E' evidente che il momento è quello
giusto, altrimenti non avrei mai e poi mai capito dove avevo visto la
faccia di Braccio di ferro ieri sera mentre voltavo velocemente lo
sguardo. E’ assurdo. Non volevo crederci... Ho
scrutato
minuziosamente ogni angolo della scrivania eppure niente, niente
nonostante fossi sicura di ciò che avevo visto. Il che la dice lunga
sull'essere sicuri.
Hai vinto tu, le percosse che
abitualmente infliggo al mio cervello fisico, mi portano inevitabilmente
ad arrendermi davanti all'evidenza dei fatti, e i fatti sono contro di
me.
Ne ho accumulate un bel pò di idee in questi giorni, sono piena di
qualcosa di molto denso, che lascia pochi spazi vuoti anche se è
leggero.
Sembra la schiuma che si usa per
sturare i tubi di scarico, la spruzzi come la vita ti spruzza addosso le
sue trame, e lei si gonfia leggera fino a riempire ogni spazio. Ed ecco
che scrivere è indispensabile per crearne di nuovo.
L'altra sera ad esempio, dopo esser
rimasta stupita dal fatto che a volte il male diventa anche femmina, ho
visto chiaramente la follia dell'amore. A grandi passi o a piccoli
passi, sempre di follia si tratta, e inevitabilmente ti conduce almeno
per un periodo ad indossare la camicia di forza.
La causa e l'origine sono le medesime,
a prescindere da dove si conficcherà il proiettile, se nel petto o nella
tua dignità. La vita insiste ripetitiva sull'esprimere un concetto senza
cambiare mai rotta finché non l'hai fatto tuo. Questa è la vita, e
dovremmo essergliene grati.
A volte sono le pagine di un libro, a
volte la fine della passione di altri... non serve neanche che sia tua
per rimanerne vittima, pensa alla potenza di questa follia. E non serve
che tu ne muoia di persona per impararne il pericolo, pensa alla
grandiosità dell'Amore vero. Non ne vale davvero la pena, non per quello
che ne viene in cambio. Per cosa?Per camminare qualche giorno sollevati
da terra?Ma andiamo, è chiaro come il sole che si tratta di una
trappola.
Le scelte sono molteplici per alcuni,
limitatissime per altri, inesistenti per i più. Ed è là che dovremmo
davvero soffrire, nel vedere l'oppressione di chi non ha facoltà di
scelta. C'è chi può scegliere di imparare, chi decide deliberatamente di
non farlo, chi è costretto dagli avvenimenti a farlo o non farlo. E'
davvero più semplice vivere così, senza poter decidere?
Potrebbe, se non fosse che le scelte
prima o poi vanno fatte, quindi l'essere provvisoriamente sollevati da
quest'onere non garantisce affatto l'evitare in futuro la fatica che da
sola ha cambiato rotta oggi. Anzi, se il dolore se ne va via da solo
senza che tu l'hai spedito lontano a calci, probabilmente lo fa per
andare a recuperare qualche parte di sé dimenticata per strada che si
incollerà addosso per colpire più forte di prima.
Così la gioia. Il che definisce
definitivamente me stessa come 'fortunata' in quanto abilitata alla
scelta. Si lo so, dovrei correre ancora verso nuove visioni, ma sono
liquefatta da una nuvola di fumo e di parole, mi chiedo se non sia
davvero mio dovere dare delle spiegazioni, ma poi lascio al vento
passato in questi giorni la risposta che tutti stanno aspettando.
Spiacente, ho trascurato ormai per
troppo tempo la voglia di sentirmi in grado di dare risposte, faceva
troppo rumore, dovrete arrangiarvi da soli. Il dado rotola all'infinito
senza far mai sapere che numero uscirà, siamo noi a puntare il dito sul
numero prescelto, uno o sei, gli altri hanno poco senso. Esistono solo
come gradini di una scala e questa immagine riflette ogni istante ed
ogni mossa della nostra corrotta, sleale e miserabile vita.
Me ne rendo conto, la verità dà alla
testa, la ricerca del rumore diventa un fastidio assordante, il pane
quotidiano sembra davvero bastare a tutto il corpo, ma neanche ciò che
sembrava un motivo più che valido può cambiare la realtà... e la
volontà.
Quella sa già da sola cosa deve fare e non ascolta più nessuno oltre a
se stessa, o non sarebbe più lei. Oggi è tutto bianco, l'aria, i muri,
la sete.
Mi distraggo solo un attimo per vedere
i sorrisi stampati sulle fotografie, ho bisogno di ricordare una
felicità che non esiste più per sapere che prima o poi ce ne sarà
un'altra. Pensa che sciocca. Ho pensato di avere paura, ma paura non
era, era lo stupore di essere rimasta senza paure. Ed ho pensato di
impazzire in alcuni momenti, all'idea di perdere prima di scoprire
l'impossibilità di essere sconfitta.
Come scendere sul campo di battaglia
senza avere nemmeno uno scudo di protezione.
Non sono mai stata sola, questo ormai è palese. Non come tante energie
sofferenti, che poverine sono costrette a tenersi stretto ciò che son
riuscite a mettere insieme nella vita, assolutamente no.
Io lo sento forte l'onere del dover
decidere, dover sapere, dover vedere. E soprattutto di dover abbandonare
le catene che mi sembravano messe intorno alle mie caviglie da altri
prima di scoprire che solo io potevo slegarmi. Forse mi hanno incatenato
davvero, ma presa ad urlare per farmi liberare non ho visto che hanno
lasciato le chiavi proprio accanto a me.
Non sento nient'altro che abbia una
forza così devastante. Vedere e abbandonare è tutto ciò che voglio, con
le difficoltà che comporta è chiaro, ma cosciente che ogni difficoltà
superata è una difficoltà in meno. Non sono mai stata sola perché non ho
avuto bisogno di sentirmi in compagnia... ma lo scotto si paga eccome,
ed è giusto che sia così perché si cammina per sempre sollevati da
terra, e allora si che ne vale la pena davvero.
E' una scelta, è la rappresentazione
madre della possibilità di scegliere, è scegliere qualcosa che al mondo
sembra una furbata quando non sembra una pazzia, e tu solo sai davvero
quanta fatica ci vuole a tenerti in piedi per poter ancora fare dei
passi in avanti. Ma devi avere nelle tue corde la facoltà di scegliere.
Tu solo sai che al mondo sembra una stregoneria perché il mondo vede
solo i risultati.
E salutato l'uno con la gioia di
partire, avvisato il sei che prima o poi arriverò, salgo i dannati
gradini centrali Amandoli tutti a dismisura, cosciente che solo grazie a
loro arriverò in cima.
COMMENTO di Aliberth…- Ormai non mi sento più
stuzzicato nel fare commenti agli scritti di Daria… A volte sembra che ce
l’abbia col mondo intero, altre volte, invece, sembra che ce l’abbia con se
stessa e proprio per difendere il mondo intero… Dunque, a voler commentare
si rischia sempre di sbagliare…
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