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Sovente ricevo
melodrammatiche comunicazioni su alcuni fatti trascorsi da tempo e spacciati
per nuovi; magari gli autori non sanno nemmeno più cos’altro scrivere,
avendo essi esaurito la scorta di novità… Ma, non demordono. Infatti, devo
osservare che alcuni restano avvinghiati al computer come se fossero malati
d’asma, attaccati al tub o
dell’ossigeno. Soprattutto, è su Facebook, oppure sui siti di gossip, che si
perde tempo, per non parlare dei siti per la ricerca di anime gemelle,
scambi di musiche, acquisti on line, etc…
Ogni tanto “qualche
amica”, che non nomino, mi ha confessato di stare sveglia tutta la notte
appiccicata al computer, incapace di staccarsi dalle tentazioni del web… Il
brutto è che lei crede addirittura che così facendo si svolga un’azione
sociale e di informativa utilità … ed allo stesso tempo magari ha
completamente smesso di scrivermi qualsiasi cosa di personale.. limitandosi
alle comunicazioni di servizio collettivo.
Sono costernato…
eppure, anch’io sto proprio qua a scrivere lettere su lettere, articoli su
articoli, pensando di svolgere un dovere, cercando di mantenere nel web un
minimo di concretezza o almeno un ectoplasmica presenza umana… e lo faccio
ogni giorno… e lo sto facendo pure adesso… e vi inviterò a leggere le mie
elucubrazioni in tal modo rientrando nel mucchio dei web dipendenti, volente
o nolente, e chiamando la mia azione: “comunicazione”!
Cari amici del web,
vorrei porvi una domanda: è possibile una forma di comunicazione su
internet? Pensate realmente che essa possa influire sui costumi e sulla
politica? Ritenete che questa marea di informazioni in continuo flusso che
inviate e ricevete possa influenzare la vostra vita e quella delle persone
alle quali vi rivolgete con il computer che avete davanti agli occhi? Alcuni
psicostorici ritengono che solo le forme pensiero che siano sostenute da
immagini accompagnate da emozioni e sentimenti, oltre che da intelligenza,
possano essere recepite nel subconscio e quindi entrare a far parte della
cultura umana. Infatti, le forme pensiero vengono inizialmente rielaborate
dal subconscio in sogni, immaginazioni, invenzioni e, successivamente, in
credenze, filosofie, religioni, ideologie, etc.
Quindi, il processo
della trasmissione ed assimilazione delle notizie date e ricevute, nel
contesto culturale umano, è alquanto complesso e può richiedere anni ed
anni. Ed in effetti, le attuali forme pensiero, quelle consolidate nelle
nostra società, sono il vero risultato di una lenta crescita all'interno
della psiche collettiva, una crescita che è iniziata parecchie centinaia e
migliaia di anni fa... Lo dimostra anche il fatto che le religioni - ad
esempio - hanno durata millenaria e non parlo solo del Cristianesimo o
Giudaismo o Islamismo, che sono tutto sommato alquanto recenti, mi riferisco
invece alle religioni matristiche ed animistiche che hanno avuto incubazioni
di migliaia di anni..., e ancora sono presenti in vari modi nella nostra
cultura attuale. Questo perché, come avviene in natura e nel mondo della
fisica, "nulla si crea e nulla si distrugge… ma tutto si trasforma".
La trasformazione
comunicativa, sempre in perenne corso, ha subito una forte acce-lerazione
con internet, una accelerazione che è iniziata prima in forma passiva con la
radio e la televisione ed ora è diventata interattiva con il web. Ma
torniamo alla questione iniziale e vediamo se esiste una risposta, o più
risposte alle domande, e qui inserisco alcune ipotesi… le previsioni sono
sempre difficili, e qualsiasi previsione è ipotetica. Per quanto riguarda
questo aspetto, dobbiamo riferirci alla documentazione storica.
E la storia ci insegna che le grandi rivoluzioni sono in realtà
trasformazione del sistema “comunicazionale”. Ad esempio come accadde con la
invenzione della stampa, oppure nel modo in cui avvengono le
trasformazioni linguistiche (gli slang). Abbiamo visto in passato che il
potere della chiesa, così come il potere medico-sanitario, è caduto in
lenta e graduale decadenza con l'abbandono del latino, e ciò non perché gli
addetti ai lavori non capissero le conseguenze di tale scelta ma proprio
perché nel processo di modernizzazione era inevitabile… Con l'invenzione
della stampa – ad esempio - il primo libro veicolato è stato la Bibbia, ma
non quella controllata dalla Chiesa Cattolica…, ecco da qui la forza di
Lutero e degli altri riformisti. Il controllo del mezzo di comunicazione
significa il controllo di tutto il resto”. (Giorgio Vitali)
Ma vediamo bene, è
forse possibile un controllo sui modi espressivi della comunica-zione? In
effetti anche l’ipotetico controllo deve tener conto delle mutazioni in cui
si muovono l’informazione e la trasmissione del pensiero. Così, succede una
evoluzione fatale nella conquista elettronica, come proprio sta avvenendo su
internet, inizialmente costruita per motivi di supremazia militare e
politica, e che alla fine si è democratizzata per forza propria. La
comunicazione interattiva, una volta avviata, ha preso il soprav-vento ed
il numero di messaggi partiti ed arrivati è inestinguibile! Quindi, la
rincorsa del potere che cerca di correre ai ripari, è perlomeno altrettanto
caotica della stessa immissione di notizie incontrollabili su internet.
Chi detiene ipotetici
poteri di controllo cerca di controbilanciare quella messe di nuove idee
come si fece in passato con il Concilio di Trento, creando realtà
paramassoniche, come i gesuiti, i dottrinari, gli inquisitori mediatici ed
altri ancora. E di fronte all'affie-volirsi della fede nei dogmi, ci
provarono con l'Opus Dei, i Cavalieri di Cristo, i Focolari, i Legionari di
Cristo. Cercando cioè, di rintuzzare la fantasia con altrettanta fantasia.
Alla fine, la diffusione del pensiero laico ed il recupero di dottrine
esoteriche, tenute "occulte" per ragioni di sicurezza, presero il
sopravvento sul dogmatismo religioso.
Su internet, un nuovo
processo informativo (e siamo solo agli inizi!) è ormai avviato e
sarà difficilissimo bloccarlo… e a poco può servire l'utilizzo di
altre indicazioni veicolate dai Media facenti parte del Sistema. Anzi, è
proprio questo gioco dell’inosservanza e dell'evasione che consente ai
“violatori” di trionfare su internet. Ecco cosa ne pensa un internauta, mio
amico: “...Internet è già sfuggito di mano agli apprendisti stregoni che lo
hanno inventato. Per loro, era necessario alla logica della
globalizzazione, così da spostare informazioni e miliardi (di dollari o di
euro, non importa) da un capo all'altro del mondo con un click. E' utile
anche per intorpidire la mente dei gonzi, con il sesso facile su internet.
Ma, essi non sospettavano il focolaio, in netta espansione, delle idee
eterodosse. In Canada, avrebbero trovato una soluzione per il controllo: “Se
tu navighi su certi siti (quelli cioè dei padroni del vapore), hai tutto
compreso nel pacchetto; se navighi al di fuori, paghi tariffe proibitive per
tutto il tempo di connessione. I canadesi però si sono ribellati e la
partita è tuttora aperta”.
E malgrado le varie
visioni e strumentalizzazioni del nuovo metodo di comunicazione globale,
abbiamo comunque visto che gli “argomenti” che coinvolgono di più gli utenti
in fondo sono sempre gli stessi: religione, sesso, costume, e qui
aggiungerei anche “il mito”; infatti il mito è un elemento ricorrente in
ogni ‘modus’ comunicativo, è il ponte fra la realtà e la fantasia. Così,
scorgiamo su internet la presenza della fantasia nelle cosiddette “leggende
metropolitane”, ovvero storie messe e inserite nel web al limite della
credibilità, storie che rappresentano ciò che si vorrebbe credere ‘reale’, e
che viene magari anche ritenuto vero in uno spazio della nostra mente.
Insomma, tramite queste cronache, si ricrea il meccanismo della narrazione
primitiva della tribù attorno al fuoco e delle avventure che si
raccontavano, e che diedero origine alle immagini di draghi, chimere,
fantasmi, dèi, demoni ed eroi. Sono quelle “forme pensiero” in grado di
assumere una consistenza abbastanza forte da poter essere ritrasmesse e
divenire parte integrante della cultura.
Ed anche questa lunga
lettera, ovviamente, rientra in questo processo formativo al limite del
fantastico, in cui si dice e non si dice, si evoca ma si distingue, in cui
la realtà del web viene comparata al sogno ed alla creazione onirica. Ecco,
ora siamo in piena leggenda letteraria metropolitana! In ogni caso, vi
ringrazio dell’attenzione prestata e, se lo volete, scrivetemi la vostra
opinione-commento, e la pubblicherò (così restiamo un altro po’ connessi…).
Grazie! (Paolo)J; Commento mio: Grazie a te,
Paolo! J
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