni e sono
ufficialmente tradotti in lingua inglese. Diverse migliaia di
persone, sia tibetane che non tibetane, partecipano a tali
insegnamenti popolari. Sua Santità darà anche altri insegnamenti più
brevi in momenti diversi dell’anno. Nel corso degli ultimi anni, Sua
Santità ha sempre dato insegnamenti in India, a richiesta di vari
devoti buddisti provenienti da Taiwan e Corea. Questi insegnamenti
sono di solito tradotti in cinese o coreano oltre che in inglese sul
canale radio FM. Durante i mesi invernali in India, Sua Santità
visita spesso Bodh Gaya o alcuni degli insediamenti tibetani situati
nel sud dell'India dove ha anche regolarmente dato insegnamenti. Sua
Santità darà anche una serie di iniziazioni (empowerments) durante
tutto l'anno, di solito in coincidenza con i suoi insegnamenti. Il
‘Kalachakra Initiation’ è una complessa e ampia apertura, che Sua
Santità ha dato già 29 volte fin dal 2005. Tuttavia, Sua Santità ha
sottolineato sempre l'importanza per i praticanti di assistere agli
insegnamenti piuttosto che solo alle iniziazioni al fine di poter
comprendere meglio la filosofia del Buddismo. (dal sito
www.dalailama.com)
Un Arrivederci al Centro Nirvana con Cena
conclusiva in Pizzeria
Giovedì 25
 giugno
è stata l’ultima volta che ci siamo incontrati nella vecchia sede
del Centro Nirvana (ad ottobre si spera di riprendere le lezioni
nella nuova sede…). Con l’occasione, dopo gli insegnamenti siamo
andati in Pizzeria per la consueta cenetta di fine-anno… Stavolta
sono state anche fatte due fotografie dalla gentilissima Ilaria, che
si possono vedere qui a lato- Buone Vacanze a Tutti - OM MANI PADME
HUM!!! -
SI COMUNICA CHE DAL MESE DI LUGLIO, LA
PUBBLICAZIONE DELLE NEWS VERRA’ INTERROTTA PER LE FERIE ESTIVE E
SARA’ RIPRESA DAL MESE DI SETTEMBRE IN POI
… BUONE VACANZE A TUTTI…

Numero 23 - Giugno
2009
Consigli spirituali Buddisti ai prigionieri
- Ottawa - giugno 2009 - Il
capo dei servizi correzionali del
Canada (CSC) intenderebbe rinnovare un contratto con un valore di $
75 000 per un periodo di tre anni al fine di garantire consigli
spirituali buddisti nelle sue prigioni di Kingston, Ontario. Tali
strutture comprendono il Penitenziario di Kingston, e lo
Stabilimento Warkworth, istituzione di media sicurezza situata nei
pressi del villaggio di Warkworth, in Ontario, che può ospitare fino
a 537 prigionieri, tra i quali circa un terzo per reati a sfondo
sessuale. I servizi offerti comprendono l'accordo con guida
spirituale di almeno il 40 detenuti buddisti, nonché la
consultazione, l'educazione religiosa e la consulenza per questioni
relative al buddismo. Nel contratto, recentemente reso pubblico, si
precisa che il mandato della CSC è quello di fornire i servizi
religiosi e spirituali di tutti i reclusi che lo richiedano.
Assegnata a Sua Santità il Dalai Lama la cittadinanza onoraria di
Parigi - Parig i,
7 giugno 2009 – Dopo Roma e Venezia, anche Parigi ha voluto donare a
Sua Santità il diplom a
di cittadino onorario dalle mani del sindaco Sig. Bertrand Delanoë,
nel corso di una cerimonia svoltasi nello storico edificio del Hôtel
de Ville (Municipio). Dopo il saluto di Sua Santità, che era
arrivato in auto nel cortile interno del palazzo e che è stato
accompagnato fino alla magnifica scalinata centrale, Monsieur
Delanoë ha detto che per lui è stato un onore di conferire a Sua
Santità questo titolo, che simboleggia lo spirito di Parigi- cioè,
libertà, diritti umani, dignità, e dialogo tra i popoli e le
culture. Egli ha ribadito la sua solidarietà e la comprensione per
il popolo tibetano e per la lotta per la giustizia e la sua propria
identità. Allo stesso tempo, ha aggiunto, il Dalai Lama è stato in
grado di mantenere rapporti fraterni con i suoi omologhi cinesi e
con tutto il popolo della Cina.

Numero 22 - Giugno
2009
“Tokyo religiosa“-
Spesso quando si pensa a Tokyo i suoi
aspetti moderni finisc ono
per prevalere sul tradizionale e l’antico, generalmente abbinati
alla vecchia capitale Kyoto. Ma anche Tokyo, con i suoi santuari e
templi disseminati un po’ quì e un po’ là in mezzo ai grattacieli
finirà per sorprendervi. Il complesso del Sensō-ji si trova
nell’area di Asakusa, leggermente decentrata a est della
città, nel quartiere di Taitō-ku. E’ comunque facilmente
raggiungibile sia con la rete JR che con la metropolitana.

Una ragazza di 20 anni incoronata Miss Tibet a
Dharamsala [08 giugno, 2009 -
Phayul] -
Tenzin Choezom di Dharamsala piange lacrime di gioia dopo essere
stato incoronata Miss Tibet 2009 per la sua bellezza nel gran finale
della notte del 7 giugno qui a Dharamsala. Dharamsala, che è nel
nord dell'India, serve come base per il governo del Tibet in esilio.
Il presidente della Spice India Splendour, Dott. BK Modi ha
incoronato Choezom come la nuova Miss Tibet e le ha consegnato come
premio un assegno di 100.000 rupie. Un gruppo di quattro giudici ha
eletto la nuova vincitrice, facendo si che Choezom sia la seconda
concorrente di Dharamsala che sia riuscita a vincere il titolo di
Miss Tibet, da quando il concorso ebbe inizio nel 2002. Nel 2007, fu
la 21enne Tenzin Dolma ad esser diventata la prima vincitrice di
Dharamsala.
Parigi onora il Dalai Lama, nonostante la rabbia
della Cina [08 giugno, 2009 - AFP]
Il Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio, ha rinnovato il
suo attacco al "regime totalitario" della Cina ne l
giorno in cui è stato fatto cittadino onorario di Parigi, capitale
della Repubblica Francese. Sua Santità il Dalai Lama si è incontrato
nel suo albergo con gli studenti cinesi che studiano a Parigi e gli
attivisti democratici ivi esiliati, dopo il suo incontro di oggi con
alcuni studenti di legge. Il leader tibetano è stato accolto ieri
mattina dopo il suo arrivo dai Paesi Bassi da un piccolo gruppo di
buddisti tibetani e ammiratori francesi. Sottolineando il rapporto
tra le popolazioni, il Dalai Lama ha applaudito gli sforzi dei
tibetani e cinesi che vivono a Parigi per l'avvio di una
associazione di amicizia tra i due popoli. Venerdì il leader
spirituale del Tibet, aveva esortato la comunità internazionale a
fare una valutazione indipendente della situazione nella regione e
di far pressioni sulla Cina per porre fine alla "repressione" ... ;
DESTINO BE FFARDO
(o… Karma?) Scampa dal volo fatale, ma poi muore in auto -
(ANSA) - BOLZANO, 10 GIU - Una donna
ha mancato per pochi minuti il volo Air France che si e' inabissato
nell'Atlantico, ma e' morta poi in un incidente stradale. Di ritorno
dalla vacanza in Brasile, la sua auto e' uscita di strada
sull'autostrada che dall'aeroporto di Monaco di Baviera porta al
Brennero.Con il marito aveva viaggiato su un aereo decollato pochi
minuti prima di quello caduto. Una volta in Baviera i coniugi
meranesi volevano rientrare velocemente. A Kufstein, pero', l'auto
e' volata fuori strada.
SI COMUNICA CHE DAL MESE DI LUGLIO, LA
PUBBLICAZIONE DELLE NEWS VERRA’ INTERROTTA PER LE FERIE ESTIVE E
SARA’ RIPRESA DAL MESE DI SETTEMBRE IN POI …
BUONE VACANZE A TUTTI…
Numero 21 - Giugno
2009
La polizia cinese spara sulla manifestazione
contro la diga - pubblicato:
venerdì 29 maggio 2009
-
La parte occidentale della Cina è abituata a proteste contro
l’edificazione di progetti idroelettrici, a causa di fenomeni di
corruzione, appalti assegnati, furti di terre, a cui si aggiungono
le proteste e le tensioni per la questione del Tibet, lì a pochi
chilometri dal confine. Durante una protesta contro la realizzazione
di una diga nella provincia del Sichuan, la polizia cinese ha
sparato, colpendo sei donne che manifestavano pacificamente. Il
progetto della diga riguarda il territorio del Ganzi tibetano, una
regione autonoma e si prevede sarà in funzione dal 2010.
Dalai Lama dice: La soluzione per il Tibet è
l’Autonomia- Il Dalai Lama a Dhar amsala
ha affermato che l’influenza Han Cinese sul modo di vita dei
Tibetani sia "qualcosa come una condanna a morte".
(Shiho Fukada, per The New York Times).
L'afflusso di grandi
quantità di Cinesi Han e le crescenti restrizioni alla pratica
religiosa sono diventati le più grandi minacce per il Tibet, ha
detto il Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio. Egli ha
detto anche che l'unica soluzione è quella di consentire una vera
autonomia per i sei milioni di tibetani. Un governo regionale
autonomo non stravolgerebbe la politica in materia di istruzione, la
pratica religiosa e l'uso delle risorse naturali, mentre a Pechino
resterebbe il diritto di mantenere le forze militari nella regione e
sorvegliare gli affari esteri, ha aggiunto. Un autonomo governo
tibetano non manderebbe via i Cinesi Han, già stabiliti nel vasto
altopiano tibetano in Cina occidentale, ma limiterebbe qualsiasi
altra futura migrazione. "Le Regioni autonome dovrebbero avere la
maggioranza di popolazioni locali" ha detto il Dalai Lama nel corso
di un lungo colloquio in questa settimana. Il Dalai Lama ha cercato
di confutare affermazioni di funzionari cinesi che il governo
tibetano in esilio nella proposta di autonomia abbia auspicato una
"pulizia etnica". La proposta è stata presentata lo scorso ottobre
al governo cinese, che l’ha fermamente respinta. I leaders tibetani
del governo in esilio dicono che presenteranno entro il mese di
giugno un altro documento che permetterà di chiarire la proposta, ma
che essa non si discosterà troppo dalle sue premesse. "Non abbiamo
mai pensato seriamente di chiedere al governo cinese di eliminare il
popolo cinese e le forze militari cinesi dal Tibet" ha detto il
Dalai Lama, "In effetti, abbiamo solo reso più chiaro che gli affari
esteri e la difesa resteranno in mano al governo centrale Cinese."
Telefonare e pregare, il Buddha Phone:
03.06.2009 - Arriva il "Buddha
Phone" ,
altari elettronici, mp3 mistici e incenso virtuale: il telefonino
per pregare, così il telefonino diventa oggetto di fede. Qual
è lo scopo principale di un cellulare? Renderci sempre raggiungibili
e fornirci la possibilità di comunicare ovunque ci troviamo, con la
nostra voce o tramite web. Raggiungibilità ovunque. Ma se proviamo
ad astrarre da questo sentire comune e muoviamo verso più alti scopi
quello che è il nostro rapporto con il telefonino, potremmo magari
anche immaginare come questo diabolico strumento hi-tech possa
invece trasformarsi in un oggetto di fede, in grado di
consentirci di pregare in qualsiasi posto ci troviamo. Preghiera
ovunque. E' stata questa l'idea alla base del nuovo Odin 99,
ovvero il primo "Buddah Phone" al mondo. Si tratta dell'ennesima
curiosa cineseria, nata con l'intento di fornire ai fedeli
dell'Estremo Oriente, la possibilità di riprodurre ovunque
l'atmosfera di un vero tempio buddista, in grado dunque di ricreare
quel clima di serenità e di astrazione dalla realtà, indispensabile
per la meditazione necessaria per il raggiungimento del Nirvana. Il
Buddah Phone Odin 99 è fondamentalmente uno smartphone di media
fascia, dotato però di uno stile piuttosto appariscente e kitsch,
grazie alla colorazione dorata. Tutto uguale ad un classico
cellulare, se non fosse per il fatto che, all'occorrenza, il Buddha
Phone Odin 99 si trasforma in un piccolo tempio buddista portatile.
Numero 20 -
Maggio 2009
CINA: Centinaia di tibetani pronti a morire
per difendere la 'montagna sacra' -
Pechino
(AsiaNews / Agenzie) - Centinaia di tibetani si sono ribellati
contro le forze di sicurezza armate a Ser Ngol Lo, sito di una
prevista miniera d'oro nel sub-distretto Tsangshul (Lhara Village,
Prov. Markham, Pref. di Chamdo) che i nativi considerano una
montagna sacra. In tibetano Ser Ngol Lo significa 'Anno d'oro e
d'argento'. Si tratta di un luogo che storicamente i tibetani
venerano, svolgendovi dei riti, in caso di siccità. Ora una società
mineraria cinese, Zhongkai Co., è stata autorizzata a scavare
nell'area, provocando le proteste della popolazione locale. Le
autorità hanno risposto alla occupazione pacifica del territorio da
parte della popolazione con l'invio di forze di sicurezza armate.
Radio Free Asia ha riferito che 300 poliziotti sono stati impiegati
e da diversi mesi è in corso lo stand-off. I residenti non sono
disposti a cedere anche se le autorità insistono sullo scavo della
montagna. Fonti locali hanno detto che Pema Thinley, vice presidente
del Partito comunista tibetano, è stato inviato a Markham per
cercare di convincere la popolazione locale ad accettare la miniera.
Il 16 maggio, è arrivato un contingente di polizia e delle forze di
sicurezza, ma più di 500 tibetani hanno bloccato la strada che porta
alla miniera. Da allora essi sono rimasti lì giorno e notte, mentre
i cinesi si sono accampati in una scuola vicina. Un residente
tibetano ha detto che le forze di sicurezza hanno separato i
manifestanti dal resto del paese. "Li hanno bloccati e tutti i
telefoni cellulari non sono raggiungibili" ed ha anche dichiarato:
"che essi sono pronti a morire per proteggere il sacro monte". Al
fine di giustificare la sua repressione militare, la Cina ha
affermato che quando invase il Tibet nel 1959, fu per liberare il
popolo tibetano da un’oppressiva monarchia feudale e portarvi la
prosperità economica. I Tibetani replicano dicendo che le autorità
Cinesi non rispettano la loro cultura e i confini, e gli eventuali
benefici economici che i Cinesi avrebbero forse portato sono andati
ai coloni delle comunità cinesi di etnia Han…
Corte
Cinese condanna sei monaci a Chamdo –
Le Autorità Cinesi a Chamdo hanno
condannato sei monaci tibetani a vari periodi di carcere il 22
maggio 2009. In precedenza, il 5 gennaio 2009, una bomba è stata
fatta esplodere nel Choekor Township, Provincia Jomda, Prefett. di
Chamdo, "Regione autonoma del Tibet" ( "TAR"). All’esplosione ha
fatto seguito una serie di proteste nella zona. Pochi giorni più
tardi, sei monaci del Monastero Dhen Choekor sono stati arrestati
nella contea di Jomda per le loro dimostrazioni di protesta. La
Corte Cinese della Provincia di Jomda ha quindi condannato i sei
monaci, che sono stati identificati e poi condannati a vari anni di
rigorosa reclusione.

Il Dalai Lama ricevuto in Europa –
(Tibet News 26/5) - Il Dalai Lama
effettuerà un tour europeo che lo porterà in Danimarca, Islanda,
Paesi Bassi e Francia, dal 30 maggio al 7 giugno. Anche se, nella
maggior parte di questi paesi, egli viene per dare lezioni o fare
conferenze, sarà tuttavia ricevuto anche da Parlamentari (Paesi
Bassi), da leaders di governo (Danimarca) o da politici (Sindaco di
Parigi?). Ecco le date ed i luoghi: * Danimarca - 30/31 maggio, *
Islanda - 2 giugno, * Paesi Bassi - 5 giugno, * Francia - 6 / 7
giugno.
Numero 19 - Maggio
2009
Il Sud Africa fa marcia indietro sulla sua
decisione di non accettare il Dalai Lama.
(ANSA, 15 maggio)- Pechino si era
opposto alla visita del Dalai Lama in Sudafrica, ma il governo ha
fatto marcia indietro sulla s ua
decisione presa nel mese di marzo di negare il visto al Dalai Lama.
Il nuovo Ministro delle Relazioni Internazionali Mashabane Maite
Nkoana ha detto che il leader spirituale del Tibet ora potrebbe
venire quando vuole. Il governo aveva provocato un clamore
internazionale, quando aveva detto che non gli avrebbe permesso di
partecipare a una conferenza di pace, connessa con la Coppa del
Mondo di Calcio del 2010. L’opinione mondiale aveva criticato e
accusato il Sudafrica di aver ceduto alle pressioni Cinesi. Sia
l’Arcivescovo Desmond Tutu che l'ex Presidente Sudafricano F.W. de
Klerk avevano perorato la causa della Conferenza dei Premi Nobel,
costringendo gli organizzatori a rinviarla a tempo indeterminato. Al
momento, nonostante il clamore, Thabo Masebe, portavoce del governo,
ha detto che nessun visto verrebbe rilasciato al Dalai Lama "tra
oggi e la data della Coppa del Mondo", ospitata dal Sudafrica. Il
governo ha dichiarato che la sua presenza potrebbe distogliere
l'attenzione dalla Coppa del Mondo - la prima, che si terrà in
Africa. Ma la sig.ra Nkoana-Mashabane, nominata in questa settimana
al Gabinetto del neo-eletto Presidente Jacob Zuma, ha detto di voler
chiarire la posizione. "Il Dalai Lama è libero di venire, come ogni
altro cittadino del mondo che volesse visitare il nostro paese", ha
detto ai giornalisti. Pechino dice che il Dalai Lama Tibetano spinge
per l'indipendenza, e che ha suscitato tensioni nella regione. Ma il
Dalai Lama, che è fuggito in India nel 1959, nel corso di una
sollevazione contro il Governo Cinese, ha detto che vuole solo una
limitata autonomia per la sua patria.
Ritorno in Tibet
– (FB-
Maggio 2009)- Dal 10 maggio 2009 è iniziato, nella più completa
segretezza, il secondo movimento “Ritorno in Tibet”. Una decina di
monaci tibetani ha infatti lasciato la capitale indiana
Nuova
Delhi il 14 maggio, procedendo via terra con delle jeep. Purtroppo,
il giorno 16, una tempesta di neve ha bloccato le loro macchine. Ma
quest’ inconveniente non ha fermato la loro determinazione a tornare
in Tibet e hanno quindi proseguito a piedi. Da allora non abbiamo
più loro notizie e non sappiamo dove si trovino in questo momento.
La ragione per cui il venerabile Shingza Rinpoche e il gruppo dei
monaci ha organizzato quest’azione è il sangue tibetano che scorre
nelle loro vene e che, come ogni altro abitante del Paese delle
Nevi, desiderano che la Nazione tibetana torni a essere libera e il
suo popolo felice. Quindi siamo disposti ad offrire le nostre vite
per realizzare questi obiettivi. Oltre ai dieci monaci che sono già
impegnati in questa iniziativa, ci sono altri uomini e donne che si
sono dichiarati disposti a seguirli e noi abbiamo fiducia che lo
faranno al momento opportuno. Mentre è tra noi la presenza, più
preziosa dell’oro, di Sua Santità il Dalai Lama preghiamo perché il
popolo tibetano non sprechi questa presenza e metta il benessere e
la libertà della Nazione tibetana in cima ai propri pensieri. La
lotta deve continuare. Se rimane solo un fatto episodico e
sporadico, come l’attesa di una bella giornata d’estate, allora non
sarà di nessun beneficio. Fonte :
www.wokar.net - Vedi anche :
www.dossiertibet.it
IL SEMINARIO DI PRIMAVERA :
Nei giorni 22, 23 e 24 MAGGIO
2009, come ne gli
anni passati, si è tenuto presso il Convento S. Andrea di
Collevecchio Sabino il nostro consueto SEMINARIO di PRIMAVERA di
Meditazione CHAN, un’ottima opportunità per imparare a conoscere la
MEDITAZIONE CHAN, con l’intento di continuare a praticarla poi nel
nostro Centro. La partecipazione al Seminario comporta, come sempre,
oltre ad una corretta e seria condotta comportamentale sia di corpo
che di pensiero, la sincera motivazione di voler imparare il metodo
di auto-conoscenza interiore tipico del metodo Chan. Anche questa
volta, il Seminario non ha avuto una partecipazione estesa perché
c’erano pochi posti disponibili, e perché il tipo di motivazione e
pratica richieste sono alquanto vincolanti, visto che sia la
conoscenza che lo sviluppo della pratica di Dharma devono essere
riconosciuti come la cosa più importante della nostra vita. E non
tutti sono d’accordo con questa visione… Anzi, proprio il fatto di
non voler accettare questo così profondo proposito è il motivo per
cui il Chan ha così pochi praticanti… Non si può certo dire che esso
sia un ‘materialismo spirituale’, oppure un tipo di spiritualità
mondana, come altre discipline, anche religiose…
Numero 18 - Maggio
2009

POMAIA, quattro mesi dopo
l’incendio –
Essendo andato a Pomaia per il 1°
maggio, ho scattato alcune foto di come è ridotto, allo stato
attuale, il ‘gompa’, cioè la Sala del tempio, sita all’ultimo piano
del lato ovest dell’edificio sede dell’Istituto Lama Tzong Khapa. In
esse si può vedere che manca completamente la copertura del tetto,
andata completamente bruciata, e le nude pareti disadorne… Speriamo
che al più presto, esso possa essere di nuovo attivato e rimesso in
funzione…
Più materia grigia per chi medita –
Tratto da ‘La Repubblica’ del
13/05/09- Ginnastica, attrezzistica, personal trainer: tutti sanno
come aumentare le dimensioni e la forza dei propri muscoli e rende re
le ossa più forti. Ma è possibile anche accrescere il volume del
cervello? E come? Meditando, suggeriscono gli esperti. E non importa
con quale tecnica: Zazen (scuola zen giapponese), oppure la
Samatha/Vipassana (le due principali forme della meditazione
buddhista) sono tutte efficaci, secondo una ricerca appena
pubblicata su NeuroImagine da un gruppo di ricercatori
dell’University of California a Los Angeles (Ucla). Analizzando, con
la risonanza magnetica, il cervello di persone abituate alla
meditazione, i ricercatori hanno dimostrato che il volume della
materia grigia di chi ricorre a tecniche di concentrazione profonda
è mediamente maggiore di quello di persone che invece non ricorrono
a queste pratiche. In particolare l’aumento di dimensione riguarda
alcune aree particolari, come l’ippocampo, la corteccia
orbito-frontale, il talamo e la parte inferiore del lobo temporale,
tutte zone che hanno a che fare con la regolazione delle emozioni.
«Sappiamo – ha commentato Eileen Luders, coordinatrice della ricerca
– che persone abituate alla meditazione acquisiscono una particolare
capacità di provare emozioni positive, sono più stabili emotivamente
e raggiungono un grado di consapevolezza maggiore per quanto
riguarda i loro comportamenti. Tutte queste caratteristiche
potrebbero essere legate alle differenze anatomiche che abbiamo
evidenziato con il nostro studio». Quest’ultimo dunque, aggiunge
nuove informazioni a quelle che già si conoscevano sui benefici
della meditazione: proprio perché controllano meglio le emozioni, le
persone che seguono regolarmente queste pratiche sono meno stressate
e hanno migliori capacità di difesa immunitaria. Nello studio appena
pubblicato il gruppo della Luders ha esaminato 44 persone, la metà
delle quali con una lunga storia di pratiche meditative (da 4 a 46
anni, con una media di 24 anni). Fra questi soggetti, almeno un
cinquanta per cento ha affermato che la concentrazione profonda
costituiva una parte essenziale della pratica e che ogni giorno
dedicava a questa attività dai 10 ai 90 minuti. Ma ne vale la pena,
se questo significa aumentare non solo le dimensioni di alcune aree
del cervello, ma migliorare, di conseguenza, la capacità di
controllare le emozioni. Rimane adesso da scoprire se, a parte
l’aumento delle dimensioni, esiste anche, a livello microscopico, un
aumento del numero di cellule cerebrali, delle loro dimensioni e
soprattutto se, grazie alla meditazione, si sviluppano particolari
sistemi di attivazione di queste cellule.
Numero 17 - Maggio
2009
Il mistero del Piccolo Buddha -
L'erede del Dalai Lama è scomparso da 14 anni. Pechino lo dà per
morto. Ma il Tibet lo festeggia (dal
corrispondente F. Rampini – La Repubblica)
PECHINO - È
l'anniversario che la Cina ha deciso di cancellare. Oggi compie
vent'anni il Panchen Lama, la seconda autorità spirituale del
buddismo tibetano, il "vice" del Dalai Lama alla guida del suo
popolo. Ma Gedhun Choeky Nyima - questo il nome del vero Panchen
Lama - è invisibile dall'età
di sei anni. Poco dopo la sua investitura da parte del Dalai, il 14
maggio 1995, il bambino fu sequestrato con tutta la sua famiglia
dalla polizia cinese. Quello che divenne "il prigioniero politico
più giovane del mondo" da allora è recluso in un luogo segreto. La
sua colpa è imperdonabile: per il solo fatto di esistere, il Panchen
incarna l'autonomia di un potere spirituale che lo ha scelto senza
prendere ordini dal governo. L'ultima violenza su di lui il regime
di Pechino l'ha commessa alcuni giorni fa, lasciando filtrare
indiscrezioni sulla sua morte. Nessun annuncio ufficiale -
altrimenti il governo dovrebbe fornire spiegazioni e prove
sull'improvviso decesso di un ventenne - ma solo voci. Che gli esuli
tibetani vicini al Dalai Lama definiscono false. Forse per vie
imperscrutabili riescono ad avere notizie su di lui.
Alla vigilia di
questo compleanno proibito, i cinesi non si sono limitati a
diffondere insinuazioni sulla morte del loro giovane prigioniero.
Pechino ha deciso di esibire in due eventi ufficiali il suo "gemello
comunista": il Panchen del regime. Quasi coetaneo dell'altro (ha 19
anni), etnicamente tibetano anche lui ma figlio di due membri del
partito comunista, questo si chiama Gyaincain Norbu. Nel 1995, non
appena catturato il vero Panchen, la controfigura venne investita
solennemente dal governo. Secondo le autorità cinesi è lui
l'undicesima reincarnazione del "grande studioso" della setta
Gelugpa. Il Panchen filo-cinese non è mai stato accettato dai suoi
connazionali, che gli negano ogni legittimità. Senza la benedizione
del Dalai, per i fedeli è un impostore. Perciò anche lui ha finito
per trascorrere infanzia e adolescenza come un detenuto. Per paura
che i tibetani potessero influenzarlo le autorità lo hanno allevato
a Pechino, in un convento politically correct, sotto il controllo
del partito. I maestri di dottrina gli insegnavano il patriottismo
(cinese), la fedeltà al governo, il mandarino e l'inglese: utili per
farne un futuro portavoce urbi et orbi. Per anni le sue apparizioni
in pubblico sono state rare e protette da una scorta. In una di
quelle occasioni, paracadutato per poche ore nel 2005 nel monastero
di Tashilhunpo a Shigatse (storicamente la sede del Panchen) il
povero burattino dei cinesi rimase impaurito dal disprezzo dei
religiosi.
Nelle foto
ufficiali ha la faccia di un bambinone cresciuto, goffo e timido,
vittima di un gioco troppo grande per lui. Un mese fa le cose sono
cambiate. Il Panchen-di-Pechino è stato lanciato sul palcoscenico a
marzo per una celebrazione importante. Ricorreva il 50esimo
anniversario della fuga in esilio del Dalai Lama, un giorno di lutto
per il suo popolo. Nella stessa data quest'anno il governo ha
istituito una nuova festa nazionale: la Giornata dell'Emancipazione
dei Servi del Tibet. Un'occasione per celebrare la "liberazione"
dalla teocrazia feudale dei lama, grazie al provvidenziale
intervento dell'Esercito Popolare di Liberazione sotto la guida di
Mao. Il 28 marzo il Panchen comunista è apparso in una cerimonia di
Stato a Lhasa. Il giovane era visibilmente agitato, ma ha detto
quello che si aspettavano da lui: "Voglio ringraziare sinceramente
il partito comunista per avermi aperto gli occhi, così so
riconoscere il bene dal male". Poi una stoccata diretta a colui che
dovrebbe esserne il padre spirituale. "Sono io stesso discendente di
schiavi - ha detto Gyaincain Norbu - e ho imparato a distinguere chi
ama il popolo tibetano, da quelle persone senza scrupoli che per
motivi di ambizione minacciano la pace". Jia Qinglin, membro del
Politburo, ha reso esplicita l'accusa: "Il Dalai ignora i veri
desideri del popolo. Vuole la secessione per restaurare l'antico
regime feudale".
In un crescendo di
visibilità, il Panchen comunista è riapparso al recente Forum
Mondiale del Buddismo, organizzato in pompa magna dalle autorità
cinesi. Un evento ecumenico: aperto nella città di Wuxi, provincia
del Jiangsu, si è concluso a Taipei capitale dell'"isola ribelle" di
Taiwan. Dopo il confucianesimo anche il buddismo viene recuperato
dai leader cinesi. Purché sia una religione di Stato, il presidente
Hu Jintao è convinto che serva a proiettare un'immagine rassicurante
della Cina, a rafforzare il suo soft power in Asia. E il giovane
Gyaincain Norbu ha fatto il suo dovere. Ai delegati mondiali del
simposio buddista ha dichiarato: "Questo evento dimostra che in Cina
regna la libertà religiosa". Ha partecipato alle sedute ristrette di
alcuni seminari di studio: perfino un incontro con celebri
imprenditori sul tema "Filosofia e Business". I magnati industriali
che lo hanno incontrato dicono che i suoi interventi sono stati
"fonte d'ispirazione". Le foto dell'agenzia Nuova Cina lo
ritraggono, occhialuto e intimidito, mentre porge una sciarpa bianca
in omaggio al presidente del Congresso del Popolo, Wu Bangguo.
L'alto gerarca lo ha incoraggiato a "lavorare alacremente per
l'unità del popolo cinese". Zhan Ru, direttore dell'Istituto di
studi orientali all'università di Pechino, era anche lui a quel
congresso: "E' stato un incoraggiamento per tutti. Eravamo onorati
di avere con noi un Budda vivente".
Lo sforzo per
osannare il povero burattino è corale. Tradisce il nervosismo di
Pechino per il ventesimo compleanno del vero Panchen Lama. La
tensione è affiorata ai massimi livelli. Hu Jintao ha lanciato un
avvertimento secco a Barack Obama: non vuole che il presidente
americano riceva il Dalai Lama, atteso in America tra breve. Il tono
è da ultimatum. Sul Tibet il leader cinese è pronto a rischiare un
gelo diplomatico con Washington. Forte del suo potere
economico-finanziario, Hu Jintao spera di intimidire Obama. Già ci è
riuscito con Nicolas Sarkozy, costretto a farsi "perdonare" la
visita del Dalai all'Eliseo. Il Sudafrica ha preferito far saltare
un summit dei premi Nobel pur di non concedere il visto al leader
tibetano in esilio.
Dietro la durezza cinese spunta la partita cruciale: la successione
del 73enne capo spirituale. Pechino ha già annunciato che alla sua
morte spetterà al potere politico la scelta del prossimo
"reincarnato": come all'epoca della dinastia imperiale dei Qing,
secondo le ricostruzioni degli storici revisionisti di regime. Pur
di evitare questa sopraffazione il Dalai Lama ha accennato a una
contromossa: cambiare le regole e procedere a un'elezione
democratica del suo successore. Chissà se il suo discepolo ventenne,
ovunque si trovi, può intuire la battaglia furibonda che si prepara.
Se è vivo oggi passa anche questo compleanno nella solitudine che
ormai è il suo destino. Lontano dal Tibet, lontano dai suoi e dal
mondo, forse condannato a essere invisibile fino a quando morirà
davvero. (25 aprile 2009)
Numero 16 - Maggio
2009
Pechino chiede a Obama di non incontrare il Dalai
Lama- 23.04.2009 Mentre il
leader s pirituale
tibetano in esilio deve recarsi negli Stati Uniti, la Cina chiede il
presidente degli Stati Uniti di non consentire "al Dalai separatista
di impegnarsi in attività negli Stati Uniti." - Il presidente degli
U S.A. Barack Obama non dovrà incontrare giovedì 23 aprile il Dalai
Lama nel corso di una visita negli Stati Uniti del leader spirituale
tibetano in esilio, ha detto la Cina. Anche se questo incontro non è
stato confermato ufficialmente da Washington, tutti i presidenti
degli Stati Uniti dopo George Bush Sr. hanno sempre ricevuto il
Dalai Lama, provocando sistematicamente la rabbia di Pechino, che lo
accusa di volere la secessione del Tibet. "Ci opponiamo con forza
all'impegno del Dalai (Lama), nelle attività separatiste in
qualsiasi paese, in ogni terra e sotto qualsiasi nome di qualsiasi
tipo", ha detto Jiang Yu, portavoce del Ministero degli Esteri
cinese nel corso di un consueto incontro-stampa. Poi ha aggiunto
"Abbiamo presentato agli Stati Uniti denunce sollecitandoli a non
permettere che il Dalai possa impegnarsi in attività separatiste
negli Stati Uniti".
Il Papa parla cinese – Nel mese
di marzo 2009 è stata inaugurata la
nuova
sezione in cinese del sito web ufficiale della Santa Sede. Basterà
andare su www.vatican.va
per accedere così da tutto il mondo ai testi di Benedetto XVI in
cinese, presentati nei caratteri sia tradizionali che semplificati.
Un bel colpo per comunicare direttamente con un bacino di 1 miliardo
e 500 mila potenziali fedeli quale è la Cina, senza contare
l'esercito degli espatriati che, pur vivendo e lavorando all'estero,
hanno certamente più facilità a connettersi attraverso la propria
madrelingua piuttosto che l'inglese o altro (il sito della Santa
Sede “parla” già oggi italiano, inglese, francese, spagnolo,
tedesco, portoghese e latino). Ma sarà davvero così? O la censura
finirà per creare problemi? Sarebbe bello saperlo da là, dalla Cina.
Quindi, se c'è qualcuno che ci legge da Pechino o altrove e può
darci questa informazione in tempo reale, provando a entrare nel
sito della Santa Sede dopo lo sdoganamento della sezione in cinese e
verificarne il libero accesso....
Numero 15 - Aprile
2009
Cina - Pechino si è impegnata per i diritti umani –
Ansa 15/4/2009 - Il 13 aprile, dall’Ufficio informazioni del
Consiglio di Stato è stato rilasciato il "Piano di Azione Nazionale
per i Diritti Umani (2009-2010)". Questa è la prima volta che la
Cina si trova ad attuare un piano di questo tipo, ha riferito il
settimanale Nanfang Zhoum ou.
Questo documento di 22000 caratteri cinesi chiarisce gli obiettivi e
le misure specifiche del governo cinese per lo sviluppo e la tutela
dei diritti umani, dei diritti economici, sociali e culturali, i
diritti civili e politici dei cittadini, i diritti delle minoranze
etniche, donne, bambini, anziani e disabili. Il piano prevede
inoltre la coscienza per i diritti umani, l'adempimento degli
obblighi internazionali, scambi internazionali e cooperazione nel
campo dei diritti umani. La Cina è stata spesso criticata dalla
comunità internazionale per la sua mancanza di libertà di
espressione e di religione. Il governo cinese respinge tali critiche
in nome della necessità di tutelare il diritto alla vita e allo
sviluppo delle persone. Secondo il giornale Lianhe Zaobao a
Singapore, la Cina ha scelto quest'anno di adottare politicamente
sensibili piano d'azione in materia di diritti umani. Tuttavia,
questo documento non dimostra pienamente che il partito comunista
cinese voglia espandere la libertà politica. Nonostante le critiche
che lo circondano, il piano è stato accolto da alcuni intellettuali
cinesi che ritengono un segnale incoraggiante per la protezione dei
diritti umani, perché la consapevolezza di tali diritti è ancora
molto bassa nel paese.
(Da Nanfang Zhoumou)
Cambogia – La
Diffusione del Dharma alle masse
– (14/4/09) Phnom Penh, Cambogia.
Nello studio
di
registrazione ufficiale della stazione radio di Wat Bo, 106,25 FM,
che è dotato di aria condizionata, insonorizzazione e pieno di
gadget, c’è il Venerabile Vong Savuth che, nonostante le sue
tradizionali vesti zafferano, è a suo agio in questa struttura della
tecnologia moderna, da dove si diffonde il dharma attraverso le onde
radio. "Se generosi laici, monaci buddisti e donne, desiderano
partecipare a questo programma", egli dice in khmer, "è possibile
chiamarci. Il nostro argomento di oggi è 'giovani
tossicodipendenti'. Anche se il contenuto può variare notevolmente,
dalla discussione sui cambiamenti climatici alle osservazioni su ciò
che fa un buon coniuge, gli argomenti di Vong Savuth hanno un
singolare obiettivo: di esaminare i problemi del comune cambogiano
attraverso la lente degli insegnamenti del Buddha e rendere tali
insegnamenti accessibili per i giovani. "Alcune parti del dharma
sono così difficili", dice Vong Savuth "In Cambogia, il 99 per cento
della gente rispetta il Buddismo, ma la maggior parte di essi non
capisce il dharma - A volte, perfino io non lo capisco. Ma esso è
per tutti". Per illuminare i difficili concetti buddisti, Vong
Savuth ha imparato a sfruttare al meglio un semplice, chiaro parlare
e uno stile di insegnamento molto utile. "Molte persone non sanno
leggere" dice, spiegando il suo ricorso alla radio, che amplia il
suo potenziale pubblico a chiunque disponga di una radio. Questo
approccio più equanime di trasmettere la saggezza buddista è
particolarmente importante per Vong Savuth, considerato che per lui
è stato molto difficile ottenere una buona formazione. Vivendo in un
agriturismo nelle zone rurali della provincia di Stung Treng, Vong
Savuth per andare a scuola doveva viaggiare per 8 chilometri ogni
giorno e guadare diversi fiumi lungo la strada. A 17 anni, entrò nel
monastero, in quanto era l'unica via praticabile per perseguire
stati più elevati di apprendimento. Oggi, Vong Savuth è diventato un
DJ, andando in onda in diretta ogni giorno dalle 11:45 alle 12:30
pm. La trasmissione inizialmente era un progetto per lo sviluppo del
Buddismo, da parte di una ONG locale, e Vong Savuth venne chiamato a
cachet per parlare con il pubblico. Poi, il programma è diventato
così popolare che l'abate del monastero, Pin-Sem, ha iniziato una
campagna per costruire nel monastero la propria stazione radio, che
sarebbe in grado di riservare più spazio alle fasce orarie di
trasmissione del Dharma, piuttosto che alle notizie di politica del
governo date dalla pubblica stazione.
Panchen Lama: è morto il «vero» resta quello «cinese»-
PECHINO
«Il Panchen Lama scelto dagli
inviati del Dalai Lama è morto. Quello indicato dalla Cina è oggi
l'unico Panchen Lama». Le parole di Yoichi Shimatsu risuonano
durante una lunga tavola rotonda che la scuola di giornalismo e
comunicazione dell'università Qinghua di Pechino, una delle più
prestigiose del Paese, ha dedicato alla questione tibetana. St udiosi
cinesi e occidentali e un paio di corrispondenti di giornali
stranieri (tra cui il Corriere) riuniti per un dibattito dove di un
tema cruciale si è discusso con una libertà normalmente impensabile.
E che si trattasse dell'ateneo dove nel 1964 si laureò in ingegneria
il presidente Hu Jintao aggiunge spessore all'eccezionalità
dell'incontro. Ebbene, è qui che Shimatsu, documentarista e già
direttore del Japan Times Weekly, ha scandito la sua verità sulla
fine dell'11° Panchen Lama, Gedhun Choekyi Nyima, riconosciuto dal
Dalai Lama nel 1995, quand'era bambino. Allora le autorità cinesi lo
misero sotto tutela, lo nascosero facendone «il più giovane
prigioniero di coscienza del mondo», denunciarono le ong per i
diritti umani. I cinesi reagirono scegliendo a loro volta un Panchen
da crescere leale a Pechino. Gedhun Choekyi Nyima avrebbe vent'anni,
oggi. «Ma è morto da tempo. Di malattia: cancro o leucemia»:
Shimatsu aggiunge che la notizia della sua scomparsa «è stata tenuta
nascosta da tibetani e cinesi per lo stesso motivo, salvare la
faccia. La Cina per non rivelare che le fosse morto fra le mani un
bimbo che aveva in custodia. Il Dalai Lama e i suoi per non perdere
il "loro" eletto e non ammettere che il leader buddhista avesse
fallito, indicando un bambino morituro». La notizia non è
verificabile né da parte tibetana né cinese. Il bambino non è mai
riapparso, al punto che voci incontrollate di un decesso erano già
circolate. Shimatsu però assicura: «La mia fonte è certa. È la
diplomazia di un Paese occidentale non europeo e di sinistra che, su
invito di Pechino, inviò invano medici per tentare di salvare il
piccolo. Tutto vero».
Questa
notizia era girata giorni fa, ma poi si è scoperto che era un FALSO.
O almeno, che è stata fatta girare ad arte dal Governo Cinese….
Dunque, il dubbio resta…
Numero 14 -
Aprile 2009
TIBET: CONDANNE A
MORTE PER RIVOLTA – (ANSA) - Un tribunale
sino-tibetano ha condannato a morte quattro persone
responsabili di aver appiccato "fatali incendi"
durante le proteste di Lhasa il
14 marzo del 2008. Lo ha riferito l'agenzia
ufficiale "Xinua". Nei roghi, secondo quanto
riferito dal governo cinese, morirono 18 persone e
un poliziotto. Due delle quattro condanne a morte
sono state sospese, nel senso che verranno
riconsiderate tra due anni. Gli incidenti nella
repubblica autonoma iniziarono 4 giorni prima,
quando centinaia di monaci manifestarono per
ricordare la rivolta anticinese del 1959. E' la
sentenza più dura emessa finora dai tribunali di
Pechino, dopo le sommosse anti-cinesi che nel marzo
2008 sconvolsero Lhasa e tutta la regione. Altri tre
imputati hanno ricevuto l'ergastolo. L'annuncio è
stato dato ieri dall'agenzia stampa governativa,
Nuova Cina. I condannati sono stati riconosciuti
colpevoli di aver partecipato ad assalti e violenze
nel corso delle quali sono morti alcuni cinesi del
ceppo etnico Han, maggioritario nella Repubblica
Popolare. L'apice degli scontri fu nelle giornate
del 14 e 15 marzo, quando a Lhasa furono dati alle
fiamme diversi negozi gestiti da immigrati Han. E'
con quegli episodi che viene giustificato il ricorso
alla pena capitale. Di uno solo dei condannati è
stato annunciato il nome: si tratta di Losang
Gyaltse, accusato di aver incendiato un negozio di
abbigliamento provocando la morte del proprietario
Zuo Rencun. Il 14 e 15 marzo 2008 il governo fu
colto alla sprovvista dalla virulenza e dalla rapida
diffusione delle proteste che dilagarono in tutto il
Tibet. Le autorità ripresero il controllo inviando
colonne dell'esercito e reparti speciali
anti-sommossa da tutta la Cina. Ma il danno
d'immagine era fatto e la questione tibetana fu una
spina nel fianco durante tutti i preparativi dei
Giochi di Pechino: il viaggio della fiaccola
olimpica in Europa e negli Stati Uniti venne turbato
da manifestazioni pro-Tibet. Il governo cinese reagì
accusando il Dalai Lama di avere incitato le
violenze con un disegno secessionista. Da allora
l'offensiva per la normalizzazione del Tibet è
andata avanti in due direzioni. All'interno, la
polizia cinese ha compiuto migliaia di arresti, ivi
compresi nei monasteri buddisti dove molti religiosi
sono stati deportati in campi di lavoro e soggetti
alla "rieducazione ideologica". A febbraio, 76
prigionieri hanno già ricevuto sentenze definitive,
da tre anni di carcere all'ergastolo: i processi si
sono sempre svolti a porte chiuse, e gli imputati
non hanno diritto alla difesa. La caratteristica
segretezza del sistema giudiziario cinese è stata
rafforzata dall'isolamento del Tibet, chiuso per un
anno agli osservatori stranieri. Altrettanto
implacabile è stata la diplomazia di Pechino
nell'isolare il Dalai Lama nel mondo. Ogni paese che
ha osato dare udienza al leader tibetano in esilio è
stato oggetto di dure condanne e minacciato con
pesanti ritorsioni. Molti si sono piegati, vista la
potenza economica della Repubblica Popolare.
L'ultimo caso è stato quello del presidente francese
Nicolas Sarkozy. L'anno scorso i cinesi fecero
saltare un vertice bilaterale con l'Unione Europea
per "castigare" Sarkozy dopo la visita del Dalai
Lama in Francia. Al vertice del G/20 a Londra il
presidente francese ha incontrato il suo omologo
cinese Hu Jintao e ha sottoscritto una dichiarazione
sull'appartenenza del Tibet alla Repubblica
Popolare, un gesto che la stampa di Parigi
interpreta come una umiliante sottomissione.
FRANCIA: POLEMICHE PER CRISTO SU SEDIA ELETTRICA-
Parigi, 14.04.09: Polemiche ha suscitato durante
le festività pasquali l'esposizione di una scultura
di Cristo morto su una sedia elettrica, e non sulla
croce, nella cattedrale di Gap, nel sud della
Francia. Intitolata 'Pieta' ' - in italiano - la
scultura, opera dell'
artista britannico Paul Fryer, ha suscitato vive
reazioni, "in maggioranza positive", ha osservato il
vescovo della diocesi, mons. Jean-Michel di Falco.
"Questa opera non lascia indifferenti, ma parlare di
polemica è falso", ha detto il religioso. Commenti
di fedeli e visitatori - accanto alla foto della
scultura - sono pubblicati sul sito della diocesi di
Gap e sono in gran parte favorevoli all'iniziativa.
"La croce non era l' equivalente, all'epoca romana,
della sedia elettrica?", si chiede uno dei fedeli.
Un altro osserva: "Oggi entriamo in una chiesa senza
neanche guardare Cristo sulla croce. Alloro dico
grazie a mons. di Falco di svegliarmi". Ci sono
anche voci discordanti: "L' esposizione di quest'
opera non ha il suo posto in una cattedrale il
Venerdì Santo". Oppure: "Se è arte, avrebbero potuto
metterla da qualche altra parte"..
Numero 13 - Aprile
2009

Guinnes
dei primati/ La donna dai capelli più lunghi del
mondo: Martedí
31.03.2009
16:19 - Xia Aifeng, donna Cinese di 36 anni non si è
tagliata i capelli per 16 lunghi anni e ora si
ritrova con una
folta chioma lunga ben 2.42 mentri rispetto alla sua
modesta altezza (1,62 metri circa). Molti
affermano che la donna
impieghi almeno un ora per riuscire a lavarli ed
asciugare tutti i capelli, come è possibili
osservare dalle foto, la donna cinese è costretta a
salire su un piano rialzato per poter pettinare la
sua lunga chioma.
Ultime Notizie : SS il Dalai Lama incontra gli
scienziati per Dialoghi su Mente e Vita -
Dharamsala, HP, India,
6 aprile 2009 - (Phurbu Thinley, Phayul.com) -
Scienziati e studiosi occidentali e noti accademici
si sono ancora una volta incontrati nella città
settentrionale indiana di Dharamsala, sede del
Governo in esilio del 14° Dalai Lama del Tibet,
durante i cinque giorni di presentazione e dialoghi,
facenti parte di una serie
di
conferenze su "Mente e Vita". Dopodichè insieme a
Sua Santità il Dalai Lama, essi hanno visitato i
vari siti religiosi nella capitale indiana. Il
giorno dopo, insieme con un gruppo di rappresentanti
indiani egli ha pregato con i vari membri di altre
fedi religiose, in occasione del 50° anniversario da
quando egli mise piede sul suolo indiano, e questo è
anche stato commemorato dal governo tibetano in
esilio con una manifestazione chiamata "Giorni del
Ringraziamento all’India". Durante questo incontro,
Sua Santità ha detto: “ Carissimi Fratelli e
Sorelle, il Tibet è la terra delle nevi che si trova
al di là dell’Himalaya a nord dell’India, la Terra
degli Arya. Buddha Shakyamuni benedisse questa terra
e profetizzò che li sarebbe avvenuta la diffusione
del Buddhadharma. Qui si trovano il Monte Kailash e
il Lago Manasrovar, che sono considerati sacri dalle
principali tradizioni religiose dell’India. Il Tibet
è ove hanno origine i quattro grandi fiumi che
affluiscono in India e che poi si gettano nei grandi
oceani. Geograficamente, esso è considerato
l’Altopiano Indiano, che molti grandi maestri
Indiani riferironoi come il cielo dei Trenta-tre,
(Trayastrimshadeva).
Numero 12 - Aprile
2009
Tra
gli esuli tibetani, emerge un nuovo "Buddha vivente"
- di Alistair Scrutton e Abhishek Madhukar - E' un
"Buddha vivente" e ha un iPod, il 23enne possibile
successore del Dalai Lama che potrebbe colmare il
vuoto tra i leader tradizionali del Tibet da un
lato, e la nuova generazione tibetana e la Cina
dall'altro. Il Karmapa Lama, fuggito dal Tibet in
India nove anni fa, crede che sia giunto il momento
che i tibetani si rinnovino per sopravvivere. "Il
Tibet ... ha sviluppato per molte generazioni il suo
modo di pensare, uno stile di vita piuttosto
obsoleto", ha detto Karmapa a Reuters in una rara
intervista dalla sua casa nella città indiana di
Dharamsala, dimora di molti tibetani esuli. "C'è un
vuoto tra la mentalità tibetana tradizionale e i
giovani di oggi ... e questo rappresenta un enorme
problema", ha spiegato, con l'aiuto di un
traduttore. "Sento che io potrei essere l'anello di
congiunzione". Inoltre sono molte le speculazioni
secondo cui il Dalai Lama, 73enne che quest'anno
celebra il 50esimo anniversario della sua fuga dalla
Cina in India, stia per nominare un successore. Ed è
il Karmapa, con la sua combinazione di carisma,
intelletto e giovane età, quello di cui si parla di
più. Nonostante la sua educazione classica tibetana,
si distingue dai suoi predecessori: dice di avere un
iPod e la Play Station, e gli piacciono i film di
Indiana Jones. Il Karmapa per di più è riconosciuto
sia dai tibetani che da Pechino, a differenza del
Dalai Lama che secondo
la Cina ha fomentato una rivolta violenta. "Ha
lavorato con i cinesi. I cinesi non sono stranieri
per lui", ha detto Jeremy Russell, insegnante di
inglese del Karmapa. "Non cova del risentimento nei
loro confronti, ma li vede come parte del
paesaggio". I monaci, che stanno cercando segnali
della rinascita del Lama, hanno scelto questo figlio
di nomadi come 17esima reincarnazione della setta
Kagyu quando aveva sette anni. La sua fuga da un
monastero tibetano per attraversare a piedi e a
cavallo l'Himalaya fino in India gli ha anche fatto
guadagnare il rispetto degli esuli, inclusi alcuni
radicali delusi dal fallimento del Dalai Lama nel
conquistare l'autonomia del Tibet. "Ha scelto di
abbandonare i privilegi che avrebbe avuto sotto la
dominazione cinese. La sua fuga dal Tibet lo ha reso
un eroe agli occhi dei tibetani, ed è stata vista
come un deliberato atto di opposizione ai cinesi",
ha detto Tsering Shakya, un importante professore
tibetano. Per altre news visitate il sito
www.giotibet.com.
HACKER CINESI IN AZIONE -
Una
rete di hacker cinesi si sarebbe infiltarata in 1300 computer di 103
paesi differenti. Rovistavano tra documenti top secret degli uffici
governativi di mezzo mondo e secondo alcuni ricercatori
dell'Università di Toronto con il coinvolgimento diretto del governo
di Pechino. La notizia arriva dal New York Times ma immediata è
arrivata la smentita dei cinesi. «Sono vecchie storie e vecchie
sciocchezze - ha detto il portavoce del console cinese a New York,
Gao Wenqi -. Il nostro governo è contrario e proibisce severamente i
crimini informatici». Nella rete degli hacker è caduto anche il
Dalai Lama. Il computer della guida spirituale, infatti, era
controllato dalle "spie virtuali" e non a caso dopo un invito e-mail
mandato dal Dalai Lama a un diplomatico straniero il governo cinese
ha chiamato il diplomatico scoraggiando la visita. Hacker molto
esperti, dunque, che tra le altre cose sono riusciti, grazie ad un
elaboratissimo software, ad azionare la telecamera e i sistemi di
registrazione audio del computer vittima consentendo di vedere e
sentire cosa succedeva nella stanza controllata. (ANSA 30/3/09)
Numero 11 - Marzo
2009
La Cina vuole
trasformare
Lhasa
in una metropoli (ANSA – 21.03.2009)- La Cina ha
varato un piano per «ridisegnare» Lhasa (nella
foto), capitale del Tibet, in modo da farne per il
2020 «una moderna metropoli». Così Pechino vuole
sfidare le antiche tradizioni impersonate dal Dalai
Lama. Una Protesta su Facebook… Cari Amici,
Sono estremamente grato a tutti i membri che hanno
aderito al gruppo di ‘I LOVE TIBET!’ Essere amici
del Tibet è molto importante per sapere ciò che
accade all'interno del Tibet e come i Tibetani
vivano in sofferenza! Personalmente, io faccio la
pratica di compassione con il pensiero che i nemici
o gli avversari sono per me il più grande maestro,
come Sua Santità ci insegna, ma oggi ho pianto e ho
gridato nel vedere una tale brutalità così tanto
disumana. Sono sconcertato per tutto questo e sento
una profonda tristezza e dolore. (P.S. - C’era un
video che purtroppo è stato rimosso il giorno dopo…)
Tibet, arrestati 95
monaci buddisti dopo l'attacco a una caserma – (ANSA)
PECHINO ( 23 marzo) - La
polizia cinese ha arrestato 95 monaci tibetani del monastero di
Ragya, in una zona a maggioranza tibetana della provincia del
Qinghai, dopo che la folla aveva attaccato una caserma.
Nell'attacco, avvenuto il 21/3, alcuni funzionari di polizia sono
stati «feriti in modo leggero», secondo l’agenzia NuovaCina. Appena
una settimana fa erano stati arrestati 100 monaci, o meglio, portati
via dal loro monastero «per un periodo di studio». Lo studio,
secondo quanto denuncia un gruppo filo-tibetano basato in Gran
Bretagna, si svolge di solito in una caserma o in una prigione
militare e consiste in sessioni di «educazione» sulla politica del
Partito Comunista Cinese. Secondo la Campagna Internazionale per il
Tibet, i monaci durante una manifestazione del 25 febbraio avevano
chiesto alle autorità cinesi di «riconoscere la volontà del popolo
tibetano» e ritorno del Dalai Lama. A dare il via alla pro-testa di
sabato scorso, invece è stata la vicenda di un monaco di Ragya di 28
anni, Tashi Sagpo, arrestato dopo che nella sua stanza erano stati
trovati una bandiera tibetana e del materiale di propaganda
anticinese. Portato al commissariato, il giovane sarebbe
rocambolescamente riuscito a darsi alla fuga. Da questo punto in poi
le versioni di Nuova Cina e dei militanti tibetani divergono.
L'agenzia afferma che il giovane si è dato alla fuga con l'aiuto di
altri monaci, mentre in un sito legato al movimento tibetano si
sostiene che si è buttato nel vicino fiume Machu, annegando.
L’organo cinese precisa che sei monaci sono stati arrestati dalla
polizia e che altri 89 «si sono arresi». In un altro atto di
protesta, sempre nella Prefettura di Golok, una rudimentale bomba è
stata lanciata senza fare vittime contro una caserma della polizia.
Nella vicina provincia del Sichuan, in un'altra aerea a popolazione
tibetana, quella di Aba, un monaco ha tentato di darsi fuoco per
protesta alla fine di febbraio ed è stato bloccato dalla polizia
cinese. Dalla prima settimana di marzo quasi tutte le aree a
popolazione tibetana della Cina - la Regione Autonoma del Tibet e le
aree tibetane del Qinghai, del Sichuan e del Gansu - sono
strettamente controllate dalle forze di sicurezza cinesi, che
impediscono le visite agli osservatori indipendenti.; ;
OSLO
(23 marzo) - Il comitato del Nobel per la Pace ha annunciato oggi
che rinuncerà a partecipare ad una conferenza in Sudafrica se il
governo di Pretoria non tornerà sui suoi passi rispetto alla
decisione di negare il visto al Dalai Lama (premio Nobel per la pace
nel 1989), che avrebbe dovuto prendere parte all'evento. «Il
comitato dei Nobel norvegese non parteciperà in nessun modo alla
conferenza, accanto ai premi Nobel per la Pace, se le autorità
sudafricane non revocano il loro rifiuto a rilasciare il visto al
Dalai Lama», ha detto Geir Lundestad, segretario generale per lo
stesso comitato del Nobel con base a Oslo. Il Dalai Lama avrebbe
dovuto partecipare il prossimo venerdì a Johannesburg ad una
conferenza dei Nobel per la pace insieme ai «padroni di casa»,
Desmond Tutu, Nelson Mandela e F.W. de Klerk e al mediatore Onu
Martti Ahtisaari, con al centro il tema del calcio come strumento
contro il razzismo e la xenofobia, in vista appunto dei mondiali nel
2010. «Il mondo guarda al Sudafrica che ospiterà la Coppa del mondo
2010 e noi non vogliamo che nulla possa perturbarne il messaggio».
Oggi il Sudafrica ha riconosciuto di aver negato al Dalai Lama il
visto d'ingresso in quanto la sua presenza «non sarebbe
nell'interesse del Paese».
Numero 10 - Marzo
2009
Tibet,
bombe molotov contro la polizia cinese
- I Tibetani tornano in piazza alla vigilia del 50esimo anniversario
della rivolta fallita contro Pechino (che portò alla fuga del Dalai
Lama in India). Nella provincia occidentale di Qinghai decine di
persone hanno protestato contro il fermo di un uomo a un posto di
blocco delle forze dell’ordine cinesi. Durante la manifestazione
alcune molotov sono state lanciate contro auto della polizia e mezzi
dei vigili del fuoco, senza causare vittime. A Dharamsala, la città
indiana dove ha sede il governo tibetano in esilio, per domani è in
programma una manifestazione di 10mila attivisti pro-Tibet
nonostante gli appelli alla moderazione del Dalai Lama.
Stando
ad attivisti tibetani e abitanti del luogo, Aba e' stata
recentemente teatro di proteste da parte di monaci tibetani, tra cui
un tentativo di darsi fuoco da parte di un giovane bonzo. I gruppi
pro-Tibet hanno hanno inoltre denunciato ieri che le forze di
sicurezza hanno circondato il monastero tibetano di Sey sempre nella
provincia di Aba dopo una manifestazione dei bonzi domenica contro
la repressione cinese. Tibet, arrestati 100 monaci e due reporter
italiani- Sale la tensione per il
Capodanno tibetano, scontri e manifestazioni. Fermati due cronisti
italiani. Arrestati anche un centinaio di monaci buddisti di un
monastero nella provincia cinese di Qinghai.
Lo scorso 25 febbraio avevano
organizzato una marcia di protesta contro il regime…
Giappone,
arrestato ladro di statue buddiste sacre: «rubavo per pregare in
casa tutti i giorni»-
(ANSA) Così devoto da portarsi le statue dei templi a casa. Itsuo
Abe, un imprenditore giapponese di 59 anni, è stato arrestato per il
furto di una antica statua, risalente all’era Edo (1603-1867), da un
famoso tempio buddhista di Kyoto (nella foto il tempio Kingakuji
sempre a Kyoto), l’antica capitale imperiale del Giappone. Alla
polizia, che nel suo appartamento ha trovato altre 20 statue sacre e
tre dipinti antichi spariti da altri templi negli ultimi mesi,
l’uomo ha dichiarato di aver compiuto i furti per «poter pregare in
casa tutti i giorni al cospetto delle sacre immagini».
Ricostruzione
del nuovo gompa di Pomaia -
In attesa della conclusione della pratica con l’assicurazione, si
sta preparando il progetto da presentare in comune per la
ricostruzione e poter così dare avvio ai lavori. Per la prima volta
da moltissimi anni non si è potuto celebrare il Losar nel gompa di
Lama Tzong Khapa, un luogo che ha rappresentato così tanto per
ognuno di noi …. il cuore dell’istituto. Come richiesto da Sua
Santità il Dalai Lama quest’anno più che una festa è stato un
momento di raccoglimento, di meditazione e di preghiera. Nel suo
tradizionale messaggio ai tibetani in occasione dell’inizio del
nuovo anno Bue-terra del 17 ciclo di Rabjung nell'anno regale 2136
ha detto tra l’altro: “Ammiro la determinazione presa dai tibetani,
dentro e fuori il Tibet, di non dedicarsi ad attività celebrative
durante questo capodanno. Piuttosto, ognuno dovrebbe utilizzare
questo periodo per abbandonare le azioni non-virtuose e dedicarsi
alle azioni virtuose, affinché tutti coloro che hanno sacrificato la
propria vita per la causa tibetana, inclusi coloro che hanno perso
la vita nei tragici eventi dell'anno scorso, possano avere una
rapida realizzazione della buddhità tramite successive rinascite nei
reami superiori. La dedica è anche per coloro che attualmente sono
sottoposti a sofferenze, in modo tale che possano avere
immediatamente gioia e libertà. Attraverso una tale accumulazione di
merito collettivo, dovremmo lottare tutti per una rapida soluzione
della giusta causa tibetana”. Nel frattempo si sono conclusi i
lavori di smaltimento delle macerie e il cortile dell’istituto è
tornato agibile, così abbiamo potuto partecipare alla benedizione
delle bandierine tutti insieme e con lo spazio ripulito, come segno
di buon auspicio per il nuovo anno.
Stupa
per il veloce ritorno di Ghesce Ciampa Ghiatso -
Secondo i consigli dati da Lama Zopa
Rinpoche per il veloce ritorno del nostro prezioso e amatissimo
Maestro Ghesce Ciampa Ghiatso vanno costruiti due stupa. Dal Nepal è
in arrivo lo stupa piccolo chiamato “Girare la ruota del Dharma”
fatto di rame e decorato con oro e argento, chi lo ha visto ha detto
che è molto bello, fatto con devozione, appena sarà in Istituto ve
lo comunicheremo. Lo stupa grande chiamato “Namgyalma” (Stupa della
Vittoria) andrà costruito all’Istituto, vi ricordiamo che stiamo
raccogliendo i fondi necessari, se volete contribuire potete farlo
secondo le modalità indicate più avanti (causale: Stupa di Ghesce
Ciampa Ghiatso).
Numero 09 - Marzo
2009
Calendario uff iciale
degli insegnamenti del Dalai Lama - Sua Santità il Dalai Lama, per
nostra fortuna, viaggia molto e dà molti insegnamenti pubblici, sia
in India che nel resto del mondo, e quindi in Europa. Il calendario
ufficiale dei Suoi tours viene pubblicato con largo anticipo sul
nuovo, e bellissimo, sito www.dalailama.com, alla sezione
"Schedule", dove troverete anche i link ai siti degli organizzatori
dei singoli eventi. Chi abbia in animo di mettersi in cammino, tenga
presente che in linea di massima ogni anno si può contare su: un
insegnamento o iniziazione nel periodo di Natale, spesso a Bodhgaya
(India); i Monlam Teachings, quindici giorni di insegnamenti in
marzo a Dharamsala (India); un tour negli Stati Uniti in luglio –
agosto; uno - due tours europei, spesso nella tarda primavera o in
autunno. Nella pagina "Tours europei" troverete raccolte, man mano
che pervengono, notizie ed informazioni pratiche sugli insegnamenti
in programma in Europa: come iscriversi, come arrivare, dove
alloggiare, se è prevista la traduzione italiana…Segnaliamo un
progetto che forse potrà decollare in futuro: Andiamo insieme?: per
chi non avesse voglia di organizzarsi da solo. (Notizie anche sulla
sezione ‘EVENTI’ del nostro sito…
ULTIM’ORA….IL MIO
MAESTRO, GHESHE SONAM CHANCHUB, HA LASCIATO IL CORPO…Il giorno 8
marzo 2009 alle ore 14.00 il Venerabile Ghesce Sonam Cianciub ha
lasciato il corpo. La sua malattia non era peggiorata, non ha
sofferto, si
è
spento come se stesse dormendo. Negli ultimi 3 giorni ha parlato
poco, ma poco prima erano andati a trovarlo molti Monaci anziani che
hanno conversato a lungo con Lui. Nell’ultimo messaggio che abbiamo
ricevuto da Ghesce La il 18 febbraio, ci ha raccomandato di
pubblicare al più presto il Lam.Rim. Il fatto che sia morto nella
prima metà del primo mese dell’anno tibetano è un ottimo auspicio.
La sua casa è piena di Monaci che pregheranno per tutta la notte,
recitando anche i testi radice: Madyamakavatara e Abisamayalankara.
Noi possiamo accendere lumini e recitare la Guru Puja, la lode
dell’Interdipendenza ed il Mantra di Lama Tzong Khapa che Lui amava
tanto: (quello che inizia con MIME TZEUE TERCEN CENRESIG).
MESSAGGIO DI KENSUR RIMPOCHE A TUTTI I DISCEPOLI DI GHESCE SONAM
CIANCIUB
Ci raccomanda di non disperarci e non preoccuparsi, tutti dovremo
morire un giorno e ciò che è importante è sapere che durante la vita
non abbiamo compiuto azioni negative ed abbiamo lavorato per il
Dharma e per il bene di tutti gli esseri come ha fatto Ghesce Sonam
Jangchub la. Rimpoche dice che pensando alla vita di Ghesce La, può
concludere che non ha fatto nulla di negativo e che ha fatto tanto
per i suoi discepoli e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Già
da giovane era quello tra i 7 fratelli che ha aiutato di più e
ascoltato di più la mamma e in seguito ha sempre dato un grande
aiuto alla famiglia e queste azioni positive sono una grande
accumulazione di merito.Come preghiere ci raccomanda di recitare la
Guru Puja, Gaden Lha Gyema (che è la versione breve della Guru Puja)
e il mantra “Mime Tseue”, tutti dedicati a Lama Tzong Khapa. Queste
preghiere sono la miglior causa per poter rinascere nella terra pura
di Tushita. Preghiamo che Ghesce Sonam Jangchub La possa rinascere
a Tushita e che anche noi possiamo in futuro rinascere lì e
incontrarlo a Tushita. La Terra Pura di Tushita è la dimora di
Buddha Maitreya, dove da insegnamenti di Dharma, ed è anche la
dimora di Lama Tzong Khapa e della maggior parte dei Maestri della
tradizione Kadampa. Rimpoche ha detto che se preghiamo in questo
modo per Ghesce La, le preghiere saranno particolarmente efficaci,
perché noi discepoli abbiamo un legame speciale con Lui proprio
perchè è il nostro Maestro. Pregheranno per lui anche tutti i Monaci
a Gaden, assemblati per l'occasione dei festeggiamenti della Grande
Preghiera di questo primo mese dell'anno, detto mese dei Miracoli.
Inoltre Rimpoche chiederà anche ai Monaci del monastero Tantrico di
Gyume di fare delle preghiere. Rimpoche ha detto che ci accompagnerà
con i suoi pensieri nelle nostre preghiere quando pregheremo e
reciteremo i mantra.
Numero 08 - Marzo
2009
La Cina si aspetta che il Tibet
festeggi…, - Segnalazione da Pechino di Barbara Demick
23/02/2009 Kyodo News -
Invece
di pianificare le festività per il loro amato Losar (Festa dell’Anno
Nuovo), i Tibetani vogliono protestare contro la sovranità Cinese,
per ricordare coloro che sono morti negli ultimi anni. Ma Pechino ha
altre idee. Il governo cinese vuole mandare un saluto per il nuovo
anno dei tibetani: Celebrazioni, o altro. Il Capodanno Tibetano, o
Losar, è normalmente la festa più importante dell'anno, in cui i
tibetani bruciano l’incenso, fanno cibi speciali e sparano i fuochi
d'artificio. Ma quest’anno, i Tibetani hanno dichiarato una
moratoria per non celebrare la festività, dicendo invece di voler
osservare un periodo di lutto per le persone uccise lo scorso anno,
durante le proteste contro la sovranità cinese. La festa, che di
solito dura 15 giorni, dovrebbe cominciare mercoledi 25 febbraio e
più essa si avvicina e più le tensioni sono in aumento. Nelle ultime
settimane, il governo cinese ha chiuso grandi fette di territorio
Cinese Occidentale per i visitatori stranieri - non solo lo stesso
Tibet, ma anche parti delle province con grandi popolazioni
tibetane. Quasi un anno dopo le violente manifestazioni che hanno
fatto più di 120 morti, i tibetani stanno cercando una nuova tecnica
per una protesta non violenta. "Say No to Losar", “Dì No al Losar”
come è chiamata la campagna, è stato lanciata da gruppi di tibetani
a Dharamsala, in India, la sede del Dalai Lama in esilio. "Invece
della solita celebrazione segnata da canti, balli e altri
festeggiamenti, il silenzio sarà osservato e luci al burro si
accenderanno in templi e nelle case, per pregare per i defunti", è
stato annunciato il mese scorso in una dichiarazione. Tra i
Tibetani, però, vi è un vivace dibattito sulla campagna di
boicottaggio del Losar. La festa, che risale ai tempi pre-buddisti,
è la più amata nel calendario tibetano ed esige elaborati rituali e
raduni familiari con grandi pasti. Le famiglie tradizionalmente
fanno una zuppa di gnocchi speciali in cui si mescolano varie spezie
- pepe, sale, erbe – ed essi vi leggono l’oroscopo a seconda del
tipo di gnocco da loro scelto. "L'idea stessa che non ci sarà alcun
Losar, c’è da ammetterlo, è un po’ come eliminare il Natale in una
comunità cristiana", denuncia uno blogger tibetano. Oltre alla
tensione per il Losar, il prossimo mese sarà il 50° anniversario
della fallita rivolta anti-cinese, dopo che il Dalai Lama si rifugiò
in India. La data è tradizionalmente lo spunto per le proteste in
Tibet, e quest'anno potrebbe essere particolarmente tesa in quanto
il piano Cinese per l'occasione aveva pensato ad una celebrazione
per la liberazione dei Tibetani da ciò che essi chiamano "Giorno
dell’emancipazione dei servi della gleba". Il governo Cinese dice
che i Tibetani sono stati liberati dalla brutale schiavitù feudale.
Rimarranno molto male, per questo cambio di programma… Nicole Liu ed
Eliot Gao della sede di Pechino di ‘The Times' hanno contribuito a
questa relazione.
Cina, in tre si danno fuoco vicino a piazza Tienanmen -
PECHINO (25/2) - In occasione del ‘Losar’ il capodanno Tibetano, tre
persone si sono date fuoco oggi nel centro di Pechino, all'interno
di un'automobile. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina citando un
portavoce governativo. La fonte specifica che al momento non si sa
se i tre siano vivi o morti. Nessun commento sui motivi del gesto.
Anche se il luogo, a meno di un chilometro di distanza dalla celebre
Piazza Tienanmen, lascia aperta l'ipotesi di un gesto "politico".
Non è chiaro neppure se l'episodio sia da ricollegare al 'Losar', il
Capodanno tibetano che cade proprio oggi, a poco meno di un anno
dalla brutale repressione seguita alle proteste di piazza a Lhasa e
nel resto della regione himalayana
Numero 07 -
Febbraio 2009
Il
Dalai Lama riceve la cittadinanza di Roma - (ANSA) Roma, 9/2
-
Il
Dalai Lama ha ricevuto la cittadinanza onoraria in Campidoglio
conferitagli dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. 'Questo premio
della cittadinanza onoraria di Roma - ha detto il leader tibetano -
e' un ulteriore incoraggia-mento a sostenere l'azione non violenta,
mi dà coraggio e posso rinnovare la mia azione non violenta fino
alla morte'. L'ingresso del leader tibetano e' stato accolto da un
lungo applauso e grida di 'free Tibet'. Alemanno durante la
cerimonia ha lanciato un appello per ottenere la piena autonomia del
Tibet.
'La
sua presenza in questa sala, la sua venuta in Campidoglio,
rappresenta la nostra rivolta morale di fronte all'ingiustizia, alla
violenza, all'oppressione. Una rivolta morale a difesa
dell'identita' dei popoli e del diritto che ha ognuno di noi di
esprimere la sua spiritualita' e la sua cultura'.
Dura Protesta di
Pechino - (ASCA)
Pechino,10/2 - La Cina ha protestato ''con fermezza'' contro la
concessione della cittadinanza onoraria delle citta' di Roma e di
Venezia al Dalai Lama, il leader spirituale dei buddhisti tibetani.
Una portavoce del ministero degli Esteri ha anche avvertito delle
possibili conseguenze negative di tale atto sulle relazioni
bilaterali. ''Esprimiamo un forte malcontento e una ferma
opposizione'', ha detto ai giornalisti la portavoce. ''Speriamo che
l'Italia prenda sul serio le preoccupazioni cinesi e adotti
immediatamente misure efficaci per eliminare l'impatto negativo e
preservare il sano sviluppo delle relazioni bilaterali'', ha
aggiunto, senza precisare che tipo
di misure sono attese da Pechino. Pechino aveva bruscamente
annullato un summit Cina-Unione Europea lo scorso anno, contrariata
dall'incontro del presidente francese Nicolas Sarkozy col Dalai
Lama. Il Dalai Lama ha aggiunto: «In Tibet la tensione è sempre più
alta, al punto che è possibile che scoppi una rivolta»: il monito è
stato lanciato oggi dal Dalai Lama, in occasione di una visita nella
città tedesca di Baden Baden. Inoltre, un alto funzionario del
governo della Regione autonoma del Tibet, Nyima Cering, ha affermato
che 76 persone sono state condannate dalla magistratura per le
violenze che si sono verificate a Lhasa, capitale della Regione, il
14 marzo dell’anno scorso.
MIRACOLO IN CINA - E' nato con il cuore sullo
stom aco,
una rarissima malformazione: eppure, per miracolo, è ancora vivo,
nella meraviglia dei medici, ed ora è a casa con i suoi genitori. Il
bimbo dei miracoli è nato in Cina poco più di un mese fa: appena
vide la luce, i medici si resero conto della sua malformazione e, a
malincuore, dissero ai genitori che non sarebbe vissuto più di una
settimana. Ora Lee Chen, il padre, 36 anni, è intenzionato a far
operare il bambino per "rimettere il cuore a posto". Il piccolo è
uno di due gemelli, ma l'altro bimbo è perfettamente sano. "Io e mia
moglie godiamo di perfetta salute, non riusciamo a capire come sia
possibile che nostro figlio sia nato così - ha detto Lee - si può
vedere il cuore battere sotto la sua pelle. Abbiamo paura a farlo
dormire in un lettino perché potrebbe girarsi a pancia in giù e il
suo cuore potrebbe fermarsi. Ha bisogno di un'operazione, ma noi
siamo poveri e speriamo che qualcuno ci aiuti". L'operazione di cui
il bimbo avrebbe bisogno costerebbe all'incirca 35 mila euro.

ELUANA:
Eravamo già con lei, anche quando non si sapeva dove fosse
realmente la sua mente, e qualcuno costringeva il suo corpo a
restare imprigionato qui in questa dimensione. Ora, finalmente, se
ne è definitivamente andata verso la pace eterna…
Om Gate, gate, paragate, parasamgate, Bodhi Svaha!
Numero 06 -
Febbraio 2009
N OTIZIE
da POMAIA-
Carissimi tutti,
eravamo rimasti alle macerie... sembrava che tutto quello che fosse
rimasto erano delle travi carbonizzate, i muri anneriti e la base in
metallo che sosteneva l'altare, mentre iniziando il lavoro di
sgombero sono apparsi dei veri tesori: i bassorilievi di Cenresig a
Mille Braccia e di Buddha Maitreya che erano ancora alle pareti,
intatti, solo la vernice si era dissolta. Questi due buddha
sembravano sorridere dolcemente verso la nostra comunità, messa a
dura prova ancora una volta dall'impermanenza di tutto ciò che ci
circonda, dopo che solo quattordici mesi fa il nostro prezioso e
amato Maestro Ghesce Ciampa Ghiatso ci aveva lascia to.
Un gruppo di volontari ha iniziato a raccogliere tra le macerie le
pagine dei testi tibetani di Kangyur e Tengyur e i resti delle
numerose statue che una volta erano sull'altare. Le grandi statue di
argilla di Lama Tsong Khapa e dei suoi due discepoli e quella di
Lama Yesce sono ridotte in frammenti. Le parti superiori delle
statue di Buddha Shakyamuni e di Tara Bianca sono gravemente
danneggiate, mentre delle statue dei due discepoli del Buddha si
sono trovate solo le ciotole per l'elemosina. Curiosamente al cuore
del Buddha è stato ritrovato intatto un cioccolatino! La statua di
cartapesta di Ghesce Ciampa Ghiatso è sparita, ma il suo dongka
(tonaca), che si trovava all'interno, è in parte carbonizzato, ma
non impregnato dal forte odore di bruciato che ha pervaso tutto il
resto. Poi, poco a poco, si sono rivelati altri tesori che sono
rimasti intatti: una statua di Palden Lhamo, manca solo la sua mazza
(che ci auguriamo sia stata utilizzata contro le interferenze!);
tutte le 21 statue di Tara, che erano state offerte all'Istituto
dagli studenti alla fine del Basic Program nel 2007; le piccole
statue di Lama Tsong Khapa e dei suoi due discepoli e una piccola
statua di Amitayus offerta un anno fa all'Istituto da Gomo Tulku. Le
statue intatte vengono riportate alla loro bellezza iniziale con un
paziente e attento lavoro, ciò che rimane dei testi sacri
viene bruciato e vengono raccolte le ceneri che saranno utilizzate
per fare degli tsa-tsa, come indicato da Dagri Rinpoche, che, al suo
arrivo il giorno dell'incendio, ci aveva aiutato ad affrontare
l'accaduto, spiegandoci che, essendosi verificato l'incendio il 29
del mese tibetano (giorno in cui si fanno le pratiche per eliminare
le interferenze) dovevamo interpretarlo come un segno di
purificazione dalle interferenze e quindi, come risultato,
l'Istituto prospererà in futuro. Cogliamo l'occasione per
ringraziare quanti di voi continuano a sostenere con tanto
entusiasmo le iniziative per raccogliere i fondi necessari per
ricostruire ciò che è andato distrutto e per costruire un nuovo
gompa più grande e che porti gioia in ognuno di noi, come
consigliato da tutti i nostri Maestri. In particolare un grande
GRAZIE per tutti i messaggi di sostegno e incoraggiamento ricevuti!
Come sapete, tra poco inizierà il
nuovo anno secondo il calendario tibetano, sarà il 2136, segno del
bue di terra. E' usanza tibetana pulire e lavare tutto il giorno
prima, per iniziare il nuovo anno con i migliori auspici. Per
l'occasione viene rinnovato l'altare di casa e si cambia la kata
(sciarpa augurale bianca) che rimarrà poi per tutto il nuovo anno.
Il secondo giorno dei festeggiamenti si cambiano le bandierine di
preghiera appese alla porta o alla finestra e quelle vecchie vengono
bruciate. La kata viene anche usata per contornare quadri o tangke
di divinità e come gesto di benvenuto quando si incontra per la
prima volta un Maestro. Ora più che mai c'è bisogno dell'aiuto di
voi tutti, perché solo insieme potremo realizzare grandi progetti
per beneficiare tutti gli esseri. Grazie di cuore a tutti e
rinnoviamo l'appello ad aiutarci! Potete contribuire tramite:
Bonifico bancario: Cassa di Risparmio di Lucca,
Pisa, Livorno Filiale di Rosignano Marittimo- IBAN IT21 A
06200 25100 000000000048 - SWIFT: BPALIT3L - Intestato a: Istituto
Lama Tzong Khapa - causale: "gompa"
Oppure
con un versamento tramite PayPal
andando sul sito dell'Istituto
www.iltk.it - L'Istituto Lama Tzong Khapa, a norma del
D.Lgs. 196/2003, si impegna a proteggere
la riservatezza dei dati comunicati –
(Il CENTRO NIRVANA, tramite il nostro
Fabio, ha fatto una sottoscrizione tra i suoi (pochi) frequentatori
ed ha raccolto una somma, piccola ma dignitosa, che verrà inviata al
più presto all’Istituto Lama Tzong Khapa).

Il
caso Eluana Englaro e il tabù della morte
Noi siamo con
lei, ovunque sia… di sicuro, non più qui…
Cliccando su questa
URL, si può accedere ad un bellissimo video sulla Prajnaparamita in
Cinese…
http://www.youtube.com/user/nilavani
OM Gate Gate, Paragate,
Parasamgate Bodhi Svaha…
Numero 05 -
Febbraio 2009
Tibet/ Dalai Lama
ricoverato d'urgenza - 02.02.2009 - Ricovero
d'urgenza a New Delhi per il Dalai Lama: lo ha
annunciato dalla capitale indiana il portavoce del
leader spirituale dei buddhisti tibetani, secondo
cui il premio Nobel per la Pace 1989
è stato trasferito in o spedale
dopo aver accusato forti dolori alle braccia. Le
condizioni non sarebbero però gravi. Lo ha affermato
uno dei suoi portavoce, Chhime Chhoekyapa, secondo
cui il leader spirituale dei buddhisti tibetani
accuserebbe solo un "lieve disturbo" a un braccio.
"I medici hanno assicurato che non è assolutamente
grave", ha sottolineato il portavoce, "ma hanno
ritenuto fosse meglio sottoporlo a esami prima della
partenza per l'Europa, l'8 febbraio prossimo". Il
viaggio sembrerebbe dunque al momento rimanere
confermato. La prima tappa sarà a Roma, dove il
leader tibetano riceverà la cittadinanza onoraria.
Un altro rappresentante del 74enne premio Nobel per
la Pace 1989, Tenzin Takhla, ha aggiunto che questi
si trova nell'ospedale 'Apollo' della capitale
indiana, dove è subito stato sottoposto a check-up.
"Non siamo ancora in grado di affermare che cosa gli
sia successo, ma per domani è previsto che
ritorniamo a Dharamsala. Si tratta della cittadina
nel nord dell'India dove il Dalai Lama e il governo
in esilio del Tibet risiedono dal 1959; al momento
del malore il Dalai Lama, al secolo Tenzin Gyatso,
si trovava proprio lì. Di recente il leader
buddhista era stato in ospedale altre volte per vari
problemi di salute.
AGGIORNAMENTO DEL 04
FEBBRAIO: Gentili amici
come avrete gia appreso da tutti i giornali e tg le notizie sulla
salute di S.S. il Dalai Lama sono buone, è uscito dall'ospedale ed
ha confermato il suo arrivo a Roma. A questo proposito vi
comunichiamo che la cerimonia per il conferimento della cittadinanza
onoraria a S.S. sarà trasmessa in diretta da un maxi schermo sulla
piazza del Campidoglio lunedì 9 febbraio alle ore 14.00. Vi
aspettiamo numerosi a salutare S.S. al suo arrivo...
Nazca, i misteri delle linee:
"Erano cammini sacri" - È il mistero più dibattuto della civiltà
precolombiana: le linee di Nazca, nel Perù meridionale, si estendono
per 400 chilometri quadrati. Ma per ammirarle bisogna salire su un
piccolo aereo o su una mongolfiera. E per capirle va fatto un salto
nel tempo di oltre 2000 anni. L'archeologo Tomasz Gork a,
dell'università di M onaco,
come riferisce la rivista New Scientist, è arrivato a una
conclusione: il colibrì, la scimmia, il ragno, il condor e tutte le
altre figure erano il tracciato di cammini sacri. Vanno in archivio,
fino a prova contraria, le teorie sull'arrivo di extraterrestri o
creature sconosciute. Anche se il dubbio resta: enormi disegni
visibili solo dall'alto, nessuna montagna nelle vicinanze. Uno
spettacolo affascinante che attira migliaia di turisti ogni anno.
"Le linee di Nazca erano dei sentieri rituali, questo è già stato
segnalato in passato- spiega Giuseppe Orefici, direttore del Centro
It. Studi e Ricerche Precolombiane - la simbologia raffigurata è
infatti la stessa che troviamo sugli oggetti di terracotta. Si
tratta di immagini che invocano la divinità, realiz-zate con un
sistema molto semplice, cioè rimuovendo le pietre contenenti ossidi
di ferro dalla superficie del deserto".


In cerchio per il Mahatma. Il 30
gennaio 1948, esattamente 61 anni fa, a Nuova Delhi
un fanatico indù uccideva Mohandas Karamchand
Gandhi. Così, il giorno 30 gennaio 2009, per
celebrare l’anniversario, si si sono svolte
centinaia di iniziative in tutta l’India: nel Nord
del Paese, in una scuola di Lucknow, un maestro,
circondato dagli alunni, dà gli ultimi ritocchi a un
grande ritratto del Mahatma che verrà posto sul muro
Numero 04 - Gennaio
2009
CANDIDATA A MISS MONDO MUORE PER UN VIRUS
-
Ha solo 20 anni ed è morta perdendo prima mani
e gambe a
causa di un terribile virus. Per un po’ è stata tenuta in vita da
una macchina nella città di Serra, Espirito Santo. Mariana Bridi da
Costa, candidata brasiliana a Miss Mondo, a cui era stato
diagnosticato il batterio Pseudomonas aeruginosa, che provoca
infezioni e che spesso è letale, era una bella ragazza mora con gli
occhi castani. Mariana ha dovuto subire l'amputazione di mani e
gambe prima di lasciare definitivamente questo mondo. All'inizio i
medici avevano pensato a semplici calcoli renali, poi la scoperta
del virus. Alcuni amici della ragazza accusano i medici, che in un
primo momento avrebbero valutato in modo sbagliato la gravità della
patologia.
(Triste evidenza del Samsara…)

DALAI LAMA: IL 10 FEBBRAIO
CITTADINANZA ONORARIA A VENEZIA -
(ASCA) – Venezia. Dopo Roma, a Sua
Santita' il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, verra' conferita il giorno
martedi' 10 febbraio, alle ore 9, dal sindaco Massimo Cacciari, la
cittadinanza onoraria di Venezia, nella sede del Municipio - S.
Marco 4136 - durante una seduta straordinaria del Consiglio
comunale. La seduta sara' aperta dal saluto del presidente del
Consiglio comunale, Renato Boraso, al quale seguira' l'allocuzione
del sindaco e quindi l'intervento di Sua Santita' il Dalai Lama.
Successivamente, a partire dalle ore 10.10, il Dalai Lama
incontrera' nella sede della Biblioteca Marciana i componenti del
Comitato d'onore e delle associazioni che intendono salutare la sua
visita a Venezia.;
Roma, 19 gen. - (Adnkronos) -
''Finalmente Tenzin Gyasto XIV Dalai Lama ricevera' la cittadinanza
onoraria di Ro ma.
La proposta approvata oggi, infatti, conclude l'iter istituzionale
iniziato con l'approvazione in Aula Giulio Cesare della mozione che
ha impegnato il Comune di Roma ad esprimere solidarieta' al popolo
tibetano e alla politica di non violenza e di dialogo da sempre
perseguita dal Dalai Lama''. Lo ha dichiarato Ugo Cassone,
consigliere PdL del Comune di Roma.''Non posso che esprimere
soddisfazione, dunque, per il raggiungimento di questo importante
traguardo per la nostra citta' - aggiunge Cassone-, da sempre
contraria a qualunque forma di prevaricazione sulle persone e che
ben rappresenta il nostro modo di pensare la politica come
rappresentazione della vita civile. La visita del Dalai Lama a Roma
sara' un importante motivo di riflessione in merito alla annosa
questione, ormai non più procrastinabile, del rispetto dei più
basilari diritti civili in Cina''.
L’ANTARTIDE SI STA RISCALDANDO,
ROMA (ANSA)
Anche i ghiacci dell'Antar-tide potrebbero essere in pericolo,
contrariamente a quanto ritenuto finora: infatti le terre e i mari
che circondano il P olo
Sud si sono riscaldate a ritmi comparabili al resto del globo e,
nonostante il raffreddamento registrato nella parte orientale,
globalmente le temperature del continente sono salite di circa mezzo
grado negli ultimi 50 anni. Sono i risultati per nulla confortanti
di uno studio riportato sulla rivista Nature. Ricercatori Americani
dell'Università di Washington diretti da Eric Steig, hanno misurato
per la prima volta in modo sistematico e completo le temperature del
continente polare antartico dal 1957 al 2006, lasciando emergere per
la prima volta la verità a proposito dell'Antartide, sul cui conto
finora si avevano solo informazioni frammentarie. Basato
sull'analisi statistica di dati da satelliti e dalle stazioni
meteorologiche, lo studio mostra che il riscaldamento della parte
occidentale del continente antartico ha superato il decimo di grado
Celsius per decade negli ultimi 50 anni, un valore che annulla
ampiamente (e supera) il raffredamento della parte orientale.
"Quello che si sente dire spesso è che l'Antartide si stia
raffreddando - afferma Steig - ma non è così, di fatto nel suo
insieme il continente si sta scaldando". Con una superficie
complessiva di circa 14 milioni di km quadrati, l'Antartide è il
quinto continente in ordine di grandezza. Il 98% del suo territorio
è coperto da ghiacci.
STREPITOSO! -
QUESTO SITO CONTIENE UN VIDEO DI 60 SECONDI TANTO
INSOLITO QUANTO TENERO... NON PERDETELO.
www.youtube.com/watch?v=7ikm3o5hDks
Numero 03 - Gennaio
2009
A Torino l'apertura del Mao,
il nuovo Museo d'Arte Orientale che ospita opere provenienti da
Cina, Giappone e Asia Centrale. Con l'apertura del Mao, il nuovo
Museo d'Arte Orientale, da poco inaugurato, con sede nelle sale
del Palazzo Mazzonis, il capoluogo piemontese conferma la sua
antica vocazione orientalistica. Non a caso Nietzche definì
Torino "una via spiri tuale
per l'Oriente". Anche se la città della Mole Antonelliana vanta
un'Università che ha alle spalle una grande tradizione di studi
sanscritistici, un grande impegno nella ricerca archeologica e
istituzioni da sempre sensibili all'incentivazione delle
relazioni col mondo orientale. Collocato nel cuore del
quadrilatero romano della città, che costituisce una delle
trasformazioni urbanistiche più significative della nuova
Torino, il Mao si distingue per i suoi 1400 metri quadrati di
esposizione permanente e le 1500 opere provenienti da diversi
Paesi dell'Asia (dall'India
al Giappone, dall'Afghanistan al
Tibet) con alcuni pezzi di assoluta
eccellenza. Già dal portone di accesso della settecentesca
residenza nobiliare, situata in via S. Domenico, il visitatore
si appresta a scoprire un nuovo mondo. E da qui inizia la visita
delle sale contenenti le collezioni, suddivise in cinque sezioni
fondamentali: l'Asia Meridionale, la Cina, la Regione
Himalayana, i Paesi Islamici e il Giappone. La
galleria dedicata all'Asia Meridionale,
al piano terreno, ospita le collezioni del Gandhara, dell'India
e del Sud est Asiatico. Accanto ai fregi del grande stupa di
Butkara, frutto degli scavi condotti negli anni '50 dalla sede
piemontese dell'Ismeo, la sezione dedicata al Gandhara ospita
una serie di statue in scisto, stucco e terracotta acquistate
negli ultimi anni.Nelle sale destinate all'arte indiana sono
collocati rilievi e sculture che vanno dal II secolo a.C. al XIV
secolo d.C. e comprendono importanti esempi dell'arte Kushana -
come la grande testa di Buddha, in arenaria rossa maculata (I –
II sec. d. C), una delle più mature testimonianze della scuola
di Mathura - dell'arte Gupta e del Medioevo Indiano: tra i pezzi
più significativi, in quest’ultimo caso, citiamo una grande
stele in arenaria del X – XI sec. d.C. proveniente dall'India
centrale, rara immagine buddista dell'epoca raffigurante Tara
(la più nota figura femminile del pantheon mahayanico, la
salvatrice, ma anche la stella che illumina il cammino), e una
scultura dalla ricca composizione e dall'elegante ornato,
proveniente dall'India nord-orientale e riconducibile allo stile
Pala-Sena, che presenta Shiva (Maheshvara) e la consorte Parvati
(Uma). Del Sudest Asiatico il Mao offre esempi dell'arte
thailandese, birmana e cambogiana, che riflettono l’'troduzione
di iconografie e stili di origine indiana, ma anche le
elaborazioni originali seguite alla fine degli stati
indianizzati. Sono presenti sculture Khmer in pietra provenienti
dall'area di Angkor e, accanto a queste, opere birmane e
thailandesi in legno e in bronzo, laccate e dorate, che vanno
dal X al XVIII secolo. Monumentale – tra gli esempi che si
possono ricordare - la scultura lignea di un Buddha coronato
(XIII sec. d. C.) dai canoni stilistici della scuola di Pagan:
alta oltre 180 cm, l'opera risulta intagliata in un unico
tronco. Al secondo piano, nella
sezione dedicata alla Regione
Himalayana,
sono collocate importanti collezioni di quell'arte buddhista
tibetana che efficacemente traduce in pitture e sculture le
radicali innovazioni introdotte nel Buddhismo dal diffondersi
dei tantra. Questa produzione, che naturalmente risente
l'influenza della cultura e dell'arte indiane e cinesi,
inevitabilmente manifesta un certo sincretismo, ma risulta
tuttavia originalissima nelle straordinarie creazioni
iconografiche che strettamente seguono ad ogni nuova visionaria
interpretazione dottrinale emergente dalle pratiche tantriche.
Si trovano fra tali opere sculture in legno e in metallo,
strumenti rituali riccamente decorati e numerosi dipinti a
tempera su tessuto (thang-ka) databili dal XII al XVIII secolo.
Il museo dispone inoltre di due preziosi manoscritti del XV
secolo e possiede una delle maggiori raccolte europee di
copertine lignee dei volumi del Canone Buddhista Tibetano
(bKa'-'gyur) intagliate e dipinte. Le distruzioni operate in
Tibet nel corso della Rivoluzione Culturale cinese hanno
disperso una parte notevole dello straordinario patrimonio
artistico del paese che, giunta in Occidente, vi ha tuttavia
creato vivaci motivi di studio e di interesse. Al Mao, fra altri
suoi tesori, si trovano importanti frammenti in bronzo dorato
provenienti dai 18 grandi stupa di gDan-sa-mthil, il più
importante centro politico-religioso del Tibet alla metà del XV
secolo.
Il prossimo 9 febbraio il Dalai
Lama riceverà la cittadinanza onoraria di Roma.
Il leader spirituale si fermerà nella capitale durante il
viaggio in Europa che, più volte rimandato, sta finalmente per
iniziare proprio da Roma, prima tappa tra le città europee che
lo accoglieranno. Nel settembre scorso il Consiglio comun ale
di Roma aveva approvato a stragrande maggioranza una mozione per
il conferimento della cittadinanza onoraria a Tenzin Gyasto XIV
Dalai Lama, per «il suo impegno internazionale per trovare una
soluzione pacifica per il Tibet e per aver diffuso il principio
della riaffermazione dei diritti umani e della pacificazione fra
i popoli». La cittadinanza avrebbe dovuto essere conferita in
autunno, nell' ambito del Festival Internazionale del Cinema e
della giornata in questo contesto dedicata al Tibet ma, per
motivi di salute del leader tibetano, la cerimonia era stata
rimandata. Il 9 febbraio una seduta straordinaria del Consiglio
comunale riceverà il Dalai Lama per assegnargli l' onorificenza.
Numero 02 - Gennaio
2009
Il monastero
buddista di Pomaia
dopo l’incendio
Le
parole di Dagri Rinpoce
Nonostante il rogo che ha distrutto la nostra sala di meditazione, è
stato fatto il corso previsto dal 27 al 2 gennaio. La
'palestra', abilmente preparata dagli organizzatori, ha potuto
accogliere circa 120 persone, riunite ad ascoltare il lama Dagri
Rinpoce. Dagri Rinpoce ha aperto la sessione parlando del disastro
che ha colpito l'Istituto, dicendo di considerarlo il segno positivo
di una grande purificazione e di incremento a uno sviluppo ancora
più grande dell'Istituto. Nonostante siano andate distrutt e
le statue dei buddha, ha detto, queste possono essere sostituite con
altre. Dato che sua santità il Dalai Lama è ancora vivente, la
ricostruzione del gompa e le nuove statue possono essere
un'occasione per invitarlo a benedire la nuova struttura. Dagri
Rinpoce, inoltre, ha sottolineato che il giorno dell'incendio
corrispondeva al 29 giorno del calendario tibetano, in cui si
lanciano le torme contro le interferenze, per cui l'evento va
considerato come un'eliminazione delle interferenze alla vita di Sua
Santità e al veloce ritorno di Ghesce Ciampa Ghiatso. Dobbiamo
quindi non avvilirci e gioire per le interferenze eliminate.
Trovandoci in un Paese dove esiste la libertà di culto, possiamo
sperare nell'aiuto del Governo e delle altre associazioni religiose,
costituendo quindi un elemento di unione delle forze positive.
Queste le parole di Dagri Rinpoce.
La
direzione dell'Istituto, tutto lo staff e gli ospiti ringraziano di
cuore tutti coloro che hanno manifestato in tanti modi la loro
solidarietà.
Su
http://www.youtube.com/view_play_list?p=5650C259E0FAEBD5
potete trovare un set di filmati amatoriali che documentano
l'accaduto
e un reportage fotografico di ciò che è rimasto del gompa cliccando
su
http://picasaweb.google.it/lh/photo/n804qhMvYf3tlonmp9It5g?feat=directlink
Donne/ Sonia Ghandi
tra i potenti del mondo (
05.01.2009)
Nell’elenco dei cinquanta personaggi più potenti del mondo secondo
Newsweek un solo nome suona italiano, quello di Sonia Gandhi, che un
tempo si chiamava Sonia Maino. “Nata in Italia”,
ricorda il settimanale, e ancora oggi i suoi avversari politici la
chiamano con disprezzo “la straniera”. Lei non si scompone:
“Io sono indiana nel mio cuore”. E Sonia Gandhi non solo è indiana,
ma è anche il vero leader del suo Pa ese
d’adozione: patria fino al momento della mia morte". Oggi, gli
indiani la chiamano Mata Gandhi, la Madre della nazione.
Sonia non voleva darsi alla
politica e non avrebbe voluto che lo facesse nemmeno il marito
Rajiv, che aveva conosciuto nei primi anni ’60 a Cambridge:
lei aveva diciotto anni, veniva da una famiglia piemontese
piccolo-borghese e per mantenersi agli studi faceva la barista; lui
frequentava il Trinity College e aveva il cognome più famoso
dell’intera India. Si sposano nel 1968 sfidando entrambe le
famiglie, quella di Sonia che non approvava la sua scelta di
trapiantarsi in India, quella di Rajiv che avrebbe voluto per lui,
figlio e nipote di primi ministri, una moglie della sua classe
sociale. Sarà invece proprio Sonia la nuora più amata dalla suocera
Indira, che morirà fra le sue braccia nel 1984, colpita dalle
proprie guardie del corpo. Ma per gli indiani Sonia non è ancora una
di loro, nemmeno quando, diventato Rajiv primo ministro, prende la
cittadinanza, comincia a imparare l’hindi e a indossare il sari
tradizionale: i giornali la accusano di amare troppo il lusso e di
ricevere percentuali dalle aziende italiane che fanno affari in
India. Così Sonia Gandhi, dimostrando di non volere il potere, ma
l’interesse della nazione, conquista l’opinione pubblica ed il
popolo e diventa finalmente indiana. Sonia sta preparando con
successo la strada per la quarta generazione della famiglia Gandhi:
“la straniera” è ormai un vero politico e una vera indiana.
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