TESTIMONIANZE:

Una MAIL da un’AMICA…

(Tanto perché si capisca di cosa ci si interessa nelle nostre riunioni e sedute di meditazione Chan, pubblichiamo qui una Mail inviataci da una nostra amica e praticante Chan. Si tenga presente che lei è l’ultima arrivata nel Gruppo, quindi è la praticante più giovane. C’è da stupirsi, quindi, di quanta strada abbia fatto in pochi mesi! Sicuramente, però, lei era già molto avanzata di suo. Ma questo non fa che rendere ancor più valida la sua chance di aver incontrato un sentiero così fulminante come il Chan, perché è vero che se una persona è già pronta di sicuro con il Chan potrà ‘IMPROVVISAMENTE’ illuminarsi alla sua VERA REALTA’, ed a quella VERITA’ che infine la rendera libera dall’ignoranza e dal dolore).

 

“Caro Alberto, volevo condividere con te un pensiero che ho scritto ieri dopo l'incontro di meditazione….

…Una delle domande che mi sono posta piu' spesso nell'ultimo anno e' relativa alla consapevolezza. Mi chiedo

spesso se effettivamente e' un bene vivere senza aver bisogno di cercare una spiegazione. In molte occasioni ho l'impressione che da qualche parte ho ancora questo bisogno, il bisogno di appoggiarmi alla grande illusione e da essa trarre forza per un confronto, altrimenti non mi porrei nemmeno la domanda. Non ci si pone domande se non

si ha bisogno di risposte. Il fatto e' che ogni volta che mi pongo la domanda, sebbene senta ancora il morso del

dubbio, ho gia' la mia risposta, e non e' semplice spiegare quanto sia forte la convinzione che spinge a scacciare il dubbio.

Morale, il dubbio si insinua ancora, ma e' troppo grande la spinta che sento dentro per fermarmi a dargli ascolto. Forse anche questo non e' altro che un bisogno, il bisogno di far leva su un appoggio forte, e di conseguenza anche questo e' sbagliato. Ma da qualche parte bisogna pur appoggiarsi, o perlomeno, ancora appoggiarsi. Mi guardo dentro e capisco che tante cose le ho gia' abbandonate, ma allo stesso tempo capisco anche che riuscire ad accettare che tutto sia cosi' perche' e' inevitabile, e che tutto debba essere affrontato esclusivamente con la mia forza e la mia consapevolezza perche' tutto nasce e cresce grazie a me (o per colpa mia), e' difficile. In alcuni momenti il pensiero di abbandonarmi alla mia vecchia ignoranza e' ancora vivo. Ma se mi guardo indietro e rivedo come stavo in quei momenti, capisco che sarebbe sciocco e sbagliato rientrare anche solo per pochi istanti in quel vortice in cui mi sentivo completamente inerme. Non avrebbe alcun senso, alcun beneficio. Eppure... Eppure ogni tanto questo benedetto dubbio ce l'ho ancora. Lo capisco confrontandolo con l'ora e l'adesso. Mi sono resa conto che tante delle paure che avevo un anno fa non le ho piu'. E' tutto molto piu' tranquillo, c'e' tanta pace in piu'. Credo che piano piano non avro' piu' bisogno nemmeno di pormi la domanda con cui ho iniziato questo discorso.

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Questo per introdurre il mio attuale stato d'animo. In realtà anche mentre scrivevo, mi stavo ponendo delle domande e mi stavo dando delle risposte. La domanda che mi facevo era, ‘perchè se sai che la strada giusta è quella che stai percorrendo, parli ancora di dubbi e domande’? E la risposta è stata, ‘perchè se non mi ponessi queste domande, non riuscirei a convincermi che quella strada sia effettivamente quella giusta’. E cosi' ho capito che è vero ciò che tutti abbiamo detto ieri rispondendo alla tua domanda, ovvero che la strada è ancora molto, molto lunga, ma perlomeno sento di stare su quella giusta, quella che porta alla meta, quella che possiede migliaia di bivi e di incroci ma che è anche piena di cartelli che indicano la direzione giusta...

E' assurdo riuscire a capire da soli che le domande non hanno ragione di esistere, e però non riuscire a non farsele! Una cosa in particolare mi ha colpito ieri tra le risposte che abbiamo dato alle tue domande, ed è stata la diversa interpretazione che ognuno di noi ha dato a quella domanda che hai fatto. Ovvero, sebbene ognuno di noi abbia dato una risposta frutto di un'analisi personale, ho avuto l'impressione che alcuni di noi abbiano risposto cercando di dire quello che ritenevano fosse giusto dire, e non quello che sentivano davvero. E credo che questo non sia esattamente quello che volevi tirare fuori con quella domanda, ma magari mi sbaglio... E purtroppo questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che è inutile cercare di convincersi di qualcosa se a questo qualcosa non ci si crede profondamente ed intimamente... Si possono ricevere anni e anni di insegnamenti, ma se non si capisce davvero nei meandri profondi di noi che quegli insegnamenti per poter essere applicati devono essere conosciuti, capiti, accettati... Forse non si arriverà mai alla meta, ammesso che si abbia capito quale sia davvero, la meta...E' per questo che da una parte mi "spaventa" l'accettazione passiva delle cose. Ho molto apprezzato e condiviso quanto detto da Leda, il fatto che lei abbia messo in discussione la sua capacità di capire e che alla fine sia tornata con una consapevolezza diversa e assai migliorata. Questo mi ha molto rincuorata. Scusami se non sono riuscita a spiegarmi al meglio... Non vorrei che queste mie parole venissero interpretate come un atto di superbia o di immodestia... E' semplicemente il frutto di una riflessione che in realtà avevo dentro già da un po'! Grazie di tutto - Un abbraccio - Shanti! -  Enrica.

 

(La mia risposta, di getto, è stata: ‘Cara Enrica, Non ho parole.... hai centrato TUTTO in pieno!
E' anche superfluo, secondo me, che io ti risponda ora. Ma di sicuro ne parleremo LUNEDI’, leggendo la tua lettera. Complimenti vivissimi... Tu sei sulla buona strada. E' così che si pratica. Sono convinto che, se continuerai così, tu sarai una di coloro che ce la farà... Shanti!)

 

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