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Scoprire nello spazio profondo, su quel solitario meteorite di ghiaccio, la
danza della luce solare che forma geometriche strutture cristalline immerse
in gocce oleose di idrocarburi spiraleggianti, e guardare il cammino dal
piano minerale al piano biologico fino all'emergere della vita batterica.
Assistere così alla continuità di questo cammino dell'universo che diventa
vivo, e di lì in pochi anni, che si fa umano, e che si trasforma in ciò che
sei proprio tu. Loro dicono che la Coscienza Suprema divenne l’Uomo Cosmico
che si trasformò in universo e che divenne essere umano...
... Continuità, reversibilità, ricreazione ciclica, è la Ruota,
tante volte raffigurata, della Legge Cosmica, sacra per indù e buddisti, è
il dharma. Possiedi il senso del tempo lungo? Turaz mi scrive di
"approfondire"... Ma come? Ho il sospetto che non sia possibile in un
forum, ciò che potrei fare è già stato fatto, da me con
atmanyoga o da tanti altri.
Ho l'impressione che approfondendo istanti di interiore vissuto si
sia "reali",
mentre approfondendo argomenti, si passi ad un livello di superfice, utile
per affinare l'intelletto che potrà aiutare la conoscenza spirituale, ma non
si riuscirà a "realizzarla".
Ieri mattina sono partito per un treeking in solitaria a Olzai
(Sardegna); pensavo a come l'intervento di Turaz mi fosse da stimolo nelle
mie riflessioni: "approfondire, ma come?". Il rumore della corsa in auto mi
risuonava nel torace, belle strade sinuose, per me quasi deserte, rispetto
al caotico traffico metropolitano della mia regione, l'Emilia Romagna.
Ascolto, ascolto, questo tremore sonoro dentro il mio petto...
qualche minuto al massimo, poi la mente passa ad altro. Non c'è scampo! Non
c'è scampo? La mente sempre passa ad altro, si distrae con facilità, non si
sofferma, non contempla, rincorre il tempo... ma è il movimento di questa
mente che genera il tempo, e frenetica lo rincorre, come un gatto che si
morde la coda! Quando la mente si ferma su un punto è segno che ha trovato
"qualcosa che non va bene", è segno che sta diventando ossessionata,
paranoica, stressata da qualche nuovo e vecchio problema.
Questa mente "normale" o è distratta e vaga da una cosa ad
un'altra o è preoccupata: così non va. Questa mente è la mia vita, se fosse
possibile un'altra mente allora sarebbe possibile un'altra vita. L'avete
scoperta anche voi quest'altra mente, alcuni mistici l'hanno chiamata
non-mente o mente zen o buddhità, quindi dedichiamoci a coltivarla, a
radicarla nella nostra realtà.
Nel paesino di Olzai mi incammino per il sentiero che sale su in
montagna, qui la vegetazione è fitta, alberi e cespugli si attorcigliano a
enormi massi granitici che affiorano dal terreno (...). Supero la cresta del
monte e trovo una piccola grotta che mi attira per la meditazione e il
pranzo. Acqua, pesche, un pezzo di formaggio, un pezzo di pane; (quando vado
in treeking spesso mi preparo dei panini al formaggio, altre volte, come
questa, mi "preparo" a mangiare un pezzo di formaggio con un pezzo di
pane... trovo una "differenza" in queste mie due modalità di prepararmi il
nutrimento... poi con me ho portato un po' di cibo per il bosco, come fa
anche Bepy…
Nascosto alla vista verso valle ci deve essere un gregge, mi
giungono i suoi scampanellii, dal sonoro e breve "Glong-glong" al tenorile
"Deeng-deeng" al cristallino e lungo "Tiiiin-tiiiin", questi suoni mi
ricordano(?) un tempio buddista. Questa terra come altre terre, questo tempo
come altri tempi, migliaia di anni fa, tra le montagne affiorate dagli
oceani, pecore, pastori, alberi, spiriti, monaci. Un’unica storia, la
stessa.
L'attuale modernità ricopre con le sue macchine e i suoi flussi finanziari e
informatici, una terra ed un tempo antichi, quieti, perenni. Il flusso del
tempo, superficiale e moderno, scorre su un tempo più profondo e immobile;
il mio corpo risiede come roccia sulla roccia, eretto, senza sforzo,
cristallizzato; il respiro si acquieta insieme alle punte delle foglie in
cima agli alberi; e la mente tace nel silenzio del tempo lungo; la
contemplazione di sé, priva del sostegno del pensiero, trova pace nella via
che ci abbraccia. Una mente che non corre, ma accoglie aperta la visione e
respira libera oltre l'orizzonte, Om Shanti, (Fabio).
COMMENTO di Aliberth:
Riempie il cuore, il sentire che
anche altre singole persone hanno avuto “l’esperienza”…, e che non si
è del tutto soli, in questa meravigliosa landa purtroppo assai poco popolata
che è l’auto-conoscenza o ‘consapevolezza’. Come ben dimostra il
nostro amico Fabio, nella contemplazione sistematica del proprio ‘sé’ si
arriva a sperimentare quello stato di puro stupore e meraviglia, chiamato
‘vacuità’ – che è appunto il tempo-senza-tempo e spazio-senza-spazio. Il
difficile sta, poi, nel saper ricollegare quella esperienza alla vita di
tutti i giorni, per riunire l’Assoluto con il relativo, e riportare il
nostro vero ‘Io-sono’ nella dinamica duale e caotica dell’esistenza karmica…
E questo è lo scopo, arduo ma non impossibile, della pratica del Dharma…, ed
è anche il compito, improbo ma non irrealizzabile, dell’insegnante
spirituale il quale, dopo averlo già sperimentato su se stesso, si sforza di
trasmettere questo stato ai suoi confratelli, cercando di aiutarli a
liberarsi dall’angoscia e dalla sofferenza samsarica che costantemente
permea questo mondo ed i suoi abitanti… |