A volte la domanda me la sono
posta davvero con attenzione:
cosa mi spinge ad andare e cosa
a restare?
Perchè una delle due scelte
d'improvviso prende il
sopravvento sull'altra?
Smettiamo di girarci intorno, la
risposta è sempre e soltanto la
comodità, quindi la vera
rivoluzione è rendere comodo ciò
che è scomodo, quando serve.
L'inizio, dov'è l'inizio?
Forse devo solo trovare quello e
smetterla di cercare la fine,
che tanto non arriva mai.
Ma se non si giunge mai alla
fine, come si può credere di
dover cercare un inizio?
Per un attimo ho avuto voglia di
provare di nuovo la sensazione
di essere a

llattata
al seno da mia madre, è come se
andare avanti istante dopo
istante non sia nient'altro che
tornare indietro a quelle
sensazioni che stranamente mi
sembra di ricordare molto più
nitidamente delle altre.
E' che vorrei fossero decise e
sicure come il ricordo di ciò
che ho appena visto.
E' come cercare una conferma a
ciò che so di conoscere bene,
per poter andare oltre, a quando
le sensazioni non esistevano
perchè non c'era la mia memoria.
Eppure non ricordo cosa si
provava ad essere picchiata
giorno dopo giorno, senza mai
reagire. Ricordo come e quando
succedeva, ma devo davvero
stringere i denti e farmi
coraggio per avvicinarmi di
nuovo a quel senso di
umiliazione che iniziava a
preoccuparmi dal suono della
campanella.
Arriva un punto in cui scegliere
non è più possibile, tutto segue
semplicemente il suo naturale
corso. Arriva un momento (se si
è davvero decisi in ciò che si
fa, e forse anche un pò
meritevoli) in cui scegliere non
è più necessario, anzi, capisci
che non lo è mai stato davvero.
E' così dannatamente vero che al
mondo non esiste nulla che abbia
un inizio e una fine, che come
per magia vedo che probabilmente
è il cambiamento continuo che
rende vera la loro inesistenza,
è proprio lui a possedere in sè
quelle due caratteristiche che
esclude, l'inizio e la fine.
Il cambiamento inizia alla fine
della condizione precedente, e
finisce nell'illusione della
raggiunta stabilità.
Per questo in realtà è continuo,
non inizia e non finisce mai.
Siamo noi a scandire anche
quello, forse perchè è l'unico
appiglio rimasto o forse
semplicemente per abitudine,
chissà.
In ogni caso tutto, alla fine,
nasconde una massiccia dose di
follia nel perdersi fra i
meandri di una qualsivoglia
illusione, fosse anche illudersi
della perfezione. Anzi, è forse
quella l'illusione più folle e
confusa, almeno finchè non si è
così pazzi da arrivare fino in
fondo e divenire parte
integrante dell'illusione,
facendola sparire ai sensi.
Non c'è più capovolgimento di
fronte se il fraintendimento
sono io stessa.
Forse entrare è davvero l'unico
modo per non vedere più la
porta.