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Maharaj dice spesso che pochissimi di coloro che vengono da lui
sono novizi nel campo della conoscenza spirituale. Generalmente sono
persone
che hanno viaggiato in lungo ed in largo in cerca della conoscenza, che
hanno letto molti libri, incontrato molti Guru e che hanno una certa
idea del tutto, ma raramente una chiara visione di ciò che hanno cercato.
Molti di essi non esitano a riconoscere che tutti i loro sforzi si sono
dimostrati vani e che si sentono frustrati e delusi. Ci sono alcuni che si
chiedono persino se hanno rincorso una semplice illusione. Comunque, a
dispetto di tutta la loro frustrazione e depres-sione, sembra che sappiano
che la vita ha un significato ultimo.
Maharaj è profondamente interessato a questi visitatori e ha una particolare
disponibilità per essi, ma ignora totalmente coloro che vengono da lui per
vana curiosità o con lo scopo di poter poi parlare di lui ad una festa con
l'attitudine "sono più santo di te" o forse con condiscendenza.
Infine, c'è un tipo di persone - gli intellettuali cotti a metà - che
vengono da Maharaj a mettere alla prova la loro "conoscenza" accumulata e
quando rispondono alla solita domanda di Maharaj sul loro retro terra
spirituale, costoro raramente tralasciano di menzionare, con orgoglio, la
lunga lista di libri che hanno studiato e di santi e saggi che hanno
incontrato.
Maharaj riceve queste informazioni con un sorriso birichino e potrebbe dire
qualcosa che gonfierebbe ulteriormente il loro ego. Per esempio
potrebbe dire: Bene, allora oggi avremo una conversazione insolitamente
elevata. Oppure potrebbe dire:
Bene, devo dire che oggi siamo tutti onorati dalla tua presenza e potremmo
imparare qualcosa di nuovo. O potrebbe dire: Ho studiato soltanto sino alla
quarta elementare ed ora eccoti qui, laureato in filosofia con tutte
le Upanishad sulla punta delle dita; com' è gratificante! Mentre le
discussioni procedono, ci sarà una vasta gamma di reazioni da parte di
questi luminari. Alcuni di essi inizieranno dal campo di conoscenza in cui
si considerano più o meno allo stesso livello di Maharaj. Poi, nel giro di
pochi minuti, l'enorme differenza diventerà così ovvia che cominceranno ad
adottare un atteggiamento di umiltà ascoltando, piuttosto che parlando.
Presto realizzano quanto è vuota la loro pedanteria e la pignoleria delle
loro teorie e dei loro concetti.
Un mattino, arrivò da Maharaj una donna Europea. Lodò profusamente il libro
Io Sono Quello e disse che era una grande fortuna essere in grado di
porgere i suoi omaggi a Maharaj, di persona. Aveva viaggiato in lungo ed in
largo, aveva incontrato molti insegnanti spirituali, ma non aveva mai
sentito di avere trovato ciò che stava cercando ed era ora sicura che la sua
ricerca era finalmente terminata ai piedi di Maharaj.
Evidentemente aveva avuto alcune "esperienze" che altri Guru avevano
probabilmente catalogato come prova del suo "progresso" spirituale. Ella
cominciò a narrare queste esperienze a Maharaj molto dettagliatamente.
Maharaj ascoltò ciò che stava dicendo per alcuni minuti e poi la interruppe
chiedendo: “Dimmi, chi ha avuto queste esperienze? Chi si è sentita
compiaciuta da queste esperienze? In assenza di che cosa queste esperienze
non sarebbero affatto sorte? Esattamente, dove compari tu in queste
esperienze? Durante questo periodo piuttosto lungo di addestramento
spiritua-le, qual è l'identità che sei stata in grado di scoprire come tu?
“Ti prego, non pensare nemmeno per un momento, disse Maharaj, che io intenda
insultarti, ma devi veramente ottenere delle risposte chiare a queste
domande prima di poter decidere se stai procedendo nella giusta direzione.
Nell' attuale situazione tu sei come una bambina di cinque anni che sia
stata abbigliata con bei vestiti e graziosi ornamenti.
”Quella stessa bambina tre anni prima avrebbe ignorato i bei vestiti e i
begli ornamenti, o li avrebbe accettati come un fastidio forzato imposto dai
suoi genitori, ma ora, dopo il condizionamento ricevuto nel frattempo, la
bambina non vede l'ora di uscire per rallegrarsi dell' invidia delle sue
piccole amiche che non possiedono quegli abiti eleganti.
“Ciò che è accaduto, tra l'infanzia e la fanciullezza, è esattamente
l'ostacolo per vedere la tua vera natura. L'infante, a differenza del
bambino, trattiene ancora la sua personalità ed identità soggettiva. Prima
del condizionamento fa riferimento a se stesso così com'è, si considera
semplicemente un "oggetto", non come "me", il conoscitore/soggetto. Pensa
profondamente a ciò che ho detto. L' "entità" personale e l'illuminazione
non possono andare insieme.
“Se, dopo ciò che ti ho detto, decidi di continuare a farmi visita, ti devo
mettere in guardia, disse scherzosamente Maharaj: non soltanto non
acquisirai nulla, ma perderai qualunque cosa hai "acquisito" con così tanto
sforzo negli ultimi anni. Inoltre, perderai persino il tuo sé! Quindi, sei
avvisata! Se continuerai a visitarmi, arriverai alla conclusione che non c'è
"me" né "te" che cerca l'Illuminazione.
In effetti non esiste una cosa come l' "illuminazione". La percezione di
questo fatto è in se stessa illuminazione.
La donna sedette persa nel suo pensiero. La sovrastruttura di preconcetti
che aveva costruito così assiduamente negli anni era stata scossa fin dalle
fondamenta. Congiunse le mani in omaggio a Maharaj e chiese il permesso di
fargli visita giornalmente sino a che era a Bombay.
“Sei la benvenuta", disse Maharaj.
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