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MUSICA SI-NO

Numero 08 - Marzo 2010

 
LIBERTA' PER IL TIBET. IN 15.000 A GINEVRA IL 9-10 MARZO.
Bruxelles, 23 gennaio 1997. Alla conclusione dei lavori del II. Seminario europeo per la libertà del Tibet le Comunità tibetane in Europa, i gruppi di sostegno al Tibet europei, l'Integruppo Tibet al PE ed il Partito Radicale hanno convocato per il 9 e 10 marzo prossimi a Ginevra, sede della Commissione per i Diritti umani delle NU, la seconda manifestazione europea per la libertà del Tibet.
L'obiettivo sarà di portare a Ginevra non meno di 15.000 persone da tutta Europa per chiedere l'immediata apertura di negoziati tra il Governo di Pechino e quello tibetano in esilio cosi' come costantemente richiesto da anni dal Dalai Lama per una pacifica e nonviolenta soluzione della questione tibetana.
A Ginevra sono previsti 3 momenti di mobilitazione: il 9 marzo una marcia per le vie cittadine dalla Delegazione cinese fino ai cancelli delle Nazioni Unite; nel tardo pomeriggio del 9 una fiaccolata sul lungo lago; il 10 marzo, giornata che commemora l'insurrezione nonviolenta di Lhasa del 1959, un presidio di fronte ai cancelli delle Nazioni Unite. E' prevista la partecipazione di numerosi esponenti del mondo politico europeo, della dissidenza cinese esterna e di artisti di fama internazionale da tempo impegnati per la causa tibetana.(www.radicalparty.org)

ROMA - Presentata questa mattina a Montecitorio la giornata di iniziative ed eventi di lunedì 10 marzo 2008, in occasione del 49° anniversario dell’insurrezione di Lhasa e la fuga del Dalai Lama dal Tibet occupato dalla Cina.
Un vasto ed articolato Comitato per il “TIBET LIBERO”, a cui hanno aderito fra gli altri l’Associazione Nessuno Tocchi Caino, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, ha presentato il seguente programma:
Alle 10, un sit-in davanti all’Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina, in piazza Perù;
Alle 16, la partenza della fiaccola olimpica tibetana dalla sede del CONI, in largo de Bosis 15;
Alle 17.30, il ritrovo in piazza Navona e l’inizio del corteo-fiaccolata verso la sede dell’ONU-UNICRI in piazza San Marco.(www.radicalparty.it)

 

Numero 07 - Marzo 2010

Tibet: il Dalai Lama attiva account Twitter 

 

Numero 06 - Febbraio 2010

 

Numero 05 - Febbraio 2010

La Casa Bianca ha respinto la richiesta della Cina di annullare l'incontro fra il presidente Barack Obama e il Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio, previsto per il 18 febbraio a Washington. «L'incontro fra il presidente Obama e il Dalai Lama avverrà, come già annunciato, giovedì prossimo» ha affermato Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca. Unica concessione a Pechino - secondo cui la visita del capo spirituale dei buddisti tibetani potrebbe danneggiare gravemente i rapporti tra Cina e Stati Uniti - l'incontro alla Casa Bianca non avverrà nell'Ufficio Ovale ma nella Sala delle Mappe, un luogo meno ufficiale e simbolico.
L'amministrazione Obama ha sempre sottolineato che il presidente incontrerà il Dalai Lama esclusivamente nel suo ruolo di leader spirituale: Washington non mette in discussione che il Tibet faccia parte del territorio cinese.
Ma il ministero degli esteri di Pechino, con una nota, aveva esortato «gli Stati Uniti a comprendere il carattere molto sensibile della questione tibetana, e rispettare scrupolosamente il loro impegno sull'appartenenza del Tibet alla Cina e la loro opposizione all'indipendenza tibetana». (www.ilsole24ore.com)


 

 

 

Numero 04 - Febbraio 2010

WASHINGTON (www.repubblica.it) - Gli Stati Uniti hanno confermato oggi ufficialmente che il Dalai Lama sarà ricevuto alla Casa Bianca il 17 o 18 febbraio prossimi. Lo ha reso noto il portavoce della casa bianca Robert Gibbs, senza tuttavia ufficializzare la data dell'incontro. Obama aveva rinviato un incontro con il Dalai Lama già in ottobre alla vigilia della sua visita a Pechino, e il fatto aveva provocato indignazione nei gruppi per i diritti umani.
L'incontro tra il presidente degli Stati Uniti e il Dalai Lama è stata causa di ulteriori tensioni con Pechino che ha commentato duramente la possibile visita del leader tibetano in esilio in India dal 1959 e che la propaganda cinese dipinge come un pericoloso separatista. Il portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu, ha dichiarato: "La Cina si oppone fermamente all'incontro, con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma". 
"Un incontro di questo genere danneggerebbe seriamente la base politica delle relazioni tra Cina e Stati Uniti" ha aggiunto Zhu Weiqun, viceministro dell'organo del Partito Comunista Cinese preposto alle relazioni con le minoranze etniche. "Se il leader statunitense sceglie di incontrare il Dalai Lama, questo gesto comprometterebbe la fiducia e la cooperazione tra i nostri due Paesi - ha detto Zhu- e come potrà tutto questo essere di aiuto all'America nel superare la crisi economica in corso?".
E sull'incontro con il Dalai Lama incalza anche il China Daily, voce ufficiale del regime di Pechino, che parla di Guerra Fredda e di audacia della vergogna. "E' patetico vedere come il presidente americano Barack Obama sia pronto a cedere a questioni di politica interna e incontrare il Dalai Lama" scrive Huang Xiangyang, columnist del quotidiano. "Questa politica americana di sostenere pubblicamente il Dalai Lama arriva direttamente dalla mentalità della Guerra Fredda, che per Washington coincide con l'utilizzo di ogni mezzo per contenere quelle che ritiene minacce in arrivo dalla Cina comunista. Ma i tempi sono cambiati (...). Obama è libero di incontrare chi vuole nel suo paese; ma non ammanti questa farsa di alti propositi morali: noi la chiamiamo, semplicemente, l'audacia della vergogna".

 

Numero 03 - Febbraio 2010

 

(ASCA-AFP) - Dharamshala, 25 gen - Inviati del Dalai Lama, il leader spirituale del Tibet in esilio, riprenderanno domani i colloqui con il governo cinese dopo uno stop di 15 mesi. Ad annunciarlo e' il portavoce del Dalai Lama, Tenzin Taklhadel, spiegando che l'incontro di domani ''e' un processo importante per cercare di trovare una soluzione condivisa'' sull'indipendenza del Tibet da Pechino. Il Dalai Lama, ha spiegato il portavoce, ribadisce la sua convinzione che ''il problema puo' essere risolto solo attraverso il dialogo''.Gli inviati del Dalai Lama torneranno in India agli inizi di febbraio.
 

Numero 02 - Gennaio 2010

Google apre le porte del suo motore di ricerca ai cinesi. Rompe di fatto l’accordo con Pechino che escludeva dalla ricerca cinese tutti i contenuti censurati. Adesso sono disponibili le foto del massacro di Tien An Men, del Dalai Lama e delle esecuzioni capitali. Foto censurate fino a pochi giorni fa. E Google minaccia anche di spegnere il motore di ricerca cinese per protesta contro i continui attacchi hacker che proverebbero da agenti segreti del Governo cinese per individuare i nomi di attivisti cinesi contrari alla politica di Pechino. Migliaia di immagini sono ora disponibili per il popolo cinese, tenute nascoste per anni dalla dittatura governativa. Oggi il Governo Cinese fa sapere che è favorevole a questa attività, purché siano “conformi alla legge cinese”.
Il portavoce del ministero degli Affari esteri, Jiang Yu, dichiara: “La Cina accoglie con favore le attività conformi alla legge delle società Internet internazionali. Internet in Cina è aperto e il Governo cinese ne incoraggia lo sviluppo e si sforza di creare un contesto che sia favorevole a ciò. La legge cinese proibisce ogni forma di cyber-attacco e la Cina come altri Paesi gestisce Internet secondo la legge”.
Questo scarno comunicato fa capire che la libertà degli internauti cinesi resta ancora in mano al Governo.
(Da www.tecnomagazine.it)
 

 

Numero 01 - Gennaio 2010

 

Washington, 01-01-2010 - Dopo Google e Yahoo anche la Apple, impresa icona del 'politically correct' americano, cede alla censura cinese. La società di Cupertino in California, attraverso la China Unicom che da due mesi distribuisce nel Paese asiatico i prestigiosi modelli I-Phone del gruppo, ha di fatto bloccato l'acceso a cinque programmi software relativi al leader spirituale tibetano Dalai Lama e alla leader degli uiguri Rebiya Kadeer. Se quindi si mette su un I-Phone made in China la ricerca su 'Dalai', il risultato è nulla, al contrario invece di quello che invece succede allo stesso apparecchio in un'altra parte del mondo che non sia la Cina.
La scoperta della censura ha fatto andare su tutte le furie Reporter senza Frontiere, Rsf, che ha chiesto spiegazioni al colosso dell'informatica Usa: "Gli abbonati dell'I-Phone in Cina - si legge in una nota - hanno il diritto di sapere a che cosa non hanno accesso libero. Il gruppo americano si unisce al club delle imprese che applicano la censura nel Paese: una grande delusione da parte di un gruppo che ha basato la sua campagna pubblicitaria sul 'pensa diverso' e che si ritiene creativa". Il portavoce di Apple, Trudy Muller, ha risposto in una e-mail in merito alla mancata vendita delle 'application' proibite: "Ci atteniamo alle leggi locali - ha affermato - e non tutte le application sono possibili in tutti i Paesi". Secondo l'agenzia di stampa americana specializzata in notizie tecnologiche IDG News Service, almeno cinque App sul Dalai Lama non sono in vendita nello Store virtuale cinese. Tre di queste (Dalai Quotes, Dalai Lama Quotes e Dalai Lama Prayerwheel) sono una raccolta di testi, proibiti in Cina, del leader spirituale. La quarta, Paging Dalai Lama, informa sugli spostamenti e le conferenze del leader tibetano. La quinta, Nobel Laureates, è dedicata ai premi Nobel, tra cui lo stesso Dalai Lama. La Apple non è la prima società americana ad accettare la censura in Cina. In precedenza lo hanno fatto colossi del web come Yahoo! e Google, provocando una ridda di critiche da parte delle organizzazioni occidentali di difesa dei diritti umani.

 

 

 

Numero 31 - Dicembre 2009

Il giorno 19/12/2009 il Centro Nirvana ha ricevuto in regalo una copia del libro "Call of the Infinite", direttamente dal suo autore John Paraskevopoulos, che aveva trovato alcuni dei suoi scritti sul nostro sito. L'autore è molto interessato ad una traduzione del libro, e il Centro si sta organizzando per completarla al più presto.

 

 

 

 


Per la fine dell'anno, Aliberth trascorrerà alcuni giorni di ritiro nella quiete di Pomaia, l'appuntamento è quindi per il prossimo anno, anche per gli aggiornamenti del sito.

Clicca qui per vedere gli eventi dell'Istituto di Pomaia segnalati dal Centro Nirvana.

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DUE NOTIZIE IMPORTANTI DALL'ISTITUTO!
1. Ci sono stati degli imprevisti nel completamento della sala, perciò l'inaugurazione effettiva del gompa ristrutturato è stata posticipata al momento del rientro degli studenti del Masters Program. In questo modo potremo gioire tutti insieme del bellissimo evento.
Partecipate numerosi!
La nuova data è il 13 gennaio alle ore 12.
Inizieremo con una puja dell'incenso e concluderemo con un rinfresco. 

2.FESTA DEI MANTRA dal 7 all'11 gennaio!
Come in altre occasioni, abbiamo bisogno del vostro entusiasmo attivo!Nell'altare del gompa ristrutturato verranno collocate le nuove statue di Lama Tzong Khapa e dei suoi due discepoli. riempite di mantra e benedette.                                              Poiché le statue sono abbastanza grandi, abbiamo bisogno di molte mani per profumare i mantra, arrotolarli e avvolgerli in stoffa gialla, prima di essere benedetti.

L'Istituto Lama Tzong Khapa offre vitto e alloggio (in dormitorio) gratuiti dal 7 all11, in cambio della vostra partecipazione.Saremo impegnati tutto il giorno, sostenuti da abbondanti bevande e snacks!


Prenotatevi presto in segreteria 050-685654 (int.1),
segreteria@iltk.it

 



 

 

Numero 30 - Dicembre 2009

(ANSA) - SYDNEY, 11 DIC - Proprio 20 anni fa il leader spirituale tibetano in esilio, il Dalai Lama, riceveva il Nobel per la pace. Il riconoscimento per la lunga campagna per fermare la dominazione cinese nella sua patria: ieri ha festeggiato la ricorrenza a Melbourne, con centinaia di sostenitori. A 74 anni il Dalai Lama non da' segno di voler smorzare l'attivismo, e le sue cause vanno oltre il Tibet: dalla povertà in Africa alle condizioni degli aborigeni.
 

 

Numero 29 - Novembre 2009


15 anni di carcere a fondatore sito web tibetano - Le autorità cinesi hanno condannato a 15 anni di carcere Kunchok Tsephel, 39 anni, fondatore di un sito web in lingua tibetana. Lo ha denunciato oggi l'International Campaign for Tibet (Ict), un gruppo per i diritti umani con sede a Washington. Ma non si tratta dell'unica condanna contro attivisti tibetani: Reporter senza Frontiere (Rsf) ha reso nota da Parigi la condanna a cinque anni di carcere del blogger tibetano Kunga Tseyang.
Tsephel era stato arrestato in febbraio e da allora i suoi familiari non avevano più sue notizie. Il 12 novembre, riferisce l'Ict, i parenti sono stati convocati per ascoltare la sentenza, al termine di un processo a porte chiuse di fronte al tribunale della prefettura tibetana di Gannan. Apparentemente la condanna a 15 anni per divulgazione di segreti di Stato è collegata alle notizie sulle proteste tibetane dell'anno scorso, diffuse dal suo sito. Insegnante di tibetano e inglese, oltre che ex funzionario per la protezione ambientale, Tsephel ha creato un sito di cultura tibetana, chiamato Chodme. Secondo l'Ict, l'attivista è in cattive condizioni di salute e non ha avuto diritto all'assistenza di un avvocato.
L'altra vicenda riguarda un giovane blogger tibetano, arrestato in marzo nel monastero di Gansu dove studiava. Il tribunale della prefettura di Golok ha condannato Kunga Tseyang a cinque anni di carcere per gli articoli diffusi dal suo blog. Si tratta di scritti sul buddismo e la cultura tibetana in generale, oltre a foto del locale ufficio per la protezione dell'ambiente. (www.ilsole24ore.com)

 


“Lettera alle donne” (Rizzoli, 2009) è un libro che raccoglie le interviste e i pensieri del Dalai Lama sul ruolo del genere femminile nel “villaggio globale” (l’autorità spirituale del Tibet ha vinto il premio Nobel per la Pace nel 1989). L’autrice è Catherine Barry, una giornalista televisiva francese.
“La prossima sarà l’era della donna!”. Il messaggio del Dalai Lama è quindi molto semplice, ma molto arduo da comunicare e da realizzare: “Lasciamo che i valori femminili sboccino nella nostra società affinché cambino la mentalità delle persone. È indispensabile per costruire una pace duratura e per il futuro dell’umanità”. L’altruismo delle donne che ricercano l’armonia con il prossimo e considerano la felicità degli altri come parte integrante della propria, è la via per la trasformazione pacifica delle civiltà umane e il raggiungimento di forme di spiritualità più libere.(www.agoravox.it)

 

 

 

 

Numero 28 - Novembre 2009

Kathmandu (AsiaNews) – Centinaia di buddisti e animalisti hanno protestato oggi con una grande fiaccolata contro il massacro di quasi mezzo milione di animali per la festa indù del Gadhimai mela. Essa si svolge in questi giorni a Bayapur nel distretto di Bara (Nepal Sud Orientale) e per il 25 novembre sono attese oltre 1 milione di indù, provenienti da Nepal e India. Per evitare scontri il governo nepalese ha mobilitato oltre 12mila poliziotti.
 


ROMA (18 novembre) - Il Dalai Lama, la massima autorità spirituale tibetana, è oggi a Roma per partecipare al quinto Congresso mondiale parlamentare sul Tibet. Ha incontrato questa mattina, in forma privata, Gianfranco Fini, presidente della Camera. Fino a ieri pomeriggio il leader spirituale tibetano era in visita in Trentino Alto Adige, regione da lui molto ammirata per l'autonomia acquisita e che potrebbe rappresentare un modello per un futuro Tibet autonomo all'interno della Cina.
«Solidarietà e vicinanza al Dalai Lama e al popolo tibetano» ha dichiarato Fini, e poi, rivolgendosi al leader spirituale, «sono onorato di darle il sincero benvenuto alla Camera, salutando lei saluto tutto il popolo tibetano. La Camera dei deputati segue con attenzione e preoccupazione ciò che accade in Tibet, e siamo convinti di dover esprimere solidarietà alla sua persona e al suo popolo». Fini ha espresso tra l'altro «un senso profondo di ammirazione per la saggezza e l'illuminata moderazione del Dalai Lama» e ha ricordato di come, dopo gli ultimi incidenti nella scorsa primavera, la Camera avesse votato una mozione bipartisan con cui ha fatto sentire la sua voce, esprimendo viva preoccupazione per il popolo tibetano. La mozione sollecitava il governo cinese ad accogliere le richieste del Parlamento europeo per «un dialogo costante, aperto, veritiero e costruttivo tra le autorità di Pecino e i rappresentanti del Dalai Lama».
Come risposta alle parole del Presidente della Camera, il Dalai Lama ha espresso una profonda gratitudine per il sostegno di Fini e della Camera dei deputati alla causa del Tibet. «Nel mondo libero - ha detto - e in Italia in particolare, c'è una forte simpatia per il Tibet».



 

 

 

Numero 27 - Novembre 2009

LA CINA CONFERMA L’UCCISIONE DI DUE TIBETANI – AZIONE URGENTE     27 ottobre 2009. Mentre ancora non è accertato il numero esatto dei tibetani uccisi a Lhasa (i giorni scorsi era circolata la voce che le persone fucilate fossero quattro), il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Ma Zhaoxu, ha confermato la notizia dell’esecuzione di due tibetani. Si tratta di Lobsang Gyaltsen, ventisette anni, di Lhasa, e di Loyak, venticinque anni, di Tashi Khang, Shol Township, periferia della capitale tibetana.

 

 


 

Pechino, 30 Ottobre (Notimex): Il Dalai Lama si è recato in Giappone per un viaggio di 5 giorni in cui spiegherà la situazione del Tibet all'opinione pubblica. E' la prima visita del leader spirituale nel paese, da quando il ministro Yukio Hatoyama  è in carica. Secondo il servizio stampa del Dalai Lama, è partito ieri da Dharamsala dove vive in esilio, e si prevede che arriverà in Giappone questo venerdì. Il premio nobel per la pace terrà una conferenza stampa sabato, e domenica parteciperà ad un incontro con scienziati giapponesi per parlare dei legami fra scienza e buddhismo. La sua visita durerà fino al 5 novembre. Pechino condanna qualsiasi visita del Dalai Lama a terzi paesi, e si oppone al fatto che venga ricevuto dai leader politici. 

 

 

 

 

Numero 26 - Ottobre 2009

ROMA: ALEMANNO, 18 NOVEMBRE DALAI LAMA IN CAMPIDOGLIO - ”Il 18 novembre il Dalai Lama sarà di nuovo a Roma per il congresso mondiale dei parlamentari favorevoli alla causa tibetana”. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al termine dell’incontro avuto oggi in Campidoglio con l’attore statunitense Richard Gere, impegnato con la ‘Gere Foundation in iniziative a favore dei bambini tibetani esuli e per l’assistenza sanitaria nella lotta all’Aids. ”Ho proposto a Richard Gere e alla sua fondazione - ha aggiunto Alemanno - di organizzare delle iniziative con la società civile”.

 

 

 

Numero 25 - Ottobre 2009

(ANSA) - WASHINGTON, 9 OTT - Il Dalai Lama non si e' detto deluso dal rifiuto del presidente Usa Barack Obama di incontrarlo durante la sua visita a Washington.Il Dalai Lama ha spiegato che gli e' stato assicurato che Obama parlerà del Tibet quando visiterà la Cina a novembre. 'Ha già indicato che parlerà con i cinesi e pare che sarà seriamente impegnato con i cinesi sulla questione del Tibet - ha detto il Dalai Lama alla Cnn-.                       Una discussione più seria e' meglio che soltanto una foto, così non sono deluso'.

 

Numero 24 - Luglio 2009

Ricordando che il 6 luglio, ci sarà la cerimonia pubblica per il 74° Compleanno di Sua Santità il Dalai Lama, sappiamo che egli darà insegnamenti e colloqui pubblici per tutto l'anno in diversi momenti e in vari luoghi. In India, gli insegnamenti sono di solito liberi e aperti al pubblico. Tuttavia, per frequentare gli insegnamenti pubblici al di fuori dei colloqui di solito si deve fare una richiesta per l'acquisto di un biglietto. Il ricavato della vendita dei biglietti viene utilizzato per coprire le spese della sede e delle altre spese relative alla visita di Sua Santità. Questi insegnamenti durano di solito per un periodo di 15 giorni e sono ufficialmente tradotti in lingua inglese. Diverse migliaia di persone, sia tibetane che non tibetane, partecipano a tali insegnamenti popolari. Sua Santità darà anche altri insegnamenti più brevi in momenti diversi dell’anno. Nel corso degli ultimi anni, Sua Santità ha sempre dato insegnamenti in India, a richiesta di vari devoti buddisti provenienti da Taiwan e Corea. Questi insegnamenti sono di solito tradotti in cinese o coreano oltre che in inglese sul canale radio FM. Durante i mesi invernali in India, Sua Santità visita spesso Bodh Gaya o alcuni degli insediamenti tibetani situati nel sud dell'India dove ha anche regolarmente dato insegnamenti. Sua Santità darà anche una serie di iniziazioni (empowerments) durante tutto l'anno, di solito in coincidenza con i suoi insegnamenti. Il ‘Kalachakra Initiation’ è una complessa e ampia apertura, che Sua Santità ha dato già 29 volte fin dal 2005. Tuttavia, Sua Santità ha sottolineato sempre l'importanza per i praticanti di assistere agli insegnamenti piuttosto che solo alle iniziazioni al fine di poter comprendere meglio la filosofia del Buddismo. (dal sito www.dalailama.com)


Un Arrivederci al Centro Nirvana con Cena conclusiva in Pizzeria                                                                       Giovedì 25 giugno è stata l’ultima volta che ci siamo incontrati nella vecchia sede del Centro Nirvana (ad ottobre si spera di riprendere le lezioni nella nuova sede…). Con l’occasione, dopo gli insegnamenti siamo andati in Pizzeria per la consueta cenetta di fine-anno… Stavolta sono state anche fatte due fotografie dalla gentilissima Ilaria, che si possono vedere qui a lato- Buone Vacanze a Tutti - OM MANI PADME HUM!!! -

 

 


SI COMUNICA CHE DAL MESE DI LUGLIO, LA PUBBLICAZIONE DELLE NEWS VERRA’ INTERROTTA PER LE FERIE ESTIVE E SARA’ RIPRESA DAL MESE DI SETTEMBRE IN POI

… BUONE VACANZE A TUTTI…

Numero 23 - Giugno 2009

Consigli spirituali Buddisti ai prigionieri - Ottawa - giugno 2009 - Il capo dei servizi correzionali del Canada (CSC) intenderebbe rinnovare un contratto con un valore di $ 75 000 per un periodo di tre anni al fine di garantire consigli spirituali buddisti nelle sue prigioni di Kingston, Ontario. Tali strutture comprendono il Penitenziario di Kingston, e lo Stabilimento Warkworth, istituzione di media sicurezza situata nei pressi del villaggio di Warkworth, in Ontario, che può ospitare fino a 537 prigionieri, tra i quali circa un terzo per reati a sfondo sessuale. I servizi offerti comprendono l'accordo con guida spirituale di almeno il 40 detenuti buddisti, nonché la consultazione, l'educazione religiosa e la consulenza per questioni relative al buddismo. Nel contratto, recentemente reso pubblico, si precisa che il mandato della CSC è quello di fornire i servizi religiosi e spirituali di tutti i reclusi che lo richiedano.

 


Assegnata a Sua Santità il Dalai Lama la cittadinanza onoraria di Parigi - Parigi, 7 giugno 2009 – Dopo Roma e Venezia, anche Parigi ha voluto donare a Sua Santità il diploma di cittadino onorario dalle mani del sindaco Sig. Bertrand Delanoë, nel corso di una cerimonia svoltasi nello storico edificio del Hôtel de Ville (Municipio). Dopo il saluto di Sua Santità, che era arrivato in auto nel cortile interno del palazzo e che è stato accompagnato fino alla magnifica scalinata centrale, Monsieur Delanoë ha detto che per lui è stato un onore di conferire a Sua Santità questo titolo, che simboleggia lo spirito di Parigi- cioè, libertà, diritti umani, dignità, e dialogo tra i popoli e le culture. Egli ha ribadito la sua solidarietà e la comprensione per il popolo tibetano e per la lotta per la giustizia e la sua propria identità. Allo stesso tempo, ha aggiunto, il Dalai Lama è stato in grado di mantenere rapporti fraterni con i suoi omologhi cinesi e con tutto il popolo della Cina.

 

 


 

 

 Numero 22 - Giugno 2009

Tokyo religiosa“- Spesso quando si pensa a Tokyo i suoi aspetti moderni finiscono per prevalere sul tradizionale e l’antico, generalmente abbinati alla vecchia capitale Kyoto. Ma anche Tokyo, con i suoi santuari e templi disseminati un po’ quì e un po’ là in mezzo ai grattacieli finirà per sorprendervi. Il complesso del Sensō-ji si trova nell’area di Asakusa, leggermente decentrata a est della città, nel quartiere di Taitō-ku. E’ comunque facilmente raggiungibile sia con la rete JR che con la metropolitana.

 

 


Una ragazza di 20 anni incoronata Miss Tibet a Dharamsala [08 giugno, 2009 - Phayul] -
Tenzin Choezom di Dharamsala piange lacrime di gioia dopo essere stato incoronata Miss Tibet 2009 per la sua bellezza nel gran finale della notte del 7 giugno qui a Dharamsala. Dharamsala, che è nel nord dell'India, serve come base per il governo del Tibet in esilio. Il presidente della Spice India Splendour, Dott. BK Modi ha incoronato Choezom come la nuova Miss Tibet e le ha consegnato come premio un assegno di 100.000 rupie. Un gruppo di quattro giudici ha eletto la nuova vincitrice, facendo si che Choezom sia la seconda concorrente di Dharamsala che sia riuscita a vincere il titolo di Miss Tibet, da quando il concorso ebbe inizio nel 2002. Nel 2007, fu la 21enne Tenzin Dolma ad esser diventata la prima vincitrice di Dharamsala.


Parigi onora il Dalai Lama, nonostante la rabbia della Cina [08 giugno, 2009 - AFP]
Il Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio, ha rinnovato il suo attacco al "regime totalitario" della Cina nel giorno in cui è stato fatto cittadino onorario di Parigi, capitale della Repubblica Francese. Sua Santità il Dalai Lama si è incontrato nel suo albergo con gli studenti cinesi che studiano a Parigi e gli attivisti democratici ivi esiliati, dopo il suo incontro di oggi con alcuni studenti di legge. Il leader tibetano è stato accolto ieri mattina dopo il suo arrivo dai Paesi Bassi da un piccolo gruppo di buddisti tibetani e ammiratori francesi. Sottolineando il rapporto tra le popolazioni, il Dalai Lama ha applaudito gli sforzi dei tibetani e cinesi che vivono a Parigi per l'avvio di una associazione di amicizia tra i due popoli. Venerdì il leader spirituale del Tibet, aveva esortato la comunità internazionale a fare una valutazione indipendente della situazione nella regione e di far pressioni sulla Cina per porre fine alla "repressione" ... ;


DESTINO BEFFARDO (o… Karma?) Scampa dal volo fatale, ma poi muore in auto - (ANSA) - BOLZANO, 10 GIU - Una donna ha mancato per pochi minuti il volo Air France che si e' inabissato nell'Atlantico, ma e' morta poi in un incidente stradale. Di ritorno dalla vacanza in Brasile, la sua auto e' uscita di strada sull'autostrada che dall'aeroporto di Monaco di Baviera porta al Brennero.Con il marito aveva viaggiato su un aereo decollato pochi minuti prima di quello caduto. Una volta in Baviera i coniugi meranesi volevano rientrare velocemente. A Kufstein, pero', l'auto e' volata fuori strada.

 


SI COMUNICA CHE DAL MESE DI LUGLIO, LA PUBBLICAZIONE DELLE NEWS VERRA’ INTERROTTA PER LE FERIE ESTIVE E SARA’ RIPRESA DAL MESE DI SETTEMBRE IN POIBUONE VACANZE A TUTTI…

 

 

 Numero 21 - Giugno 2009

La polizia cinese spara sulla manifestazione contro la diga - pubblicato: venerdì 29 maggio 2009 - La parte occidentale della Cina è abituata a proteste contro l’edificazione di progetti idroelettrici, a causa di fenomeni di corruzione, appalti assegnati, furti di terre, a cui si aggiungono le proteste e le tensioni per la questione del Tibet, lì a pochi chilometri dal confine. Durante una protesta contro la realizzazione di una diga nella provincia del Sichuan, la polizia cinese ha sparato, colpendo sei donne che manifestavano pacificamente. Il progetto della diga riguarda il territorio del Ganzi tibetano, una regione autonoma e si prevede sarà in funzione dal 2010.

 

 


Dalai Lama dice: La soluzione per il Tibet è l’Autonomia- Il Dalai Lama a Dharamsala ha affermato che l’influenza Han Cinese sul modo di vita dei Tibetani sia "qualcosa come una condanna a morte". (Shiho Fukada, per The New York Times). L'afflusso di grandi quantità di Cinesi Han e le crescenti restrizioni alla pratica religiosa sono diventati le più grandi minacce per il Tibet, ha detto il Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio. Egli ha detto anche che l'unica soluzione è quella di consentire una vera autonomia per i sei milioni di tibetani. Un governo regionale autonomo non stravolgerebbe la politica in materia di istruzione, la pratica religiosa e l'uso delle risorse naturali, mentre a Pechino resterebbe il diritto di mantenere le forze militari nella regione e sorvegliare gli affari esteri, ha aggiunto. Un autonomo governo tibetano non manderebbe via i Cinesi Han, già stabiliti nel vasto altopiano tibetano in Cina occidentale, ma limiterebbe qualsiasi altra futura migrazione. "Le Regioni autonome dovrebbero avere la maggioranza di popolazioni locali" ha detto il Dalai Lama nel corso di un lungo colloquio in questa settimana. Il Dalai Lama ha cercato di confutare affermazioni di funzionari cinesi che il governo tibetano in esilio nella proposta di autonomia abbia auspicato una "pulizia etnica". La proposta è stata presentata lo scorso ottobre al governo cinese, che l’ha fermamente respinta. I leaders tibetani del governo in esilio dicono che presenteranno entro il mese di giugno un altro documento che permetterà di chiarire la proposta, ma che essa non si discosterà troppo dalle sue premesse. "Non abbiamo mai pensato seriamente di chiedere al governo cinese di eliminare il popolo cinese e le forze militari cinesi dal Tibet" ha detto il Dalai Lama, "In effetti, abbiamo solo reso più chiaro che gli affari esteri e la difesa resteranno in mano al governo centrale Cinese."



Telefonare e pregare, il Buddha Phone: 03.06.2009 - Arriva il "Buddha Phone", altari elettronici, mp3 mistici e incenso virtuale: il telefonino per pregare, così il telefonino diventa oggetto di fede. Qual è lo scopo principale di un cellulare? Renderci sempre raggiungibili e fornirci la possibilità di comunicare ovunque ci troviamo, con la nostra voce o tramite web. Raggiungibilità ovunque. Ma se proviamo ad astrarre da questo sentire comune e muoviamo verso più alti scopi quello che è il nostro rapporto con il telefonino, potremmo magari anche immaginare come questo diabolico strumento hi-tech possa invece trasformarsi in un oggetto di fede, in grado di consentirci di pregare in qualsiasi posto ci troviamo. Preghiera ovunque. E' stata questa l'idea alla base del nuovo Odin 99, ovvero il primo "Buddah Phone" al mondo. Si tratta dell'ennesima curiosa cineseria, nata con l'intento di fornire ai fedeli dell'Estremo Oriente, la possibilità di riprodurre ovunque l'atmosfera di un vero tempio buddista, in grado dunque di ricreare quel clima di serenità e di astrazione dalla realtà, indispensabile per la meditazione necessaria per il raggiungimento del Nirvana. Il Buddah Phone Odin 99 è fondamentalmente uno smartphone di media fascia, dotato però di uno stile piuttosto appariscente e kitsch, grazie alla colorazione dorata. Tutto uguale ad un classico cellulare, se non fosse per il fatto che, all'occorrenza, il Buddha Phone Odin 99 si trasforma in un piccolo tempio buddista portatile.

 

   Numero 20 - Maggio 2009

CINA: Centinaia di tibetani pronti a morire per difendere la 'montagna sacra' - Pechino (AsiaNews / Agenzie) - Centinaia di tibetani si sono ribellati contro le forze di sicurezza armate a Ser Ngol Lo, sito di una prevista miniera d'oro nel sub-distretto Tsangshul (Lhara Village, Prov. Markham, Pref. di Chamdo) che i nativi considerano una montagna sacra. In tibetano Ser Ngol Lo significa 'Anno d'oro e d'argento'. Si tratta di un luogo che storicamente i tibetani venerano, svolgendovi dei riti, in caso di siccità. Ora una società mineraria cinese, Zhongkai Co., è stata autorizzata a scavare nell'area, provocando le proteste della popolazione locale. Le autorità hanno risposto alla occupazione pacifica del territorio da parte della popolazione con l'invio di forze di sicurezza armate. Radio Free Asia ha riferito che 300 poliziotti sono stati impiegati e da diversi mesi è in corso lo stand-off. I residenti non sono disposti a cedere anche se le autorità insistono sullo scavo della montagna. Fonti locali hanno detto che Pema Thinley, vice presidente del Partito comunista tibetano, è stato inviato a Markham per cercare di convincere la popolazione locale ad accettare la miniera. Il 16 maggio, è arrivato un contingente di polizia e delle forze di sicurezza, ma più di 500 tibetani hanno bloccato la strada che porta alla miniera. Da allora essi sono rimasti lì giorno e notte, mentre i cinesi si sono accampati in una scuola vicina. Un residente tibetano ha detto che le forze di sicurezza hanno separato i manifestanti dal resto del paese. "Li hanno bloccati e tutti i telefoni cellulari non sono raggiungibili" ed ha anche dichiarato: "che essi sono pronti a morire per proteggere il sacro monte". Al fine di giustificare la sua repressione militare, la Cina ha affermato che quando invase il Tibet nel 1959, fu per liberare il popolo tibetano da un’oppressiva monarchia feudale e portarvi la prosperità economica. I Tibetani replicano dicendo che le autorità Cinesi non rispettano la loro cultura e i confini, e gli eventuali benefici economici che i Cinesi avrebbero forse portato sono andati ai coloni delle comunità cinesi di etnia Han…


Corte Cinese condanna sei monaci a Chamdo Le Autorità Cinesi a Chamdo hanno condannato sei monaci tibetani a vari periodi di carcere il 22 maggio 2009. In precedenza, il 5 gennaio 2009, una bomba è stata fatta esplodere nel Choekor Township, Provincia Jomda, Prefett. di Chamdo, "Regione autonoma del Tibet" ( "TAR"). All’esplosione ha fatto seguito una serie di proteste nella zona. Pochi giorni più tardi, sei monaci del Monastero Dhen Choekor sono stati arrestati nella contea di Jomda per le loro dimostrazioni di protesta. La Corte Cinese della Provincia di Jomda ha quindi condannato i sei monaci, che sono stati identificati e poi condannati a vari anni di rigorosa reclusione.


Il Dalai Lama ricevuto in Europa(Tibet News 26/5) - Il Dalai Lama effettuerà un tour europeo che lo porterà in Danimarca, Islanda, Paesi Bassi e Francia, dal 30 maggio al 7 giugno. Anche se, nella maggior parte di questi paesi, egli viene per dare lezioni o fare conferenze, sarà tuttavia ricevuto anche da Parlamentari (Paesi Bassi), da leaders di governo (Danimarca) o da politici (Sindaco di Parigi?). Ecco le date ed i luoghi: * Danimarca - 30/31 maggio, * Islanda - 2 giugno, * Paesi Bassi - 5 giugno, * Francia - 6 / 7 giugno.

 

 Numero 19 - Maggio 2009

Il Sud Africa fa marcia indietro sulla sua decisione di non accettare il Dalai Lama. (ANSA, 15 maggio)- Pechino si era opposto alla visita del Dalai Lama in Sudafrica, ma il governo ha fatto marcia indietro sulla sua decisione presa nel mese di marzo di negare il visto al Dalai Lama. Il nuovo Ministro delle Relazioni Internazionali Mashabane Maite Nkoana ha detto che il leader spirituale del Tibet ora potrebbe venire quando vuole. Il governo aveva provocato un clamore internazionale, quando aveva detto che non gli avrebbe permesso di partecipare a una conferenza di pace, connessa con la Coppa del Mondo di Calcio del 2010. L’opinione mondiale aveva criticato e accusato il Sudafrica di aver ceduto alle pressioni Cinesi. Sia l’Arcivescovo Desmond Tutu che l'ex Presidente Sudafricano F.W. de Klerk avevano perorato la causa della Conferenza dei Premi Nobel, costringendo gli organizzatori a rinviarla a tempo indeterminato. Al momento, nonostante il clamore, Thabo Masebe, portavoce del governo, ha detto che nessun visto verrebbe rilasciato al Dalai Lama "tra oggi e la data della Coppa del Mondo", ospitata dal Sudafrica. Il governo ha dichiarato che la sua presenza potrebbe distogliere l'attenzione dalla Coppa del Mondo - la prima, che si terrà in Africa. Ma la sig.ra Nkoana-Mashabane, nominata in questa settimana al Gabinetto del neo-eletto Presidente Jacob Zuma, ha detto di voler chiarire la posizione. "Il Dalai Lama è libero di venire, come ogni altro cittadino del mondo che volesse visitare il nostro paese", ha detto ai giornalisti. Pechino dice che il Dalai Lama Tibetano spinge per l'indipendenza, e che ha suscitato tensioni nella regione. Ma il Dalai Lama, che è fuggito in India nel 1959, nel corso di una sollevazione contro il Governo Cinese, ha detto che vuole solo una limitata autonomia per la sua patria.


Ritorno in Tibet (FB- Maggio 2009)- Dal 10 maggio 2009 è iniziato, nella più completa segretezza, il secondo movimento “Ritorno in Tibet”. Una decina di monaci tibetani ha infatti lasciato la capitale indiana Nuova Delhi il 14 maggio, procedendo via terra con delle jeep. Purtroppo, il giorno 16, una tempesta di neve ha bloccato le loro macchine. Ma quest’ inconveniente non ha fermato la loro determinazione a tornare in Tibet e hanno quindi proseguito a piedi. Da allora non abbiamo più loro notizie e non sappiamo dove si trovino in questo momento. La ragione per cui il venerabile Shingza Rinpoche e il gruppo dei monaci ha organizzato quest’azione è il sangue tibetano che scorre nelle loro vene e che, come ogni altro abitante del Paese delle Nevi, desiderano che la Nazione tibetana torni a essere libera e il suo popolo felice. Quindi siamo disposti ad offrire le nostre vite per realizzare questi obiettivi. Oltre ai dieci monaci che sono già impegnati in questa iniziativa, ci sono altri uomini e donne che si sono dichiarati disposti a seguirli e noi abbiamo fiducia che lo faranno al momento opportuno. Mentre è tra noi la presenza, più preziosa dell’oro, di Sua Santità il Dalai Lama preghiamo perché il popolo tibetano non sprechi questa presenza e metta il benessere e la libertà della Nazione tibetana in cima ai propri pensieri. La lotta deve continuare. Se rimane solo un fatto episodico e sporadico, come l’attesa di una bella giornata d’estate, allora non sarà di nessun beneficio. Fonte : www.wokar.net - Vedi anche : www.dossiertibet.it


 

IL SEMINARIO DI PRIMAVERA: Nei giorni 22, 23 e 24 MAGGIO 2009, come negli anni passati, si è tenuto presso il Convento S. Andrea di Collevecchio Sabino il nostro consueto SEMINARIO di PRIMAVERA di Meditazione CHAN, un’ottima opportunità per imparare a conoscere la MEDITAZIONE CHAN, con l’intento di continuare a praticarla poi nel nostro Centro. La partecipazione al Seminario comporta, come sempre, oltre ad una corretta e seria condotta comportamentale sia di corpo che di pensiero, la sincera motivazione di voler imparare il metodo di auto-conoscenza interiore tipico del metodo Chan. Anche questa volta, il Seminario non ha avuto una partecipazione estesa perché c’erano pochi posti disponibili, e perché il tipo di motivazione e pratica richieste sono alquanto vincolanti, visto che sia la conoscenza che lo sviluppo della pratica di Dharma devono essere riconosciuti come la cosa più importante della nostra vita. E non tutti sono d’accordo con questa visione… Anzi, proprio il fatto di non voler accettare questo così profondo proposito è il motivo per cui il Chan ha così pochi praticanti… Non si può certo dire che esso sia un ‘materialismo spirituale’, oppure un tipo di spiritualità mondana, come altre discipline, anche religiose…

 

Numero 18 - Maggio 2009

POMAIA, quattro mesi dopo l’incendio – Essendo andato a Pomaia per il 1° maggio, ho scattato alcune foto di come è ridotto, allo stato attuale, il ‘gompa’, cioè la Sala del tempio, sita all’ultimo piano del lato ovest dell’edificio sede dell’Istituto Lama Tzong Khapa. In esse si può vedere che manca completamente la copertura del tetto, andata completamente bruciata, e le nude pareti disadorne… Speriamo che al più presto, esso possa essere di nuovo attivato e rimesso in funzione…
 


Più materia grigia per chi meditaTratto da ‘La Repubblica’ del 13/05/09- Ginnastica, attrezzistica, personal trainer: tutti sanno come aumentare le dimensioni e la forza dei propri muscoli e rendere le ossa più forti. Ma è possibile anche accrescere il volume del cervello? E come? Meditando, suggeriscono gli esperti. E non importa con quale tecnica: Zazen (scuola zen giapponese), oppure la Samatha/Vipassana (le due principali forme della meditazione buddhista) sono tutte efficaci, secondo una ricerca appena pubblicata su NeuroImagine da un gruppo di ricercatori dell’University of California a Los Angeles (Ucla). Analizzando, con la risonanza magnetica, il cervello di persone abituate alla meditazione, i ricercatori hanno dimostrato che il volume della materia grigia di chi ricorre a tecniche di concentrazione profonda è mediamente maggiore di quello di persone che invece non ricorrono a queste pratiche. In particolare l’aumento di dimensione riguarda alcune aree particolari, come l’ippocampo, la corteccia orbito-frontale, il talamo e la parte inferiore del lobo temporale, tutte zone che hanno a che fare con la regolazione delle emozioni. «Sappiamo – ha commentato Eileen Luders, coordinatrice della ricerca – che persone abituate alla meditazione acquisiscono una particolare capacità di provare emozioni positive, sono più stabili emotivamente e raggiungono un grado di consapevolezza maggiore per quanto riguarda i loro comportamenti. Tutte queste caratteristiche potrebbero essere legate alle differenze anatomiche che abbiamo evidenziato con il nostro studio». Quest’ultimo dunque, aggiunge nuove informazioni a quelle che già si conoscevano sui benefici della meditazione: proprio perché controllano meglio le emozioni, le persone che seguono regolarmente queste pratiche sono meno stressate e hanno migliori capacità di difesa immunitaria. Nello studio appena pubblicato il gruppo della Luders ha esaminato 44 persone, la metà delle quali con una lunga storia di pratiche meditative (da 4 a 46 anni, con una media di 24 anni). Fra questi soggetti, almeno un cinquanta per cento ha affermato che la concentrazione profonda costituiva una parte essenziale della pratica e che ogni giorno dedicava a questa attività dai 10 ai 90 minuti. Ma ne vale la pena, se questo significa aumentare non solo le dimensioni di alcune aree del cervello, ma migliorare, di conseguenza, la capacità di controllare le emozioni. Rimane adesso da scoprire se, a parte l’aumento delle dimensioni, esiste anche, a livello microscopico, un aumento del numero di cellule cerebrali, delle loro dimensioni e soprattutto se, grazie alla meditazione, si sviluppano particolari sistemi di attivazione di queste cellule.
 

 

Numero 17 - Maggio 2009

 

Il mistero del Piccolo Buddha - L'erede del Dalai Lama è scomparso da 14 anni. Pechino lo dà per morto. Ma il Tibet lo festeggia (dal corrispondente F. Rampini – La Repubblica)

PECHINO - È l'anniversario che la Cina ha deciso di cancellare. Oggi compie vent'anni il Panchen Lama, la seconda autorità spirituale del buddismo tibetano, il "vice" del Dalai Lama alla guida del suo popolo. Ma Gedhun Choeky Nyima - questo il nome del vero Panchen Lama - è invisibile dall'età di sei anni. Poco dopo la sua investitura da parte del Dalai, il 14 maggio 1995, il bambino fu sequestrato con tutta la sua famiglia dalla polizia cinese. Quello che divenne "il prigioniero politico più giovane del mondo" da allora è recluso in un luogo segreto. La sua colpa è imperdonabile: per il solo fatto di esistere, il Panchen incarna l'autonomia di un potere spirituale che lo ha scelto senza prendere ordini dal governo. L'ultima violenza su di lui il regime di Pechino l'ha commessa alcuni giorni fa, lasciando filtrare indiscrezioni sulla sua morte. Nessun annuncio ufficiale - altrimenti il governo dovrebbe fornire spiegazioni e prove sull'improvviso decesso di un ventenne - ma solo voci. Che gli esuli tibetani vicini al Dalai Lama definiscono false. Forse per vie imperscrutabili riescono ad avere notizie su di lui.

Alla vigilia di questo compleanno proibito, i cinesi non si sono limitati a diffondere insinuazioni sulla morte del loro giovane prigioniero. Pechino ha deciso di esibire in due eventi ufficiali il suo "gemello comunista": il Panchen del regime. Quasi coetaneo dell'altro (ha 19 anni), etnicamente tibetano anche lui ma figlio di due membri del partito comunista, questo si chiama Gyaincain Norbu. Nel 1995, non appena catturato il vero Panchen, la controfigura venne investita solennemente dal governo. Secondo le autorità cinesi è lui l'undicesima reincarnazione del "grande studioso" della setta Gelugpa. Il Panchen filo-cinese non è mai stato accettato dai suoi connazionali, che gli negano ogni legittimità. Senza la benedizione del Dalai, per i fedeli è un impostore. Perciò anche lui ha finito per trascorrere infanzia e adolescenza come un detenuto. Per paura che i tibetani potessero influenzarlo le autorità lo hanno allevato a Pechino, in un convento politically correct, sotto il controllo del partito. I maestri di dottrina gli insegnavano il patriottismo (cinese), la fedeltà al governo, il mandarino e l'inglese: utili per farne un futuro portavoce urbi et orbi. Per anni le sue apparizioni in pubblico sono state rare e protette da una scorta. In una di quelle occasioni, paracadutato per poche ore nel 2005 nel monastero di Tashilhunpo a Shigatse (storicamente la sede del Panchen) il povero burattino dei cinesi rimase impaurito dal disprezzo dei religiosi.

Nelle foto ufficiali ha la faccia di un bambinone cresciuto, goffo e timido, vittima di un gioco troppo grande per lui. Un mese fa le cose sono cambiate. Il Panchen-di-Pechino è stato lanciato sul palcoscenico a marzo per una celebrazione importante. Ricorreva il 50esimo anniversario della fuga in esilio del Dalai Lama, un giorno di lutto per il suo popolo. Nella stessa data quest'anno il governo ha istituito una nuova festa nazionale: la Giornata dell'Emancipazione dei Servi del Tibet. Un'occasione per celebrare la "liberazione" dalla teocrazia feudale dei lama, grazie al provvidenziale intervento dell'Esercito Popolare di Liberazione sotto la guida di Mao. Il 28 marzo il Panchen comunista è apparso in una cerimonia di Stato a Lhasa. Il giovane era visibilmente agitato, ma ha detto quello che si aspettavano da lui: "Voglio ringraziare sinceramente il partito comunista per avermi aperto gli occhi, così so riconoscere il bene dal male". Poi una stoccata diretta a colui che dovrebbe esserne il padre spirituale. "Sono io stesso discendente di schiavi - ha detto Gyaincain Norbu - e ho imparato a distinguere chi ama il popolo tibetano, da quelle persone senza scrupoli che per motivi di ambizione minacciano la pace". Jia Qinglin, membro del Politburo, ha reso esplicita l'accusa: "Il Dalai ignora i veri desideri del popolo. Vuole la secessione per restaurare l'antico regime feudale".

In un crescendo di visibilità, il Panchen comunista è riapparso al recente Forum Mondiale del Buddismo, organizzato in pompa magna dalle autorità cinesi. Un evento ecumenico: aperto nella città di Wuxi, provincia del Jiangsu, si è concluso a Taipei capitale dell'"isola ribelle" di Taiwan. Dopo il confucianesimo anche il buddismo viene recuperato dai leader cinesi. Purché sia una religione di Stato, il presidente Hu Jintao è convinto che serva a proiettare un'immagine rassicurante della Cina, a rafforzare il suo soft power in Asia. E il giovane Gyaincain Norbu ha fatto il suo dovere. Ai delegati mondiali del simposio buddista ha dichiarato: "Questo evento dimostra che in Cina regna la libertà religiosa". Ha partecipato alle sedute ristrette di alcuni seminari di studio: perfino un incontro con celebri imprenditori sul tema "Filosofia e Business". I magnati industriali che lo hanno incontrato dicono che i suoi interventi sono stati "fonte d'ispirazione". Le foto dell'agenzia Nuova Cina lo ritraggono, occhialuto e intimidito, mentre porge una sciarpa bianca in omaggio al presidente del Congresso del Popolo, Wu Bangguo. L'alto gerarca lo ha incoraggiato a "lavorare alacremente per l'unità del popolo cinese". Zhan Ru, direttore dell'Istituto di studi orientali all'università di Pechino, era anche lui a quel congresso: "E' stato un incoraggiamento per tutti. Eravamo onorati di avere con noi un Budda vivente".

Lo sforzo per osannare il povero burattino è corale. Tradisce il nervosismo di Pechino per il ventesimo compleanno del vero Panchen Lama. La tensione è affiorata ai massimi livelli. Hu Jintao ha lanciato un avvertimento secco a Barack Obama: non vuole che il presidente americano riceva il Dalai Lama, atteso in America tra breve. Il tono è da ultimatum. Sul Tibet il leader cinese è pronto a rischiare un gelo diplomatico con Washington. Forte del suo potere economico-finanziario, Hu Jintao spera di intimidire Obama. Già ci è riuscito con Nicolas Sarkozy, costretto a farsi "perdonare" la visita del Dalai all'Eliseo. Il Sudafrica ha preferito far saltare un summit dei premi Nobel pur di non concedere il visto al leader tibetano in esilio.
Dietro la durezza cinese spunta la partita cruciale: la successione del 73enne capo spirituale. Pechino ha già annunciato che alla sua morte spetterà al potere politico la scelta del prossimo "reincarnato": come all'epoca della dinastia imperiale dei Qing, secondo le ricostruzioni degli storici revisionisti di regime. Pur di evitare questa sopraffazione il Dalai Lama ha accennato a una contromossa: cambiare le regole e procedere a un'elezione democratica del suo successore. Chissà se il suo discepolo ventenne, ovunque si trovi, può intuire la battaglia furibonda che si prepara. Se è vivo oggi passa anche questo compleanno nella solitudine che ormai è il suo destino. Lontano dal Tibet, lontano dai suoi e dal mondo, forse condannato a essere invisibile fino a quando morirà davvero. (25 aprile 2009)

 

 

Numero 16 - Maggio 2009

Pechino chiede a Obama di non incontrare il Dalai Lama- 23.04.2009 Mentre il leader spirituale tibetano in esilio deve recarsi negli Stati Uniti, la Cina chiede il presidente degli Stati Uniti di non consentire "al Dalai separatista di impegnarsi in attività negli Stati Uniti." - Il presidente degli U S.A. Barack Obama non dovrà incontrare giovedì 23 aprile il Dalai Lama nel corso di una visita negli Stati Uniti del leader spirituale tibetano in esilio, ha detto la Cina. Anche se questo incontro non è stato confermato ufficialmente da Washington, tutti i presidenti degli Stati Uniti dopo George Bush Sr. hanno sempre ricevuto il Dalai Lama, provocando sistematicamente la rabbia di Pechino, che lo accusa di volere la secessione del Tibet. "Ci opponiamo con forza all'impegno del Dalai (Lama), nelle attività separatiste in qualsiasi paese, in ogni terra e sotto qualsiasi nome di qualsiasi tipo", ha detto Jiang Yu, portavoce del Ministero degli Esteri cinese nel corso di un consueto incontro-stampa. Poi ha aggiunto "Abbiamo presentato agli Stati Uniti denunce sollecitandoli a non permettere che il Dalai possa impegnarsi in attività separatiste negli Stati Uniti".


Il Papa parla cinese – Nel mese di marzo 2009 è stata inaugurata la nuova sezione in cinese del sito web ufficiale della Santa Sede. Basterà andare su www.vatican.va per accedere così da tutto il mondo ai testi di Benedetto XVI in cinese, presentati nei caratteri sia tradizionali che semplificati. Un bel colpo per comunicare direttamente con un bacino di 1 miliardo e 500 mila potenziali fedeli quale è la Cina, senza contare l'esercito degli espatriati che, pur vivendo e lavorando all'estero, hanno certamente più facilità a connettersi attraverso la propria madrelingua piuttosto che l'inglese o altro (il sito della Santa Sede “parla” già oggi italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese e latino). Ma sarà davvero così? O la censura finirà per creare problemi? Sarebbe bello saperlo da là, dalla Cina. Quindi, se c'è qualcuno che ci legge da Pechino o altrove e può darci questa informazione in tempo reale, provando a entrare nel sito della Santa Sede dopo lo sdoganamento della sezione in cinese e verificarne il libero accesso.... 

 

Numero 15 - Aprile 2009

Cina - Pechino si è impegnata per i diritti umani Ansa 15/4/2009 - Il 13 aprile, dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato è stato rilasciato il "Piano di Azione Nazionale per i Diritti Umani (2009-2010)". Questa è la prima volta che la Cina si trova ad attuare un piano di questo tipo, ha riferito il settimanale Nanfang Zhoumou. Questo documento di 22000 caratteri cinesi chiarisce gli obiettivi e le misure specifiche del governo cinese per lo sviluppo e la tutela dei diritti umani, dei diritti economici, sociali e culturali, i diritti civili e politici dei cittadini, i diritti delle minoranze etniche, donne, bambini, anziani e disabili. Il piano prevede inoltre la coscienza per i diritti umani, l'adempimento degli obblighi internazionali, scambi internazionali e cooperazione nel campo dei diritti umani. La Cina è stata spesso criticata dalla comunità internazionale per la sua mancanza di libertà di espressione e di religione. Il governo cinese respinge tali critiche in nome della necessità di tutelare il diritto alla vita e allo sviluppo delle persone. Secondo il giornale Lianhe Zaobao a Singapore, la Cina ha scelto quest'anno di adottare politicamente sensibili piano d'azione in materia di diritti umani. Tuttavia, questo documento non dimostra pienamente che il partito comunista cinese voglia espandere la libertà politica. Nonostante le critiche che lo circondano, il piano è stato accolto da alcuni intellettuali cinesi che ritengono un segnale incoraggiante per la protezione dei diritti umani, perché la consapevolezza di tali diritti è ancora molto bassa nel paese. (Da Nanfang Zhoumou)


Cambogia – La Diffusione del Dharma alle masse – (14/4/09) Phnom Penh, Cambogia.

Nello studio di registrazione ufficiale della stazione radio di Wat Bo, 106,25 FM, che è dotato di aria condizionata, insonorizzazione e pieno di gadget, c’è il Venerabile Vong Savuth che, nonostante le sue tradizionali vesti zafferano, è a suo agio in questa struttura della tecnologia moderna, da dove si diffonde il dharma attraverso le onde radio. "Se generosi laici, monaci buddisti e donne, desiderano partecipare a questo programma", egli dice in khmer, "è possibile chiamarci. Il nostro argomento di oggi è 'giovani tossicodipendenti'. Anche se il contenuto può variare notevolmente, dalla discussione sui cambiamenti climatici alle osservazioni su ciò che fa un buon coniuge, gli argomenti di Vong Savuth hanno un singolare obiettivo: di esaminare i problemi del comune cambogiano attraverso la lente degli insegnamenti del Buddha e rendere tali insegnamenti accessibili per i giovani. "Alcune parti del dharma sono così difficili", dice Vong Savuth "In Cambogia, il 99 per cento della gente rispetta il Buddismo, ma la maggior parte di essi non capisce il dharma - A volte, perfino io non lo capisco. Ma esso è per tutti". Per illuminare i difficili concetti buddisti, Vong Savuth ha imparato a sfruttare al meglio un semplice, chiaro parlare e uno stile di insegnamento molto utile. "Molte persone non sanno leggere" dice, spiegando il suo ricorso alla radio, che amplia il suo potenziale pubblico a chiunque disponga di una radio. Questo approccio più equanime di trasmettere la saggezza buddista è particolarmente importante per Vong Savuth, considerato che per lui è stato molto difficile ottenere una buona formazione. Vivendo in un agriturismo nelle zone rurali della provincia di Stung Treng, Vong Savuth per andare a scuola doveva viaggiare per 8 chilometri ogni giorno e guadare diversi fiumi lungo la strada. A 17 anni, entrò nel monastero, in quanto era l'unica via praticabile per perseguire stati più elevati di apprendimento. Oggi, Vong Savuth è diventato un DJ, andando in onda in diretta ogni giorno dalle 11:45 alle 12:30 pm. La trasmissione inizialmente era un progetto per lo sviluppo del Buddismo, da parte di una ONG locale, e Vong Savuth venne chiamato a cachet per parlare con il pubblico. Poi, il programma è diventato così popolare che l'abate del monastero, Pin-Sem, ha iniziato una campagna per costruire nel monastero la propria stazione radio, che sarebbe in grado di riservare più spazio alle fasce orarie di trasmissione del Dharma, piuttosto che alle notizie di politica del governo date dalla pubblica stazione.


Panchen Lama: è morto il «vero» resta quello «cinese»- PECHINO

«Il Panchen Lama scelto dagli inviati del Dalai Lama è morto. Quello indicato dalla Cina è oggi l'unico Panchen Lama». Le parole di Yoichi Shimatsu risuonano durante una lunga tavola rotonda che la scuola di giornalismo e comunicazione dell'università Qinghua di Pechino, una delle più prestigiose del Paese, ha dedicato alla questione tibetana. Studiosi cinesi e occidentali e un paio di corrispondenti di giornali stranieri (tra cui il Corriere) riuniti per un dibattito dove di un tema cruciale si è discusso con una libertà normalmente impensabile. E che si trattasse dell'ateneo dove nel 1964 si laureò in ingegneria il presidente Hu Jintao aggiunge spessore all'eccezionalità dell'incontro. Ebbene, è qui che Shimatsu, documentarista e già direttore del Japan Times Weekly, ha scandito la sua verità sulla fine dell'11° Panchen Lama, Gedhun Choekyi Nyima, riconosciuto dal Dalai Lama nel 1995, quand'era bambino. Allora le autorità cinesi lo misero sotto tutela, lo nascosero facendone «il più giovane prigioniero di coscienza del mondo», denunciarono le ong per i diritti umani. I cinesi reagirono scegliendo a loro volta un Panchen da crescere leale a Pechino. Gedhun Choekyi Nyima avrebbe vent'anni, oggi. «Ma è morto da tempo. Di malattia: cancro o leucemia»: Shimatsu aggiunge che la notizia della sua scomparsa «è stata tenuta nascosta da tibetani e cinesi per lo stesso motivo, salvare la faccia. La Cina per non rivelare che le fosse morto fra le mani un bimbo che aveva in custodia. Il Dalai Lama e i suoi per non perdere il "loro" eletto e non ammettere che il leader buddhista avesse fallito, indicando un bambino morituro». La notizia non è verificabile né da parte tibetana né cinese. Il bambino non è mai riapparso, al punto che voci incontrollate di un decesso erano già circolate. Shimatsu però assicura: «La mia fonte è certa. È la diplomazia di un Paese occidentale non europeo e di sinistra che, su invito di Pechino, inviò invano medici per tentare di salvare il piccolo. Tutto vero».

Questa notizia era girata giorni fa, ma poi si è scoperto che era un FALSO. O almeno, che è stata fatta girare ad arte dal Governo Cinese…. Dunque, il dubbio resta…

 

Numero 14 - Aprile 2009

TIBET: CONDANNE A MORTE PER RIVOLTA – (ANSA) - Un tribunale sino-tibetano ha condannato a morte quattro persone responsabili di aver appiccato "fatali incendi" durante le proteste di Lhasa il 14 marzo del 2008. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale "Xinua". Nei roghi, secondo quanto riferito dal governo cinese, morirono 18 persone e un poliziotto. Due delle quattro condanne a morte sono state sospese, nel senso che verranno riconsiderate tra due anni. Gli incidenti nella repubblica autonoma iniziarono 4 giorni prima, quando centinaia di monaci manifestarono per ricordare la rivolta anticinese del 1959. E' la sentenza più dura emessa finora dai tribunali di Pechino, dopo le sommosse anti-cinesi che nel marzo 2008 sconvolsero Lhasa e tutta la regione. Altri tre imputati hanno ricevuto l'ergastolo. L'annuncio è stato dato ieri dall'agenzia stampa governativa, Nuova Cina. I condannati sono stati riconosciuti colpevoli di aver partecipato ad assalti e violenze nel corso delle quali sono morti alcuni cinesi del ceppo etnico Han, maggioritario nella Repubblica Popolare. L'apice degli scontri fu nelle giornate del 14 e 15 marzo, quando a Lhasa furono dati alle fiamme diversi negozi gestiti da immigrati Han. E' con quegli episodi che viene giustificato il ricorso alla pena capitale. Di uno solo dei condannati è stato annunciato il nome: si tratta di Losang Gyaltse, accusato di aver incendiato un negozio di abbigliamento provocando la morte del proprietario Zuo Rencun. Il 14 e 15 marzo 2008 il governo fu colto alla sprovvista dalla virulenza e dalla rapida diffusione delle proteste che dilagarono in tutto il Tibet. Le autorità ripresero il controllo inviando colonne dell'esercito e reparti speciali anti-sommossa da tutta la Cina. Ma il danno d'immagine era fatto e la questione tibetana fu una spina nel fianco durante tutti i preparativi dei Giochi di Pechino: il viaggio della fiaccola olimpica in Europa e negli Stati Uniti venne turbato da manifestazioni pro-Tibet. Il governo cinese reagì accusando il Dalai Lama di avere incitato le violenze con un disegno secessionista. Da allora l'offensiva per la normalizzazione del Tibet è andata avanti in due direzioni. All'interno, la polizia cinese ha compiuto migliaia di arresti, ivi compresi nei monasteri buddisti dove molti religiosi sono stati deportati in campi di lavoro e soggetti alla "rieducazione ideologica". A febbraio, 76 prigionieri hanno già ricevuto sentenze definitive, da tre anni di carcere all'ergastolo: i processi si sono sempre svolti a porte chiuse, e gli imputati non hanno diritto alla difesa. La caratteristica segretezza del sistema giudiziario cinese è stata rafforzata dall'isolamento del Tibet, chiuso per un anno agli osservatori stranieri. Altrettanto implacabile è stata la diplomazia di Pechino nell'isolare il Dalai Lama nel mondo. Ogni paese che ha osato dare udienza al leader tibetano in esilio è stato oggetto di dure condanne e minacciato con pesanti ritorsioni. Molti si sono piegati, vista la potenza economica della Repubblica Popolare. L'ultimo caso è stato quello del presidente francese Nicolas Sarkozy. L'anno scorso i cinesi fecero saltare un vertice bilaterale con l'Unione Europea per "castigare" Sarkozy dopo la visita del Dalai Lama in Francia. Al vertice del G/20 a Londra il presidente francese ha incontrato il suo omologo cinese Hu Jintao e ha sottoscritto una dichiarazione sull'appartenenza del Tibet alla Repubblica Popolare, un gesto che la stampa di Parigi interpreta come una umiliante sottomissione.



FRANCIA: POLEMICHE PER CRISTO SU SEDIA ELETTRICA- Parigi, 14.04.09: Polemiche ha suscitato durante le festività pasquali l'esposizione di una scultura di Cristo morto su una sedia elettrica, e non sulla croce, nella cattedrale di Gap, nel sud della Francia. Intitolata 'Pieta' ' - in italiano - la scultura, opera dell' artista britannico Paul Fryer, ha suscitato vive reazioni, "in maggioranza positive", ha osservato il vescovo della diocesi, mons. Jean-Michel di Falco. "Questa opera non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso", ha detto il religioso. Commenti di fedeli e visitatori - accanto alla foto della scultura - sono pubblicati sul sito della diocesi di Gap e sono in gran parte favorevoli all'iniziativa. "La croce non era l' equivalente, all'epoca romana, della sedia elettrica?", si chiede uno dei fedeli. Un altro osserva: "Oggi entriamo in una chiesa senza neanche guardare Cristo sulla croce. Alloro dico grazie a mons. di Falco di svegliarmi". Ci sono anche voci discordanti: "L' esposizione di quest' opera non ha il suo posto in una cattedrale il Venerdì Santo". Oppure: "Se è arte, avrebbero potuto metterla da qualche altra parte"..
 

 

Numero 13 - Aprile 2009

Guinnes dei primati/ La donna dai capelli più lunghi del mondo: Martedí 31.03.2009 16:19 - Xia Aifeng, donna Cinese di 36 anni non si è tagliata i capelli per 16 lunghi anni e ora si ritrova con una folta chioma lunga ben 2.42 mentri rispetto alla sua modesta altezza (1,62 metri circa). Molti affermano che la donna impieghi almeno un ora per riuscire a lavarli ed asciugare tutti i capelli, come è possibili osservare dalle foto, la donna cinese è costretta a salire su un piano rialzato per poter pettinare la sua lunga chioma.
 

 

 

 


Ultime Notizie : SS il Dalai Lama incontra gli scienziati per Dialoghi su Mente e Vita - Dharamsala, HP, India, 6 aprile 2009 - (Phurbu Thinley, Phayul.com) - Scienziati e studiosi occidentali e noti accademici si sono ancora una volta incontrati nella città settentrionale indiana di Dharamsala, sede del Governo in esilio del 14° Dalai Lama del Tibet, durante i cinque giorni di presentazione e dialoghi, facenti parte di una serie di conferenze su "Mente e Vita". Dopodichè insieme a Sua Santità il Dalai Lama, essi hanno visitato i vari siti religiosi nella capitale indiana. Il giorno dopo, insieme con un gruppo di rappresentanti indiani egli ha pregato con i vari membri di altre fedi religiose, in occasione del 50° anniversario da quando egli mise piede sul suolo indiano, e questo è anche stato commemorato dal governo tibetano in esilio con una manifestazione chiamata "Giorni del Ringraziamento all’India". Durante questo incontro, Sua Santità ha detto: “ Carissimi Fratelli e Sorelle, il Tibet è la terra delle nevi che si trova al di là dell’Himalaya a nord dell’India, la Terra degli Arya. Buddha Shakyamuni benedisse questa terra e profetizzò che li sarebbe avvenuta la diffusione del Buddhadharma. Qui si trovano il Monte Kailash e il Lago Manasrovar, che sono considerati sacri dalle principali tradizioni religiose dell’India. Il Tibet è ove hanno origine i quattro grandi fiumi che affluiscono in India e che poi si gettano nei grandi oceani. Geograficamente, esso è considerato l’Altopiano Indiano, che molti grandi maestri Indiani riferironoi come il cielo dei Trenta-tre, (Trayastrimshadeva).
 

 

 

Numero 12 - Aprile 2009

Tra gli esuli tibetani, emerge un nuovo "Buddha vivente" - di Alistair Scrutton e Abhishek Madhukar - E' un "Buddha vivente" e ha un iPod, il 23enne possibile successore del Dalai Lama che potrebbe colmare il vuoto tra i leader tradizionali del Tibet da un lato, e la nuova generazione tibetana e la Cina dall'altro. Il Karmapa Lama, fuggito dal Tibet in India nove anni fa, crede che sia giunto il momento che i tibetani si rinnovino per sopravvivere. "Il Tibet ... ha sviluppato per molte generazioni il suo modo di pensare, uno stile di vita piuttosto obsoleto", ha detto Karmapa a Reuters in una rara intervista dalla sua casa nella città indiana di Dharamsala, dimora di molti tibetani esuli. "C'è un vuoto tra la mentalità tibetana tradizionale e i giovani di oggi ... e questo rappresenta un enorme problema", ha spiegato, con l'aiuto di un traduttore. "Sento che io potrei essere l'anello di congiunzione". Inoltre sono molte le speculazioni secondo cui il Dalai Lama, 73enne che quest'anno celebra il 50esimo anniversario della sua fuga dalla Cina in India, stia per nominare un successore. Ed è il Karmapa, con la sua combinazione di carisma, intelletto e giovane età, quello di cui si parla di più. Nonostante la sua educazione classica tibetana, si distingue dai suoi predecessori: dice di avere un iPod e la Play Station, e gli piacciono i film di Indiana Jones. Il Karmapa per di più è riconosciuto sia dai tibetani che da Pechino, a differenza del Dalai Lama che secondo la Cina ha fomentato una rivolta violenta. "Ha lavorato con i cinesi. I cinesi non sono stranieri per lui", ha detto Jeremy Russell, insegnante di inglese del Karmapa. "Non cova del risentimento nei loro confronti, ma li vede come parte del paesaggio". I monaci, che stanno cercando segnali della rinascita del Lama, hanno scelto questo figlio di nomadi come 17esima reincarnazione della setta Kagyu quando aveva sette anni. La sua fuga da un monastero tibetano per attraversare a piedi e a cavallo l'Himalaya fino in India gli ha anche fatto guadagnare il rispetto degli esuli, inclusi alcuni radicali delusi dal fallimento del Dalai Lama nel conquistare l'autonomia del Tibet. "Ha scelto di abbandonare i privilegi che avrebbe avuto sotto la dominazione cinese. La sua fuga dal Tibet lo ha reso un eroe agli occhi dei tibetani, ed è stata vista come un deliberato atto di opposizione ai cinesi", ha detto Tsering Shakya, un importante professore tibetano. Per altre news visitate il sito www.giotibet.com.


HACKER CINESI IN AZIONE - Una rete di hacker cinesi si sarebbe infiltarata in 1300 computer di 103 paesi differenti. Rovistavano tra documenti top secret degli uffici governativi di mezzo mondo e secondo alcuni ricercatori dell'Università di Toronto con il coinvolgimento diretto del governo di Pechino. La notizia arriva dal New York Times ma immediata è arrivata la smentita dei cinesi. «Sono vecchie storie e vecchie sciocchezze - ha detto il portavoce del console cinese a New York, Gao Wenqi -. Il nostro governo è contrario e proibisce severamente i crimini informatici». Nella rete degli hacker è caduto anche il Dalai Lama. Il computer della guida spirituale, infatti, era controllato dalle "spie virtuali" e non a caso dopo un invito e-mail mandato dal Dalai Lama a un diplomatico straniero il governo cinese ha chiamato il diplomatico scoraggiando la visita. Hacker molto esperti, dunque, che tra le altre cose sono riusciti, grazie ad un elaboratissimo software, ad azionare la telecamera e i sistemi di registrazione audio del computer vittima consentendo di vedere e sentire cosa succedeva nella stanza controllata. (ANSA 30/3/09) 


 

 

Numero 11 - Marzo 2009

La Cina vuole trasformare Lhasa in una metropoli (ANSA – 21.03.2009)- La Cina ha varato un piano per «ridisegnare» Lhasa (nella foto), capitale del Tibet, in modo da farne per il 2020 «una moderna metropoli». Così Pechino vuole sfidare le antiche tradizioni impersonate dal Dalai Lama. Una Protesta su Facebook… Cari Amici, Sono estremamente grato a tutti i membri che hanno aderito al gruppo di ‘I LOVE TIBET!’ Essere amici del Tibet è molto importante per sapere ciò che accade all'interno del Tibet e come i Tibetani vivano in sofferenza! Personalmente, io faccio la pratica di compassione con il pensiero che i nemici o gli avversari sono per me il più grande maestro, come Sua Santità ci insegna, ma oggi ho pianto e ho gridato nel vedere una tale brutalità così tanto disumana. Sono sconcertato per tutto questo e sento una profonda tristezza e dolore. (P.S. - C’era un video che purtroppo è stato rimosso il giorno dopo…)


Tibet, arrestati 95 monaci buddisti dopo l'attacco a una caserma – (ANSA) PECHINO ( 23 marzo) - La polizia cinese ha arrestato 95 monaci tibetani del monastero di Ragya, in una zona a maggioranza tibetana della provincia del Qinghai, dopo che la folla aveva attaccato una caserma. Nell'attacco, avvenuto il 21/3, alcuni funzionari di polizia sono stati «feriti in modo leggero», secondo l’agenzia NuovaCina. Appena una settimana fa erano stati arrestati 100 monaci, o meglio, portati via dal loro monastero «per un periodo di studio». Lo studio, secondo quanto denuncia un gruppo filo-tibetano basato in Gran Bretagna, si svolge di solito in una caserma o in una prigione militare e consiste in sessioni di «educazione» sulla politica del Partito Comunista Cinese. Secondo la Campagna Internazionale per il Tibet, i monaci durante una manifestazione del 25 febbraio avevano chiesto alle autorità cinesi di «riconoscere la volontà del popolo tibetano» e ritorno del Dalai Lama. A dare il via alla pro-testa di sabato scorso, invece è stata la vicenda di un monaco di Ragya di 28 anni, Tashi Sagpo, arrestato dopo che nella sua stanza erano stati trovati una bandiera tibetana e del materiale di propaganda anticinese. Portato al commissariato, il giovane sarebbe rocambolescamente riuscito a darsi alla fuga. Da questo punto in poi le versioni di Nuova Cina e dei militanti tibetani divergono. L'agenzia afferma che il giovane si è dato alla fuga con l'aiuto di altri monaci, mentre in un sito legato al movimento tibetano si sostiene che si è buttato nel vicino fiume Machu, annegando. L’organo cinese precisa che sei monaci sono stati arrestati dalla polizia e che altri 89 «si sono arresi». In un altro atto di protesta, sempre nella Prefettura di Golok, una rudimentale bomba è stata lanciata senza fare vittime contro una caserma della polizia. Nella vicina provincia del Sichuan, in un'altra aerea a popolazione tibetana, quella di Aba, un monaco ha tentato di darsi fuoco per protesta alla fine di febbraio ed è stato bloccato dalla polizia cinese. Dalla prima settimana di marzo quasi tutte le aree a popolazione tibetana della Cina - la Regione Autonoma del Tibet e le aree tibetane del Qinghai, del Sichuan e del Gansu - sono strettamente controllate dalle forze di sicurezza cinesi, che impediscono le visite agli osservatori indipendenti.; ;


OSLO (23 marzo) - Il comitato del Nobel per la Pace ha annunciato oggi che rinuncerà a partecipare ad una conferenza in Sudafrica se il governo di Pretoria non tornerà sui suoi passi rispetto alla decisione di negare il visto al Dalai Lama (premio Nobel per la pace nel 1989), che avrebbe dovuto prendere parte all'evento. «Il comitato dei Nobel norvegese non parteciperà in nessun modo alla conferenza, accanto ai premi Nobel per la Pace, se le autorità sudafricane non revocano il loro rifiuto a rilasciare il visto al Dalai Lama», ha detto Geir Lundestad, segretario generale per lo stesso comitato del Nobel con base a Oslo. Il Dalai Lama avrebbe dovuto partecipare il prossimo venerdì a Johannesburg ad una conferenza dei Nobel per la pace insieme ai «padroni di casa», Desmond Tutu, Nelson Mandela e F.W. de Klerk e al mediatore Onu Martti Ahtisaari, con al centro il tema del calcio come strumento contro il razzismo e la xenofobia, in vista appunto dei mondiali nel 2010. «Il mondo guarda al Sudafrica che ospiterà la Coppa del mondo 2010 e noi non vogliamo che nulla possa perturbarne il messaggio». Oggi il Sudafrica ha riconosciuto di aver negato al Dalai Lama il visto d'ingresso in quanto la sua presenza «non sarebbe nell'interesse del Paese».


 

Numero 10 - Marzo 2009

Tibet, bombe molotov contro la polizia cinese - I Tibetani tornano in piazza alla vigilia del 50esimo anniversario della rivolta fallita contro Pechino (che portò alla fuga del Dalai Lama in India). Nella provincia occidentale di Qinghai decine di persone hanno protestato contro il fermo di un uomo a un posto di blocco delle forze dell’ordine cinesi. Durante la manifestazione alcune molotov sono state lanciate contro auto della polizia e mezzi dei vigili del fuoco, senza causare vittime. A Dharamsala, la città indiana dove ha sede il governo tibetano in esilio, per domani è in programma una manifestazione di 10mila attivisti pro-Tibet nonostante gli appelli alla moderazione del Dalai Lama. Stando ad attivisti tibetani e abitanti del luogo, Aba e' stata recentemente teatro di proteste da parte di monaci tibetani, tra cui un tentativo di darsi fuoco da parte di un giovane bonzo. I gruppi pro-Tibet hanno hanno inoltre denunciato ieri che le forze di sicurezza hanno circondato il monastero tibetano di Sey sempre nella provincia di Aba dopo una manifestazione dei bonzi domenica contro la repressione cinese. Tibet, arrestati 100 monaci e due reporter italiani- Sale la tensione per il Capodanno tibetano, scontri e manifestazioni. Fermati due cronisti italiani. Arrestati anche un centinaio di monaci buddisti di un monastero nella provincia cinese di Qinghai. Lo scorso 25 febbraio avevano organizzato una marcia di protesta contro il regime…

 


Giappone, arrestato ladro di statue buddiste sacre: «rubavo per pregare in casa tutti i giorni»- (ANSA) Così devoto da portarsi le statue dei templi a casa. Itsuo Abe, un imprenditore giapponese di 59 anni, è stato arrestato per il furto di una antica statua, risalente all’era Edo (1603-1867), da un famoso tempio buddhista di Kyoto (nella foto il tempio Kingakuji sempre a Kyoto), l’antica capitale imperiale del Giappone. Alla polizia, che nel suo appartamento ha trovato altre 20 statue sacre e tre dipinti antichi spariti da altri templi negli ultimi mesi, l’uomo ha dichiarato di aver compiuto i furti per «poter pregare in casa tutti i giorni al cospetto delle sacre immagini».

 


Ricostruzione del nuovo gompa di Pomaia - In attesa della conclusione della pratica con l’assicurazione, si sta preparando il progetto da presentare in comune per la ricostruzione e poter così dare avvio ai lavori. Per la prima volta da moltissimi anni non si è potuto celebrare il Losar nel gompa di Lama Tzong Khapa, un luogo che ha rappresentato così tanto per ognuno di noi …. il cuore dell’istituto. Come richiesto da Sua Santità il Dalai Lama quest’anno più che una festa è stato un momento di raccoglimento, di meditazione e di preghiera. Nel suo tradizionale messaggio ai tibetani in occasione dell’inizio del nuovo anno Bue-terra del 17 ciclo di Rabjung nell'anno regale 2136 ha detto tra l’altro: “Ammiro la determinazione presa dai tibetani, dentro e fuori il Tibet, di non dedicarsi ad attività celebrative durante questo capodanno. Piuttosto, ognuno dovrebbe utilizzare questo periodo per abbandonare le azioni non-virtuose e dedicarsi alle azioni virtuose, affinché tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la causa tibetana, inclusi coloro che hanno perso la vita nei tragici eventi dell'anno scorso, possano avere una rapida realizzazione della buddhità tramite successive rinascite nei reami superiori. La dedica è anche per coloro che attualmente sono sottoposti a sofferenze, in modo tale che possano avere immediatamente gioia e libertà. Attraverso una tale accumulazione di merito collettivo, dovremmo lottare tutti per una rapida soluzione della giusta causa tibetana”. Nel frattempo si sono conclusi i lavori di smaltimento delle macerie e il cortile dell’istituto è tornato agibile, così abbiamo potuto partecipare alla benedizione delle bandierine tutti insieme e con lo spazio ripulito, come segno di buon auspicio per il nuovo anno.

Stupa per il veloce ritorno di Ghesce Ciampa Ghiatso - Secondo i consigli dati da Lama Zopa Rinpoche per il veloce ritorno del nostro prezioso e amatissimo Maestro Ghesce Ciampa Ghiatso vanno costruiti due stupa. Dal Nepal è in arrivo lo stupa piccolo chiamato “Girare la ruota del Dharma” fatto di rame e decorato con oro e argento, chi lo ha visto ha detto che è molto bello, fatto con devozione, appena sarà in Istituto ve lo comunicheremo. Lo stupa grande chiamato “Namgyalma” (Stupa della Vittoria) andrà costruito all’Istituto, vi ricordiamo che stiamo raccogliendo i fondi necessari, se volete contribuire potete farlo secondo le modalità indicate più avanti (causale: Stupa di Ghesce Ciampa Ghiatso).

 

Numero 09 - Marzo 2009

Calendario ufficiale degli insegnamenti del Dalai Lama - Sua Santità il Dalai Lama, per nostra fortuna, viaggia molto e dà molti insegnamenti pubblici, sia in India che nel resto del mondo, e quindi in Europa. Il calendario ufficiale dei Suoi tours viene pubblicato con largo anticipo sul nuovo, e bellissimo, sito www.dalailama.com, alla sezione "Schedule", dove troverete anche i link ai siti degli organizzatori dei singoli eventi. Chi abbia in animo di mettersi in cammino, tenga presente che in linea di massima ogni anno si può contare su: un insegnamento o iniziazione nel periodo di Natale, spesso a Bodhgaya (India); i Monlam Teachings, quindici giorni di insegnamenti in marzo a Dharamsala (India); un tour negli Stati Uniti in luglio – agosto; uno - due tours europei, spesso nella tarda primavera o in autunno. Nella pagina "Tours europei" troverete raccolte, man mano che pervengono, notizie ed informazioni pratiche sugli insegnamenti in programma in Europa: come iscriversi, come arrivare, dove alloggiare, se è prevista la traduzione italiana…Segnaliamo un progetto che forse potrà decollare in futuro: Andiamo insieme?: per chi non avesse voglia di organizzarsi da solo. (Notizie anche sulla sezione ‘EVENTI’ del nostro sito…
 


ULTIM’ORA….IL MIO MAESTRO, GHESHE SONAM CHANCHUB, HA LASCIATO IL CORPO…Il giorno 8 marzo 2009 alle ore 14.00 il Venerabile Ghesce Sonam Cianciub ha lasciato il corpo. La sua malattia non era peggiorata, non ha sofferto, si è spento come se stesse dormendo. Negli ultimi 3 giorni ha parlato poco, ma poco prima erano andati a trovarlo molti Monaci anziani che hanno conversato a lungo con Lui. Nell’ultimo messaggio che abbiamo ricevuto da Ghesce La il 18 febbraio, ci ha raccomandato di pubblicare al più presto il Lam.Rim. Il fatto che sia morto nella prima metà del primo mese dell’anno tibetano è un ottimo auspicio. La sua casa è piena di Monaci che pregheranno per tutta la notte, recitando anche i testi radice: Madyamakavatara e Abisamayalankara. Noi possiamo accendere lumini e recitare la Guru Puja, la lode dell’Interdipendenza ed il Mantra di Lama Tzong Khapa che Lui amava tanto: (quello che inizia con MIME TZEUE TERCEN CENRESIG).

MESSAGGIO DI KENSUR RIMPOCHE A TUTTI I DISCEPOLI DI GHESCE SONAM CIANCIUB
Ci raccomanda di non disperarci e non preoccuparsi, tutti dovremo morire un giorno e ciò che è importante è sapere che durante la vita non abbiamo compiuto azioni negative ed abbiamo lavorato per il Dharma e per il bene di tutti gli esseri come ha fatto Ghesce Sonam Jangchub la. Rimpoche dice che pensando alla  vita di Ghesce La, può concludere che non ha fatto nulla di negativo e che ha fatto tanto per i suoi discepoli e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Già da giovane era quello tra i 7 fratelli che ha aiutato di più e ascoltato di più la mamma e in seguito ha sempre dato un grande aiuto alla famiglia e queste azioni positive sono  una grande accumulazione di merito.Come preghiere ci raccomanda di recitare la Guru Puja, Gaden Lha Gyema (che è la versione breve della Guru Puja) e il mantra “Mime Tseue”, tutti dedicati a Lama Tzong Khapa. Queste preghiere sono la miglior causa per poter rinascere nella terra pura di Tushita.  Preghiamo che Ghesce Sonam Jangchub La possa rinascere a Tushita e che anche noi possiamo in futuro rinascere lì e  incontrarlo a Tushita.  La Terra Pura di Tushita è la dimora di Buddha Maitreya, dove da insegnamenti di Dharma, ed è anche la dimora di Lama Tzong Khapa e della maggior parte dei Maestri della tradizione Kadampa. Rimpoche ha detto che se preghiamo in questo modo per Ghesce La, le preghiere saranno particolarmente efficaci, perché noi discepoli abbiamo un legame speciale con Lui proprio perchè è il nostro Maestro. Pregheranno per lui anche tutti i Monaci  a Gaden, assemblati per l'occasione dei festeggiamenti della Grande Preghiera di questo primo mese dell'anno, detto mese dei Miracoli. Inoltre Rimpoche chiederà anche ai Monaci del monastero Tantrico di Gyume di fare delle preghiere. Rimpoche ha detto che ci accompagnerà con i suoi pensieri nelle  nostre preghiere quando pregheremo e reciteremo i mantra.


 

Numero 08 - Marzo 2009

 La Cina si aspetta che il Tibet festeggi…, - Segnalazione da Pechino di Barbara Demick 23/02/2009 Kyodo News - Invece di pianificare le festività per il loro amato Losar (Festa dell’Anno Nuovo), i Tibetani vogliono protestare contro la sovranità Cinese, per ricordare coloro che sono morti negli ultimi anni. Ma Pechino ha altre idee. Il governo cinese vuole mandare un saluto per il nuovo anno dei tibetani: Celebrazioni, o altro. Il Capodanno Tibetano, o Losar, è normalmente la festa più importante dell'anno, in cui i tibetani bruciano l’incenso, fanno cibi speciali e sparano i fuochi d'artificio. Ma quest’anno, i Tibetani hanno dichiarato una moratoria per non celebrare la festività, dicendo invece di voler osservare un periodo di lutto per le persone uccise lo scorso anno, durante le proteste contro la sovranità cinese. La festa, che di solito dura 15 giorni, dovrebbe cominciare mercoledi 25 febbraio e più essa si avvicina e più le tensioni sono in aumento. Nelle ultime settimane, il governo cinese ha chiuso grandi fette di territorio Cinese Occidentale per i visitatori stranieri - non solo lo stesso Tibet, ma anche parti delle province con grandi popolazioni tibetane. Quasi un anno dopo le violente manifestazioni che hanno fatto più di 120 morti, i tibetani stanno cercando una nuova tecnica per una protesta non violenta. "Say No to Losar", “Dì No al Losar” come è chiamata la campagna, è stato lanciata da gruppi di tibetani a Dharamsala, in India, la sede del Dalai Lama in esilio. "Invece della solita celebrazione segnata da canti, balli e altri festeggiamenti, il silenzio sarà osservato e luci al burro si accenderanno in templi e nelle case, per pregare per i defunti", è stato annunciato il mese scorso in una dichiarazione. Tra i Tibetani, però, vi è un vivace dibattito sulla campagna di boicottaggio del Losar. La festa, che risale ai tempi pre-buddisti, è la più amata nel calendario tibetano ed esige elaborati rituali e raduni familiari con grandi pasti. Le famiglie tradizionalmente fanno una zuppa di gnocchi speciali in cui si mescolano varie spezie - pepe, sale, erbe – ed essi vi leggono l’oroscopo a seconda del tipo di gnocco da loro scelto. "L'idea stessa che non ci sarà alcun Losar, c’è da ammetterlo, è un po’ come eliminare il Natale in una comunità cristiana", denuncia uno blogger tibetano. Oltre alla tensione per il Losar, il prossimo mese sarà il 50° anniversario della fallita rivolta anti-cinese, dopo che il Dalai Lama si rifugiò in India. La data è tradizionalmente lo spunto per le proteste in Tibet, e quest'anno potrebbe essere particolarmente tesa in quanto il piano Cinese per l'occasione aveva pensato ad una celebrazione per la liberazione dei Tibetani da ciò che essi chiamano "Giorno dell’emancipazione dei servi della gleba". Il governo Cinese dice che i Tibetani sono stati liberati dalla brutale schiavitù feudale. Rimarranno molto male, per questo cambio di programma… Nicole Liu ed Eliot Gao della sede di Pechino di ‘The Times' hanno contribuito a questa relazione.
 



Cina, in tre si danno fuoco vicino a piazza Tienanmen - PECHINO (25/2) - In occasione del ‘Losar’ il capodanno Tibetano, tre persone si sono date fuoco oggi nel centro di Pechino, all'interno di un'automobile. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina citando un portavoce governativo. La fonte specifica che al momento non si sa se i tre siano vivi o morti. Nessun commento sui motivi del gesto. Anche se il luogo, a meno di un chilometro di distanza dalla celebre Piazza Tienanmen, lascia aperta l'ipotesi di un gesto "politico". Non è chiaro neppure se l'episodio sia da ricollegare al 'Losar', il Capodanno tibetano che cade proprio oggi, a poco meno di un anno dalla brutale repressione seguita alle proteste di piazza a Lhasa e nel resto della regione himalayana
 

 

Numero 07 - Febbraio 2009

Il Dalai Lama riceve la cittadinanza di Roma - (ANSA) Roma, 9/2 - Il Dalai Lama ha ricevuto la cittadinanza onoraria in Campidoglio conferitagli dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. 'Questo premio della cittadinanza onoraria di Roma - ha detto il leader tibetano - e' un ulteriore incoraggia-mento a sostenere l'azione non violenta, mi dà coraggio e posso rinnovare la mia azione non violenta fino alla morte'. L'ingresso del leader tibetano e' stato accolto da un lungo applauso e grida di 'free Tibet'. Alemanno durante la cerimonia ha lanciato un appello per ottenere la piena autonomia del Tibet. 'La sua presenza in questa sala, la sua venuta in Campidoglio, rappresenta la nostra rivolta morale di fronte all'ingiustizia, alla violenza, all'oppressione. Una rivolta morale a difesa dell'identita' dei popoli e del diritto che ha ognuno di noi di esprimere la sua spiritualita' e la sua cultura'.

Dura Protesta di Pechino - (ASCA) Pechino,10/2 - La Cina ha protestato ''con fermezza'' contro la concessione della cittadinanza onoraria delle citta' di Roma e di Venezia al Dalai Lama, il leader spirituale dei buddhisti tibetani. Una portavoce del ministero degli Esteri ha anche avvertito delle possibili conseguenze negative di tale atto sulle relazioni bilaterali. ''Esprimiamo un forte malcontento e una ferma opposizione'', ha detto ai giornalisti la portavoce. ''Speriamo che l'Italia prenda sul serio le preoccupazioni cinesi e adotti immediatamente misure efficaci per eliminare l'impatto negativo e preservare il sano sviluppo delle relazioni bilaterali'', ha aggiunto, senza precisare che tipo di misure sono attese da Pechino. Pechino aveva bruscamente annullato un summit Cina-Unione Europea lo scorso anno, contrariata dall'incontro del presidente francese Nicolas Sarkozy col Dalai Lama. Il Dalai Lama ha aggiunto: «In Tibet la tensione è sempre più alta, al punto che è possibile che scoppi una rivolta»: il monito è stato lanciato oggi dal Dalai Lama, in occasione di una visita nella città tedesca di Baden Baden. Inoltre, un alto funzionario del governo della Regione autonoma del Tibet, Nyima Cering, ha affermato che 76 persone sono state condannate dalla magistratura per le violenze che si sono verificate a Lhasa, capitale della Regione, il 14 marzo dell’anno scorso.

 


MIRACOLO IN CINA - E' nato con il cuore sullo stomaco, una rarissima malformazione: eppure, per miracolo, è ancora vivo, nella meraviglia dei medici, ed ora è a casa con i suoi genitori. Il bimbo dei miracoli è nato in Cina poco più di un mese fa: appena vide la luce, i medici si resero conto della sua malformazione e, a malincuore, dissero ai genitori che non sarebbe vissuto più di una settimana. Ora Lee Chen, il padre, 36 anni, è intenzionato a far operare il bambino per "rimettere il cuore a posto". Il piccolo è uno di due gemelli, ma l'altro bimbo è perfettamente sano. "Io e mia moglie godiamo di perfetta salute, non riusciamo a capire come sia possibile che nostro figlio sia nato così - ha detto Lee - si può vedere il cuore battere sotto la sua pelle. Abbiamo paura a farlo dormire in un lettino perché potrebbe girarsi a pancia in giù e il suo cuore potrebbe fermarsi. Ha bisogno di un'operazione, ma noi siamo poveri e speriamo che qualcuno ci aiuti". L'operazione di cui il bimbo avrebbe bisogno costerebbe all'incirca 35 mila euro.

 


ELUANA: Eravamo già con lei, anche quando non si sapeva dove fosse realmente la sua mente, e qualcuno costringeva il suo corpo a restare imprigionato qui in questa dimensione. Ora, finalmente, se ne è definitivamente andata verso la pace eterna…

Om Gate, gate, paragate, parasamgate, Bodhi Svaha!

 

 

 

Numero 06 - Febbraio 2009

NOTIZIE da POMAIA- Carissimi tutti, eravamo rimasti alle macerie...  sembrava che tutto quello che fosse rimasto erano delle travi carbonizzate, i muri anneriti e la base in metallo che sosteneva l'altare, mentre iniziando il lavoro di sgombero sono apparsi dei veri tesori: i bassorilievi di Cenresig a Mille Braccia e di Buddha Maitreya che erano ancora alle pareti, intatti, solo la vernice si era dissolta. Questi due buddha sembravano sorridere dolcemente verso la nostra comunità, messa a dura prova ancora una volta dall'impermanenza di tutto ciò che ci circonda, dopo che solo quattordici mesi fa il nostro prezioso e amato Maestro Ghesce Ciampa Ghiatso ci aveva lasciato. Un gruppo di volontari ha iniziato a raccogliere tra le macerie le pagine dei testi tibetani di Kangyur e Tengyur e i resti delle numerose statue che una volta erano sull'altare. Le grandi statue di argilla di Lama Tsong Khapa e dei suoi due discepoli e quella di Lama Yesce sono ridotte in frammenti. Le parti superiori delle statue di Buddha Shakyamuni e di Tara Bianca sono gravemente danneggiate, mentre delle statue dei due discepoli del Buddha si sono trovate solo le ciotole per l'elemosina. Curiosamente al cuore del Buddha è stato ritrovato intatto un cioccolatino! La statua di cartapesta di Ghesce Ciampa Ghiatso è sparita, ma il suo dongka (tonaca), che si trovava all'interno, è in parte carbonizzato, ma non impregnato dal forte odore di bruciato che ha pervaso tutto il resto. Poi, poco a poco, si sono rivelati altri tesori che sono rimasti intatti: una statua di Palden Lhamo, manca solo la sua mazza (che ci auguriamo sia stata utilizzata contro le interferenze!); tutte le 21 statue di Tara, che erano state offerte all'Istituto dagli studenti alla fine del Basic Program nel 2007; le piccole statue di Lama Tsong Khapa e dei suoi due discepoli e una piccola statua di Amitayus offerta un anno fa all'Istituto da Gomo Tulku. Le statue intatte vengono riportate alla loro bellezza iniziale con un paziente e attento lavoro, ciò che rimane dei testi  sacri viene bruciato e vengono raccolte le ceneri che saranno utilizzate per fare degli tsa-tsa, come indicato da Dagri Rinpoche, che, al suo arrivo il giorno dell'incendio, ci aveva aiutato ad affrontare l'accaduto, spiegandoci che, essendosi verificato l'incendio il 29 del mese tibetano (giorno in cui si fanno le pratiche per eliminare le interferenze) dovevamo interpretarlo come un segno di purificazione dalle interferenze e quindi, come risultato, l'Istituto prospererà in futuro. Cogliamo l'occasione per ringraziare quanti di voi continuano a sostenere con tanto entusiasmo le iniziative per raccogliere i fondi necessari per  ricostruire ciò che è andato distrutto e per costruire un nuovo gompa più grande e che porti gioia in ognuno di noi, come consigliato da tutti i nostri Maestri. In particolare un grande GRAZIE per tutti i messaggi di sostegno e incoraggiamento ricevuti!

Come sapete, tra poco inizierà il nuovo anno secondo il calendario tibetano, sarà il 2136, segno del bue di terra. E' usanza tibetana pulire e lavare tutto il giorno prima, per iniziare il nuovo anno con i migliori auspici. Per l'occasione viene rinnovato l'altare di casa e si cambia la kata (sciarpa augurale bianca) che rimarrà poi per tutto il nuovo anno. Il secondo giorno dei festeggiamenti si cambiano le bandierine di preghiera appese alla porta o alla finestra e quelle vecchie vengono bruciate. La kata viene anche usata per contornare quadri o tangke di divinità e come gesto di benvenuto quando si incontra per la prima volta un Maestro. Ora più che mai c'è bisogno dell'aiuto di voi tutti, perché solo insieme potremo realizzare grandi progetti per beneficiare tutti gli esseri. Grazie di cuore a tutti e rinnoviamo l'appello ad aiutarci! Potete contribuire tramite: Bonifico bancario: Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa, Livorno  Filiale di Rosignano Marittimo- IBAN IT21 A 06200 25100 000000000048 - SWIFT: BPALIT3L - Intestato a: Istituto Lama Tzong Khapa - causale: "gompa"

Oppure con un versamento tramite PayPal andando sul sito dell'Istituto www.iltk.it - L'Istituto Lama Tzong Khapa, a norma del D.Lgs. 196/2003, si impegna a proteggere la riservatezza dei dati comunicati –

(Il CENTRO NIRVANA, tramite il nostro Fabio, ha fatto una sottoscrizione tra i suoi (pochi) frequentatori ed ha raccolto una somma, piccola ma dignitosa, che verrà inviata al più presto all’Istituto Lama Tzong Khapa).


Il caso Eluana Englaro e il tabù della morte

Noi siamo con lei, ovunque sia… di sicuro, non più qui…
Cliccando su questa URL, si può accedere ad un bellissimo video sulla Prajnaparamita in Cinese… http://www.youtube.com/user/nilavani

OM Gate Gate, Paragate, Parasamgate Bodhi Svaha…

 

 

 

Numero 05 - Febbraio 2009

Tibet/ Dalai Lama ricoverato d'urgenza - 02.02.2009 - Ricovero d'urgenza a New Delhi per il Dalai Lama: lo ha annunciato dalla capitale indiana il portavoce del leader spirituale dei buddhisti tibetani, secondo cui il premio Nobel per la Pace 1989 è stato trasferito in ospedale dopo aver accusato forti dolori alle braccia. Le condizioni non sarebbero però gravi. Lo ha affermato uno dei suoi portavoce, Chhime Chhoekyapa, secondo cui il leader spirituale dei buddhisti tibetani accuserebbe solo un "lieve disturbo" a un braccio. "I medici hanno assicurato che non è assolutamente grave", ha sottolineato il portavoce, "ma hanno ritenuto fosse meglio sottoporlo a esami prima della partenza per l'Europa, l'8 febbraio prossimo". Il viaggio sembrerebbe dunque al momento rimanere confermato. La prima tappa sarà a Roma, dove il leader tibetano riceverà la cittadinanza onoraria. Un altro rappresentante del 74enne premio Nobel per la Pace 1989, Tenzin Takhla, ha aggiunto che questi si trova nell'ospedale 'Apollo' della capitale indiana, dove è subito stato sottoposto a check-up. "Non siamo ancora in grado di affermare che cosa gli sia successo, ma per domani è previsto che ritorniamo a Dharamsala. Si tratta della cittadina nel nord dell'India dove il Dalai Lama e il governo in esilio del Tibet risiedono dal 1959; al momento del malore il Dalai Lama, al secolo Tenzin Gyatso, si trovava proprio lì. Di recente il leader buddhista era stato in ospedale altre volte per vari problemi di salute.

AGGIORNAMENTO DEL 04 FEBBRAIO: Gentili amici  come avrete gia appreso da tutti i giornali e tg le notizie sulla salute di S.S. il Dalai Lama sono buone, è uscito dall'ospedale ed ha confermato il suo arrivo a Roma. A questo proposito vi comunichiamo che la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a S.S. sarà trasmessa in diretta da un maxi schermo sulla piazza del Campidoglio lunedì 9 febbraio alle ore 14.00. Vi aspettiamo numerosi a salutare S.S. al suo arrivo...


Nazca, i misteri delle linee: "Erano cammini sacri" - È il mistero più dibattuto della civiltà precolombiana: le linee di Nazca, nel Perù meridionale, si estendono per 400 chilometri quadrati. Ma per ammirarle bisogna salire su un piccolo aereo o su una mongolfiera. E per capirle va fatto un salto nel tempo di oltre 2000 anni. L'archeologo Tomasz Gorka, dell'università di Monaco, come riferisce la rivista New Scientist, è arrivato a una conclusione: il colibrì, la scimmia, il ragno, il condor e tutte le altre figure erano il tracciato di cammini sacri. Vanno in archivio, fino a prova contraria, le teorie sull'arrivo di extraterrestri o creature sconosciute. Anche se il dubbio resta: enormi disegni visibili solo dall'alto, nessuna montagna nelle vicinanze. Uno spettacolo affascinante che attira migliaia di turisti ogni anno. "Le linee di Nazca erano dei sentieri rituali, questo è già stato segnalato in passato- spiega Giuseppe Orefici, direttore del Centro It. Studi e Ricerche Precolombiane - la simbologia raffigurata è infatti la stessa che troviamo sugli oggetti di terracotta. Si tratta di immagini che invocano la divinità, realiz-zate con un sistema molto semplice, cioè rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto".


 

In cerchio per il Mahatma. Il 30 gennaio 1948, esattamente 61 anni fa, a Nuova Delhi un fanatico indù uccideva Mohandas Karamchand Gandhi. Così, il giorno 30 gennaio 2009, per celebrare l’anniversario, si si sono svolte centinaia di iniziative in tutta l’India: nel Nord del Paese, in una scuola di Lucknow, un maestro, circondato dagli alunni, dà gli ultimi ritocchi a un grande ritratto del Mahatma che verrà posto sul muro

 

 

Numero 04 - Gennaio 2009

CANDIDATA A MISS MONDO MUORE PER UN VIRUS - Ha solo 20 anni ed è morta perdendo prima mani e gambe a causa di un terribile virus. Per un po’ è stata tenuta in vita da una macchina nella città di Serra, Espirito Santo. Mariana Bridi da Costa, candidata brasiliana a Miss Mondo, a cui era stato diagnosticato il batterio Pseudomonas aeruginosa, che provoca infezioni e che spesso è letale, era una bella ragazza mora con gli occhi castani. Mariana ha dovuto subire l'amputazione di mani e gambe prima di lasciare definitivamente questo mondo. All'inizio i medici avevano pensato a semplici calcoli renali, poi la scoperta del virus. Alcuni amici della ragazza accusano i medici, che in un primo momento avrebbero valutato in modo sbagliato la gravità della patologia. (Triste evidenza del Samsara…)


DALAI LAMA: IL 10 FEBBRAIO CITTADINANZA ONORARIA A VENEZIA - (ASCA) – Venezia. Dopo Roma, a Sua Santita' il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, verra' conferita il giorno martedi' 10 febbraio, alle ore 9, dal sindaco Massimo Cacciari, la cittadinanza onoraria di Venezia, nella sede del Municipio - S. Marco 4136 - durante una seduta straordinaria del Consiglio comunale. La seduta sara' aperta dal saluto del presidente del Consiglio comunale, Renato Boraso, al quale seguira' l'allocuzione del sindaco e quindi l'intervento di Sua Santita' il Dalai Lama. Successivamente, a partire dalle ore 10.10, il Dalai Lama incontrera' nella sede della Biblioteca Marciana i componenti del Comitato d'onore e delle associazioni che intendono salutare la sua visita a Venezia.;


Roma, 19 gen. - (Adnkronos) - ''Finalmente Tenzin Gyasto XIV Dalai Lama ricevera' la cittadinanza onoraria di Roma. La proposta approvata oggi, infatti, conclude l'iter istituzionale iniziato con l'approvazione in Aula Giulio Cesare della mozione che ha impegnato il Comune di Roma ad esprimere solidarieta' al popolo tibetano e alla politica di non violenza e di dialogo da sempre perseguita dal Dalai Lama''. Lo ha dichiarato Ugo Cassone, consigliere PdL del Comune di Roma.''Non posso che esprimere soddisfazione, dunque, per il raggiungimento di questo importante traguardo per la nostra citta' - aggiunge Cassone-, da sempre contraria a qualunque forma di prevaricazione sulle persone e che ben rappresenta il nostro modo di pensare la politica come rappresentazione della vita civile. La visita del Dalai Lama a Roma sara' un importante motivo di riflessione in merito alla annosa questione, ormai non più procrastinabile, del rispetto dei più basilari diritti civili in Cina''.


L’ANTARTIDE SI STA RISCALDANDO, ROMA (ANSA) Anche i ghiacci dell'Antar-tide potrebbero essere in pericolo, contrariamente a quanto ritenuto finora: infatti le terre e i mari che circondano il Polo Sud si sono riscaldate a ritmi comparabili al resto del globo e, nonostante il raffreddamento registrato nella parte orientale, globalmente le temperature del continente sono salite di circa mezzo grado negli ultimi 50 anni. Sono i risultati per nulla confortanti di uno studio riportato sulla rivista Nature. Ricercatori Americani dell'Università di Washington diretti da Eric Steig, hanno misurato per la prima volta in modo sistematico e completo le temperature del continente polare antartico dal 1957 al 2006, lasciando emergere per la prima volta la verità a proposito dell'Antartide, sul cui conto finora si avevano solo informazioni frammentarie. Basato sull'analisi statistica di dati da satelliti e dalle stazioni meteorologiche, lo studio mostra che il riscaldamento della parte occidentale del continente antartico ha superato il decimo di grado Celsius per decade negli ultimi 50 anni, un valore che annulla ampiamente (e supera) il raffredamento della parte orientale. "Quello che si sente dire spesso è che l'Antartide si stia raffreddando - afferma Steig - ma non è così, di fatto nel suo insieme il continente si sta scaldando". Con una superficie complessiva di circa 14 milioni di km quadrati, l'Antartide è il quinto continente in ordine di grandezza. Il 98% del suo territorio è coperto da ghiacci.


STREPITOSO! - QUESTO SITO CONTIENE UN VIDEO DI 60 SECONDI TANTO INSOLITO QUANTO TENERO... NON PERDETELO. www.youtube.com/watch?v=7ikm3o5hDks

 

 

Numero 03 - Gennaio 2009

A Torino l'apertura del Mao, il nuovo Museo d'Arte Orientale che ospita opere provenienti da Cina, Giappone e Asia Centrale. Con l'apertura del Mao, il nuovo Museo d'Arte Orientale, da poco inaugurato, con sede nelle sale del Palazzo Mazzonis, il capoluogo piemontese conferma la sua antica vocazione orientalistica. Non a caso Nietzche definì Torino "una via spirituale per l'Oriente". Anche se la città della Mole Antonelliana vanta un'Università che ha alle spalle una grande tradizione di studi sanscritistici, un grande impegno nella ricerca archeologica e istituzioni da sempre sensibili all'incentivazione delle relazioni col mondo orientale. Collocato nel cuore del quadrilatero romano della città, che costituisce una delle trasformazioni urbanistiche più significative della nuova Torino, il Mao si distingue per i suoi 1400 metri quadrati di esposizione permanente e le 1500 opere provenienti da diversi Paesi dell'Asia (dall'India al Giappone, dall'Afghanistan al Tibet) con alcuni pezzi di assoluta eccellenza. Già dal portone di accesso della settecentesca residenza nobiliare, situata in via S. Domenico, il visitatore si appresta a scoprire un nuovo mondo. E da qui inizia la visita delle sale contenenti le collezioni, suddivise in cinque sezioni fondamentali: l'Asia Meridionale, la Cina, la Regione Himalayana, i Paesi Islamici e il Giappone. La galleria dedicata all'Asia Meridionale, al piano terreno, ospita le collezioni del Gandhara, dell'India e del Sud est Asiatico. Accanto ai fregi del grande stupa di Butkara, frutto degli scavi condotti negli anni '50 dalla sede piemontese dell'Ismeo, la sezione dedicata al Gandhara ospita una serie di statue in scisto, stucco e terracotta acquistate negli ultimi anni.Nelle sale destinate all'arte indiana sono collocati rilievi e sculture che vanno dal II secolo a.C. al XIV secolo d.C. e comprendono importanti esempi dell'arte Kushana - come la grande testa di Buddha, in arenaria rossa maculata (I – II sec. d. C), una delle più mature testimonianze della scuola di Mathura - dell'arte Gupta e del Medioevo Indiano: tra i pezzi più significativi, in quest’ultimo caso, citiamo una grande stele in arenaria del X – XI sec. d.C. proveniente dall'India centrale, rara immagine buddista dell'epoca raffigurante Tara (la più nota figura femminile del pantheon mahayanico, la salvatrice, ma anche la stella che illumina il cammino), e una scultura dalla ricca composizione e dall'elegante ornato, proveniente dall'India nord-orientale e riconducibile allo stile Pala-Sena, che presenta Shiva (Maheshvara) e la consorte Parvati (Uma). Del Sudest Asiatico il Mao offre esempi dell'arte thailandese, birmana e cambogiana, che riflettono l’'troduzione di iconografie e stili di origine indiana, ma anche le elaborazioni originali seguite alla fine degli stati indianizzati. Sono presenti sculture Khmer in pietra provenienti dall'area di Angkor e, accanto a queste, opere birmane e thailandesi in legno e in bronzo, laccate e dorate, che vanno dal X al XVIII secolo. Monumentale – tra gli esempi che si possono ricordare - la scultura lignea di un Buddha coronato (XIII sec. d. C.) dai canoni stilistici della scuola di Pagan: alta oltre 180 cm, l'opera risulta intagliata in un unico tronco. Al secondo piano, nella sezione dedicata alla Regione Himalayana, sono collocate importanti collezioni di quell'arte buddhista tibetana che efficacemente traduce in pitture e sculture le radicali innovazioni introdotte nel Buddhismo dal diffondersi dei tantra. Questa produzione, che naturalmente risente l'influenza della cultura e dell'arte indiane e cinesi, inevitabilmente manifesta un certo sincretismo, ma risulta tuttavia originalissima nelle straordinarie creazioni iconografiche che strettamente seguono ad ogni nuova visionaria interpretazione dottrinale emergente dalle pratiche tantriche. Si trovano fra tali opere sculture in legno e in metallo, strumenti rituali riccamente decorati e numerosi dipinti a tempera su tessuto (thang-ka) databili dal XII al XVIII secolo. Il museo dispone inoltre di due preziosi manoscritti del XV secolo e possiede una delle maggiori raccolte europee di copertine lignee dei volumi del Canone Buddhista Tibetano (bKa'-'gyur) intagliate e dipinte. Le distruzioni operate in Tibet nel corso della Rivoluzione Culturale cinese hanno disperso una parte notevole dello straordinario patrimonio artistico del paese che, giunta in Occidente, vi ha tuttavia creato vivaci motivi di studio e di interesse. Al Mao, fra altri suoi tesori, si trovano importanti frammenti in bronzo dorato provenienti dai 18 grandi stupa di gDan-sa-mthil, il più importante centro politico-religioso del Tibet alla metà del XV secolo.

 

 

 

 

Il prossimo 9 febbraio il Dalai Lama riceverà la cittadinanza onoraria di Roma. Il leader spirituale si fermerà nella capitale durante il viaggio in Europa che, più volte rimandato, sta finalmente per iniziare proprio da Roma, prima tappa tra le città europee che lo accoglieranno. Nel settembre scorso il Consiglio comunale di Roma aveva approvato a stragrande maggioranza una mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Tenzin Gyasto XIV Dalai Lama, per «il suo impegno internazionale per trovare una soluzione pacifica per il Tibet e per aver diffuso il principio della riaffermazione dei diritti umani e della pacificazione fra i popoli». La cittadinanza avrebbe dovuto essere conferita in autunno, nell' ambito del Festival Internazionale del Cinema e della giornata in questo contesto dedicata al Tibet ma, per motivi di salute del leader tibetano, la cerimonia era stata rimandata. Il 9 febbraio una seduta straordinaria del Consiglio comunale riceverà il Dalai Lama per assegnargli l' onorificenza.

 

 

Numero 02 - Gennaio 2009

Il monastero buddista  di Pomaia  dopo l’incendio

Le parole di Dagri Rinpoce 

Nonostante il rogo che ha distrutto la nostra sala di meditazione, è stato fatto il corso previsto dal 27 al 2 gennaio. La 'palestra', abilmente preparata dagli organizzatori, ha potuto accogliere circa 120 persone, riunite ad ascoltare il lama Dagri Rinpoce. Dagri Rinpoce ha aperto la sessione parlando del disastro che ha colpito l'Istituto, dicendo di considerarlo il segno positivo di una grande purificazione e di incremento a uno sviluppo ancora più grande dell'Istituto. Nonostante siano andate distrutte le statue dei buddha, ha detto, queste possono essere sostituite con altre. Dato che sua santità il Dalai Lama è ancora vivente, la ricostruzione del gompa e le nuove statue possono essere un'occasione per invitarlo a benedire la nuova struttura. Dagri Rinpoce, inoltre, ha sottolineato che il giorno dell'incendio corrispondeva al 29 giorno del calendario tibetano, in cui si lanciano le torme contro le interferenze, per cui l'evento va considerato come un'eliminazione delle interferenze alla vita di Sua Santità e al veloce ritorno di Ghesce Ciampa Ghiatso. Dobbiamo quindi non avvilirci e gioire per le interferenze eliminate. Trovandoci in un Paese dove esiste la libertà di culto, possiamo sperare nell'aiuto del Governo e delle altre associazioni religiose, costituendo quindi un elemento di unione delle forze positive.

Queste le parole di Dagri Rinpoce. 

La direzione dell'Istituto, tutto lo staff e gli ospiti ringraziano di cuore tutti coloro che hanno manifestato in tanti modi la loro solidarietà. 

 

Su http://www.youtube.com/view_play_list?p=5650C259E0FAEBD5

potete trovare un set di filmati amatoriali che documentano l'accaduto
e un reportage fotografico di ciò che è rimasto del gompa cliccando su

http://picasaweb.google.it/lh/photo/n804qhMvYf3tlonmp9It5g?feat=directlink

Donne/ Sonia Ghandi tra i potenti del mondo ( 05.01.2009) Nell’elenco dei cinquanta personaggi più potenti del mondo secondo Newsweek un solo nome suona italiano, quello di Sonia Gandhi, che un tempo si chiamava Sonia Maino. “Nata in Italia”, ricorda il settimanale, e ancora oggi i suoi avversari politici la chiamano con disprezzo “la  straniera”. Lei non si scompone: “Io sono indiana nel mio cuore”. E Sonia Gandhi non solo è indiana, ma è anche il vero leader del suo Paese d’adozione: patria fino al momento della mia morte". Oggi, gli indiani la chiamano Mata Gandhi, la Madre della nazione. Sonia non voleva darsi alla politica e non avrebbe voluto che lo facesse nemmeno il marito Rajiv, che aveva conosciuto nei primi anni ’60 a Cambridge: lei aveva diciotto anni, veniva da una famiglia piemontese piccolo-borghese e per mantenersi agli studi faceva la barista; lui frequentava il Trinity College e aveva il cognome più famoso dell’intera India. Si sposano nel 1968 sfidando entrambe le famiglie, quella di Sonia che non approvava la sua scelta di trapiantarsi in India, quella di Rajiv che avrebbe voluto per lui, figlio e nipote di primi ministri, una moglie della sua classe sociale. Sarà invece proprio Sonia la nuora più amata dalla suocera Indira, che morirà fra le sue braccia nel 1984, colpita dalle proprie guardie del corpo. Ma per gli indiani Sonia non è ancora una di loro, nemmeno quando, diventato Rajiv primo ministro, prende la cittadinanza, comincia a imparare l’hindi e a indossare il sari tradizionale: i giornali la accusano di amare troppo il lusso e di ricevere percentuali dalle aziende italiane che fanno affari in India. Così Sonia Gandhi, dimostrando di non volere il potere, ma l’interesse della nazione, conquista l’opinione pubblica ed il popolo e diventa finalmente indiana. Sonia sta preparando con successo la strada per la quarta generazione della famiglia Gandhi: “la straniera” è ormai un vero politico e una vera indiana.