|
E'
un pò che mi lascio trascinare
dalle parole di qualche altro
mendicante di verità.
La scusa è che avendo i pensieri
umani raggiunto e realizzato
progetti umani e sovraumani, non
c'è rimasto molto da pensare e
tanto vale scegliere fra le
varie soluzioni già individuate,
sempre che non si abbia davvero
voglia di sapere e
sperimentare.
E' un pò che perdo tempo a
trovare scuse, devo dirlo.
Il motivo è che non trovo mai
tutto il coraggio necessario per
fermarmi a riposare senza aver
bisogno di giustificare il mio
ritardo.
Stasera avevo pensato di seguire
gli umori di tutte quelle
persone con cui sono cresciuta
davvero e di farne qualcosa di
utile, ma tutto mi riporta
all'inutilità dei pensieri che
generano quegli umori.
Tutto mi ricorda l'importanza di
ciò che c'era quando non c'era
niente.
Non posso farne a meno a quanto
pare, e vale più di ogni
piacere.
Il piacere... a volte mi sembra
di apparire come una sorta di
psico-masochista, non sono più
in linea con i canoni del
piacere, ed è strano perfino per
me.
Niente di meno esatto a guardare
bene, tendo anch'io al piacere,
non credo sia possibile
invertire la tendenza.
E' solo che a volte i premi per
la rinuncia al piacere sono il
rispetto e l'amore verso me
stessa, e mi sembra ne valga la
pena. Tutto qua.
Non credo sia troppo al di sopra
delle possibilità umane intuire
che la differenza sia
esclusivamente nella diversa
percezione del piacere e nella
diversa lungimiranza.
Assistiamo immobili in ogni
istante a mutazioni genetiche di
qualsiasi evento rammentabile e
umanamente vivibile, e ancora ci
stupiamo di scoprirci diversi
rispetto a un attimo prima.
Soffriamo immensamente di fronte
alla vittima e poi vorremmo
provocare la stessa sofferenza
all'assassino, credendo
realmente che sia giustizia.
Il perdono è qualcosa che non
viene mai presa in
considerazione.
Forse non c'è proprio nessuna
speranza per noi esseri brutali
e vittime di noi stessi, o forse
dovrei accontentarmi della mia
di speranza.
Non provo rancore, voglio solo
evitare il peggio, voglio
anticipare la mia rabbia per una
volta, e confinarla nel posto
che le compete, il nulla.
Mi impegno davvero ad evitare
gli stimoli feroci della mia
rabbia, posso essere perdonata
per questo?Posso essere capita e
perdonata?Tanto in ogni caso non
mi sentirò una vigliacca, non
sto scappando da nulla (se non
dai miei inganni), e non ho
evitato a me stessa neanche una
briciola della sofferenza che mi
spettava, anzi, ne ho vissuto
ogni attimo sfruttandone tutte
le potenzialità.
Ho aspettato con un pò più
d'attenzione stavolta, facendo
rullare all'infinito i tamburi,
sicura che fosse passato
abbastanza tempo da potermi
permettere un'attesa quanto meno
verosimilmente realista.
Eppure devo essermi sbagliata,
ciò che mi aspettavo di veder
passare sotto casa deve essere
ancora a miglia di distanza.
Non mi piace dubitare del fatto
che succederà, mi sembra quasi
di portargli via la voglia di
arrivare.
Sarà vero che saprò evitare di
prendermi ciò che di diritto mi
spetterebbe?
|
|