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Appoggio sul
posacenere le mie continue crisi di identità, con calma, senza fretta.
Non sono propriamente crisi, sono
più
rivoluzioni.
Anche la crisi annoia
dopo un pò, e quando
non crea più gli effetti di una crisi, bisogna cambiarle nome.
Bastano 24 ore per
provare ogni emozione
possibile e genuinamente sperimentabile, nelle ultime 24, mi è capitato
di vivere amore, affetto, stupore, allegria, compassione,
mancanza, ammirazione e un'infinito senso di serenità. E' un bene che
spesso il tempo decida per noi ciò che deve finire, altrimenti sarebbe
eternamente compromessa la
possibilità di vedere
il nuovo e andare oltre.
La staticità dovrebbe
essere l'unica fobia dell'uomo, paradossalmente invece, gli da
sicurezza. E' una strana creatura l'essere umano, davvero.
Contradditorio oltre
ogni limite ragionevole, contraddittorio a dispetto dell'evidenza.
Sarebbe tutto così
semplice se la scelta giusta non fosse quasi sempre la meno conveniente!
Credo di aver compreso finalmente perchè ci tenevo tanto alla mia
rabbia, è che avevo paura di rimanere senza armi davanti alle
ingiustizie. Poi delusa ho scoperto che la rabbia era loro complice. Ora
non mi resta che fingere, per non far credere a chi è fuori che non
possiedo un'anima.
Mi ritrovo di nuovo
qua, con gli occhi pieni di alberi e neve, di fischi striduli che danno
un senso di oppressione, di orme inaspettate trovate sul cammino, di
sorrisi di bambini che si ricorderanno di me un giorno, per qualche
strano motivo.
Dev'essere fantastico
andare a vivere in un posto che non sia la propria casa, un pò come
riuscire a vedere il mondo attraverso un cranio. Però forse non si ha
più l'occasione di vivere ciò che il destino ci aveva riservato, chissà.
Mette più curiosità
conoscere ciò che non si conosce, oppure sapere cosa sarebbe successo se
non si fosse conosciuto? Sarebbe bello saper vedere entrambe le
opportunità. E scegliere.
Come se poi ritrovarmi
sempre qua non mi piacesse, come se fossi in cerca di qualcosa di
diverso... a dire il vero cerco ciò che è esattamente uguale a me.
Ho questo enorme
privilegio di saper vedere ciò che è, ma soprattutto ho imparato ad
avere la forza di non avere paura di niente, a pensarla davvero a fondo
dovrebbe spaventare solo l'idea.
Quanta solitudine
bisogna essere in grado di affrontare per non avere paura? La soluzione
è amare la solitudine nella sua infinita pace. Ci sono posti in cui si
può andare soltanto in solitudine, ci sono posti che non ammettono il
minimo errore.
Mi attirano
enormemente, quando non si ha abbastanza ambizione da voler riuscire in
ciò che si fa, allora la mira si alza, e l'unico stimolo possibile è la
perfezione. Ed è la spinta più forte che esista. Solo così vale la pena
alzarsi.
E mi tuffo di nuovo in ciò che so
essere mio, aspetto ancora con la stessa determinazione di tanti anni fa
perchè so che ciò che mi spetta arriverà. Che fretta c'è in fondo?
Prima o poi la mia realtà si fonderà con quella dei sensi. Lascerò sulla
strada un numero infinito di morti e feriti, come sempre.
Ma nessuno morirà più per mano mia.
MI PERDO DI NOTTE -
di DARIA
Mi
perdo nelle lettere, nelle letture, in quello che ho già letto, nel
letto.
Alcuni giorni sono infinitamente carichi di avvenimenti importanti, come
l'amore incondizionato o qualcuno che spera davvero che tu sia felice a
dispetto della sua felicità. Certe volte basta mettersi a cucire…
In alcuni momenti sembra davvero tutto vero. Poi ti chiedono come può
essere davvero possibile, ed è lì che hai bisogno di perderti, di
perdere, di perdonare la profonda ignoranza del mondo. Perdo, però
perdono. Perdonare per poter ancora donare. O diventa solo una questione
di comodo.
Certe volte mi sento davvero ingrata perchè so di avere e non possiedo
per scelta, visto da fuori deve sembrare un'ostentazione di cinismo non
indifferente. Per fortuna sono io ad essere indifferente al mondo
diffidente. Mi rendo realmente conto di quanto sia difficile convincere
le persone ad essere felici e non c'è niente al mondo che mi
opprimerebbe di più se non sapessi che è giusto così.
La felicità non è un diritto, o almeno lo è soltanto se lo si è
acquisito. E, acquisirlo, significa non averne più bisogno. Le
tentazioni non esistono per nessun altro motivo che per stimolarci a non
cedere, altrimenti non avrebbe senso. Se fossero lì appositamente per
essere colte, allora qual'è stato il grande errore di Eva?
A volte mentre mangio penso a quanto durerà il piacere di quel cibo, il
godimento di quell'acqua che mi disseta, il gusto meraviglioso dell'uomo
che sto mordendo. Non durerà, purtroppo o per fortuna.
Purtroppo perchè il godimento protratto all'infinito non può essere
altro che felicità, per fortuna perchè il godimento protratto
all'infinito non è altro che la sua fine, come per tutto.
Mi perdo nel sonno, nei sogni, nei segni.
Sembra che finalmente io riesca a perdermi ovunque, il che mi toglie
l'onere insopportabile di cercarmi un posto in cui perdermi. Sono
riuscita a perdermi anche dietro a te, che mi guidi amandomi con tutto
te stesso... come se io lo volessi tutto il tuo te stesso!
Fatico infinitamente per perdere me, come può attirarmi l'idea di
doverne uccidere due?
Eppure mi sembrava palese, scontato, quasi stabilito.
Svanisco nell'essere dei sogni che parla e agisce al posto mio, ride di
me perchè dipende da me eppure decide da solo cosa fare. Devo essere un
pessimo capo.
Stanotte ho quasi ucciso un piccolo uccellino schiacciandolo
esclusivamente con la forza del mio sogno. Non è da me.
Ma erano mie le lacrime di dolore immenso esplose nel vederlo immobile,
ed infatti il cuscino l'hanno bagnato davvero. Ed ero io che seppur
zoppicante, l'ho sognato di nuovo vivo... dovrebbe vedere tutto
quell'essere, invece di ridere a crepapelle alla prima misera vittoria.
I segni sul mio viso combaciano esattamente ai segni del destino, hai
visto? Cominciano ad arrivare i capelli bianchi, ora non sono solo io
che li vedo. Hai visto? Tu credevi che li avrei temuti, ma eccoli, ne
godo.
Se non cambiassero mai colore sarebbe come non avere mai più il
sacrosanto diritto di morire. E se fossi io a cambiarlo bè, sarebbe
tanto diverso da un lento suicidio?
Sogno lo sdegno, ma non disdegno.
Mi sveglierò, purtroppo o per fortuna. Purtroppo perchè da svegli si
dimentica troppo facilmente che si sta sognando, per fortuna perchè
mentre si sogna è impossibile restare svegli.
Mi perdo nella negazione, nell'azione e nella negoziazione. Se non
potessi perdermi fondendo tutto in un calderone diventerei pazza, come
tutti gli altri, del resto.
Un pezzo di pazzia per uno, per mettere una pezza all'enorme pazzia
totale.
Un passo alla volta, c'è un tempo per tutto e ognuno sceglie quanto
assegnarne ad ogni frammento di vita. Ma tanto il tempo non esiste.
Se dovessi essere di nuovo obbligata a scegliere fra l'essere savia o
l'essere pazza (come lo ero qualche tempo fa), non potrei che scegliere
la pazzia, perchè diventerei pazza. Anni ed anni a capire chi fosse
questa folle, per scoprire che non serviva a niente saperlo... se non a
portarmi a scoprire che non serviva.
Vado avanti e nego il diniego.
L'altalena va su e giù, perchè? perchè? perchè l'assoluta libertà
generata dal vuoto che si ha nello stomaco durante la salita, deve
essere sempre accompagnata dalla stretta delle mani intorno alla corda
stimolata a dismisura dalla paura di cadere?
Odiamo scegliere ma passiamo la vita a costruire delle decisioni da
prendere (quando non sono gli altri a costruirle per noi). Imparo a
cadere o ad evitare di cadere?
E siamo talmente piccoli che non possiamo neanche decidere quando
nascere o morire. Pensa un pò.
Ma non è neanche questo il paradosso più grande e ridicolo, ma è che
avremmo le facoltà per farlo e lo ignoriamo perchè è troppo faticoso.
Geneticamente geniali. Solo gente.
Pulisco il cassetto in cui tengo la sofferenza, ogni tanto sono
costretta ad aprirlo spinta dall'idea assordante di togliere la polvere.
Vederla in qualche modo mi rassicura...la sofferenza, non la polvere.
Quella la tolgo per vedere bene, non posso permettere che copra una
verità così nobile come la sofferenza.
Richiudo, sorrido. Aspetto con rispetto che qualcuno mi prenda di petto.
Mi rendo conto della grande occasione che mi darà, io e la mia rabbia
sul ring, faccia a faccia.
Per questo è un bene prezioso la sofferenza, perchè si lascia vedere.
Arriva sempre il buio prima o poi, purtroppo o per fortuna.
Purtroppo perchè è scaduto il tempo utile per vedere,
per fortuna perchè senza il buio non si saprebbe cos'è il tempo utile
per vedere.
Nell'Amore, nel mare, nel mero, nel vero...
Non statemi a cercare, non cerco di tornare.
Commento di Aliberth – E perché dovrei commentare?
E' tutto perfetto così… Come hai ben capito il Dharma, Daria! Ora, non ti
resta che mantenerne l’applicazione per tutta la tua vita, ed anche
OLTRE!
Commento di Daria - Grazie per ogni goccia!
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